Al Presidente Preeth Padmanabhan Nambiar è stato assegnato il Premio Setu Awards for Excellence 2023, di Elisa Mascia

Premio Awards for Excellence 2023 a Preeth Nambiar

GRAZIE DI CUORE A SETU MAGAZINE, PITTSBURGH, USA!

Siamo felicissimi di condividere l’incredibile notizia: il nostro On. Il presidente, Preeth Padmanabhan Nambiar , è stato insignito dei Setu Awards for Excellence-2023!

Il premio gli viene conferito per aver rivitalizzato la scena artistica globale; creare e mobilitare la poesia in un movimento multinazionale; intervenendo tempestivamente e ridefinendo i modelli culturali attraverso un movimento chiamato Writers Capital International Foundation. Riteniamo che questo riconoscimento non sia solo per lui ma anche per l’intera Writers Capital Foundation in tutto il mondo per il suo impegno nella sua missione umanitaria.

Un grande ringraziamento ad Anurag Sharma, al dottor Sunil Sharma e all’intero team di Setu per il loro impegno nel celebrare l’eccellenza letteraria. Il tuo sostegno non solo eleva i talenti individuali, ma contribuisce in modo significativo al panorama letterario globale.

Grazie di cuore per aver riconosciuto e amplificato le voci del mondo letterario. Attendiamo con ansia ulteriori sforzi condivisi!

Cordiali saluti,
Irene Doura Kavadia
Segretario generale della Fondazione Writers Capital International

E
Fondazione Team Writers Capital

SetuAwards #EccellenzaLetteraria #WritersCapitalFoundation #PreethNambiar @followers Preeth Padmanabhan Nambiar

***HEARTFELT THANKS TO SETU MAGAZINE, PITTSBURGH, USA!

We’re overjoyed to share the incredible news – our Hon. President, Preeth Padmanabhan Nambiar, has been honoured with The Setu Awards for Excellence-2023!

The award is bestowed upon him for revitalising the global art scene; creating and mobilising poetry into a multi-national movement; making timely interventions and redefining cultural templates through a movement called Writers Capital International Foundation. We believe this recognition is not just for him but also for the entire Writers Capital Foundation worldwide for its commitment to its humanitarian mission.

A big shoutout to Anurag Sharma, Dr. Sunil Sharma, and the entire Setu team for their commitment to celebrating literary excellence. Your support uplifts not only individual talents but contributes significantly to the global literary landscape.

Heartfelt thanks for recognising and amplifying voices in the literary world. We look forward to more shared endeavours!

Warm regards,
Irene Doura Kavadia
Secretary-General, Writers Capital International Foundation

and
Team Writers Capital Foundation

SetuAwards #LiteraryExcellence #WritersCapitalFoundation #PreethNambiar @followers Preeth Padmanabhan Nambiar

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Il poeta Fabio Petrilli presenta il libro Profumo di liquirizia di Pietro Edoardo Mallegni, di Elisa Mascia

Poeti e poesie

Foto cortesia di Pietro Edoardo Mallegni

Prefazione

Profumo di Liquirizia

“Profumo di liquirizia” di Pietro Edoardo Mallegni è un libro dall’atmosfera crepuscolare, è quasi sempre una descrizione di quotidianità ed esperienza individuale venata di malinconia.

I versi sono liberi , il tono lirico e le descrizioni fortemente sensoriali. Pietro cerca solamente tranquilli angoli del mondo e luoghi conosciuti dell’anima in cui rifugiarsi. Ma questo impegnarsi a vivere,/ questo sentirsi ecosistema/ contare i giorni come/ ingredienti di una spesa.

La sua è una poesia colta, caratterizzata da una concisione assoluta e da un linguaggio

preciso, la singola parola è anche se mai oscuro o criptico, in perfetto equilibrio tra estremi diversi. Tra echi simbolisti e lampi surreali, utilizza l’ironia per creare un universo metaforico popolato di dettagli e colori precisi, vividi, esatti. E dunque la poesia diventa nel giovanissimo Pietro una compensazione e, rispetto al mondo circostante, la necessità di

colmare un vuoto. Un richiamo ad un mondo esotico rispetto al suo mondo presente, la poesia diventa per Pietro Mallegni irrinunciabile forma per percepire il mondo e relazionarsi

con esso in una dimensione profonda e nascosta, più soddisfacente.

Un’ ironia assoluta: /il desiderio della longevità,/nell’era dell’abbondanza./Sia luce ai coltivatori di dolore e,/ dalla

terra che, presidi e scrittori/ hanno sublimato, si canti/; è nato qualcosa;./ Morte e sgomento,/mai si attaccarono a qualcosa,/che non fosse nato. La poetica del giovane Pietro mediante un’esattezza e una sobrietà espressiva che lasciano

indietro ogni sentimentalismo o una troppo facile emozione sembra coincidere con gli stringenti e già definitivi interrogativi a cui sottopone la realtà. Una realtà riconoscibile nella sua quotidianità, nella sua contingenza individuale e storica, ma al tempo stesso elevata a

dimensioni e a tipologie di respiro già universale, già consapevole della pluralità di senso della poesia, già bisognosa di attestarsi in una zona intima dove è possibile ascoltare il

rumore del mondo e l’insufficienza della parola stessa.

La tensione poetica ed il gioco metaforico, la speculazione della singola parola, gli interrogativi posti alla vita e al suo senso definitivo si fanno più urgenti, come è evidente

in questa raccolta poetica, nella quale appare l’ansia di rinchiudere il coacervo di indomabili

contraddizioni dell’esistere in un nome che, come è richiesto alla poesia, sia non ancora avvertito prima della rivelazione poetica.

Disteso sulla mia assenza, /ascolto gorgogliare il sole,/ i turisti, la gioventù,/ l’idiozia./ E

mi perdo, con lo sguardo,/nell’orizzonte, la sabbia/ tra i miei piedi, laggiù,/ fra il silicio e la

sporcizia,/ sogno affogarmi.

Questa attenzione alle voci, questa intima necessità di ascoltare quanto il mondo pronuncia nei recessi del silenzio, diviene sempre più chiaramente la cifra dell’esperienza poetica di Pietro Mallegni.

Di fronte a domande così fondamentali rivolte all’esistenza, alla natura, alle cose, il soggetto lirico resta in attesa di risposte radicali e nutre speranze di varia natura.

Così il tempo è tutto avvertito nel suo continuo straniamento, prefigurato nella sua marcia verso un progressivo e inesorabile svuotamento di ogni senso delle cose.

Le mie lingue

di argento scorrevoli,/devote, un tempo, alla sopravvivenza,/sono una confusione di acqua e

piante,/un malandato trampolino, /il salto,/che ricorda l’età dei miei minuti,/ l’assenteismo

grato del mio liquido legato benessere.

Ma proprio dentro questa inesorabilità della sorte, nasce una nuova energia, l’occasione di

un gioco poetico in cui la parola è cosciente del proprio limite ma anche del proprio potere di strumento atto a sovvertire una realtà data a farsi complice dei sogni dell’individuo, delle sue infinite domande. La voce poetica si va forgiando tutta nel crogiuolo di queste domande che rivolge alla vita e si va formando all’interno di un tempo e di uno spazio reale continuamente rimodellati, frantumati, sollecitati a uscire da sé e a rientrare in sé, in una infinita dinamica di fughe e di ritorni che approda a una sostanziale accettazione della condizione umana.

Se fosse tenera questa pianta che/chiamiamo casa e Dio fosse il primo /dei suoi frutti,

converrebbe, in questo silenzio/ desiderare di essere ultimi.

Pietro Mallegni salvaguarda la luce di verità e di enigmatica bellezza che vi ha costruito e l’esattezza di una parola che non concede nulla a facili e inutili illusioni. In quel circoscritto

universo assistiamo a un vero atto d’amore reciproco che ricorda da vicino l’itinerario mistico

dell’anima. Lo sguardo poetico si fa più netto nell’indagine di condanne e di salvezze; la parola scarna, il sintagma tagliente esige una verità essenziale, che non concede ambiguità morali, o chiede anticipatamente la pietà di un silenzio riparatore ove l’interrogativo sulla

connaturalità di canto e silenzio, sul loro paradossale e necessario convivere si fa sempre più urgente. Così come l’invocazione alla pietas e all’amore, tanto più forte quanto più minacciosa si fa, attorno all’io, la realtà esterna, e più patente il rischio di perdere ciò che

vale, ciò di cui è intessuta la sostanza umana.

