Dilagante la protesta degli agricoltori in Italia e in Europa, alcune motivazioni che hanno indotto tanti agricoltori a partecipare in Molise, pubblicato da Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia – Campobasso

Foto cortesia di Giovanni Persichillo


Gli effetti legislativi degli ultimi giorni dall’Europa all’Italia e a ogni singola Regione che si estende alle piccole comunità con i grandi lavoratori dei terreni che formano il pilastro portante dell’economia familiare e sociale da secoli e che diventa sempre più insostenibile per le continue richieste di aggiornamenti di documentazione per ricevere un minimo di contributo al reddito e che il riscontro è l’abbandono dei territori in un esodo sempre più costante ed incisivo che ha conseguenze disastrose per le giovani e future generazioni.

In data 25 gennaio 2024 molti proprietari di terreni seminativi e di oliveti hanno deciso di condurre una manifestazione regionale coordinata e gestita dagli agricoltori cosicché
sì sono incontrati a Termoli oltre 150 trattori che hanno invaso pacificamente le strade cittadine sostando in piazza Giovanni Paolo II. L’iniziativa è il riflesso del malcontento esistente in Europa e lo viviamo direttamente in Molise.

La protesta degli  #agricoltori #molisani in marcia su #termoli con #trattori e #mezzi agricoli

La protesta è, in pratica, contro
– la Politica Agricola Comune (PAC),
– l’uso di farine di insetti
– le accise sui carburanti.

È chiaro che non si può restare a guardare e subire i cambiamenti legislativi contrari alle misure decenti per  vivere dignitosamente contando su un reddito adeguato e, appunto, non aspettare inerti l’adozione delle nuove misure che mettono a rischio il futuro,
– oltreché di una sana alimentazione,
– ma anche la salvaguardia del nostro suolo
– nonché  l’eredità, di tutte le sopraelencate cause ed effetti negativi, che si è costretti a lasciare alle future generazioni.

Foto cortesia di Umberto Persichillo

Al Festival PILF 2024 della poesia e letteratura riunioni e dibattiti creativi senza frontiere dalla Grecia – Italia al Perù e Bolivia, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso


Alla riunione culturale, con dibattiti creativi e poetici, organizzata dalla
Writers Capital Foundation programmata e avvenuta sulla piattaforma Zoom.
Tema: PANORAMA FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA LETTERATURA 2024 “Agni – Fuoco” con i poeti dell’ Italia-Perù-Bolivia-Grecia

Ospiti d’onore
– Elena Karabi (Ελενα Καραμπη )
– Pantelis Hatzis ( Παντελης Χατζης.)

Irene Doura-Kavadia ( moderatrice)
Elisa Mascia ( curatrice)

1- Marco Antonio Rodriguez Sequeiros ( facilitatore)
2- Stefano Caranti
3- Catia Pugliese
4- Margarita Salirrosas de Verdeguer
5- Bertha Galan

Come sempre la preziosa moderazione della Segretaria Generale Irene Doura-Kavadia con dolcezza e professionalità ha espresso parole emozionanti e di gratitudine per i poeti partecipanti al Festival e al presente incontro. Inoltre ha illustrato i nuovi progetti culturali del ” Quill Compendium e del Love Daili” che sono in fase di realizzazione dalla Writers Capital International Foundation
È stata una riunione poetica e letteraria indimenticabile le emozioni di tutti gli egregi colleghi hanno lasciato orme nel mio cuore e in maniera reciproca. Onorata e piena di entusiasmo già penso al prossimo incontro che accarezza l’anima e arricchisce la mente aperta a sempre nuovi progetti e orizzonti.
Elisa Mascia -Italia

***

✅Grazie per l’opportunità di condividere Arte e Poesia al Panorama International Literature Festival 2024 sulla tematica del fuoco, organizzato dalla Writers Capital Foundation.

✅E’ stato un incontro emozionante live sulla piattaforma zoom, felice di far parte di questa grande famiglia.

✅Grazie agli organizzatori, collaboratori e a tutte le persone che hanno reso possibile questo Festival, grazie a tutti voi portatori di luce, fari per illuminare il buio del nostro tempo, per riscoprire l’umanità che ancora in noi dimora.

✅Il mondo ha bisogno di Poesia, un abbraccio di luce!
#stefanocaranti #PILF2024

Grazie per l’opportunità di condividere Arte e Poesia. E’ stato un incontro emozionante, felice di far parte di questa grande famiglia. Grazie agli organizzatori, collaboratori e a tutte le persone che hanno reso possibile questo Festival, grazie a tutti voi portatrici di luce, fari per illuminare il buio del nostro tempo, per riscoprire l’umanità che ancora in noi dimora, il mondo ha bisogno di Poesia!
Stefano Caranti – Italia
***
“Grazie per l’opportunità di partecipare ad un evento così grande, dove le lettere diventano parole e queste diventano poesia quando le mettiamo insieme per trasmettere sentimenti con bellezza.  L’emozione dell’incontro è stata che senza conoscere le lingue ricevevamo i messaggi perché la poesia ha un suo tono, un suo ritmo, un suo colore e noi poeti ci capiamo con il suono delle nostre voci, un momento bellissimo, con il piacere di essere lì ad ascoltare la campana, il canto dei nostri fratelli.
Grazie Irene Doura-Kavadia ed Elisa, bellissime e brillanti direttrici con molta empatia, arte e saggezza.
Grazie Preeth Padmanabhan Nambiar Direttore dei concerti PANORAMA INTERNACIONAL LITERATURE FESTIVAL 2024.”
Margarita Salirrosas de Verdeguer – Perù

Gracias  por la oportunidad de participar en tan grande evento, donde las letras hechas palabras y estas se vuelven poesía cuando las juntamos para transmitir sentimientos con belleza. La emoción del encuentro fue que sin saber los idiomas recibimos los mensajes porque la poesía  tiene su tono, su ritmo, su propio color y los poetas nos entendemos con el sonido de nuestras voces, bello momento, con el deleite de estar allí  escuchando el bell canto de nuestros hermanos.
Gracias  Irene Doura-Kavadia y Elisa conductoras bellas y geniales poseedoras de mucha empatía, arte y sabiduría.
Gracias Preeth Padmanabhan Nambiar Director de los conciertos de PANORAMA INTERNACIONAL LITERATURE FESTIVAL 2024.
Margarita Salirrosas de Verdeguer – Perù

***
Grazie di vero cuore per la bellissima opportunità di aver potuto ascoltare poesie e pensieri. Un ringraziamento particolare ad Elisa Mascia per l’invito. È stato altrettanto bello conoscere Irene Doubia Cavadia e tutti  i partecipanti a questo Meraviglioso Festival della Poesia. Spero ci siano altri incontri di “Luce”. Grazie ancora. Naturalmente Grazie anche a tutto il direttivo della Writers Capital Foundation
Catia Pugliese – Italia

***
Oggi abbiamo vissuto un grande incontro, un raduno spirituale e mentre non tutti parlavamo la stessa lingua, abbiamo sentito l’unione assoluta dei Paesi tra di noi..

Il festival di quest’anno Panorama 2024, ha come tema il fuoco (Agni), la fiamma che si spegne dentro di noi e ci sprona a suscitare attraverso pensieri, parole ed emozioni scintille di creazione…

Siamo tutti piccoli caminetti di sentimenti in difficoltà…

Spero che quest’anno a Panorama ci siano tante esplosioni di successo e la fiamma che tutti abbiamo dentro si diffonda… così brucerà sempre la fiamma dell’ispirazione, della solidarietà e dell’amore delle persone…

Grazie al mio caro Marco Antonio Rodriguez Sequeiros, alla meravigliosa Elisa Mascia, per averci invitato ad essere loro ospiti d’onore.
Naturalmente, la nostra amata Irene Doura-Kavadia per aver coordinato questo bellissimo incontro, il mio alter ego Pantelis Hatzis per ciò che creiamo insieme e Preeth Padmanabhan Nambiar il nostro presidente per la grandezza della sua anima…
Grazie di tutto!
Elena Karabí- Grecia

La Writers Capital International Foundation, È una famiglia grande e meravigliosa.
Pantelis Hatzis – Grecia

***

Che bella Sessione, che grande sorpresa… Indimenticabile incontro di voci e linguaggi.  Un vero regalo.  Condividere insieme, voci e lettere… Italia, Bolivia, Perù e Grecia uniscono le loro espressioni in un’unica emozione del Festival PILF 2024 il più grande del mondo.
Marco Antonio Rodriguez Sequeiros – Bolivia

Qué hermosa Sesión, una gran sorpresa… Inolvidable encuentro de voces e idiomas. Un verdadero regalo. Compartiremos juntos, voces y letras… Italia, Bolivia, Perú y Grecia unen sus expresiones en una sola emoción del Festival PILF 2024 El mas grande del mundo.
Marco Antonio Rodriguez Sequeiros – Bolivia