Ma nella cecità, nella contraddizione: la parola. Parola che appunto permette di avere luce anche solo per pochi minuti e che Pietro

Mallegni cerca incessantemente, come unico filo del gomitolo da dover riavvolgere: un imperativo per salvarsi. Nelle incomprensioni e contraddizioni in cui il giorno si sussegue solo la parola salva e per un attimo concede precisione.

La voce poetica grida il suo bisogno d’amore, sospesa tra la realtà e le parole che rivendicano una loro autonomia, il loro profondo mistero.

( Di me, si è innamorata la miseria,

facendo “m’ama e non m’ama”) .

Nota Biografica

Pietro Edoardo Mallegni è nato a Carrara l’1 luglio 1995. Fin da piccolo nutre due grandi passioni: la cucina e la scrittura, amori che lo porteranno a intraprendere professionalmente la strada del cuoco e più marginalmente quella dell’appassionato scrittore di poesie. Nel 2013 ha pubblicato con la casa editrice“ Marco del Bucchia” la sua prima raccolta:“ Il dedalo in me”, e vince il premio “Michele Mazzella” con l’atto unico “ Geshua e il crollo dell’io”, nel 2015 pubblica un’altra raccolta intitolata “ Il Dio Dada” e si avvicina al movimento poetico-artistico italiano “Dinanimismo” guidato e fondato da Zairo Ferrante. Dopo la maturità viaggia molto per lavoro e nel 2017, diventa padre, così decide di tornare a vivere nella sua città , Massa, con la sua famiglia. Durante questi anni ha l’occasione di partecipare a diverse antologie curate da Ivan Pozzoni per la casa editrice “ Limina Mentis”. Tra il 2019 e il 2021, ottiene alcuni riconoscimenti tra i quali “ Menzione al merito per il concorso Internazionale di Poesia Fëdor Dostoevskij” ed è “ Poeta Finalista del Concorso Internazionale di Poesia Il Federiciano”, “ Menzione speciale Premio Kalos II Edizione, “Secondo Classificato Premio Scrittura in Cibo”, “ Primo Classificato Premio Nazionale di Poesia Il Corvo” in più pubblica due raccolte di poesia intitolate “Neurocidio” e “Il nulla”, rispettivamente pubblicate con le case editrici “Limina Mentis” ed “Europa Edizioni”. Nel 2022 consegue la menzione speciale al premio ” Ossi di Seppia XVIII Edizione” indetto dal comune di Taggia, e ottiene la menzione speciale al “ Premio di Poesia Sotto Le Stelle- in memoria di Franco Petrilli I Edizione”. Tra il 2021 e il 2022 suoi vari testi vengono pubblicati su diverse testate giornalistiche online, tradotti in varie lingue tra cui inglese, francese, spagnolo,arabo e cinese.

Sagome in buio.

Sagome che sussurrano

ai fiumi che asciugano.

Dissolversi nei ruoli,

nei tetti delle case,

incastonate negli incendi del fegato.

Le distanze che funzionano.

Ho visto la mia intimità,

la nudità dei miei sogni

che vogliono cambiare,

nella bestia che sono.

Mimare i miei bisogni:

programmare i pasti e le spese,

il disagio di essere sé stessi.

Il merito è dei frutti finti,

dei fumogeni in mano alle tredicenni,

la colpa; degli specchi.

Oltre l’interpretazione,

anche il cielo

vuole la sua parte di pazzia.

Sui bordi, di un canale putrido, giallo e verde,

dove il moderno foraggia le oche,

con gli avanzi della settimana,

non si vede niente, solo buchi di ratto,

nella fanghiglia e bici e acidi di fabbrica

che allattano le nutrie.

Le ginestre sono lontane;

una nebbia nell’aria che non odora di umidità,

odora di rum e decomposizione e diluito in questa,

un lontano, diverso starnazzare.

Sotto il ponte, i miei desideri si sono gettati,

come una chitarra chiedono elemosina alle anatre,

in cambio di ridicoli concerti.

In vero, nel vero non rifletto e non mi vedo,

sono cieco e vecchio. Volgare sdentato.

La barba che odora di fallimento,

magrezza gonfia di chi nutre delusioni,

arrugginito salmastro sulle mani e nei capelli.

Tatuai alle mie amanti il nero desiderio sulla pelle

e stramazzando se ne andarono accusando

solo un lieve prurito.

Ogni caverna della mia bocca

permeata dall’amaro divieto di medicine,

nutre con disgusto centopiedi e scorpioni

che mi levigano i denti

come un infantile rifiuto di verdure

e assoluzioni per costringersi a crescere;

è un dolore concimato, ricucito

alle mie mascelle, che festeggia

gettando sangue da stelle e lampadine.

Nove e cesarei e nuovi patimenti

ho millantato,ho conciliato gli organi

come spade argentee contro le mie idee.

Un inchino sconfitto,

ricco di fango e

di canti di bambini.

” Alla ricerca della vera bellezza” con Pietro La Barbera ed Elisa Mascia in Cile per conoscere Mirtha Verde Ramo, di Elisa Mascia

Intervista alla poetessa Mirtha Verde Ramo

ALLA RICERCA DELLA VERA BELLEZZA con Mirtha Verde Ramo (Cile), Carmen Flores, Elisa Mascia – 26 novembre 2023
https://www.youtube.com/watch?v=-h6q2ARD8hU



CURRICULUM POETICO.
NOME: Mirtha Verde-Ramo
RESIDENZA : Santiago del Cile.
NAZIONALITÀ: Cilena.
DATA DI NASCITA: 2 settembre 1955.
LUOGO DI NASCITA: Santiago Del Cile.
LUOGO ATTUALE DI RESIDENZA : Aureliano Sánchez 654 La Florida .Stgo.Cile
Scrittrice di libri di auto-aiuto, racconti per bambini, poesia infantile e poesia.
Nel 1973 partecipa ad un concorso di posologia sponsorizzato dalla casa editrice Quimantú (cilena) aggiudicandosi il 2°posto con la sua poesia intitolata “Al cobre”.

Pubblica il suo primo libro “Icaro in volo” nel 2017, avendo una bella diffusione.
Organizza un incontro di scrittori e musicisti nella casa di cultura del Comune della Florida nella città di Santiago, l’ames di luglio 2019 con importanti poeti cileni poeti e musicisti.
Partecipa a vari incontri poetici e diffonde le sue poesie su social network e incontri virtuali.
Pubblica il suo secondo libro di poesia “Amante dell’amare, del tempo e di altri alberi” nell’aprile 2021, realizzando la presentazione via zoom, dove hanno partecipato diversi poeti e poetesse, avendo una buona accoglienza.
Forma e dirige l’Associazione di Poesia Mondiale (A. P. U ) dove sono già stati pubblicati quattro libri di Antologia poetica.

***
Domande

L’uomo è veramente libero?

L’uomo non è veramente libero , e lo sarà solo quando imparerà a cercare dentro di sé questa libertà e si libererà dai pregiudizi che gli sono imposti.

Come si cerca la perfezione?
2-Cercare la perfezione è solo attraverso lo sviluppo della coscienza e dell’anima, praticando il bene assoluto.

È possibile conoscere se stessi attraverso la poesia?
3- sì, si può contattare attraverso la poesia con la sua anima e conoscersi meglio

Cosa significa essere una persona felice?
4-Essere Felice è essere una persona realizzata in ciò che si ama fare.

Il cambiamento è perpetuo?
5-il cambiamento e ogni cambiamento è il movimento della vita e dell’evoluzione quindi c’è sempre il movimento del cambiamento

Che cosa nobilita l’uomo?
6-L’uomo è nobilitato a fare della sua vita sempre un apporto altruistico, una creazione pura, un’empatia con tutti gli esseri viventi e un atteggiamento generoso e fraterno

Da dove vengono le paure?
7.Le paure vengono generalmente dall’ignoto e anche da ciò che non possiamo controllare .


Come possiamo trovare la pace interiore?
8 – La pace interiore può essere trovata solo quando ci amiamo e accettiamo tutto ciò che siamo , il positivo e il negativo e anche quando smettiamo di lottare per tutto ciò che sfugge alle nostre possibilità !

***

Poesie
1- FUGA DAL TEMPO.

Accarezzando un tempo effimero
appende un’illusione di caprifoglio alato,
è un lampo di petali che cadono,
Un branco di uccelli di fuoco.

Il suono del vento sgretola le foglie
e lucida la sua sordina.
È fragile il minuto, si lamenta, si rovescia
nella sua lontananza.

E alla sua distanza il tempo espande la sua mano,
un pugno, una prigione di dita
una rosa chiusa, un tabernacolo,
una schiena socchiusa uguale ai tramonti, che sfiorano cielo e terra.

Quel tempo che dà origine
scrive il tutto,
dal sorriso che accumula stelle
fino alla luna piangente nell’alburno
di lacrime notturne.

Quel tempo, in ginocchio, è offerto
è vita, solo vita
delirante gioiello giacente nella carne,
Impaziente eternità sigillata in un bacio vero.

Il tempo si riempie di luce
radici contenute nel vivo.

Cresce quando l’ombra fa male
effimera della pelle nuda ,
si diluisce quando la pelle si veste sulla sua pelle

Non soccombe mai, non si ferma, non si tira indietro
il tempo inventa sempre
soli e segni
oasi e tremori
sguardi bramanti di un istante eterno

2- DOVE È LA SPIGA?
Dove sei stata, bella spiga
fino a quel momento i tuoi capelli li bevvero il vento
prosaica la schiena chiude strade e viola.

Una domanda cresce e si avvicina,
è un rampicante.

Dove c’è il picco blu,
Che sole adesso ti baciano?

Agli occhielli del tempo
solo i sogni possono essere chiusi
dove pachi spiga bianca?
addormentata tra la luna della collina

È primavera ed è autunno
Piove e il sole e diventa nuvoloso
dove ti lamenti di me
piegata davanti allo specchio del cielo
Libera la tua calma dorata
fragile spiga soleggiata
rimani sulla terra
anche per il vento sferzato.

E farfalla, ala, grazia di sottili filamenti
tessute con crini di gialli galli
della fenice contorni la tua veste passeggera.
Dove nascondi la spiga lontana
quella danza della tua bocca dorata.

Sulla Terra non si è visto
come si lamentano le acque,
come nascono le semplici erbe
come si prosterna in amore
la pietra che rotola accarezzata dall’acqua.

Dove tu sei dolce spiga
dove ti trovi,
soffice tra nuvole rotte

Anche allora cerco la tua impronta

3 – ” DI SOLI E DI SOLE”
Apro frammenti di fili di soli,
attaccati alle mani e alle pupille
e gli occhi ansiosi sbattono
per catturare le risate degli uccelli
mentre i tramonti volano sui loro seni,

E mi tocca la fragranza delle illusioni
un soffio di vento accarezzato
come una parola che cede da bacio a labbra.

I soli si susseguono e in mezzo al nulla
appare ,
è il sole, lo stesso, quel sole
rimbombato in se stesso
come un enorme pistillo
tenuto nella sua corolla,
con la criniera di fuoco.

Qualcosa ti circonda e ti circola intorno
ti tocca appena e vicino
Solo una parola costellata di aurore.
Sono quei soli che circondano
A coronare la vita e questi soli
quei soli
si nascondono svolazzando
albe
come un’esplosione di un arcobaleno dorato


CURRICULUM POÉTICO.
NOMBRE: Mirtha Verde-Ramo.
RESIDENCIA : Santiago de Chile.
NACIONALIDAD: Chilena.
FECHA DE NACIMIENTO: 2 de Septiebre de 1955.
LUGAR DE NACIMIENTO: Stgo. De Chile.
LUGAR DE RESIDENCIA ACTUAL : Aureliano Sánchez 654 La Florida .Stgo.Chile

Escritora de libros de auto-ayuda, cuentos infantiles ,poesía infantil y poesía .
En el año 1973 participa en un concurso de posía auspiciado ´por la editorial Quimantú (chilena) adjudicándose el 2°lugar con su poema titulado “Al cobre”.

Edita su primer libro “Ícaro en Vuelo ” en el año 2017, teniendo una hermosa difusión.
Organiza un encuentro de escritores y Músicos en la casa de cultura de la Municipalidad de la Florida en la ciudad de Santiago,el ames de Julio del año 2019 contando con destacados poetas chilenos poetas Chilenos y músicos.
Participa en varios encuentros poéticos y difunde sus poesías en redes sociales y encuentros virtuales.
Publica su segundo libro de poesía “Amante del amar, del tiempo y otros árboles en Abril del año 2021, realizando la presentación vía zoom, donde participan varios poetas y poetisas, teniendo una muy buena acogida.
Forma y dirige la asociación de Poesía Mundial (A. P. U ) , donde ya se han editado cuatro libros de Antologia poética.

Preguntas a Mirtha Verde Ramo

¿Es el hombre verdaderamente libre?

1 – El hombre no es realmente libre , y solo lo será cuando aprenda a buscar dentro de si mismo esa libertar y se libere de los prejuicios que se le imponen.

¿Cómo buscas la perfección?
2-Buscar la perfección es solo a traves del desarrollo de la conciencioa y del alma , prcticando el bien absoluto.

¿Es posible conocerse a uno mismo a través de la poesía?
3-si, uno se puede contactar a traves de la poesía con su alma y conocerse mejor

¿Qué significa ser una persona feliz?
4-Ser felís es ser una persona realizada en aquello que más le gusta hacer.

¿El cambio es perpetuo?
5-el cambio y todo cambio es el movimiento de la vida y de la evolución por tanto siempre está el movimiento del cambio

¿Qué ennoblece al hombre?
6-Al hombre lo ennoblece hacer de su vida siempre un aporte altruista , una creación pura, una empatía con todos los seres vivos y uan actitud generosa y fraterna

¿De dónde vienen los miedos?
7.Loa miedos vienen generalmente de lo desconocido y también de aquello que no podemos controlar .


¿Cómo podemos encontrar la paz interior?
8 – La paz interna solo puede ser encontrada , cuando nos amamos y aceptamos todo lo que somos , lo positivo y negativo y tambien cuando dejamos de luchar por todo aquello que escapa a nuestras posibilidades !


Poemas

– TRANSFUGA DEL TIEMPO.
Acariciando un tiempo efímero
cuelga una ilusión de madreselvas aladas,
es un aluvión de pétalos cayendo,
un sino rodando envolviendo pájaros de fuego.

El sonido del viento desmorona hojas
y pule su sordina .
Es frágil el minuto, se queja, se derrama
en su lejanía.

Y en su distancia el tiempo expande su mano,
un puño , una cárcel de dedos
una rosa cerrada , un sagrario ,
. una espalda entornada igual a
los atardeceres, rozando cielo y tierra.

Ese tiempo dador de orígenes
escribe el todo,
desde la sonrisa acaudalando estrellas
hasta la luna llorada en la albura
de lagrimas nocturnas.

Ese tiempo, de rodillas, se ofrenda
es vida, solo vida
delirante joya yaciendo entre la carne,
impaciente eternidad sellada en un beso cierto.

El tiempo fulgura rotulando
raíces contenidas dentro de lo vivo.

Se acrecienta cuando duele la sombra
efímera de la piel desnuda ,
se diluye cuando la piel se viste en la piel suya¡

Nunca sucumbe, no se detiene, no retrocede
el tiempo inventa siempre
soles y señales
oasís y temblores
miradas anhelantes de un instante eterno ¡

– DONDE ESTA LA ESPIGA ¿?
Donde estuviste, bella espiga
hasta entonces tu pelo se lo bebió el viento ,
prosaica la espalda cierra caminos y moradas.

Una pregunta crece y aborda,
es una enredadera.

Donde estas espiga azul,
que soles ahora te besan ¿?

En los ojales del tiempo
solo pueden cerrarse los sueños
donde paces espiga blanca ¿?
dormida entre la luna del cerro ‘

Es primavera y es otoño
llueve y solea y se nubla
donde te quejas espiga mía
doblada frente al espejo del cielo¡

Desatada tu dorada calma
frágil espiga soleada
permaneces en la tierra
aún por el viento azotada.

Y mariposa, ala, gracia de finas hebras
tejidas con crines de amarillas galas
del ave fénix contorneas tu ropaje pasajero.