Leggi anche 
http://alessandria.today/2024/01/20/evento-culturale-mondiale-del-festival-pilf-2024-italia-peru-bolivia-e-grecia-di-elisa-mascia-da-san-giuliano-di-puglia-campobasso/

Foto cortesia condivise dal presidente della Writers Capital International Foundation: Preeth Padmanabhan Nambiar che ringrazio

Carmen Flores e Yanni Tugores in collaborazione con Pietro La Barbera ed Elisa Mascia presentano il Primo Recital Internazionale di Poesia “Voci poetiche che attraversano gli Oceani” insieme al format ” Alla ricerca della vera bellezza”, pubblicato da Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Domenica 21 gennaio 2024, alle ore 22:00 Italia e Spagna, alle ore 18.00. Uruguay, alle ore 18.00. Argentina, alle ore 16:00. Perù, alle ore 16:00. Ecuador, alle ore 15:00. Mexico – “Angolo Culturale La Paz-Uruguay” insieme al format “Alla ricerca della vera bellezza-Italia” INVITANO al 1° Recital Internazionale di Poesia “Voci Poetiche che Attraversano gli Oceani” – Coordinazione : Carmen Flores  (Perù) e Yanni Tugores  (Uruguay) – Presentazione e traduzione: Pietro la Barbera (Italia) e Elisa Mascia  (Italia) – OSPITI: Sandra Blanco (Uruguay), Doris Carvajal (Ecuador), Isabel Pisani (Argentina), Julio Pavanetti (Uruguay/Spagna), Marcela Barrientos (Argentina ), Rosamarina Garcìa (Perù), Jesùs -Chuy- Hernàndez (Mexico) – La cultura ha la virtù di abbellire il mondo – La diretta può essere seguita su Facebook (https://www.facebook.com/pietro.labarbera. 7) e YouTube (https://www.youtube.com/@laltrosonoio5795/featured)…

Domingo 21 de enero 2024, 22hs. Italia y España , 18hs. Uruguay, 18hs. Argentina, 16hs. Perù, 16 hs en Ecuador, 15 hs de México – “Esquina Cultural La Paz-Uruguay” conjuntamento con “En busca de la verdadera belleza-Italia” INVITAN: 1° Recital Poético Internacional “Voces Poéticas Cruzando Océanos” – Coordinan: Carmen Flores (Perù), Yanni Tugores (Uruguay) – Presentaciòn y Traducciòn: Pietro La Barbera (Italia) y Elisa Mascia (Italia) – INVITADOS: Sandra Blanco (Uruguay), Doris Carvajal (Ecuador), Isabel Pisani (Argentina), Julio Pavanetti (Uruguay/Spagna), Marcela Barrientos (Argentina), Rosamarina Garcìa (Perù), Jesùs -Chuy- Hernàndez (Mexico) – La cultura tiene la virtud de embellecer el mundo – En vivo se puede seguir en Facebook ( https://www.facebook.com/pietro.labarbera.7 )  y  YouTube ( https://www.youtube.com/@laltrosonoio5795/featured )…

Sunday 21 January 2024, at 10.00 pm Italy and Spain , at 6.00 pm.  Uruguay, at 6.00 pm.  Argentina, at 4pm.  Peru, at 4 pm Ecuador, at 3 pm Mexico – “La Paz-Uruguay Cultural Corner” together with the format “In search of true beauty – Italy” INVITE to the 1st International Poetry Recital “Poetic Voices that Cross the Oceans” – Coordination : Carmen Flores (Peru) and Yanni Tugores (Uruguay) – Presentation and translation: Pietro la Barbera (Italy) and Elisa Mascia (Italy) – GUESTS: Sandra Blanco (Uruguay), Doris Carvajal (Ecuador), Isabel Pisani (Argentina), Julio Pavanetti (Uruguay/Spain), Marcela Barrientos (Argentina), Rosamarina Garcìa (Peru), Jesùs -Chuy- Hernàndez (Mexico) – Culture has the virtue of beautifying the world – The live broadcast can be followed on Facebook (https:/ /www.facebook.com/pietro.labarbera. 7) and YouTube (https://www.youtube.com/@laltrosonoio5795/featured)…

Pubblicazione articolo dell’autrice Elisa Mascia in Alessandria today Magazine direttore Pier Carlo Lava

Leggi anche 
http://alessandria.today/2024/01/18/attraversando-loceano-volando-con-liberta-nel-cielo-e-la-poesia-che-unisce-nel-primo-recital-poetico-dal-peru-allitalia-e-viceversa-pubblicazione-di-elisa-mascia-da-san-giuliano-di-puglia-camp/

Dopo la pausa natalizia Pietro La Barbera ed Elisa Mascia riprendono il viaggio culturale ” Alla ricerca della vera bellezza” con Letizia Caiazzo – Sorrento, Napoli pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Pietro La Barbera ed Elisa Mascia hanno ripreso il programma della domenica sera, 14 gennaio 2024
“Alla ricerca della Vera Bellezza” conoscendo l’anima speciale della grande artista, scrittrice e poetessa di Sorrento: Letizia Caiazzo

LETIZIA CAIAZZO
Residente a Pian di Sorrento (Na), Artista, Poetessa, Saggista, Diploma Accademico presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli, da sempre ha coltivato la passione per l’Arte che ha profuso, in qualità di Docente e per decenni, a generazioni di giovani. Molto attenta alle varie espressioni artistiche, ha sperimentato le tecniche più svariate, proponendosi e imponendosi anche nella Cyberpittura. Tale percorso eclettico e multivalente, intrapreso con forza, determinazione ed eccellenti scaturigini dell’estro, le ha permesso e le consente tutt’oggi d’essere protagonista di Grandi Mostre e Cataloghi d’Arte inerenti e, inoltre, d’essere lei stessa organizzatrice e collaboratrice di Mostre ed Eventi con relative pubblicazioni, per la promozione dell’Arte, della Letteratura, della Pace e della Solidarietà. Le sue opere pittoriche sono anche presso Musei, Gallerie, Collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero.
Numerose anche le opere letterarie in cui, da sola o con altri Autori, ha dimostrato d’essere valida Poetessa, pluripremiata in Italia e all’estero poiché in grado di emozionare fortemente i fruitori con liriche su vari temi, dall’amore ad un purissimo erotismo, da scenari naturalistici a un rigoroso ed esemplare impegno sociale.

LETIZIA CAIAZZO
Letizia Caiazzo è artista di raffinata cultura umanistica e protagonista assoluta, per quanto concerne le arti visive, della Computer Art. Però il suo talento si esplica altresì nella poesia. I suoi versi sempre di altissima spiritualità si lasciano apprezzare per eleganza stilistica e proprietà assoluta di linguaggio con accenti di intimismo che mai degenera in decadente romanticismo.
Memore della grande lezione dell’Ermetismo il suo verso risulta sempre asciutto e scattante con bagliori luministici e sonori di splendida fragranza. A questa sonorità certamente avrà molto giovato la lettura dei testi dannunziani che sappiamo essere straordinariamente coinvolgenti.
Vastissima la gamma dei sentimenti che fanno capolinea nelle sue composizioni: si va dalla melanconia sempre sostenuta da virile consapevolezza, al dolore visto in chiave agostiniana di salutare catarsi, dalla nostalgia del passato più o meno lontano alle aspirazioni di un eden idilliaco vagheggiato per sé e per l’umanità intera. Imprescindibile comunque per lei il desiderio di libertà che è cifra determinante per ogni poeta . Libertà di volare a guisa di gabbiano che si appresta a scavalcare il muro oltre il quale non c’è timore alcuno di essere preda di insipienti cacciatori. Libertà di volare come la farfalla che sceglie le sue dolci prede, ovvero i fiori su cui posarsi. Non è forse la poesia lo strumento principe con cui Letizia ha inteso e intende continuamente liberarsi dalla quotidianità? Solo la poesia potrà sostituire il “sole spento” che l’odierna civiltà capitalistica del benessere ci sta riservando. Leo Strozzieri 2017
Leo Strozzieri, critico e storico dell’arte, laureato in filosofia; ha fondato numerose
realtà museali e pubblicato monografie per numerosi artisti con le più
prestigiose case editrici.

LETIZIA CAIAZZO

Domande per Letizia Caiazzo (Italia) 14-1-2024

·         Ti prendi sempre la totale responsabilità dei tuoi successi e dei tuoi fallimenti?
Dei miei fallimenti si, sicuramente capisco, con il senno di poi, che qualcosa non ho curato come doveva essere curato, non ho valutato bene le precarietà che potevano crearsi, pertanto non sono riuscita ad avereun esito positivo e me ne assumo tutta la responsabilità e  le conseguenze; per i successi mi prendo il merito solo al 50X100. Riconosco che  ho successo per la mia bravura, per l’impegno, per essere volitiva nel raggiungere i miei obiettivi, per gli sforzi fatti  e che faccio,per migliorarmi sempre di più, per sperimentare ,per cambiare ma poi ci sono altre componenti che determinano il successo, un po’ di fortuna che non guasta mai, l’ambiente, le persone giuste intorno a te , il tempo meteorologico, le atmosfere che si creano, la magia di incontri casuali,  e come si suol dire: ti devi trovare al posto giusto nel momento giusto, e quando succede ciò il successo è assicurato.