Donde escondes espiga lejana
esa danza de tu boca dorada.¡

En la Tierra no se ha visto
como se quejan las aguas,
como nacen las simples hierbas
como se prosterna en el amor
la piedra que rueda acariciada por el agua.

Donde estas espiga dulce
donde te encuentras,
mullida entre nubes rotas
aún entonces busco tu huella¡

– ” DE SOLES Y DE SOL”
Abro fragmentos de hilos de soles,
adheridos en las manos y pupilas
y ojos ansiosos parpadean
por capturar la risa de los pájaros
mientras vuelan atardeceres en sus pechos,

Y me toca la fragancia de ilusiones
un soplo de viento acariciado
como una palabra que cede de beso a labios.

Los soles se agigantan y en mitad de la nada
aparece ,
es el sol, el mismo, aquel sol
arrebolado en si mismo
como un pistilo inmenso
sostenido en su corola,
con sus crines de fuego.

Algo te ronda ,y te circula
te toca ,apenas y acerca
solo una palabra tachonada de auroras.
Son esos soles que circundan
coronando vida y estos soles
aquellos soles
se alojan aleteando
amaneceres
como un estallido de un solo arco-iris dorado ¡¡

Continua il viaggio “Alla ricerca della vera bellezza” di Elisa Mascia e Pietro La Barbera con Mirtha Verde Ramo – Cile, di Elisa Mascia

Il poeta Fabio Petrilli presenta Paola di Toro, di Elisa Mascia

Foto cortesia di Paola di Toro

Fabio Petrilli presenta la silloge poetica ” Stato Liquido ” della poetessa Paola di Toro .

Biografia

Paola di Toro (Campobasso 1975), ha studiato e vive nella città dove è nata. Dopo gli studi classici e la laurea in Giurisprudenza, si specializza in criminologia frequentando un master e un corso, nei quali, oltre alle conoscenze del settore, si rafforza l’interesse per la scrittura e per la poesia. Entrambi strumenti inequivocabili, capaci di affinare sensibilità e lucidità nella decodificazione dei fenomeni sociologici. Dopo brevi esperienze giornalistiche, partecipa a progetti e ricerche, soprattutto nell’ambito delle problematiche del mondo minorile e della violenza di genere. Scrive articoli su giornali locali. L’amore per la scrittura, in particolare quella poetica, tenuto come passione personale e supporto del tutto privato, viene esplicitato solo in seguito ad una raggiunta consapevolezza, partecipando a premi e concorsi letterari. Riceve menzioni e segnalazioni “per un’autenticità, senza calcoli o aridità concettuali”, è sul podio con “Qui ed ora”, al concorso internazionale di poesia Metamorfosi, e con “Corpo apparente”, al concorso letterario Genius Loci.

Liquido primordiale

di Francisco Soriano

Non vi sono oceani o terre o luoghi in cui, la poesia di Paola di Toro, non ci abbia condotti: il filo rosso consiste in un elemento liquido fattosi necessità primordiale. Nel componimento-esergo “Blu” l’intento si svela sin dalle prime parole, in un cammino iniziatico verso i meandri del nonostante/tutto: “Se per un attimo solo / riuscissi ad immergermi / nell’oceano della sera, / come tutte le cose terrestri, / ora bagnate d’oltremare, / e diluire le grida, il clamore, i battiti / trovare i fondali del silenzio / una quiete d’abisso. / E invece risalgo la corrente /vengo a galla, annaspo. / La mia inquietudine è schiuma/ sulle creste ripide delle nuvole //.

Per un attimo, tuttavia, le vicende sembrano estinguersi sulla battigia dove il corpo “concavo”, trascinato dalle correnti, si trasforma in guscio “scarno e assoluto”. Ma la vita detiene il suo fascino fatto di arcani e diaspore dove la terra promessa, che siano cieli o territori inusuali, sembra attenderci immota. Lo svolgersi è suono di sottofondo, mai mareggiata tempestosa, forse ungarettiana metafora di una vita fragile, appena raccolta in un etereo pensiero: “Si sta in questo modo / nei giorni di nebbia, / svaniti e defilati / infilati nel vapore / in un pensiero //.

Tutto si svolge nel segno della metafora, dove ogni sonorità è misurata, in lamine orizzontali, rettilinee, armoniche: “dimoro / nel grembo sottile / del sibilo //. I luoghi sono quelli del disincanto, abitati dal vuoto, dal silenzio, dalle parole mai pronunciate, dai dissidi che, consapevolmente, si alternano in sofferenze taciute per troppo tempo.

Il corpo è forse il limite al liquido divenire di/in ogni cosa, difficile “addomesticarlo” all’immobilità, al sonno, allo scroscio, al lucido di una lacrima, gettato dalle nuvole all’improvviso, infine adagiarlo su una crepa bianca. E questa dimensione sensuale e tremante al tempo stesso, fa emergere il senso di distacco in cui solo un “alfabeto onirico / dove il silenzio è assonanza / e ogni transitivo tenerezza // spiega l’andamento delle cose.

La poesia di Paola di Toro si veste del volo di una farfalla, batte le ciglia sul disordine del mondo, si aggrappa con estatica tenerezza al disagio delle vertigini. Coraggiosa nel fluire di tutto ciò che sembra passarle accanto, rimane all’ascolto dell’unico miracolo possibile: il suono delle parole. Così, nell’attesa della domenica, quando si “indossa l’inezia dell’alba”, la poeta assolve la vita tracciando una “dritta riga, con una voluta, un raggio senza arrivo”.

È forse il desiderio di un eterno respiro la meta prediletta contro il destino “incastonato”. È fra le spire della madreperla che Paola di Toro intende varcare le soglie del dilemma.

Paola di Toro

Stato liquido, Delta3Edizioni, 2022

Poesie

– RESPIRO

Rimango col mucchio esatto

della mia esistenza

oggi che abbocco l’aria

a dosi esigue,

raggomitolo fili sottili di respiro

e sto tutta dentro ad uno spazio minuto.

Il mio peso netto è tutto qui

senza il calibro dei pensieri.

Struttura asciutta, essenziale

in stato di conservazione.

Il vento invece, respira ampio

col suo petto di spire,

nutre in larghezza,

gonfia ed impazza

qualcosa tra gli infissi,

che non riconosco.

– CORPO APPARENTE

Sono un corpo concavo

gettato sulla battigia

dalle correnti.

Un guscio scarno e assoluto.

Sono un’oasi momentanea

sbeccata

uno scrigno rotto

dove declina gli echi

il vento.

Le tramature

tutte

dell’azzurro.

Riposo in quel che rimane

di me.

Nella mia parte dura

fatta impronta e fossile.

Da qualche parte è la vita

il tormento molle

viscerale

la fame,

la sete,

io e te.

– MANI

C’è sempre un nodo

devoto e carnale.

Ora che sono solida

tutta angoli, smussature

certezza di roccia.

Non tremo di dolore

per le spine.

Ci sono le mani,

questo inchinarsi l’una nell’altra.

Ringraziarsi, aggrapparsi, amarsi.

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Fabio Petrilli presenta la Silloge poetica ” Stato liquido” della poetessa Paola di Toro, di Elisa Mascia

Una dedica speciale da Danijela Cuk alle sue amiche che combattono come leonesse, di Elisa Mascia

Una poesia come una carezza sul cuore

Oggi pubblichiamo una poesia – canzone speciale dedicata a tutte le donne leonesse, come loro inno.

INNO SULLA DONNA LEONE

Leonesse, voi che combattete ogni giorno,

che non vacilli nemmeno quando versi lacrime con il cuore invece che con gli occhi,

Sii fiero di te

che tu vinca ogni oscurità con la tua luce.

Tu sei l’anima di questo mondo,

petalo del fiore più bello,

trovi la tua forza dentro di te,

Mi chiedo: da dove hai preso così tanto?

Non hai un solo nome ma due,

regina, donna invincibile,

colui che sconfigge tutto,

e quando cadi, ti rialzi.

La tua vita è dura, lontana dall’essere una favola,

ma voglio che tu sappia che c’è qualcuno per te

qualcuno che ti protegge, che ti ama,

che condivide con te la tua felicità e tutti i tuoi dolori.

Tu sei l’amore, cara donna, sappi

e il sole è geloso di quel tuo splendore,

irradi così tanto che non ci sono parole per descriverlo,

il tuo sorriso è così curativo…

Ama te stesso perché te lo meriti,

non ti può succedere niente di male,

siamo tutti con te per custodire le tue ali,

sognare con il sorriso sulle nuvole della vita.

Viva le regine, viva le leonesse,

il tuo cammino è difficile ma puoi fare qualsiasi cosa,

lascia che le lacrime scorrano quando vogliono,

ma non si trasformino in un fiume doloroso e triste.

Alzati, non cadere, sei un modello per tutti,

nemmeno l’inverno più forte può farti nulla,

niente pioggia, niente tempe3

sta, niente tempesta, tutto

non possono distruggere la tua forza.

Danijela Ćuk

Paese: Croazia

Titolo: Inno sulla leonessa

Za sve žene lavice ovog svijeta, uključujući i moju mamu za koju smatram da je itekakva lavica!

HIMNA O ŽENI LAVICI

Lavice, ti koja se svakodnevno boriš,
koja ne posustaješ ni onda kad srcem umjesto očima suze roniš,
budi ponosna na sebe samu,
što svojom svjetlošću pobjeđuješ svaku tamu.

Ti si duša ovog svijeta,
latica najljepšeg cvijeta,
svoju snagu pronalaziš u sebi,
pitam se: otkuda je toliko u tebi?

Ti nemaš samo jedno ime već dva,
kraljica, žena nepobjediva,
ona koja poražava sve,
i kada padaš, dižeš se.

Težak je tvoj život, od bajke daleko,
ali želim da znaš da za tebe postoji netko,
netko tko te čuva, tko te voli,
tko s tobom djeli sreću i sve tvoje boli.

Ti si ljubav, draga ženo, znaj,
i sunce je ljubomorno na taj tvoj sjaj,
zračiš toliko da za to ne postoje riječi,
tvoj osmijeh tako liječi…

Voli se jer zaslužuješ to,
ne može tebi ništa nikakvo zlo,
uz tebe smo svi da čuvamo tvoja krila,
kako bi s osmijehom na oblacima života snila.

Živjela kraljice, životna lavice,
tvoj put je težak ali možeš ti sve,
pusti suze kad žele da poteku,
ali neka se ne pretvore u bolnu, tužnu rijeku.

Digni se, ne padaj, ti si uzor svima,
ne može ti ništa ni najjača zima,
ni kiše, ni oluje, ni bure sve,
ne mogu tvoju snagu da unište.

Danijela Ćuk

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Riflettiamo e costruiamo con i giovani il futuro di pace e amore, Aracelly Diaz Vargas, scrittice e giornalista nicaraguense, nell’articolo che segue, pone spunti reali per dialogo e dibattiti.

Tutto il mondo è paese e i problemi si affrontano con amore e pace

Foto cortesia di Aracelly Diaz Vargas – Nicaragua

La gioventù è la speranza dell’avvenire

Fonte: Aracelly Díaz Vargas

La gioventù è forza incrollabile del presente e tenace speranza dell’avvenire. Oggi incontriamo una maggioranza di cuori circondati dall’insigne dono della giovinezza, che è una tappa gloriosa della nostra vita. Questi anni fugaci di esistenza sono considerevolmente colorati in vigore e valore. Essendo uno dei momenti in cui esprimiamo con dolcezza la bellezza interiore, bontà con chi ha bisogno di noi, gioia abbracciata instancabilmente al coraggio speranzoso che sgorga dalle viscere, diventando il principale chiavistello di ogni delusione.

Il giovane per la sua essenza è diligente, corre alla ricerca di sogni e illusioni, egli stesso è guardiano della perla più preziosa che è la sua esistenza, risorge dal fango, vede con ottimismo ogni alba, annuncia l’arrivo dell’aurora con il canto affabile degli uccelli preziosi, percorre i sentieri che lo conducono in cima, attraversa il mare e vince le onde con il suo passo, quando il giorno termina non teme l’oscurità, perché essa stessa si arrende alla sua luce. Questo si chiama brio incalcolabile nel suo spirito. Tuttavia, in questi ultimi anni ci sono così tante circostanze che tendono a offuscare o distruggere questo dono; le prime sono per lo più date dalle difficoltà che si presentano nell’ambiente familiare come base della società, la mancanza di comunicazione assertiva, istruzione di scarsa qualità, violenza domestica, mancanza di affetto da parte dei genitori, mancanza di rispetto, ascolto e responsabilità.

Questo sta distruggendo la stabilità emotiva, usando sottilmente tristezza, dolore intenso e depressione affinché alcuni giovani prendano decisioni fatali sul proprio destino, di fronte a queste disgrazie si presentano altri modi per sfuggire alla realtà come: libertinaggio, vizi e quella sete insaziabile che seduce a consumare tutto ciò che il mondo offre nella sua banalità, è evidente che queste “abitudini” non sono in grado di colmare vuoti e nemmeno solitudini interne; l’economia svolge un ruolo molto importante in questo senso, dato che colpisce in modo significativo molti paesi e quindi i loro abitanti, per questo motivo vi sono coloro che sono coinvolti in vizi fatali che sommano solo disgrazie, anche le conseguenze di estrema povertà fin dalla tenera età, fanno sì che in questo periodo giovanile, molti sono costretti a emigrare in altri paesi che hanno un’economia migliore del paese d’origine in cerca di miglioramento economico, intraprendendo così un doloroso viaggio che li separa fisicamente migliaia di chilometri con sogni nella loro mente e portando i loro cari nel cuore. Va ricordato che le situazioni sociopolitiche anche naturali hanno un grande impatto in questo periodo primaverile; allo stesso modo ci troviamo di fronte a quell’adolescente risentito con la società dove sembra che la superbia sia più potente della sua volontà.

Come persone di bene, che esprimiamo l’amore per la vita stessa, per la cultura manifestata nell’arte, è necessario che cominciamo a dare la nostra compagnia, ascoltando attentamente ciò che quella persona manifesta con le sue parole, così potremo vedere qual è l’origine della sofferenza nella gioventù, l’accompagnamento è imprescindibile per loro, perché così essi vivranno motivati ad essere forieri di sogni, tanto che ci sono anche innumerevoli anziani con cuori che traboccano di gioventù e diversi gruppi giovanili sepolti nell’assoluto lamento.

Cari giovani, oggi è il giorno per cominciare, questo presente ci invita a volare, non abbiamo paura e cerchiamo di potenziare i nostri talenti.

L’autrice Aracelly Diaz Vargas è una scrittrice, poetessa e giornalista nicaraguense

***

La juventud es esperanza del porvenir

Fuente: Aracelly Díaz Vargas

La juventud es fuerza inquebrantable del presente y tenaz esperanza del porvenir. En la actualidad nos encontramos con una mayoría de corazones rodeados del insigne regalo de juventud; la cual es una gloriosa etapa en nuestra vida. Estos años fugaces de existencia son considerablemente coloridos en vigor y valor. Siendo unos de los momentos donde expresamos con dulzura belleza interior, bondad con quienes nos necesitan, alegría abrazada incansablemente al valor esperanzador que mana de las entrañas, convirtiéndose en el principal cerrojo ante cualquier desilusión.

El joven por su esencia es diligente, corre en la búsqueda de sueños e ilusiones, él mismo es guardián de la perla más preciosa que es su existencia, se levanta del légamo, ve con optimismo cada amanecer, anuncia la llegada de la aurora con el afable cántico de las preciadas aves, recorre los senderos que le conducen a la cima, cruza el mar y vence las olas con su paso, cuando el día expira no teme a la oscuridad, pues ella misma se rinde ante su luz. Esto es llamado brío incalculable en su espíritu. Sin embargo, en estos últimos años hay tantas circunstancias que tienden a nublar o destruir este don; las primeras en su mayoría de veces se dan por las dificultades que se presentan en el entorno familiar como base de la sociedad, la falta de comunicación asertiva, educación carente de calidad, violencia intrafamiliar, carencia afectiva de parte de los padres, falta de respeto, escucha y responsabilidad.