·         Quale nuova abitudine “positiva” hai acquisito ultimamente?
Per natura sono un’istintiva, mi entusiasmo facilmente e parto, parto per creare, programmare, fare, ma in questi ultimi tempi ho adottato l’abitudine d’ agire con più calma e serenità, e di non essere precipitosa e ho adottato anche di prendere la vita con un po’ di leggerezza, e di non essere molto  critica e severa con me stessa

·         Ridi spesso durante il giorno o sei sempre seria? 
La giornata è un poco come la vita: un po’ gioiosa ricca di positività e un po’ anche di tante negatività, ma la mia ironia e il mio ottimismo, anche nei momenti più critici, mi aiuta a superare gli ostacoli e ad andare sempre avanti. Si, rido spesso e a volte anche da sola.

·         Come cambierebbe la tua vita se diventassi consapevole che sei l’unico responsabile della tua felicità?
Bella domanda, continuerei a vivere come  sempre, non concentrandomi certo,  solo su me stessa, ma cercando di trasmettere , amore, compassione, sostegno  a chi ne ha bisogno, sono convinta che condividere  le nostre storie, i nostri successi come anche i nostri fallimenti, sia un arricchimento; da soli non si va da nessuna parte ,  non si è felici da soli, siamo esseri sociali  quindi se fossi io sola responsabile della mia felicità, non sarei felice, diventerei triste, egoista e forse anche cattiva

·         Cosa cambieresti nella tua vita, se quest’ultima, dovesse essere d’esempio per tutta l’umanità?
Non cambierei nulla, forse cercherei di diventare meno esigente e perfettina, ma continuerei a seminare l’amore per il bello. Sono convinta che apprezzare le cose belle, naturalmente in tutti i campi artistici e non, apprezzare il bello della natura e dell’uomo renderebbe tutti più sensibili,  buoni e rispettosi dell’altro e  dell’ambiente. Potremmo vivere veramente in fratellanza e in armonia

·         Hai la certezza che dentro di te ci sono poteri e capacità immense? 
Si, ne sono certa, e sono convinta che ogni essere umano possiede grandi capacità per affrontare tutte le situazioni che ti si presentano, all’occorrenza diventi capace e ti meravigli anche di averle, le scopri al momento, quando le metti in pratica per superare disagi, ostacoli, malattie, perdite, ma anche nelle opportunità belle che la vita ti regala. In ogni circostanza che la vita ti presenta, si  scoprono capacità, strategie, coraggio,  che ti permetteranno di affrontare qualsiasi situazione. 

·         Di fronte alle difficoltà ti chiedi: ” Quale opportunità/ dono c’è in questa situazione?”
Essere positivi comporta anche il non avvilirsi, il non deprimersi quando ti capitano situazioni davvero  brutte come malattie, perdita di una persona cara, delusioni, problemi in famiglia, problemi sul lavoro; sono davvero tanti i problemi da affrontare, ma  io cerco sempre di trovare il lato positivo, una via che può farmi affrontare il cambiamento, cerco una via di fuga che mi potrà portare a una rinascita e devo dire che la mia via di fuga  e l’Arte tutta

·         Sei convinta che per cambiare il mondo devi cambiare te stessa?
Certo, so  bene che per avere un mondo migliore devo contribuire anche io  pertanto cerco di  farlo non restando indifferente di fronte alle ingiustizie, alle prepotenze, alla mala educazione, ai soprusi, cerco di intervenire, naturalmente con l’esempio in primis, con l’educare alla bellezza, con l’approfondimento  dei problemi, con il dialogo, con lo stare insieme rispettando l’altro e rispettando le regole  del vivere civile. L’Ass. culturale Ars Harmonia Mundi, di cui sono Presidente si propone proprio questi obiettivi e con mostre, presentazioni di libri, conferenze, convegni si cerca di sensibilizzare sempre di più le persone ad amare il Bello, a mettere in primo piano la Cultura, lo studio , l’approfondimento dei problemi che affliggono il nostro Pianeta.

Sul filo d’un feeling

HAIKU

Letizia Caiazzo SUL FILO D’UN FEELING

ISBN 978-12-80786-56-2 Prima edizione: dicembre 2022 © Pluriversum Edizioni Ferrara

214 pagine

149 x 210 mm, Al. 90 mm

Prezzo: 15,00

DESCRIZIONE

Autrice di numerose raccolte di liriche, solo propne o in “arte collaborativa” con vari altri Poeti di riconosciuto livello expressivo, e comunque sempre a dialogare con le sue intriganti e icastiche cyberimmagini, da vari anni Letizia Calazzo s’e approcciata anche alla particolarissima poesia haiku con intenso impegno di studio e di testimonianze espressive (sempre apprezzate, e già negli esomli, dalle più importanti Associazioni internazionale dedicate ad analizzare stoticamente e lemerariamentne, nonché, al tempo, a divulgare e promuovete specie in Occidente tale antichissimo incedem lirico tipico del Sol Levante) riuscendo a pervenire, nel tempo, a conseguite l’inserimento nei più esclusivi sodalizi dell’haiku nel mondo. Il presente volume costituisce, quindi, un prestigioso esordio in cui, alla bellezza dei versi, al fascino degli scenari esteriori e interiori, all’emozione pura che viene raggiunta in ogni singolo hailat, vissuto ed espresso con assoluta immersione identitaria che riunisce il descrivere occidentale al più profondo “sentire” orientale, l’Autrice assembla particolarissime, nuove, ma egualmente sortileghe cyberpimure e semplici fotografie che, tramite particolari proposizioni di ambienti, soggetti e delicate cromie, ottimizzano tragitti paralleli di Estasi.

L’AUTORE

Residente a Pian di Sorrento (Na), Artista, Poetessa, Saggista, Diploma Accademico presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “Federico II di Napoli, da sempre ha coltivato la passione per l’Arte che ha profuso, in qualità di Docente e per decenni, a generazioni di giovani. Molto atterna alle vane espressioni artistiche, ha sperimentato le tecniche più svariate, proponendosi e imponendosi anche nella Cyberpittura. Tale percorso eclettico e multivalente, intrapreso con forza, determinazione ed eccellenm scarungini dell’estro, le ha permesso e le consente tun’oge d’essere protagonista di Grandi Mostre e Cataloghi d’Arte inerenti e, inoltre, d’essere lei stessa organizzatrice e collaboratrice di Mostre al Eventi con relative pubblicazioni, per la promozione dell’Arte, della Letteratura, della Pace e della Solidarietà. Le toe opere pimoriche sono anche presso Musei, Gallerie, Collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero. Numerose anche le opere letteratie in cui, da sula o con altri Autori, ha dimostrato d’essere valida Poetessa, pluripremiata in Italia e all’estero poiché in grado di emozionare fortemente i fruitori con liriche su vari temi, dall’amore ad un purissimo erotismo, da scenari naturalistici a un rigoroso
ed esemplare impegno sociale.

RESIDENZA AUTORE: CAMPANIA

Haiku dal libro Sul filo di un feeling di L. Caiazzo

canto di grilli-
fra papaveri rossi
un fiordaliso

fresco mattino-
ferma sotto il sole
ti desidero

la luna piena
rischiara la lunga via-
afgane in fuga

un mare estivo
sassi e donne distratte
e sempre sole

La brezza di Kiev
Fredda più della neve
Ferma il mio cuore

La grande Croce
Sulla montagna scura
Invoca Pace

nudi gli alberi
foglie sparse al vento-
il tempo vola




Poesie dal libro Riflessi d’Amore li Letizia Caiazzo e Nuccio Mula

Occhi incantati

Occhi incantati
guardano lontano
l’incanto del mare
l’indaco del celo

Occhi incantati
rivivono la magia
di un amore passato
di giochi infiniti
di gioie mai spente

Occhi incantati
si perdono nella luce
d’un arcobaleno

In balia di colori
mai sbiaditi

di girotondi gioiosi
di danze appassionate

Profumo di te

Nell’aria profumo
di te

di te pioggia, vento, sole
aurora, giorno, notte

di te oggi, ieri, domani
di te oltre il Tempo 

http://alessandria.today/2024/01/15/riprendono-gli-incontri-con-i-poeti-del-mondo-del-programma-bilingue-italiano-spagnolo-alla-ricerca-della-vera-bellezza-articolo-di-elisa-mascia-san-giuliano-di-puglia-campobasso-con-letizia-c/