Esto va causando estragos en la estabilidad emocional, valiéndose sutilmente de tristeza, dolor intenso y depresión para que algunos jóvenes tomen decisiones fatales sobre su propio destino, ante estas desdichas se presentan otras formas de evadir la realidad como: libertinaje, vicios y aquella sed insaciable que seduce a consumir todo lo que el mundo ofrece en su banalidad, es evidente que estos “hábitos” no son capaces de llenar vacíos tampoco soledades interior; la economía juega un papel muy importante en este sentido, dado que afecta significativamente a muchos países; por ende a sus habitantes, por este motivo hay quienes están involucrados en vicios fatales que únicamente suman infortunios, también las consecuencias de extrema pobreza desde temprana edad, hacen que en este periodo juvenil, muchos estén obligados a emigrar a otros países que tienen mejor economía que el país de origen en busca de mejora económica, emprendiendo así un doloroso viaje que los separan físicamente miles de kilómetros con sueños en su mente y llevando a sus seres queridos en el corazón. Cabe recordar que las situaciones sociopolítica también naturales tienen un gran impacto en este período primaveral; del mismo modo nos encontramos ante aquel adolescente resentido con la sociedad donde pareciera que la soberbia es más potente que su voluntad.

Como personas de bien, que expresamos el amor a la vida en si misma, a la cultura manifestada en el arte, es necesario que empecemos a brindar nuestra compañía, escuchando atentamente lo que aquella persona manifiesta con sus labios, así mismo podremos ver cuál es el origen de sufrimiento en la juventud, el acompañamiento es imprescindible para ellos, pues así se vivirán motivados para ser forjadores de sueños, tanto que también hay innumerables ancianos, con corazones que rebosan jóvenes y diversos grupos juveniles sepultados en absoluto lamento.

Queridos jóvenes, hoy es el día para empezar, este presente nos invita a volar, no tengamos miedo e intentemos a potencializar nuestros talentos.

La autora es escritora, poeta y columnista nicaragüense

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Fabio Petrilli presenta il libro di poesie di Tania Chimenti, di Elisa Mascia

“Abbracciami cielo” di Tania Chimenti


Il poeta Fabio Petrilli presenta il libro “Abbracciami Cielo” della poetessa Tania Chimenti.

La poesia di Tania Chimenti si muove in una dimensione ampia – densa di ritmi e musicalità – che spazia dall’introspezione alla vita di tutti i giorni, tuttavia riserva alla dinamica dei sentimenti una particolare cura. Sembra planare sulle cose del mondo con un coinvolgimento emotivo che, sebbene sorvegliato e composto, esprime tutta la ricchezza del sentire che le è propria.

Anche il linguaggio ricorre a forme espressive larghe, è polifonico: ci sono versi in cui propone toni e sintagmi che risuonano lievi – o addirittura romantici o (perché no) malinconici – che si alternano ad altri dove la scrittura è decisa, sicura, finanche icastica, in modo particolare quando si distende su elementi espressivi che richiamano il quotidiano, la “realtà minima” dell’esperienza. Oppure assume, trattando della quotidianità, toni quasi crepuscolari:

Dalla finestra della cucina
che dà sulla corte
intuisco la vita degli sconosciuti
I panni stesi trasudano le vite
La tuta blu
di un giovane operaio
La veste appesa a una gruccia
testimone di una piacevole serata
La camicia che non sopporta le mollette e
cerca l’uguale svolazzante libertà
di lenzuola che galleggiano nell’aria

un contesto esistenziale che l’autrice contrappone a un altro contesto, più elevato, come se quest’ultimo fosse una “realtà superiore” sebbene non trascendente: una realtà concreta fatta di spirito e materia, di sentimenti e di eros:

Non ti ho detto, ad esempio,
che la tua lingua è un martello di seta.
E la mia bocca una campana tibetana.

Il mio sangue ascolta le tue vibrazioni.

Nonostante sia una raccolta poetica d’esordio, i contenuti ontologici sono definiti con sorprendente nitore: ci sono molti componimenti, forse la maggior parte, che sembrano esplorare il crinale dell’esistenza, la linea di confine tra queste due realtà – antropologicamente intese – in una chiave ermeneutica che non concede nulla alla poesia di massa, agli stereotipi, ai luoghi comuni. Questa esplorazione include necessariamente suggestioni della cultura classica ma anche della cronaca, mentre la parola poetica scava senza finzione nel distacco e nella sofferenza: come se fosse una cosmogonia del linguaggio, ogni componimento cerca o crea un luogo indefinito dell’anima che anela a trasformarsi in infinito. Ponendosi da un punto di osservazione apparentemente disincantato, Chimenti ci presenta con omerica grazia un’architettura sentimentale che prende coscienza di sé, tracciando parole e versi come sentenze che diventano al tempo stesso condanna e redenzione. Osservando l’esistenza, l’amore, la realtà minima e la realtà superiore accade che la solitudine interiore del poeta, la bell’anima del poeta si diceva un tempo, si trasformi nella dirompente forza della parola. Parola che, trattata con profondo rispetto dall’autrice, risulta nitida senza essere oracolare, profonda senza essere autoreferenziale, insomma molto, molto originale. D’altronde è anche squisitamente originale – nella declinazione che resta comunque sempre contemporanea del modo di intendere la poesia – la frequente ricerca delle assonanze, ricerca che si spinge fino a volgere talvolta l’occhio, e la penna, alla rima.

Chimenti con la sua poesia esprime nel percepito sub limine il bisogno di un “altrove”, incarnato da un “cielo” sincretico nel cui abbraccio rifugiarsi. Bisogno che è ricorrente nel vissuto quotidiano e più o meno consapevolmente agita tutti noi, tranne forse gli individui amorfi (non sarà politically correct affermarlo però, ammettiamolo, ci sono gli individui amorfi), verso i quali la parola poetica della silloge sembra lanciare strali sottili ma acuti. Dunque un “altrove” che può ben essere anche la scrittura stessa, ma, laddove da sola non basti, quantomeno può indicare la via per raggiungerlo, tracciare un percorso dove la bussola è la parola, custodita dalla poetessa nella propria intima stanza a cui nessuno può accedere se non attraverso la poesia stessa, come se questa fosse una luce radente sulla superficie dell’esistenza che permette di scorgere i solchi interiori, ferite che altrimenti resterebbero mute. Ma questa luce della parola poetica che traccia i tagli e le cuciture, o i giorni non vissuti, ha i contorni di un volto benevolo e femminile.

È per rileggere poesie
che io rinascerei
mille e una volta ancora

dice di se stessa Chimenti nei versi, ed è come una mano tesa a indicare la strada per l’altrove al quale noi ed essa stessa aneliamo. Poesia dunque come abbraccio alle tante pieghe dell’anima, per conservarsi integri lungo un viaggio al quale siamo impreparati, la vita, che compiamo con passi incerti e spesso imprecisi. Ma è per questo che ci riconosciamo profondamente veri e umani, se anche quando sanguiniamo l’anima non va in frantumi, se sappiamo essere “poeti” della vita anche senza scrivere poesie, se comprendiamo che

Il poeta si rialza tra pietre d’inciampo
Unico scandalo è la morte
La poesia vince
nascondendosi tra i versi.

In altri termini, se sappiamo scorgere e raggiungere l’altrove proprio nel qui e ora. Questo si chiama rinascere. Una poetica del rinascere, quindi, è quella che regge l’impianto espressivo della silloge, una scrittura maieutica proiettata verso la vita: ci spiega che il vivere non può essere inteso come semplice sopravvivenza. In questa direzione, il viaggio poetico fonde in perfetto equilibrio gli orientamenti dell’anima alle risoluzioni dell’intelletto e preserva, nel contenuto genuino delle parole, una intimità dedita alla speranza che è voce universale, visione appassionata, saggezza e memoria. Ma un’intimità che avverte anche il bisogno di dichiarare il proprio rifiuto all’indifferenza, al farsi “estraneo” all’umanità e alla propria natura, non importa se questa sia un’intimità felice oppure tormentata, conta la speranza. A questa affida il silenzio, l’inespresso che permea tra i versi le pagine del libro e condivide un linguaggio sobrio e autentico che contiene in sé il coraggio della gentilezza, della generosità, della nostalgia, dell’amore, mentre al tempo stesso condanna inesorabilmente e senza appello l’indifferenza, la crudeltà e la spietatezza dei comportamenti umani. In questo inespresso si incontrano l’universale e il particolare, la realtà minima e la realtà superiore, a condizione che un amore intransitivo e senza spiegazioni (quasi il dantesco amor che move il sole e l’altre stelle) ovvero la capacità stessa di amare, attraversi l’esistenza.