Poesie e Silloge poetica di Stefania Giammillaro presentata dal poeta Fabio Petrilli, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Note Biografiche
Stefania Giammillaro (Messina, 1987). Avvocato e Dottoranda in diritto processuale civile all’Università di Pisa. Ha all’attivo due pubblicazioni: Metamorfosi dei Silenzi, Edas, Messina, 2017, e L’Ottava Nota – Sinfonie Poetiche, Ensemble, Roma, 2021. L’unica sua novella Nuncintedda è stata pubblicata, con altri suoi componimenti, nell’antologia I Blu Books – Quaderni Collettivi, Vol. II, a cura di Valeria Serofilli, Felici Editore, 2020. Ha conseguito diversi riconoscimenti negli anni, a livello locale e nazionale. Si è esibita in diverse performance poetiche, delle quali si ricorda Ciuri ri Puisia, tenutasi a Torino nell’ambito del Festival Indipendente di Poesia Trasfusioni, ideato ed organizzato dall’associazione teatrale Lo scatolino – Ars in code, e la partecipazione alla seconda edizione del Festival Voci – La poesia dialettale, curato ed organizzato dall’associazione culturale de Le Cicale Operose di Livorno. Dal 2022 è curatrice della sezione poesia della Libreria indipendente Civico 14 di Marina di Pisa. In tale veste ha ideato e curato diverse Rassegne ed eventi culturali di cui si ricorda la Rassegna Giovani in Poesia e Un (A) Mare di Versi – Dialoghi d’autore, patrocinata dal Comune di Pisa e dall’Assessorato al Turismo, che ha visto la partecipazione di ben otto poeti del calibro, fra i tanti, di Davide Rondoni e Beatrice Zerbini, oltre che aver conseguito un soddisfacente seguito.
E’ stata ospite di alcune trasmissioni radiotelevisive dove ha avuto modo di presentare le sue sillogi edite e parlare del suo modo di intendere la poesia, quali: EccellenzeItaliane sul canale OdeonTv, StoryTime sulla frequenza Radio5, e su Telespazio Messina all’interno della rubrica Parla Con me.
Dal 2023 cura gli eventi poetico-letterari al Caffè Letterario Volta Pagina di Pisa e fa parte della redazione interna del Lit-blog “Le Finestre de L’Irregolare”, nato da un’idea del poeta, scrittore, critico letterario David La Mantia.
Alcuni suoi inediti sono stati pubblicati sul quotidiano di rilievo nazionale La Repubblica, nella rubrica La Bottega della Poesia, delle sedi di Bari e di Napoli e su diversi Blog quali: LaRosainPiù, VersoLibero, LeParolediFedro, PoetiOggi.
Fa parte, con tre suoi componimenti, dell’Antologia poetica Riflessi – Rassegna Critica alla Poesia Contemporanea, Edizioni Progetto Cultura, 2023, curata da Patrizia Baglione, ricevendo la nota critica di Davide Toffoli.

Prefazione

“Se non fossi così come sono, non dovrei scrivere le mie sinfonie.”
GUSTAV MAHLER


Il “lavoro” del poeta, come quello del compositore, è essenzialmente contenuto in questa precisa affermazione del grande compositore boemo-austriaco Gustav Mahler. Da essa personalmente traggo un valore universale, secondo cui riconoscere la propria realtà equivale a Esistere nella propria certezza umana e per questo a compiere ciò che è nella natura stessa del proprio Essere. In altre parole riconoscere ciò che siamo diventa l’elemento di trasparenza e di verità con cui entriamo in una relazione inequivocabile, il tratto di autenticità della vita stessa. Ecco che quindi il principio di tutto ciò che facciamo risiede nella natura di ciò che siamo. Per il poeta – secondo quello che ci indica Pessoa – questo si traduce nel “lavoro” di una misteriosa orchestra. Egli scava dentro di sé, apre il suo corpo per accogliere le luci e le ombre della propria anima, i suoni dolci e i toni più gravi, alla ricerca del suo mistero. Solo così può compiersi pienamente la sua missione, nella naturale vocazione di dirci e donarci ciò che soltanto il poeta ha saputo scardinare e ricomporre dentro l’abisso della sua anima, dentro l’impercettibile, il minuscolo, il muto e il fragilissimo scorrere della vita, o – per dirla con le parole del maestro Pessoa – fino a conoscersi o riconoscersi come una sinfonia.
Una sinfonia dunque è ciò che siamo, ed è quello che di sé ci svela anche la poetessa Stefania Giammillaro con la sua seconda opera edita, L’Ottava Nota, una molteplicità di sinfonie che tracciano la scansione intima e profonda del suo Io attraverso i silenzi, le trame, dentro lo smarrimento di un confinamento, tra le ombre, fino a giungere a quel riscatto che, nella narrazione memoriale di ogni esistenza, è alla base del perenne processo di metamorfosi vitale.
Ho conosciuto Stefania nel bel mezzo del generale spaesamento che ha investito le nostre vite durante il primo periodo di confinamento dovuto all’emergenza Covid-19. L’ho incontrata la prima volta proprio nella sua poesia e nelle note dell’inconfondibile accento siciliano della sua lingua, in quella traccia lirica che sarebbe poi diventata una delle sinfonie di questa raccolta – quella del confinamento appunto –, prima ancora che mi capitasse poi di avere la fortuna e il privilegio di conoscerla personalmente. Mi colpirono allora la musicalità dei suoi versi ed il loro sapore, antico e familiare allo stesso tempo, come quando si colgono e si coniugano insieme la raffinatezza accurata ed elegante di un tempo remoto – caratteristica verbale unica tra l’altro della lingua siciliana, che è lingua d’origine della Giammillaro – , con la semplicità genuina di atmosfere domestiche colme di cure generose e di affetti sinceri.
Da lì ad accogliere l’invito di curare questa raccolta di sinfonie poetiche il tempo è stato breve, sebbene a causa dell’emergenza sanitaria il tempo tanto fragile che stiamo attraversando abbia completamente perso le sue routine e di linearità e ancora, mentre scrivo, ci capiti di trascorrerne molta parte tra isolamenti domiciliari, la chiusura di varie attività sociali e culturali, ancora confinati dal blocco degli spostamenti e dal limite dei coprifuochi.
Proprio il tempo invece, quello incalzante e spesso travagliato della vita, con i suoi moti di esistenza e di coscienza, è uno dei cardini della poetica di L’Ottava Nota, una raccolta di poesie – o meglio di sinfonie – in cui il vissuto della Giammillaro, poetessa messinese, si afferma con il ritmo incalzante di un metronomo che scandisce il tempo di tutta l’opera e nel quale il lettore viene totalmente assorbito nella musicalità delle sue liriche fino a diventarne irrimediabilmente contrappunto vivo, chiamato a riempire gli spazi vuoti con il proprio vissuto, come nei versi di Inquieto vivere:
“ Sei cuoio di membra
fuoco di speranza
svanita dal tempo che scorre,
che inesorabile passa …
o in quelli di Impronta, dove l’incedere di “orme nitide lungo il cammino” segna il tempo del riscatto, quello in cui ogni esistenza può riconoscersi e deve condursi per redimersi e rinascere a vita nuova:
“ Ed io che ti osservo, Mondo,
mi fermo a pensare che il tempo è lento,
E spero,
che la Terra mi sia lieve,
oltre queste barriere di cui lascio
eterna testimonianza ai posteri.
Così, ciclicamente rinasco. ”

Fare poesia redime, ci libera, ci assolve. Questo il poeta ci dona: una luce nuova nella quale ogni cosa può rinascere a forme e a sensi completamente rinnovati. Così dal travaglio d’animo e di esistenza da cui nasce la poesia ogni cosa acquista nuovo significato, persino il tempo, nel suo fluire, lento o incalzante che sia.
Ma se questo è vero e vale per la poesia, è altrettanto vero che “in ogni poesia che vive, un po’ il poeta muore”, e allora sta a chi ne riceve il dono far sì che la luce della poesia risplenda a svelare il senso di ogni cosa e anche il tormento originale del poeta.
Mi vengono in mente le parole della grande poetessa americana Sylvia Plath:
«Mi sentivo ed ero un libro con righe chiare di parole sensibili e taglienti, nessuno sapeva intravederne le fragilità, si pungevano e andavano via. Sono sempre stata e mi son sempre sentita come un libro aperto, circondato da analfabeti».
Nella raccolta di Giammillaro accade proprio questo: è la vita stessa che si fa poesia, fino al punto in cui i sentimenti e le esperienze individuali diventano un sentire comune, nel fluire di un viaggio lirico in cui la poetessa ci conduce attraverso l’amore e le sue contraddizioni, facendo largo e validissimo uso dei suoni linguistici e musicali della sua terra, lasciandocene così assaporare tutta la bellezza e la nostalgia per un mondo siciliano passato ma pur sempre vivo dei cari ricordi giovanili.
La sua è una ricerca accurata non solo della parola ma dell’intero verso e più classicamente persino della sua costruzione metrica, al punto che le pagine de L’Ottava Nota sembrano scritte proprio come i fogli della partitura musicale di una polifonia barocca, in cui la sovrapposizione di più linee melodiche coesistono nell’insieme armonico dell’intera opera.
Il ‘versare’ ritmico della poetessa messinese è a volte incalzante, come nei tipici movimenti della fuga in cui, proprio come per una linea musicale, un verso va in fuga e altri poi inseguono in procedimenti imitativi, mentre alte volte è più simile a un madrigale come nel caso dei numerosi componimenti in omaggio alla lingua dialettale siciliana. Ma qualunque sia il tempo battuto, nella partitura generale delle cinque sinfonie di cui si compone L’Ottava Nota – cifra che nel titolo della raccolta è evocata dal simbolo dell’infinito che tutto racchiude in sé – l’elemento coerente che delinea tutta la composizione è proprio la caratteristica virtuosa che nelle composizioni barocche si assume quale tono fondante della polifonia, il basso continuo, la linea ostinata e grave su cui le cinque sinfonie della raccolta accordano la loro linea melodica.
L’invito che rivolgo al lettore è quello di trovare la propria linea musicale e di non restare “analfabeta” rispetto alla bella e preziosa partitura poetica che è L’Ottava Nota.
In quanto a me, che per natura tendo a non affrettarmi mai in niente, non desidero che restarmene saldamente ancorato ai versi della dolcissima poesia “A Nonnicedda ru me cori”, scritta interamente in siciliano, che per primi mi hanno svelato il mondo poetico e umano della poetessa Giammillaro:
Quasi ca sa vulissi alliccare lentamente ogni singolo mumentu… –.
Non resta che cogliere quindi, e assaporare, il gusto di ogni singolo momento, con calma e raffinatezze barocche, e se o quando il tempo dovesse davvero incalzarci, ci basterà allora il dono della partitura delle Sinfonie poetiche di L’Ottava Nota.
Capiremo così pienamente quello che intendeva Gustav Mahler a proposito delle sinfonie, e cioè che “Una sinfonia deve essere come il mondo. Deve contenere tutto”, che non è poi lontano dal potente messaggio che il grande poeta bomeo-austriaco Rainer Maria Rilke, contemporaneo di Mahler, ci consegna con questi sublimi versi:
Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.
Si deve sempre andare: nessun sentire è mai troppo lontano.

A te, lettore o lettrice, ti sia piena l’esperienza dell’Essere, e autentico il sentire di queste cinque sinfonie.
Pisa, 20 Gennaio 2021
Vincenzo Mirra


Poesie:

Dis-Innesto

Sono carne e sabbia,
vento e rabbia.
Quanto ancora mi sia concesso sbagliare
Non è dato sapere.
Lo richiede,
il ticchettio dell’orologio in cucina
che scandisce
il tempo della colpa
pesata al netto di una tara assolta
da una fragilità che non ammette
essere, un’umana accettazione
di sé.
Sono luce e sono ombra
Sono vuoto e ostilità recondita,
sono altalena… senza sosta.
Asettica, decido di indietreggiare
Affilando lame amare al mio destino.
Mi rifletto nello specchio
E guardo in prospettiva
L’occhio del ciclone da cui ero fuggita

E ci casco
Ingenua, illusa, avvilita.
Rinasco? Riesco?
Non c’è via d’uscita.


Manifesto inconscio

Vorrei, tu fossi
Il lenzuolo che cerco nelle fresche mattine d’autunno
Pronto a coprire ogni spazio rimasto aperto
In un sonno senza sogno…
Dal sapore freddo.
Vorrei tu fossi un labirinto esterno al mio cuore,
in cui “perdersi per poi ritrovarsi”
sia l’unica condizione
per raggiungere la via d’uscita,
in mancanza di un filo d’Arianna
che ci indichi la strada di casa.
Vorrei, tu fossi marmo, scolpito dal vento,
diamante scarlatto
di ogni tormento.
Vorrei fossi il mio tutto ed il mio niente
Completamento del mio essere
Affinché non mi aggrappi a te per evitare di cadere,
ma tu sia sempre, la ragione sufficiente
per rialzarmi da sola
con i gomiti sbucciati dalla gente,
precipitata nella voragine della mia mente,
appagata da quel riscatto che, ogni volta, mi consente
di vivere la luce del presente
con te
al mio fianco.


Cavalcavia

Prendo appunti su uno scoglio – scosto,
granelli di sabbie mobili, raccolti
sui piedi arrugginiti dalla luce di un tramonto.
Risorgo, mi guardo intorno e, attendo…
Di rientrare nel bozzolo
Dove tutto è azzerato al nulla
E nulla, è servito a niente.

Coerenza indifferente.

È saggio, chi mente
È furbo, chi pretende
Di rilanciare gli stessi dadi
Puntando su una nuova scommessa.
Mentre io, dimessa mi affaccio appena
Dall’alveare a cui sono costretta.


In-tanto

Colleziono sassi
Che scandiscono minuti;
pronuncio parole
che racchiudono attimi;
Mi raccolgo in Silenzi
Che stimolano Universi.
E’ il cosmo che si piega
In un incontro,
in un dipinto autografo
sciolto al caldo
delle speranze disattese,
futili,
scomode pretese…

E’ un girotondo che richiede
La pazienza di giungere alla chiusa del cerchio,
affinché Giotto possa riprovarci ancora,
senza l’ausilio di un bicchiere

Rotto –
Dai trucchi del mestiere.

Leggi anche 👇
http://alessandria.today/2024/01/15/stefania-giammillaro-poetessa-silloge-poetica-lottava-nota-di-fabio-petrilli-benevento-e-di-elisa-mascia-da-san-giuliano-di-puglia-campobasso/

Pubblicazione di Elisa Mascia autrice del blog nonsoloarteepoesiablog Magiche Emozioni dell’anima

Fabio Petrilli presenta la poetessa Rita Greco e la sua silloge poetica ” La gioia delle incompiute “. di Elisa Mascia – San Giuliano di Puglia -Campobasso



Fabio Petrilli presenta la poetessa Rita Greco e la sua silloge poetica ” La gioia delle incompiute ” .

PREFAZIONE

Ciò che resta con sé

“Tenersi stretta la gioia / delle incompiute”, recita l’incipit di una poesia di Rita Greco. E questa incompiutezza dell’oggetto e del soggetto, delle cose e dell’essere, permea del suo illudente bagliore di soglia l’intera, rocciosa escursione di versi cantati in un rovescio di sé, all’esterno, guardando la morte, che si sconta vivendo, da un davanzale. L’incompiuto non è solo una presa d’atto dell’interminabile processo evolutivo e involutivo della res che resta nascosta come un’ombra, un animale tra siepe e tana, ma si intreccia anche a una nostalgia della potenza. Qui si procede a ritroso. Si vuole rasentare il guscio dell’uovo originario, la sua carica eversiva, la sua condensazione, sintesi del Tutto. L’io è un lume minuscolo che si allinea alle luci pulviscolari del circondario cosmico e antropico.
Rita Greco scrive per stare luministicamente dentro le cose e sta dentro le cose aspettando la deflagrazione, lo scoppio del seme, la fioritura del germoglio. Su ogni sillaba aleggia un’aria di giardino dove a prevalere sono le aiuole delle “Composite”, una specie botanica impronta di compostezza e complessità, sorgente puntiforme che si estende in un ricorso dolente a ciò che già si possiede, a volte un tu indefinito e trascolorante, a volte la sera del canto solitario “nella culla dolce del chissà”. Tutto il paesaggio dell’incompiuto appare, minuzioso e raccolto, nello spazio di un lumen – limen, in una fiammella di preghiera, in un lirismo di stagioni dove tutto è e resta in gestazione.

Alfonso Guida, San Mauro Forte, giugno 2021

Biobibliografia

Rita Greco è nata e vive a Mesagne (Br). Ha pubblicato le raccolte di poesie “Perché ho sempre addosso un cielo” (2007) e “La gioia delle incompiute” (Ladolfi Editore, 2021, prefazione di Alfonso Guida). Ha conseguito diversi riconoscimenti in premi letterari a livello nazionale, tra i quali la segnalazione al premio Lorenzo Montano con la raccolta inedita “La lettera mancante”, il terzo posto per la poesia inedita al Concorso Nazionale di poesia “Città di Chiaramonte Gulfi”, il primo posto con la prosa poetica “Il dio della crepa” e il terzo posto con “La gioia delle incompiute” al premio nazionale di poesia “L’arte in versi”. È stata ospite del Festival Internazionale di Poesia Civile e Contemporanea del Mediterraneo, del Festival internazionale di poesia “Pollino in versi” e di “Colpi di voce”, maratona letteraria di Bologna in lettere. Suoi testi sono apparsi su vari blog, antologie e riviste letterarie, su “La Repubblica”, nel tredicesimo volume “Sud I poeti” e su “Secolo Donna 2023 – Almanacco di poesia italiana” (Macabor editore).