Giuseppe Scaglione

Tania Chimenti, nata a Bari il 18/19/68, laureata in giurisprudenza, si è occupata di risorse umane per una multinazionale, attualmente libera professionista e madre di tre gemelli.
Ha tra i vari interessi, quello di dare voce alle emozioni attraverso la poesia.
Ha ottenuto in relazione alla partecipazione a diversi premi letterari, menzioni di merito ed inserimento in diverse raccolte antologiche.
In particolare la proposta della pubblicazione di alcune poesie nell’antologia “voci versate ” casa editrice pagine di Roma.
Ottiene il riconoscimento di poeta finalista del XV concorso internazionale di poesia dedicato a … Giornata mondiale della poesia e relativo inserimento nella raccolta antologica, dedicato a … Poesie per ricordare vol 17.
Menzione di merito per la partecipazione alla II edizione concorso di poesia la panchina dei versi e relativo inserimento nella raccolta antologica.
Menzione di merito per la partecipazione al XVI concorso internazionale di poesia inedita dedicato a … Poesie per ricordare, giornata mondiale della poesia, con inserimento nella relativa raccolta antologica la panchina dei versi edizione Aurora.
Menzione di merito per la partecipazione al concorso VI premio internazionale Salvatore Quasimodo e relativo inserimento nella raccolta antologica.
Finalista al concorso di poesia il federiciano e relativo inserimento nell’antologia Corallo.
Inserimento nell’enciclopedia dei poeti italiani contemporanei primavera 2021.
Inserimento nell’antologia Cierzo 2021.
Partecipazione al progetto Alessandro Quasimodo legge i poeti contemporanei.

Pubblicazione della silloge “ Abbracciami cielo “nella collana Spazio Tempo curata da
Alessandro Lattarulo, prefazione di Giuseppe Scaglione edita da Wip edizioni i marzo 2023.

– UN LUOGO LO DEVI AVERE

Un luogo lo devi avere,
forse solo per dire che
dopo tanto camminare
ora ti sta stretto,
forse anche solo per ritornare
viandante di te stesso.
Tania Chimenti


– COME PERSEFONE

Come Persefone ho mangiato
Solo sei chicchi di melograno,
pensi che basti per vivere
nell’inferno di non avere invito al presente
attenzione ai particolari
essere la tua vecchia novità.
Sorpresa da un desiderio anticipato
Afferrata al volo forse prima
Che i pensieri lo facciano pindarico.
Ho mangiato
Solo sei chicchi,
quanto basta per l’inferno.
Verranno la primavera e l’estate
A ridare luce alle giornate,
la neve sciolta diventare ruscelli
che andranno nei fiumi e questi nei mari.
Ho mangiato
Solo sei chicchi,
quanto basta per amare.
Tania Chimenti



– CONOSCEVA LE TERRE IMBIANCATE

Conosceva le terre imbiancate di neve:
erano i suoi sogni.
Fu il mare a diciassette anni
A bagnare i giovani incendi.
Ne porta ancora il ricordo
Come se fosse il battesimo
L’incontro col mare e col sesso
Ha in volto un pudore bambino.
Tania Chimenti

Foto cortesia di Tania Chimenti

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Il poeta Fabio Petrilli presenta il libro “Abbracciami cielo” di Tania Chimenti, di Elisa Mascia

“Alla ricerca della vera bellezza” con Marita Troiano – Perù in collegamento con Pietro La Barbera ed Elisa Mascia – Italia

Conosciamo Marita Troiano e i suoi impegni culturali e poetici

MARITA TROIANO Chincha Alta (Ica, Perù)

Poetessa, narratrice, saggista. Laureata in Sociologia e Scienze Politiche presso la Pontificia Università Cattolica del Perù. Redattrice dell’etichetta Carpe Diem. Direttrice della Commissione Scrittrici del PEN Internazionale del Perù
Opere poetiche: Mortal in Puribus (1996- 1997- 2022), Poesie urbane (1998), Extrasístole (1999), A volte segreti (2003), La storia secondo la poesia (2005), Ad Libitum – Antologia personale (2006), Dando così tanto per te, sono tutto erranza (2010), Il mio strano mondo (2018), Le poesie che una volta sognavo (2020) Antologie: Nel 1997 Donne e poesia e nel 2017 La poesia ci unisce – 50 poeti del Perù . Drammaturgia: Medea Unlimited e Mani Volanti. Saggi: La democratizzazione della poesia; L’evoluzione storica della poesia e dei poeti peruviani dei secoli XVIII e XIX.
Narrativa: La notte prima (2001) e Le incredibili avventure di Rafo, Mati, Nico ed Esperanza. Premiata nel 2006 come una delle 40 latine più eccezionali di New York City nell’XI Contest organizzato da Diario La Prensa.
Ha ricevuto onorificenze dal Congresso della Repubblica del Perù attraverso la Commissione Cultura, la Medaglia d’Onore conferita dal Comune di Chincha, un premio dal Comune di Lima, oltre al riconoscimento di numerose istituzioni culturali in Perù e all’estero.


· Domande per Marita Troiano

Qual è il principale cambiamento che dovresti realizzare nella tua vita?

Non lavorare così tanto.


Quand’è l’ultima volta che hai imparato qualcosa di nuovo?

Durante la pandemia ho imparato a tagliarmi i capelli.


Se potessi parlare davanti ad un milione di persone quale insegnamento gli daresti?

Se potessi parlare a milioni di persone il più grande e importante insegnamento che darei loro sarebbe quello di rispettare il tuo prossimo e non smettere mai di amare.

Chi sono le persone che maggiormente ammiri nella tua vita?

Le persone che ammiro di più sono mia madre e mia figlia.

Quand’è l’ultima volta che hai cambiato opinione riguardo a qualcosa?

Di solito non cambio idea.

Ti prendi spesso del tempo per stare a contatto con la Natura?

No. Cerco sempre di stare in contatto con la natura. Sia in campagna che di fronte al mare.

Quali sono i tuoi obiettivi più importanti?

Prendermi cura della mia famiglia.


Svolgi il tuo lavoro nel migliore dei modi, puntando all’eccellenza?

Cerco sempre l’eccellenza nel mio lavoro. Sia come poeta e narratrice, sia come redattrice dell’etichetta Carpe Diem, che ho diretto 26 anni fa.

Poesie di Marita Troiano

– ALCUNI SUGGERIMENTI SU DOVE SCRIVERE POESIE


Se la carta non esistesse,
né i papiri di ieri,
le pergamene gli inchiostri o le pietre
Come scriveresti poesie?

Forse…
su una schiena calda con la lingua inumidita dai tuoi baci.
Contro un muro bianco con i bordi ondulati della tua ombra.
Sulla pelle violenta delle tue cosce con un ago magnetico.
Sulle pietre lisce del giardino con il mio sudore e le mie lacrime.
Nel guscio ricurvo di un uovo con pezzi di carbone.
Sulla sabbia chiara con il tremore delle mie dita quando guardi.
Nel palmo indecifrabile della mia mano sinistra
spostando le sue linee verso la tua destinazione.
Sulle tue natiche con le mie lunghe unghie.
Sulla corteccia degli alberi con il vento di maggio e un coltello.
In acque cristalline giocando con il tuo riflesso.
Nella tua bocca con la mia.
Sul tuo collo con il mio respiro..
Nell’aria con le mie ali.
Nella mia pancia bianca con i tuoi sogni.

– CHIEDI AL VOLO

Quando fa buio e la quiete si annida tra gli alberi
Chiedo sempre…gli uccelli dormono lì?
E con l’autorità che ha il vento
per dire di ali, voli e sogni
Lui mi risponde:
Gli uccelli non dormono
Quando fa buio quelli dal piumaggio verde si trasformano in foglie
Quelli con le piume rosse si trasformano in linfa
Quelli dal piumaggio azzurro si fondono con l’indaco del cielo
Gli uccelli in nero si confondono con le ombre e i misteri
E coloro che indossano piume bianche diventano improvvisamente nuvole di cotone
E in ogni alba…
a quelle foglie a quella linfa all’azzurro
alle ombre del mistero e alle nuvole
le loro ali nascono con becchi e canti
E ancora sono uccelli che quando ne hanno voglia
Negli alberi nidificano cantano volano di ramo in ramo
Fino a quando non farà di nuovo buio
E di nuovo
Come accade da molto tempo
Tutto ricomincia.


– AUDACE POST DATA

Poesia: Ti chiedo per favore di non entrare nei labirinti
di distorsioni spaziali prigionia di tropi tremolanti
ellissi scintillanti o epiteti sonori.
Permettiti di essere così per me.
Com’è sempre stato.
Senza geroglifici verbali.
Che scorre lussureggiante e spontaneo
Nel sonno dorme costantemente la bellezza.
Provocando echi cremisi nei cuori murati della gente.
In questo momento, dopo tanto tempo insieme, Poesia
A te che forse sei fatta di brezza e di uragano
Di canti e silenzi
Che ti forgi ogni giorno nell’amore illuminando le stelle
e con il cuore spezzato tra le foglie secche,
Te lo chiedo faccia a faccia (cioè con decisione)
di continuare a tenerci per mano con il piede giusto
essendo maghe dell’alfabeto
E come sempre Poesia,
so come nella mia lontana infanzia.
Vale a dire, un cielo aperto di musica improvvisata.
La bussola si alzò ai piedi della mia finestra.
e una s
luce sicura che illuminava il mio cammino
al di là della barbarie e delle parole morte.

***
Biografia di MARITA TROIANO Chincha Alta (Ica, Perú)

Poeta, narradora, ensayista. Licenciada en Sociología y Ciencias Políticas por la Pontificia Universidad Católica del Perú. Editora del sello Carpe Diem. Directora de la Comisión de Escritoras del PEN Internacional del Perú
Obra Poética: Mortal in Puribus (1996- 1997- 2022), Poemas urbanos (1998), Extrasístole (1999), Secreto a veces (2003), La Historia según la Poesía (2005), Ad Libitum – Antología personal (2006), Dando ansí por ty, soy toda erranza (2010), Mi mundo raro (2018), Los poemas que una vez soñé.(2020) Antologías: En 1997 Mujer y Poesía y en el 2017, La Poesía nos une – 50 Poetas del Perú. Dramaturgia: Medea Unlimited y Manos voladoras. Ensayos: La democratización de la Poesía; La evolución histórica de la poesía y Poetas peruanas del siglo XVIII y XIX.
Narrativa: La Noche anterior (2001) y Las increíbles aventuras de Rafo, Mati, Nico y Esperanza. Galardonada en el año 2006 como una de las 40 Latinas más destacadas de la ciudad de Nueva York en el XI Certamen organizado por el Diario La Prensa.
Ha recibido el homenaje del Congreso de la República del Perú a través de la Comisión de Cultura, la Medalla de Honor que otorga la Municipalidad de Chincha, premiación de la Municipalidad de Lima, además del reconocimiento de numerosas instituciones culturales del Perú y el extranjero.


Preguntas para Marita Troiano

¿Cuál es el principal cambio que debes realizar en tu vida?
No trabajar tanto.

¿Cuándo fue la última vez que aprendiste algo nuevo?
Durante la pandemia aprendí a cortarme el cabello.

Si pudieras hablar frente a un millón de personas, ¿qué clase de enseñanza le darías?
Si pudiera hablar a millones de personas la mayor y mas importante enseñanza que les daría sería respetar a tu prójimo y nunca dejar de amar.


¿Quiénes son las personas que más admiras en tu vida?
Las personas que mas admiro son mi madre y mi hija.

¿Cuándo fue la última vez que cambiaste de opinión sobre algo?
No suelo cambiar de opinión.

¿Te tomas mucho tiempo para estar en contacto con la naturaleza?
No. Todo el tiempo procuro estar en contacto con la naturaleza. Sea en el campo o frente al mar.

¿Cuáles son tus objetivos más importantes?
Cuidar y hacer feliz a mi familia.

¿Haces tu trabajo de la mejor manera, buscando la excelencia?
Permanentemente busco la excelencia en mi trabajo. Tanto en lo personal como poeta y narradora como editora del sello Carpe Diem, el cual dirijo hace 26 años.


Poemas
– ALGUNAS SUGERENCIAS CON QUE ESCRIBIR POESÍA

Si no existiera el papel,
ni los papyros de ayer,
los pergaminos las tintas o las piedras
¿De qué forma escribiría poesía?

Tal vez…
sobre una espalda tibia con mi lengua humedecida por tus besos.
Contra una pared blanca con los bordes ondulantes de tu sombra.
En la piel violenta de tus muslos con una aguja imantada.
En las lisas piedras del jardín con mi sudor y mis lágrimas.
En la curvada cáscara de un huevo con trozos de carbón.
Sobre la arena clara con el temblor de mis dedos cuando miras.
En la indescifrable palma de mi mano izquierda
moviéndose sus líneas hacia tu destino.
En tus nalgas con mis uñas largas.
Sobre la corteza de los árboles con el viento de mayo y un cuchillo.
En aguas cristalinas jugando con tu reflejo.
En tu boca con la mía.
En tu nuca con mi aliento ..
En el aire con mis alas.
En mi barriga blanca con tus sueños.



– PREGUNTA AL VUELO

Cuando obscurece y lo quieto anida entre los árboles
Siempre pregunto… ¿allí duermen los pájaros?
Y con la autoridad que tiene el viento
para decir de alas vuelos y sueño
me responde:
Los pájaros no duermen
Cuando es oscuro los de plumajes verdes se vuelven hojas
Los de cárdenas plumas se tornan savia
Los de plumaje azul se funden con el añil del cielo
Los pájaros de negro se confunden con las sombras y misterios
Y los que visten plumas blancas de pronto son nubes de algodón
Y en cada amanecer…
a esas hojas a esa savia al azul
a las sombras del misterio y a las nubes
les nacen alas picos cantos
Y otra vez son pájaro que cuando tienen ganas
en los árboles anidan cantan vuelan de rama en rama
Hasta que otra vez oscurece
Y otra vez
Como ocurre hace tiempo
Todo vuelve a empezar.


– ATREVIDA POST DATA

Poesía: te pido por favor que no entremos en laberintos
de espaciales distorsiones cautiverios de titilantes tropos
elipses centelleantes ni epítetos sonoros.
Déjate ser así por mí. Como fue siempre.
Sin jeroglíficos verbales. Fluyendo lozana y espontánea
En constante duermevela la belleza.
Propiciando ecos carmesíes en el corazón amurallado de la gente.
En este tiempo tras un largo tiempo juntas, Poesía
A ti que tal vez estás hecha de brisa y huracán
De cantos y silencios
Que te forjas cada día en el amor iluminando estrellas
y con el desamor derramado entre hojas secas,
te pido cara a cara (es decir, encarecidamente)
que sigamos tomadas de la mano con buen pie
siendo magas abecedarias
Y como siempre Poesía, se cómo en mi lejana infancia.
Es decir, un cielo abierto de improvisada música.
La rosa de los vientos al pie de mi ventana.
Y una s
egura luz que alumbró mi camino
más allá de la barbarie y las palabras muertas.

ALLA RICERCA DELLA VERA BELLEZZA con Marita Troiano (PERU’), Elisa Mascia – 19 novembre 2023
https://www.youtube.com/watch?v=lseN2JQQFE0

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Una poesia per riflettere, di Elisa Mascia

Quale potere hai?

Immagine Pexels ad uso gratuito

Quale potere hai?

Ogni giorno notizia che scuote l’anima

scombussola persino i più forti

che di rado sulle gote hanno lacrima

quelli dai pensieri sempre contorti

che credono di essere loro i detentori

di una persona e dei suoi amori

sia delle passioni e sia del fare ciò che piace

è certamente debolezza allo stato puro

se lei più non l’ama non trova pace

escogita malvagità dal suo cuore duro

si riveste da re credendosi gran sovrano

ma da vile colpisce con la sua mano.

Non ci sono scuse né giustificazioni

arbitrario è stato colpire ormai è regola

non esiste attenuante per quei demoni

omicidi e ribelli per quell’ anima che vola.

In pochi minuti nell’offuscato cervello

hai combinato un vero macello.

Indietro non si torna e chiuso in gabbia ali spezzate libertà per sempre saranno

quiei piedi conficcati nella sabbia

ricordo di orme impresse resteranno

nel cuore in eterno sanguinante

misero essere nell’inferno terrestre errante.

Elisa Mascia 20-11-2023

Poesia semplicemente, di Elisa Mascia

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