Testi tratti da La gioia delle incompiute (Ladolfi editore, 2021)


Bisogna aspettare
allenare la pazienza
abitare la faticosa sedia della pausa
dignitosamente immobili
superstiti indecisi se vivere
sia ancora un miracolo
o una punizione.
Come un giocattolo rotto
mi assedia il tempo perduto
e non mi rimedia quello che resta

le facce sgargianti delle possibilità
attorno alle mie mani incapaci.

*

Si danno le spalle per tutto il giorno
ognuno intento al proprio solco
marciando risoluti al soldo del dovere.

La sera li chiude allo stesso tavolo
più dei coltelli che sminuzzano il cibo
sono armi gli occhi che guardano nel piatto.

Solo di notte resiste una traccia
quando lui nell’istante
in cui riemerge dal sonno
trovandola
la abbraccia.

*

Poco sopra il ginocchio
si ferì

un graffio largo
nella cieca caduta
della gioia
un precipitare verso
braccia tese
eccomi!
eccoti!

Abitare un abbraccio
può guarire?

Sciocca bambina
folle di tenerezza!

*

Tolsi l’orologio dal polso
per liberarmi del tempo
e quello mi prese
tutto il corpo

c’è così tanto da mettere a posto

non ce la farò
a morire ordinata.

Leggi anche 👇
http://alessandria.today/2024/01/14/fabio-petrilli-presenta-la-poetessa-rita-greco-e-la-sua-silloge-poetica-la-gioia-delle-incompiute-di-elisa-mascia-san-giuliano-di-puglia-campobasso/

Fabio Petrilli presenta la poetessa Silvia Rosa e il suo libro “Tutta la terra che ci resta “

Foto cortesia di Silvia Rosa

Silvia Rosa vive e insegna a Torino. Tra le sue pubblicazioni: le raccolte poetiche Treceri/Passaggi, (Editura Cosmopoli, Bucarest 2023), edizione bilingue romeno /italiano, con traduzioni di Eliza Macadan, Tutta la terra che ci resta (Vydia Editore 2022), Tempo di riserva (Giuliano Ladolfi Editore 2018; nuova edizione bilingue spagnolo /italiano, Tiempo de reserva/Tempo di riserva, con traduzioni di Antonio Nazzaro, Ediciones en danza, Buenos Aires 2022), Genealogia imperfetta (La Vita Felice 2014), SoloMinuscolaScrittura (La vita Felice 2012), Di sole voci (LietoColle Editore 2010 – II ediz. 2012); i volumi antologici: Bestie. Femminile animale e Confine donna: poesie e storie di emigrazione (Vita Activa Nuova 2023 e 2022), di cui è rispettivamente coautrice e curatrice; l’antologia foto-poetica Maternità marina (Terra d’ulivi 2020), di cui è curatrice e autrice delle foto; l’antologia Italia Argentina ida y vuelta: incontri poetici (ebook edito da Versante Ripido/La Recherche 2017), in cui ha tradotto e intervistato otto autrici e autori argentini; il saggio di storia contemporanea Italiane d’Argentina. Storia e memorie di un secolo d’emigrazione al femminile (1860-1960) (Ananke Edizioni 2013 – II ediz. 2014). È direttrice della rivista digitale “Poesia del nostro tempo”, redattrice della testata online “NiedernGasse” e della rivista “Margutte” e collabora con i blog “Portosepolto” e “Fara Poesia”. Suoi testi poetici sono stati tradotti in spagnolo, serbo, romeno, greco, portoghese e turco. La sua attività completa, qui:
https://www.larecherche.it/biografia.asp?Utente=silviarosa&Tabella=Biografie

Testi tratti da “Tutta la terra che ci resta” di Silvia Rosa
(Vydia Editore 2022, collana Nereidi, prefazione di Elio Grasso)

La Signora ha un sorriso ineffabile,
le mani in PE-HD, Santa protettrice
della città, Gioconda velata dei nostri
balocchi, Regina di tutti i destini,
scruta dal suo schermo in plexiglass
chi passa, chi si ferma in sordina,
chi si piazza davanti alla sorte, occhi
negli occhi, per due euro rivela il futuro
che attende i giusti e gli ingiusti, identico.
Sul palmo che odora ancora di caffè
e sudore legge gli amori messi a tacere
dai frantumi del giorno, desideri incagliati
al fondo di un frappè al limone, l’animale
guida di peluche che protegge il cammino,
in quale linea la connessione funziona
di testa di cuore – quattro tacche – di vita.
Dona speranza a chi attende, a distanza
di un metro, una voce, di sentire il calore
del fiato sul collo, fosse l’ultima volta
o la prima

















Vittorio sgomberi e traslochi
vieni a prendere in blocco
il nostro futuro, il cassonetto
ha il soffitto sfondato e fuoriescono
in fila i rigurgiti delle nostre esistenze
di prima: è una casa senza più porte
spalancata da un colpo di tacco,
è una vergogna osservare quanto
era nostro e ci viene sottratto.
Come in un sito archeologico siamo
rovine di fasti mediocri e oggetti in disuso
ci raccontano, mentre la voce fuori campo
ripete che andrà tutto bene, ma noi
non abbiamo più un posto, siamo
topi, blattelle che si nascondono negli odori
di muffa, vorremmo uscire di notte
correre in tondo sulle paratie difettose
dei nostri sogni, cibarci di ogni menzogna.
Vittorio sgomberi e traslochi
manda un WhatsApp di conferma, rispondi













È nota la gracilità vegetale di certi sorrisi,
altamente deperibili nell’attesa di una spunta
che accerti, con il supporto del wi-fi,
l’esistenza di una connessione d’intenti,
una prospettiva fertile, il principio di una passione
ecologica e maneggevole. A tal fine studiamo,
dall’età di sei anni in poi, manuali di istruzioni
di tutte le epoche, approfondendo al bisogno
le dinamiche degli scambi emotivi,
sotto la supervisione di guru d’assalto.
Così lastrichiamo la strada di buone intenzioni
e di messaggi, come le miche di Pollicino,
e forti del nostro istinto e dei mille anelli
di Saturno che ci danno alla testa con le loro
cosmiche oscillazioni, scivoliamo con stile
su bucce di banana come trappole di colore
nelle circonvoluzioni della materia grigia





















In caso di necessità rompere il vetro:
uscire dal campo recettivo, seguire
le coordinate che conducono alla curva
dello stupore, dopo una rotazione di 360°
favorire l’orogenesi della spina dorsale
diritta, per meglio fissare il teorema della creazione,
allenare il terzo occhio, la ghiandola pineale,
il sesto senso, darsi alla melatonina in giuste
dosi, alleggerire le pupille vedette dal vizio
delle proiezioni, trafugare la frenesia degli amanti
e riprodurne gli aromi, dilatare il quotidiano
in campiture di bianchi perla, non scambiare
con nessun altro bene la scorza di protezione,
accettare l’imprinting di un animo bifido.
Soprattutto, individuare subito, per prima,
fra tutte le altre evenienze, l’uscita d’emergenza

Prefazione libro di Silvia Rosa

L’età della profusione
di Elio Grasso

In poesia come si può lavorare incaricando i toni di grigio di attribuire vitalità alla lingua? Occorre augurarsi che l’orientamento dei vivi non perda la strada di casa nonostante svariati congegni ticchettino dentro e fuori le loro tasche. Perché troppi colori tolgono verità al tempo, e chi lo occupa con la sua scrittura potrebbe vantarsi di possedere pezzi di mondo che non esistono più. D’altronde se il cielo perdesse le caratteristiche del suo arco accadrebbe ciò che gli antichi temevano: lo svanire nel nulla dei commerci divini con le rappresentazioni inventive, amorose, e belliche. In poesia si lavora senza smania d’originalità, in onore di lingua-madre e terra, riconoscendo questo intreccio di posizione fin nelle più remote radici. È così che le forme diventano quelle necessarie, insostituibili, guardiane di ciò che continua a trasformarsi mentre la gran parte degli uomini scompare e altri arrivano.
Ecco che Silvia Rosa, accuratezza visiva alla mano e nella borsa cose difficili da descrivere, ottiche e microcircuiti d’energia oltrepassanti la forza umana, percepisce (e, a valle, scrive) acutamente la verità e le relazioni di un ammasso estetico-tecnologico che da Ovest a Est, da Cupertino a Shenzen, ha occupato tutti i territori geografici, casalinghi e infine corporali. È la terra dopo l’onda di maremoto informatica a trovarsi addosso queste nuove quaranta poesie (numero non certo casuale), la terra che ci resta a ridosso dell’aggravamento, che né destrezza né ingegno hanno evitato s’avviasse verso un imbuto pernicioso.
E d’opera si tratta, scritta custodendo le zone più remote delle biblioteche senza la pretesa di riempirle come fosse terapia chimica. Una sorta di resistenza dove l’io manca, ma non per difetto di figura e dialogo, ma perché se l’autrice strenuamente vuole opporsi all’involucro trasparente e impenetrabile, a tenuta stagna (Calasso) in cui siamo avvolti, e guardare verso l’esterno, deve farsi messaggera e meridiano della storia. Via dalla competenza di sé, dalla rovinosa auto-prodigalità. Le ottiche non hanno (per fortuna) coscienza, non quella che alcuni vorrebbero, ma Rosa ne utilizza la funzione in forma canonica poiché sente lo spazio davanti a sé come tutto tranne convenzione, e prima che lo spazio sbiadisca al limite del documentabile deve a ogni costo posare la propria verità poetica. Cos’altro aspettarsi, dunque, dal mondo? In quest’epoca dominata da trasformazione vanitosa (si sono notate le vanterie tecnologiche quando applicate ad alcune parti del corpo umano?) e illodevole, in molte delle poesie non sono rari gli accenni a voci stese fra colate di cemento come intendessero asciugare gli incubi. Nei perimetri delle città del mondo si sta provenienti da un esilio dello sguardo che un tempo cercava davvero lode per quegli immediati dintorni ormai svaniti dal nostro campo ottico. Ora lode deve ampliarsi oltre i confini orbitali degli oggetti tecnologici, al seguito di teorie misteriose che però reggono il funzionamento di tutti i device, tanto che risulta persino semplice avere pensieri affettuosi per quelle antiche sonde, i due Voyager lontani ormai miliardi di chilometri dalla Terra. Una sorta di transumanesimo senza fili capace, per una volta, di sviluppare commozione per oggetti costruiti nel secolo scorso. È lo spazio più nero, di cui le poesie dell’opera sono riflesso: lontane da discipline dottrinali, con generosità di linguaggio spingono verso estese impressioni sensoriali.
Le stanze componenti Tutta la terra che ci resta non hanno nulla a che fare con vecchi depositi, testimonianza di certezze preliminari riconosciute sconvenienti, troppo o troppo poco rivolte al naufragio esistenziale: per tutto il Novecento abbiamo assistito ai massacri corporali mentre la cognizione del tempo e dello spazio diventava una schiuma inaccessibile. Abbiamo rivolto lo sguardo, pertanto, all’attuarsi dell’ibridazione digitale con le sinapsi cerebrali, dando il via alla più rassegnata possibilità che mente umana abbia mai conosciuto. Comunque sia, alcuni poeti e poetesse ammettono la smisurata testardaggine della poesia a saggiare quanto la lingua ancora può. Umano è il personale ricominciare daccapo, con modi e sistemi ritenuti “glaciali” nel confronto con esperienze novecentesche ampiamente storicizzate. Sembra inverosimile? O proprio in questo libro iniziamo ad avvertire una posizione poetica basata su parole già conosciute ma distese ora in una culla pronta ad accogliere? Poesia cruda, figlia di una tempra capace di attraversare l’atmosfera schiumosa che noi stessi abbiamo generato, qualcosa che riconosciamo inevitabile pur attraversando i deludenti tsunami editoriali in voga. Ecco, si dovrebbe reagire alla perdita sensoriale per acchiappare al volo chi, ancora accordato al corpo, contrasta la profusione di cose e aggiunge parole diverse a quante ancora attendono d’essere usate.
Sono innumerevoli le tracce elettroniche diffuse oltre l’atmosfera, dopo aver saturato gli incontri psichici, Rosa ne conosce le traiettorie, rivelandole nelle poesie che si trasformano, aggirando i fenomeni, in detector che faranno la storia: ce ne accorgeremo in futuro, dopo lo sfinimento dell’esultanza attuale per l’inflazione. Non soltanto “poetica” (qui le virgolette sono d’obbligo), poiché possiamo essere certi che gli algoritmi invadono ogni campo accerchiando il pensiero. L’esercizio pratico diventerà, col tempo, una prova della resistenza, oltre che senziente meraviglia nel pieno della lingua. In esso i versi enunciano: l’attuale efficacia di bit non coscienti dovrà ancora battersi con i movimenti oculari organici, strettamente legati a una bocca che sorride e che invita a toccarsi.
Dunque, è possibile evadere (arduo, sì) da sequenze digitali e vagheggiamenti di potere transumano, rompendo il vetro, come certi cartelli invitano in caso di pericolo. La scorza reale di una poesia cerca interlocutori, e spiega come il corpo può ruotare la spina dorsale e cogliere in pieno la natura stessa della creazione. Appaiono istruzioni complicate, così è complicato dare valore conoscitivo alla scrittura, e ai più turba persino sfiorare le parole per dirlo. Bisogna essere fedeli alla visione, e individuare subito il varco. Rosa lo ha incontrato, immaginando dapprima la sua struttura, poi scrivendolo nel patirne l’attraversamento. La storia passata dell’autrice non è scomparsa per questo, ma ha trovato intesa con l’epoca perdonando l’insufficienza degli attrezzi – ecco, la pretesa è custodia di quella realtà giunta fin qui e che ora viene assalita da invisibili orditori. Se persino la morte è perdere peso digitalmente, preferiremmo perderlo così come è sempre stato fin dall’inizio della vita sul pianeta: rovesciandoci – dove finisce la terra – in molecole organiche, e poi in atomi, in favore della galassia.

Leggi anche

Il poeta Fabio Petrilli presenta oggi la poetessa Silvia Rosa e il suo libro “Tutta la terra che ci resta”. Pubblicato da Elisa Mascia. San Giuliano di Puglia – Campobasso

Una poesia di Danijela Cuk

Foto cortesia di Danijela Cuk

POESIA

La poesia è amore,
cuore dorato e scritto con amore,
lei è una parte di me e di ogni mio momento, giorno,
mi rende felice quando scrivo lettere speciali,
con cui raggiungo il cuore e i sogni di qualcuno.

La poesia parla in versi
e l’anima sente,
arricchisce, non ferisce e non può ferire,
lei è speciale perché dice tutto,
ciò che le labbra non dicono.

Regalo una parte di me con la poesia,
Porto un sorriso e provo felicità,
lei è qualcosa che vive in me
e che non butterò mai fuori dal mio cuore.

La poesia è il linguaggio del corpo senza una sola parola pronunciata,
ascoltala e basta, la sentirai anche tu,
ciò che gli occhi non vedono, lo vede l’anima,
quando lascia entrare i testi in lui e quando li sente.

Danijela Ćuk

Leggi anche 👇

Poesia della domenica pomeriggio… Danijela Ćuk. Pubblicata da Elisa Mascia. San Giuliano di Puglia – Campobasso

Pubblicazione di Elisa Mascia autrice

Pubblicazione di poesie e presentazione del giovane poeta Jorge Daniel Tejeda Palafox

Poesie e biografia del poeta Jorge Daniel Tejeda Palafox

Stella

C’era una volta
Il 10 ottobre 2012,
mercoledì pomeriggio,
una creatura speciale,
mi stava aspettando
non lo avrei mai immaginato.
È stato un giorno normale!
Un’altra noiosa giornata del college.
Così ho camminato fino a casa.
Ho aperto la porta
e lei era lì
Il suo nome è Stella,
ha detto mamma.
Ha abbaiato e urinato.
Una bimba Schnauzer molto divertente e carina.
Ho deciso di rispettare il nome di battesimo.
La depressione e la testardaggine hanno invaso i miei giorni.
Ma quando arrivò Stella
immediatamente tutto ciò scomparve.
Il suo nome ha un significato :
“Luce di soccorso o Salvezza”
Lei era da quel giorno fino ad ora la luce nella mia vita.
Non solo una cagnolina, ma una vera compagna.

Yako

Questa è la breve storia
in una poesia
Sopra lo stellare bianco Schnauzer chiamato
Yako,
un cane solitario di circa un anno
che vagava per le strade
non aveva una casa per essere al sicuro
fino a mercoledì pomeriggio,
9 aprile 2013
Mamma, mio fratello ed io l’abbiamo visto.
La gente ha osato prenderlo a calci.
Poi venne da me con grazia e tenerezza.
L’ho preso senza pensarci due volte.
E mamma ha guidato l’auto con tutti noi dentro.
Un nuovo amico per noi,
per Stella e Kika il vecchio barboncino albino.
Yako, diminutivo di Giacomo (“soppiantatore”, “da essere seguito”),
è il dono che mi ha mandato il cielo.
Dio mi ha benedetto con un cane maschio.

Kid (Nino)

La gente dice che i gatti sono creature speciali,
misteriose e spirituali.
La vita ha deciso di darmi
un gatto bambino
il cui sesso era sconosciuto dopo tre mesi di cura.
Primo nome è stato “Katie”.
Poi è stato corretto e in realtà
è stato rinominato “Kid” per un gatto maschio.
“Kid”* come variante della parola inglese “Bambino”.
Giocoso, allegro
Eppure, abbastanza enigmatico,
Kid è il Gatto Stellare per me
L’astuzia è la sua principale virtù.
E la sua presenza avvolge sempre.
Brilla come una stella celeste.

Nota: *Il nome “Kid” essendo “Bambino” come nome generico, passa al termine “Nino”, come nome proprio.

A Dio

Padre dell’Universo
Signore del mondo
Proprietario dell’oro
Mio creatore
Ecco le mie parole.
Con amore
Con fede
Con speranza
con forza
con giustizia
Con saggezza
Con temperanza
Tutto è Tuo, il potere e la gloria
per i secoli dei secoli, mio amato Signore.
Grazie, grazie, grazie, grazie.

A proposito dell’autore:

Jorge Daniel Tejeda Palafox è nato il 3 gennaio 1993 nella città di Xalapa, Veracruz. Ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Ives University di Xalapa, ottenendo la laurea il 4 ottobre 2019. È fondatore del suo marchio aziendale che porta il suo nome, Jorge Daniel con il record legale incentrato sulla capacità, formazione e istruzione aziendale e accademica. Come impresa extra, ha stabilito il suo marchio “Coconscienza e Salute” ad agosto del 2022 dopo aver affrontato recentemente il cancro ai testicoli. Jorge, è accreditato dall’Organizzazione Internazionale TEFL nell’insegnamento della lingua inglese. Lavora anche come articolista, giornalista, traduttore bilingue, Community Manager, conferenziere e imprenditore autonomo.

***
Poemas y biografía del poeta Jorge Daniel Tejeda Palafox

Estrella

Érase una vez
El 10 de octubre de 2012.
miércoles por la tarde
Una criatura especial me estaba esperando.
nunca me lo esperé
Fue un dia normal
Otro día tedioso de la universidad.
Así que caminé desde allí hasta casa.
Abrí la puerta
y ahí estaba ella
Su nombre es Estrella, dijo mamá.
Ella ladró y orinó. Una bebé Schnauzer muy divertida y linda.
Decidí respetar el nombre de bautismo.
La depresión y la terquedad invadieron mis días.
Pero cuando llegó Estrella
Todo eso desapareció inmediatamente.
Su nombre tiene un significado, “Luz de rescate o Salvación”
Ella fue desde ese día hasta ahora la luz en mi vida.
No sólo una perra, sino una compañera verdadera.

Yako

Esta es la breve historia
en un poema
Sobre el estelar Schnauzer blanco estelar llamado
Yako,
Un perro solitario de un año aproximadamente
Vagando por las calles
Sin un hogar para estar a salvo
Hasta el miércoles por la tarde,
9 de abril de 2013
Mamá, mi hermano y yo lo vimos.
La gente se atrevió a patearlo.
Entonces vino a mí con gracia y ternura.
Lo tomé sin pensarlo dos veces.
Y mamá condujo el auto con todos nosotros adentro.
Un nuevo amigo para nosotros,
para Estrella y Kika la vieja caniche albina.
Yako, diminutivo de Jacobo (“suplantador”,
“a ser seguido”), es el regalo que me envió el cielo.
Dios me bendijo con un perro macho.

Kid (Nino)

La gente dice que los gatos son criaturas especiales.
Como misteriosos y espirituales
La vida decidió darme
un gato bebé
Cuyo sexo se desconocía luego de tres meses de cuidados
Primero, fue “Katie”.
Se corrigió y en realidad
se renombró como “Kid” para un gato macho.
“Kid”* como variante de la palabra “Niño” en inglés.
Juguetón, alegre
Y, sin embargo, bastante enigmático,
Kid es el ‘Gato Estelar’ para mí
La astucia es su principal virtud.
Y su presencia siempre envuelve.
Brilla como una estrella celestial.

Nota: *El nombre “Kid” al ser “Niño” como sustantivo genérico, pasa al término “Nino”, como un nombre propio.

A Dios

Padre del Universo
Señor del Mundo
Dueño del oro
Mi creador
Aquí tienes mis palabras.
Con amor
Con fe
Con esperanza
con fuerza
con justicia
Con prudencia
Con templanza
Todo es tuyo, el poder y la gloria
por los siglos de los siglos, mi amado Señor.
Gracias, gracias, gracias.

Sobre el autor:

Jorge Daniel Tejeda Palafox nació el 03 de enero de 1993 en la ciudad de Xalapa, Veracruz. Finalizó la licenciatura de Ciencias de la Comunicación en la Universidad Ives de su natal Xalapa, obteniendo su titulación el 04 de octubre de 2019. Es fundador de su propia marca empresarial que lleva su nombre de pila, Jorge Daniel con su registro legal enfocada en la capacitación, formación y educación empresarial y académica. Como emprendimiento extra, estableció su marca “Coconsciencia y Salud” en agoisto de 2022 después de encarar al cáncer testicular recientemente. Jorge, cuenta  con una acreditación por la Organización Internacional De TEFL en la Enseñanza de Inglés. También, se desempeña como articulista, periodista, traductor bilingüe, Community Manager, conferenciante y empresario autónomo.

Lucia Arena invia un testo e foto da pubblicare

” Il mio intento, oltre ad aprezzare l’iniziativa, è quello di valorizzare l’impegno sociale di questa scuola di musica”
Lucia Arena

La musica ha un’importanza fondamentale nell’ambiente sociale associativo. Essa rappresenta uno strumento di aggregazione e condivisione tra le persone, in grado di creare una forte coesione all’interno del gruppo. Grazie alla sua natura universale e trasversale a ogni cultura; la musica è in grado di superare barriere linguistiche o culturali che altrimenti potrebbero impedire l’incontro tra diverse comunità. Il legame giovanile attraverso le capacità musicali rende ogni evento ancora più unitario e impegnato nella reciproca collaborazione. Attraverso concerti ed eventi sociali organizzati dalle associazioni si sono resi protagonisti conclamando un forte legame con il Progetto Fiaba – Regione Calabria della Casa delle Fiabe di Annamaria Vezio. In questo modo la musica diventa non solo un mezzo d’espressione artistica ma anche uno strumento efficace per promuovere valori etici, morali e solidali nella società.
Nel Concerto di Natale 2023 della Nuova Sinfonia Academy si sono espresse diverse capacità giovanili musicali. Gli spettatori sono rimasti incantati dalle performance dei musicisti, che hanno dimostrato una giovane maestria nell’esecuzione delle composizioni natalizie più famose guidati dai Maestri: O. Breitzetel, S. Modaffari. L’orchestra diretta dal Maestro T. Nucera ha saputo guidare l’ensemble con precisione e passione, creando un’atmosfera magica nella Chiesa di San Carlo (Rc) gremita di persone.
Le voci della Nuova Sinfonia Academy:   F. Tripodi, A. Mangiola, G. Modaffari, D. Curatola, V. Sorbilli, G. Romeo si sono fuse perfettamente insieme creando una sinfonia armoniosa che ben si armonizza con il clima festivo e le tradizioni coinvolgenti per il pubblico presente. Il talento dei musicisti è stato evidente fin dall’inizio del concerto quando hanno eseguito le prime note della serata con grande emozione ed eleganza. Gli applausi scroscianti al termine dell’esibizione dimostrano l’apprezzamento del pubblico verso questi giovani musicisti che continuano a regalare emozioni attraverso la loro arte ed i loro piccoli “esperimenti musicali” Ogni evento diventa così ancora più coinvolgente e unitario grazie alle capacità musicali dei partecipanti. Questo legame giovanile è prezioso e va coltivato perché rappresenta uno strumento importante per lo sviluppo personale e sociale dei ragazzi.
La condivisione della propria arte musicale permette infatti di imparare a lavorare insieme, ad ascoltarsi reciprocamente ed esprimersi liberamente attraverso le note della musica. La Nuova Sinfonia Academy si conferma ancora una volta tra le migliori realtà artistiche sul territorio, un arricchimento costruttivo sociale e grazie alla sua costante ricerca artistica e all’impegno nella formazione dei giovani talentuosi musicisti.
Il Costante impegno costruttivo nella ricerca della tradizione e della cultura rende importante ogni impegno sociale. Per questo motivo è importante valorizzare con entusiasmo la promozione di iniziative culturali ed educative volte a diffondere i valori dell’arte, della musica, delle lingue straniere e dei mestieri artigianali tipici del nostro territorio. Integrando in esso le giovani generazioni e guidandole alla scoperta di talenti e capacità che possono arricchire il loro futuro. Sono esempi utili da seguire. Infine, integrando le nuove generazioni nella società civile si può costruire un mondo più inclusivo ed equanime per tutti. I giovani sono portatori di idee fresche e innovative che possono contribuire al progresso sociale del territorio se adeguatamente supportate.
Testo di Lucia Arena

©️ foto: Nuova Sinfonia Academy

Leggi anche 
http://alessandria.today/2024/01/02/evento-musicale-pre-natalizio-sempre-piacevole-diffondere-lucia-arena-afferma-il-mio-intento-e-quello-di-valorizzare-limpegno-sociale-di-questa-scuola-di-musica/

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora