Comunicato stampa da Gabriela Franco – Ecuador con Teresa e John Mascarenhas – Gibilterra per la cerimonia di premiazione dell’ Aquila Reale, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Foto cortesia di Teresa e John Mascarenhas

Ciao cari amici di questo social network!!!
Sarò presente virtualmente alla prossima cerimonia di premiazione dell’“Aquila Reale” che si svolgerà ad Aragón, (Spagna), il 18 aprile, presso il teatro María Auxiliadora alle ore 19:00.

È un grande onore far parte come artista ospite di questo evento che riunisce personalità di varie discipline e talenti a cui verrà riconosciuto questo premio tremendamente ambito!!!

Saranno con canzoni come me, la reginetta di bellezza e cantante Fanny Núñez dell’Uruguay così come i grandi compositori e produttori John e Teresa Mascarenhas di Gibilterra!!!

Grazie mille José Luis Ortiz dalla Spagna!!!

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Holiiiiiiiiii querid@s amig@s de esta red social!!!
Estaré presente de manera virtual, en la próxima entrega de los premios “Águila de Oro” que tendrá lugar en Aragón, (España), el 18 de abril, en el teatro de María Auxiliadora a las 19:00 horas.

Es un altísimo honor, ser parte como artista invitada, de este evento que concentra personalidades de variadas disciplinas y talentos que serán reconocidas con este premio tremendamente codiciado!!!

Estarán con canciones al igual que yo, la reina de belleza y cantante Fanny Núñez de Uruguay así como los grandes compositores y productores John y Teresa Mascarenhas de Gibraltar!!!

Graaaaaaaaacias de corazón José Luis Ortiz de España!!!

#GabrielaFranco #GabyFranco #GabyFrancoMusic #GabrielaFrancoMusicEcuador #Música #Ecuador #España #Aragón #AguiladeOro #Premios #Personalidades #ArtistaInvitada

Foto cortesia di Gabriela Franco

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https://alessandria.today/2024/04/08/comunicato-stampa-dalla-nostra-amica-gabriela-franco-ecuador-teresa-e-john-mascarenhas-gibilterra-pubblicazione-di-elisa-mascia-da-san-giuliano-di-puglia-campobasso/

Seguiamo l’artista filippo Papa nei suoi prossimi eventi, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Nel suo viaggio epico verso Catania, la sfera rossa fu testimone di un momento straordinario, quando la lava incandescente dell’Etna si sposò con le acque del mare, forgiando le maestose rocce che ora adornano il lungomare. Questo evento cosmico, un incontro tra fuoco e acqua, tempo e spazio, divenne l’essenza stessa dell’installazione che ora si erge a Catania.
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LA SFERA ROSSA
FILIPPO PAPA – INSTALLATION
MOSTRA PERSONALE
Projet: @lasferarossa
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 CATANIA
✅ 7 aprile 2024
MONU Gallery – Monumento ai caduti di Catania
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A cura di Renato Basile
Si ringrazia per la collaborazione tecnica Giuliana Baldi
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Website filippopapa.com
Info.
Email: info@filippopapa.com
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Attraverso la sfera, cerco di catturare l’armonia e l’equilibrio che permeano l’universo, portando alla luce la sua profonda essenza. Ogni progetto che creo, dove inserisco la circolarità, è un omaggio alla perfezione della forma sferica e alla sua connessione con l’anima umana e l’universo intero.
Filippo Papa
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filippopapa.com
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Domenica in poesia, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Foto di Elisa Mascia


“Rilassante sospensione dell’anima nella Natura sorretta da dolce melodia.”


Elisa Mascia 13-5-2023

Da un pensiero nasce una poesia

Dolce melodia.

L’anima in una rilassante sospensione
nella Natura alitata da dolce melodia
intrisa di quell’ ardente passione
col passare del tempo non s’oblia.

Con più forza ogni dì si rinnova
anche se ogni istante è alla prova
in nuove sfide e difficili avventure
superando tutte le eventuali paure

vola come aquila sempre più in alto
con ali possenti dispiegate abbraccia
del suo passaggio ne lascia traccia

nel fare sul precipizio grande salto
sprigiona musica che cor non taccia
qualsiasi male mente ognor discaccia.

Elisa Mascia 7-4-2024


https://www.alidicarta.it/testo/74202411252887

Una “rilassante sospensione”, così come l’autrice la definisce nella nota a margine, che celebra la forza interiore e la resilienza dell’anima.
La “dolce melodia” della natura permea ogni verso, mentre l’ardente passione e la determinazione si rinnovano costantemente.
L’anima, simile a un’aquila, supera le sfide e le paure, lasciando una traccia di bellezza e musica nel suo cammino.
Un potente inno alla perseveranza e alla capacità di superare gli ostacoli, mentre il cuore respinge ogni negatività.

Recensione di Arcangelo Galante che ringrazio

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Joan Josep Barcelo traduce l’estratto poetico ” Amanti della luce” di Antonis Filippeos

Foto cortesia di Antonis Filippeos

Απόσπασμα απ’το ποίημα “Εραστές του Φωτός”

Φως πλημμυρίζει το σκοτάδι,
όπου σ’ έχουν φυλακίσει αιώνες τώρα…
μακριά απ’ τους ιερούς βράχους
απ’ τα χέρια που σε σμιλεψαν στο μάρμαρο
απ’ τις προσευχές των θεών…
.
.
Estratto dalla poesia “Amanti della luce”

La luce inonda l’oscurità,
dove sei imprigionato ormai da secoli…
lontano dalle rocce sacre
dalle mani che ti scolpirono nel marmo
dalle preghiere degli dei…
.
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Fragment del poema “Amants de la llum”

La llum inunda la foscor,
on fa segles que estàs empresonat…
lluny de les roques sagrades
de les mans que et van tallar al marbre
de les pregàries dels déus…
.
.
Fragmento del poema “Amantes de la luz”

La luz inunda la oscuridad,
donde has estado encarcelado durante siglos…
lejos de las rocas sagradas
de las manos que te esculpieron en mármol
de las oraciones de los dioses…
.
.
Trecho do poema “Amantes da luz”

A luz inunda a escuridão,
onde estás preso há séculos…
longe das rochas sagradas
das mãos que te esculpiram em mármore
das orações dos deuses…
.
.
Antonis Filippeos (Α.Φιλιππαιος)

Al Festival di Budapest: Filippo Papa rappresentante dell’Italia insieme all’artista catalano Joan Josep Barcelo con l’opera d’arte ” Omnia Vincit Amor” pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Foto cortesia

EXHIBITION BUDAPEST / MOSTRA BUDAPEST
Göçebe Tuvaller / Nomadic Canvases
GODEN DUCK GALLERY & ART SPACE
April 20-27, 2024 – Golden Duck Gallery & Art Space, Raday Utca, 31/A – Budapest (Hungary).
Gala Opening: April 20, 2024 at 6pm
Performance AMOR VINCIT OMNIA (FilippoPapa & Joan Josep Barcelo)
Art Consultant: Muhip Süeltürk
Art Coordinator: Nergis Orhon Soydaner
20-27 aprile 2024 – Golden Duck Gallery & Art Space, Raday Utca, 31/A – Budapest (Ungheria).
Gala Inaugurazione: 20 aprile 2024 alle ore 18:00
Performance AMOR VINCIT OMNIA (Filippo Papa & Joan Josep Barcelo)
Consulente artistico: Muhip Süeltürk
Coordinatore artistico: Nergis Orhon Soydaner
A captivating journey through Turkish contemporary art with “Nomadic Canvases” (Göçebe Tuvaller), exploring the fascinating artworks of prominent Turkish artists as they delve into themes of modern nomadic life and cultural identity, accompanied by the enriching artworks of international artists in the exhibition, in addition to the special presentation of the performance “Amor Vincit Omnia”, a live representation of the visual art of Filippo Papa with the work “GEO” by Joan Josep Barcelo.
Un viaggio accattivante attraverso l’arte contemporanea turca con “Nomadic Canvases” (Göçebe Tuvaller), esplorando le affascinanti opere di importanti artisti turchi mentre approfondiscono i temi della vita nomade moderna e dell’identità culturale, accompagnati dalle opere arricchenti di artisti internazionali, oltre alla presentazione speciale della performance “Amor Vincit Omnia”, una rappresentazione dal vivo dell’arte visiva di Filippo Papa con l’opera “GEO” di Joan Josep Barcelo.

Foto cortesia

Di seguito breve recensione :

Quale rappresentazione sublime l’aver associato l’oro al cerchio perfetto e alla sfera spazio di connessione generatrice e promotrice della forza che muove il mondo intero.
Dall’opera d’arte di Joan Josep Barcelo
si evince il connubio imprescindibile di perfezione e purezza recepite nell’ ammirare l’opera stessa che imprime la sua preziosità di messaggio d’amore universale.
Elisa Mascia-Italia

Isbelia Farías López e la sua interessante analisi circa la lettura e l’importanza dei libri presenta lo scrittore, poeta, compositore nicaragüense Pedro Alfonso Morales Ruiz, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Foto cortesia di Pedro Alfonso Morales Ruiz con uno dei suoi libri di maggior successo


Questo è il mio libro: un inno all’umanità

Di Isbelia Esther Farías López

In occasione della Giornata del Libro, diversi artisti si sono riuniti per comporre una canzone che racconta la storia dell’umanità, le sue esperienze e i suoi pensieri riflessi nelle pagine del più grande strumento di libertà: il libro.
Se non fosse per le parole, non saremmo in grado di sapere cosa è successo nelle civiltà antiche o quanto si è evoluto l’uomo.  Né potremmo conoscere gli uomini e le donne che hanno partecipato alla costruzione delle loro repubbliche o cosa ci riserverà il futuro, poiché la scrittura è tutto.
In questa occasione, il compositore Pedro Alfonso Morales Ruíz, i cantanti John Adam Mascarenhas, così come Gabriela Franco, l’arrangiatrice Teresa Mascarenhas e il produttore musicale Carlos Javier Jarquín, provenienti da diverse parti del Pianeta, hanno unito i loro sforzi per lasciare un ricordo indelebile segnando la permanenza di parole che si sono stampate nel corso dei secoli in diverse letture.
Una canzone indimenticabile.
La canzone intreccia la storia della conoscenza dell’intera umanità, dove convergono la vita, la memoria, le gesta e le imprese di grandi eroi, così come i dolori di chi soffre, poiché il libro ha anche uno scopo catartico o purificatore.  Come indicano i testi, il libro è una luce antica che ci guida con la sua chiarezza verso la verità e dissipa le tenebre dai nostri cammini.
Questa canzone indimenticabile riflette come i libri diventino testimoni del tempo, voci del passato e del futuro, poiché su ognuno di essi sono stampate narrazioni che ritraggono la complessità dell’esperienza umana.
Il libro è consacrato con questi testi, come un bruciore nelle vene e un canto dal profondo dell’essere perché, in fondo, il libro è uno specchio delle nostre luci e delle nostre ombre, è cibo per la nostra anima e ci accompagna anche nei momenti desolati. .
Questo particolare brano ci insegna come la biblioteca sia un rifugio e un santuario ideale per abbeverarsi alla luce ed elevarsi nel suo splendore.
Produzione musicale
La produzione è stata realizzata da M.A.C Studio Production (Gibilterra-UK) e grandi talenti si sono uniti, tra loro, molti poeti e scrittori di diverse latitudini geografiche, che fanno anche parte di CANTO PLANETARIO: BROTHERHOOD ON EARTH, compilation di Carlos Javier Jarquín , ( HC EDITORS, Amazon.com, 2023).
Tutti questi talenti hanno brillato per avanzare una rivendicazione, sia per il libro che per l’atto rivoluzionario della lettura, attraverso la quale si conquista la libertà.  Ebbene, così è trascorsa la storia della parola, che fluisce senza sosta come un fiume vertiginoso.
I partecipanti al video sono uomini e donne di spicco legati dall’amore per le lettere e originari di Nicaragua, Siria, Porto Rico, Brasile, Messico, India, Grecia, Italia, Israele, Kenya, Australia, Russia e Francia.
Tutti hanno cospirato per scoprire l’universo di idee, versi e sentimenti che si nascondono in ogni retro delle pagine di questi meravigliosi libri.
La canzone è un invito a navigare in un mare di conoscenza, prendendo ogni libro con onore e rispetto per coloro che sono venuti prima e che hanno aperto la strada a futuri scrittori o poeti che devono ancora nascere.  Il libro è quindi classificato come un tesoro, così come lo è CANTO PLANETARIO “che riunisce partecipanti provenienti da 110 paesi e in 77 lingue attraverso l’espressione artistica e letteraria”, che rimarrà, insieme a questa canzone, come opere sigillate per i posteri. .
Da segnalare che il testo di questa canzone è stato tradotto in diverse lingue grazie al lavoro di diversi traduttori, tra cui:
Tradotto dallo spagnolo all’inglese da Teresa Mascarenhas (Gibilterra-Regno Unito), dall’inglese all’arabo da Rama Wehbe (Siria), dall’inglese all’ebraico da Iris Calif (Israele), dall’inglese all’hindi da Ranjana Sharan Sinha (India), dallo spagnolo al greco con Irene Doura-Kavadia (Grecia), dallo spagnolo al portoghese con Ester Abreu Vieira de Oliveira (Brasile), dall’inglese all’olandese con Hannie Rouweler (Paesi Bassi), dallo spagnolo all’estone con Jüri Talvet (Estonia), dallo spagnolo all’estone, l’italiano di Elisa Mascia (Italia), dall’inglese al francese di Timothée Bordenave (Francia), dallo spagnolo al galiziano di Joaquín Lourido Andrade (Spagna), dall’inglese al cinese di Jacky Man-leuk Yuen (Hong Kong).

Questo bellissimo brano musicale può essere ascoltato al seguente link, attraverso il canale Mo Aman Cara: https://www.youtube.com/watch?v=4uvm2noTBGQ

L’autrice è una scrittrice venezuelana, dottore di ricerca in Scienze Sociali, master in Filosofia e con formazione in Logoterapia.
Contatto: isbeliafarias@gmail.com

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Ese es mi libro: un canto a la humanidad

Por Isbelia Esther Farías López

A propósito del Día del Libro, varios artistas se han unido para componer una canción que da cuenta de la historia de la humanidad, de sus vivencias y pensamientos reflejadas en las páginas del máximo instrumento de la libertad: el libro.
De no ser por las palabras, no podríamos saber qué pasó en las antiguas civilizaciones ni cuánto ha evolucionado el hombre. Tampoco podríamos saber de los hombres y mujeres que participaron en las construcciones de sus repúblicas ni de lo que el futuro puede depararnos, pues la escritura lo es todo.
En esta ocasión, el compositor Pedro Alfonso Morales Ruíz, los cantantes John Adam Mascarenhas, así como Gabriela Franco, la arreglista Teresa Mascarenhas y el productor musical Carlos Javier Jarquín, desde distintos puntos del planeta, han unido sus esfuerzos para dejar un rastro imborrable sobre la permanencia de las palabras que se han impreso a lo largo de los siglos en diferentes lecturas.
Una inolvidable canción
En la canción se entrelaza la historia del saber a lo largo de la humanidad, donde artificio donde confluyen la vida, el recuerdo, las hazañas y proezas de grandes héroes, así como las penas de quienes sufren, ya que el libro también cumple un fin catártico o purificador. Tal como indica la letra, el libro es una antigua luz que con su claridad nos guía hacia la verdad y disipa la oscuridad de nuestros caminos.
Esta inolvidable canción refleja cómo los libros se convierten en testigos del tiempo, voces del pasado y del futuro, pues cada uno lleva impresas narrativas que retratan la complejidad de la experiencia humana.
El libro queda consagrado con esta letra, como un ardor en las venas y un cántico desde lo más profundo del ser porque, al final, el libro es un espejo de nuestras luces y sombras, es alimento para nuestra alma y también acompaña en momentos desoladores.
Esta canción en particular nos enseña cómo la biblioteca es un refugio y un santuario ideal para beber la luz y elevarnos con su esplendor.
Producción musical
La producción estuvo a cargo de M.A.C Studio Production (Gibraltar-UK) y grandes talentos se unieron, entre ellos, muchos poetas y escritores de diferentes latitudes geográficas, quienes también forman parte de CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA, compilación de Carlos Javier  Jarquín, (H.C EDITORES, Amazon.com, 2023).
Todos estos talentos brillaron para hacer una reivindicación, tanto del libro como del revolucionario acto de la lectura, por medio del cual se alcanza la libertad. Pues, así ha transcurrido la historia de la palabra, la cual ha fluido sin cesar como un vertiginoso río.
Los participantes del video son destacados hombres y mujeres enlazados por el amor hacia las letras y son originarios de Nicaragua, Siria, Puerto Rico, Brasil, México, India, Grecia, Italia, Israel, Kenia, Australia, Rusia y Francia.
Todos confabularon para que se descubriese el universo de ideas, versos y sentires que se esconden en cada reverso de las hojas de los maravillosos libros.
La canción es una invitación a navegar en un mar de conocimientos, tomando cada libro con honra y respecto hacia quienes vinieron antes y que zanjaron los caminos para los futuros escritores o poetas que están por nacer. Así, el libro queda calificado como un tesoro, tal como lo es CANTO PLANETARIO “que reúne a través de la expresión artística y literaria a participantes provenientes de 110 países y en 77 idiomas”, el cual quedará, junto a esta canción, como obras selladas para la posteridad.
Cabe destacar que la letra de esta canción ha sido traducida a varios idiomas gracias al trabajo de varios traductores, entre ellos: 
Traducido del español al inglés por Teresa Mascarenhas (Gibraltar-UK), del inglés al árabe por Rama Wehbe (Siria), del inglés al hebreo por Iris Calif (Israel), del inglés al hindi por Ranjana Sharan Sinha (India), del español al griego por Irene Doura-Kavadia (Grecia), del español al portugués por Ester Abreu Vieira de Oliveira (Brasil), del inglés al neerlandés por Hannie Rouweler (Países Bajos), del español al estonio por Jüri Talvet (Estonia), del español al italiano por Elisa Mascia (Italia), del inglés al francés por Timothée Bordenave (Francia), del español al gallego por Joaquín Lourido Andrade (España), del inglés al chino por Jacky Man-leuk Yuen (Hong Kong).

Esta hermosa pieza musical se puede escuchar en el siguiente enlace, a través del canal Mo Aman Cara: https://www.youtube.com/watch?v=4uvm2noTBGQ

La autora es escritora venezolana, Dra. en Ciencias Sociales, máster en Filosofía y con formación en Logoterapia.
Contacto: isbeliafarias@gmail.com

Foto cortesia

Riceviamo da Mohamed Rahal e pubblichiamo

Abuja 🇳🇬: Il ministro dell’Informazione, Nicholas, ha istituito la prima conferenza mondiale degli scrittori del giorno

Il Ministro dell’Informazione e dell’Orientamento Nazionale della Repubblica della Nigeria, Muhammad Idris Malaji, dichiarerà aperta la prima conferenza Writers of the World (WOW) il 4 aprile 2024 alle 10:00 ora locale. La presenza del presidente dell’Organizzazione mondiale del libro, Margarita Al

All’evento, che si terrà nel villaggio, parteciperanno scrittori e autori Shirenin, Mbappe, Abuja e altre importanti figure governative, scrittori, accademici, diplomatici e studenti provenienti dall’interno e dall’esterno della Nigeria.

Tra i contributi figurano la 7a Conferenza della Conferenza Letteraria Mondiale (WOW-LiffT), un forum intellettuale, una celebrazione della 25a Giornata Mondiale della Poesia dell’UNESCO, una mostra visiva (Poeta e Pittore), un forum, nonché una conferenza e una cerimonia di premiazione.

Inoltre, ci saranno messaggi di saluto e tavole rotonde di eminenti scrittori, poeti e pensatori nazionali.

Che si impegnerà per l’Associazione degli Scrittori Africani (PAWA) in collaborazione con l’Associazione degli Autori

Akerinen (ANA) è un mix tra partecipanti al Book Village e partecipanti online

Robert Martiko redige l’analisi di una poesia di Valbona Jakova, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Foto cortesia di Robert Martiko

ROBERT MARTIKO

Si trovano in una grande difficoltà, solo le anime cieche o incapaci di pensare razionalmente, anche quando glielo spieghi, non sono più in grado di discernere la grande distanza tragicomica tra i presunti più grandi poeti della dittatura, rispetto a quella freschezza nuova, offerta dai poeti di oggi. La differenziazione si basa su un gigantesco abisso tra le due categorie. I primi furono impastati dal materialismo di soli cinque sensi, quanti quelli dell’animale, di puro carattere fratricida, che si è misurato con tutto il mondo con quasi 100 milioni di morti, mentre i secondi, aggiungendo ai sensi il necessario spirito artistico individuale, ha creato le società più civili del mondo.
Fu proprio nel contatto temporale con questo tipo di spirito straordinario che nacquero le opere più gigantesche della storia delle lettere e delle arti. Le parole anima o punto di riferimento stabile sembrano semplici, ma proprio questi concetti, legati ad un mondo invisibile delle cose, scoperto già 2500 anni fa, nell’antica Grecia, fecero gettare le prime basi della Civiltà Occidentale.
Poiché, senza la loro partecipazione, l’uomo sarebbe ancora oggi un partecipante stabile della giungla primitiva, fondata sul principio della forza e del diritto del più forte. Ma venite a spiegare tutte queste cose a un vero accademico nelle vesti di un analfabeta titolato, segretamente innamorato di tutte le sciocchezze fratricide del passato, chiuso nella caverna della scuola dell’onnipresente Uomo Nuovo Socialista in Albania.
È interessante notare che questa categoria fatale, con una capacità di pensiero insufficiente, non pensa nemmeno di appartenere a questo mondo tragico. Il motivo per cui ho scritto quanto sopra è una poesia della poetessa Valbona Jakova, che parla della misteriosa presenza di Dio nel mondo. Nessuno l’ha visto, è vero, ma d’altronde, da un punto di vista molto pratico, non manca il continuo processo di umanizzazione dell’uomo, dal primo giorno in cui è apparso sulla terra.
Ciò avviene proprio grazie alla presenza di questa sorta di Spirito invisibile, o meglio del Logos, che nella lunga storia della staffetta filosofica, prese diversi nomi a partire da Eraclito, Anassagora, proseguito con Hegel e molti altri, per arrivare fino a Heidegger , il più grande filosofo del secolo scorso.
L’Autrice nei suoi versi poetici sottolinea che, sebbene i segni del Mistero diventino così evidenti in rapporto diretto al tipo di società che si va costruendo, non mancano i ciechi, responsabili dello stato disperato della società. Gli echi di questa situazione sono le urla delle ferite di chi vuole superare da secoli questa tragedia e ancora non ci riesce. Perché dalle rovine del pensiero, fuori dal Tempo e dalla Storia, non può nascere nulla di nuovo. Come dolce aspirazione al cambiamento, Valbona Jakova presenta nei suoi versi le dune del deserto in una forma armoniosa, come se fossero create appositamente da una mano celeste, che, per le anime aperte, rimangono sempre una bella speranza di cambiamento.
Mentre gli ostacoli al progresso, i dinosauri storici malevoli, in ridicole pose accademiche, senza nemmeno avere la minima idea di come funzionino il Tempo e lo Spazio, non sono altro che tragici esseri temporanei, fatti di sabbia di quarzo, in relazione all’eternità umana, con un aspetto stabile carattere universale. Chissà quando verrà il giorno in cui anche in Albania, le Grandi Istituzioni statali del pensiero, le ridicole-profane commissioni per l’assegnazione dei premi letterari, impareranno queste cose semplicissime, elementari, che stanno alla base della civiltà e delle arti occidentali. Al contrario, è meglio vivere per secoli in una grotta, senza alcun tentativo di entrare nel mondo delle cose che producono la vera libertà umana, liberando per sé la società albanese, bisognosa oggi più che mai della storia.

Traduzione di Valbona Jakova.

Robert Martiko

Vetëm shpirtrat e verbuar ose të paaftit, për të menduar në mënyrë racionale, madje edhe kur ua shpjegon, nuk janë në gjendje të dallojnë distancën e madhe tragjikomike midis gjoja ish poetëve më të mëdhenj të Diktaturës, në krahasim me atë freskinë e re, që ofrojnë poetët e ditëve të sotshme. Diferencimi bazohet në një humnerë gjigante ndërmjet të dy palëve. Të parët i brumosi materializmi i vetëm pesë shqisave, po aq sa ato të kafshës, me karakter të pastër vëllavrasës, që u mat në gjithë botën me afër 100 milionë të vrarë, ndërsa të dytët, duke iu shtuar shqisave edhe shpirtin e domosdoshëm artistik individual, krijuan shoqëritë më të qytetëruara në botë.
Pikërisht në kontakt kohor me këtë lloj shpirti të jashtëzakonshëm u krijuan veprat më gjigante në historinë e germave dhe të arteve.  Duken të thjeshta fjalët shpirt apo pika referimi të qëndrueshme, por pikërisht këto koncepte, të lidhura me një botë të padukshme gjërash, të zbuluara qysh para 2500 vjetësh, në Greqinë e lashtë, u bënë shkak të hidheshin themelet e para të Qytetërimit Perëndimor.
Sepse, pa pjesëmarrjen e tyre, njeriu do të ishte dhe sot e kësaj dite një pjesëmarrës i qëndrueshëm i xhunglës primitive, të bazuar në parimin e forcës dhe të së drejtës së më të fortit. Por eja tia shpjegosh këto gjëra një akademisti aktual në trajtën e një analfabeti të lartë me tituj, i dashuruar në mënyrë të fshehtë me gjithë plehrat vëllavrasëse të së kaluarës, i mbyllur në shpellën e shkollës së Njeriut të Ri Socialist, sot i kudondodhur në Shqipëri.
Interesante është se këtij lloj tipi fatal, me pamjaftueshmëri për të menduar, as që i shkon fare ndër mend se i përket kësaj bote tragjike. Shkak për të shkruar sa më sipër u bë një poezi e poeteshës Valbona Jakova, që bën fjalë për praninë e mistershme të Zotit në botë. Nuk e ka parë askush, është e vërtetë, por në anën tjetër, në aspektin tejet praktik, nuk mungon procesi i pandërprerë i humanizimit të njeriut, nga dita e parë kur u shfaq në tokë.
Kjo ndodh pikërisht nga prania e këtij lloj Shpirti të padukshëm, apo më mirë të Logos, që në historinë e gjatë të stafetës filozofike, mori emra të ndryshëm duke filluar me Heraklitin, Anaksagorën, vijoi me Hegelin dhe sa e sa të tjerë, për të arritur deri te Hajdeger, filozofi më i madh i shekullit të kaluar.
Autorja në rreshtat e saj poetike vë në dukje se edhe pse shenjat e Misterit bëhen aq shumë të dukshme në lidhje direkt me llojin e shoqërisë që ndërtohet, nuk mungojnë njerëzit e verbër që janë shkaktarë për gjendjen pa shpresë të shoqërisë. Jehona e kësaj gjendjeje janë ulërimat e plagëve te atyre qe duan te kapërcejnë këtë tragjedi në shekuj dhe përsëri nuk mundin tia dalin në krye. Sepse nga gërmadhat e mendimit, jashtë Kohës dhe Historisë, nuk mund të lindë asgjë e re. Si një aspiratë e ëmbël për ndryshim, Valbona Jakova paraqet në vargjet e saj dunat e shkretëtirës në një trajtë harmonike, si të krijuara posaçërisht prej një dore qiellore, që, për shpirtrat e hapur, mbeten gjithnjë një shpresë e bukur për ndryshim.
Ndërsa penguesit e progresit, dinozaurë keqbërës historikë, në poza qesharake akademike, pa pasur as idenë e gjërave sesi funksionon Koha dhe Hapësira, nuk janë veçse qenie të përkohshme tragjike, prej rëre kuarci, në raport me përjetësinë humane, me karakter të qëndrueshëm universal. Kushedi se kur do të vijë dita që edhe në Shqipëri, Institucionet e Mëdha Shtetërore të Mendimit, komisionet qesharake-profane të dhënies së çmimeve letrare, të mësojnë këto gjëra fare të thjeshta, elementare, që qëndrojnë në themelin e civilizimit dhe arteve perëndimore. Krejt ndryshe, pëlqehet më mirë ngujimi shekullor në shpellë, pa asnjë përpjekje për tu futur në botën e gjërave që prodhojnë Lirinë e vërtetë humane, çliruese për vet shoqërinë shqiptare, sot në nevojë më shumë se kurrë në histori.

Foto cortesia di Valbona Jakova

Valbona Jakova
Il dolce canto delle dune

Pareva il corpo aperto
degli attimi
che rivelano il presente,
una presenza allungata del tempo
dall’animo antico,
un saluto d’una volta
che risorge per curare parole…

La sua origine nascosta
aveva fissata
all’ingresso dello spazio,
accanto al tempo che scorre
sul limitare del deserto,
accanto al vento che spinge
le creste delle dune,
accanto all’occhio giudice
del sole che brucia.

E come sogno argentato
di tutti gli spiriti umani,
si versava
in unimmagine divina
e lì stava visibile,
per ascoltare un eco.

Urlava su orme piagate
l’eco dei passi di viaggi
sugli anni strisciando.

Là in fondo,
oltre il velo di quarzo:
eco rantolante,
eco di scheletri,
eco d’ossa secche
in moto crepitante,
fiori funebri condannati
che ascoltano la morte
che conta le gocce
del loro sangue.

La morte che cammina su passi
d’uomo, che conta fiori del deserto.
La notte, tutto la notte,
quando con labbra arse le dune
intonano una melodia consolante.

Nel corpo aperto degli attimi,
QuellAnima, Amore di marzo
vide grattacieli costruiti
in cuori morti.
Fiori del deserto insanguinati.
Dita dargento che tuonano,
che scricchiolano, che contano,
suoni, oroe fantasmi di quarzo.

Kënga e ëmbël e dunave

Dukej si trupi i hapur
i çasteve që me rradhë,
zbërthejnë të tashmen,
një prani e zgjatur e kohës
me shpirt të lashtë,
një përshëndetje e dikurshme
që ngjallet për të shëruar fjalë…

Prejardhjen e tij të fshehtë
e kishte ngulur
në hyrje të hapsirës,
pranë kohës që rrjedh
buzë shkretëtirës,
pranë erës që shtyn
kreshtat e dunave,
pranë syrit gjykues
të diellit që djeg.

Dhe si ëndrra e argjentë
e të gjithë shpirtërave njerëzor,
derdhej në një figurë hyjnore
dhe aty qëndronte i dukshëm,
për të dëgjuar një jehonë.

Ulërinin mbi gjurmë të plagëta
jehona hapash udhëtimi
mbi vite, duke shkuar rrëshqanë.

Atje në fund,
tej vellos prej kuarci:
jehonë përpëlitëse,
jehonë skeletesh,
jehonë kockash të thara
në lëvizje kërkëllitëse,
lule varresh të dënuara
që dëgjojnë vdekjen
të numërojë pikat e
gjakut të tyre me uri grabitëse.

Vdekjen të ecë mbi hapa njerëzish,
të numërojë lule shkretëtire.
Natën, gjithçka natën,
kur me buzë të plasura
dunat këndojnë një melodi habitëse.

Në trupin e hapur të çasteve,
Ai Shpirt, si dashuri marsi,
pa grataçele të ndërtuara
në zemra të vdekura.
Lule shkretëtire të përgjakura.
Gishta argjenti që kumbojnë,
që thërrmojnë, që numërojnë,
tinguj, arë…dhe fantazma kuarci.

BIOGRAFIA DI ROBERT MARTIKO
Robert Martiko è nato il 7 giugno 1948 a Argirocastro. Si è laureato all’Università di Tirana, facoltà di Ingegneria Meccanica, nel 1967. E vissuto a Valona dal 1948 fino all’estate del 1990. Oggi vive con la famiglia a Corfù, dedicandosi con passione alla letteratura. Robert Martiko è: AMBASCIATORE DELLA PACE UNIVERSALE, MEMBRO DELL’ACCADEMIA ALBANESE-AMERICANA DELLE SCIENZE E DELLE ARTI.
IL CENTRO ALBANESE DI ARTE E CULTURA, lo ha insignito del Titolo: – PRINCIPE DELLA PAROLA ARTISTICA, con la motivazione: “Per il suo prezioso contributo come giornalista, come noto scrittore, ricercatore e analista, a Corfù e oltre. Le opere pubblicate sono: “LOmbra-luce delle anime perdute” – romanzo (2006) “Sacrifici estremi” – romanzo (2007) ” Labbandonato” – romanzo (2008) “Un premio per lo scrittore di morte” – romanzo (2009) “Due vite di Ikaro” – romanzo (2012) “La vera Madonna, viva o morta?” – romanzo (2014) “Aprire il tempo chiuso” – pensieri sotto forma di citazioni (2021) “L’eternità senza tempo” – romanzo (2021) “Il cielo è caduto sulla terra – Saggio su LASGUSH PORADECI (2022) “Saranda – Città eterna “-Esse (2023).
Oggi vive con la famiglia tra la GRECIA e l’ ITALIA, dedicandosi con passione alla letteratura.

Racconto  biografico di Isbelia Farías López della nascita dell’artista Dandy Roman Jaramillo, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Foto cortesia di un lavoro artistico di Dandy Roman


Prima del verbo c’era il dipinto: carriera di Dandy Román

Di Isbelia Farías López
Ho avuto contatti con l’artista Dandy Román dopo una richiesta artistica, in cui gli ho chiesto di fotografarmi, mettendo dietro di me due uomini significativi della mia vita che non sono più qui oggi, ma la cui eredità e forza perdurano nella mia vita.  Il lavoro di Dandy ha superato le mie aspettative, perché Román riesce davvero a scalfire gli angoli più profondi di ogni anima.
Da lì ho scoperto che Dandy Román Jaramillo si è distinto in varie sfaccettature e che, con determinazione, attraverso la pittura e le parole ha trasmesso l’esigenza imperativa di prendersi cura dell’ambiente.
Oltre ad essere un artista visivo, è avvocato, poeta, compositore e musicista.  Ma, prima di iniziare a parlare, Dandy Román già dipingeva ed è ciò che ispira il titolo di questa nota, poiché le sue prime forme di espressione furono i disegni.  Quindi, prima della parola, sono stati i tratti a rivelare il talento di questo artista consacrato.
I suoi inizi non furono facili.  Fu la sorella maggiore ad introdurlo ai colori, evento che risvegliò una passione innata che rimase impressa nella sua anima;  perciò da bambino faceva i compiti nella prima parte del quaderno, ma le ultime pagine erano destinate ai suoi disegni.
Anche se non sempre aveva l’approvazione di chi lo circondava, che pensava che il piccolo Dandy “danneggiasse i quaderni” e dovesse occupare le pagine con altri appunti più “importanti”, come la matematica o le scienze.
Tuttavia, il destino ha sempre cospirato in favore del futuro artista Dandy Román, che oggi gode di riconoscimento internazionale e che, fin da bambino, in terza elementare, ha avuto l’opportunità di iniziare a misurarsi con i suoi disegni, non prima però di passare attraverso il filtro dei diversi insegnanti che cercarono di sedare il fervore artistico che abitava in lui, attraverso rimproveri.
Dandy Román arriva finalmente in un altro centro studi dove un insegnante cercava talenti per cantare o dipingere e rappresentare la scuola.  Gli amichetti di Dandy, come tutti i piccoli osservatori, avevano notato che il “nuovo ragazzo” stava dipingendo, così, quando venne indicato dai suoi amichetti, Dandy riuscì a disegnare, senza essere censurato.  Dopo diversi giorni, Dandy sentì davanti a tutti: “Tra tutti gli studenti, nei tre orari, abbiamo il rappresentante della nostra scuola, lo studente Dandy Román”.
Più tardi arrivò il giorno di un concorso più grande e, tra tutte le scuole, Dandy dovette rappresentare la propria, portava solo una matita, un temperino, una gomma e un cartoncino.
Tra gli innumerevoli partecipanti, Dandy non indossava colori: non ne aveva.  Un insegnante gli ha comprato una scatola economica di 6 colori e gli ha detto “eccoli, questi sono i tuoi materiali”.  Il tema centrale era il Natale che, come gli spiegò il suo maestro, significava “nascita”, questo era ciò che dipinse e tra tutte le opere, la sua venne selezionata tra le migliori.  Il desiderio di dipingere lo rese vincitore anche del suo primo concorso cittadino.
Con il passare degli anni l’arte continuò a manifestarsi attraverso la composizione, la musica e la poesia.  In precedenza, Dandy preparava tele e murales che fungevano da sfondo per le fotografie professionali, poiché a quel tempo i vantaggi tecnologici di oggi non esistevano e lui aveva bisogno di sopravvivere.
A livello universitario, Dandy ha continuato a partecipare a concorsi di pittura e ha avuto l’opportunità di partecipare a livello regionale e nazionale.
Alcune delle sue opere si trovano nell’Università Eloy Alfaro di El Carmen, nell’aula d’arte dell’Università Eloy Alfaro di Manta, nel museo Noboa Naranjo della città di Guayaquil, nell’aula d’arte dell’Università Tecnologica Equinoccial di Quito e Guayasamín Fondazione.  Col passare del tempo, ha indagato sulle tecniche pittoriche e ha provato diverse trame per catturare le sue opere.
Inerzia è stato un altro dei concorsi a cui Dandy ha partecipato, ma pensava che non avrebbe avuto scampo perché era solo, accompagnato dalla moglie e senza un pubblico che lo riconoscesse. Invece, con sua sorpresa, è stato lo stesso pubblico a farlo vincitore, con il primo posto.
Attualmente risiede a New York, dove ha studiato recitazione, doppiaggio, cinema e televisione.  Le sue opere riflettono il tema del riscaldamento globale, dei problemi ambientali e della necessità di consapevolezza per costruire un pianeta migliore in cui tutti possano vivere in fratellanza.
Dandy ha anche avuto l’opportunità di esprimere i suoi sentimenti attraverso le parole e di sottolineare l’importanza della cura dell’ambiente nell’antologia CANTO PLANETARIO: FRATELLANZA SULLA TERRA, Volume I, compilazione di Carlos Javier Jarquín, (H.C EDITORES, Amazon.com, 2023) .

L’autrice è una scrittrice venezuelana, ha un master in Filosofia e sta studiando per accedere alla laurea in Orientamento Sessuologico presso il Centro di Ricerca Psicologica, Psichiatrica e Sessuologica del Venezuela.
Contatto: isbeliafarias@gmail.com

Traduzione in italiano a cura di Elisa Mascia – Italia

Antes del verbo fue la pintura: trayectoria de Dandy Román
Por Isbelia Farías López
Con el artista Dandy Román tuve contacto luego de una petición artística, en la cual le solicité que me retratase, colocando detrás a dos hombres significativos en mi vida y que ya hoy no están, pero cuyo legado y fuerza perduran en mi vida. La obra de Dandy superó mis expectativas, pues, realmente Román puede socavar en los rincones más profundos de cualquier alma.
A partir de allí, descubrí que Dandy Román Jaramillo se ha destacado en diversas facetas y que, con ahínco, a través de la pintura y la palabra ha transmitido la imperiosa necesidad de cuidar el medioambiente. 
Además de ser artista plástico, es abogado, poeta, compositor y músico. Pero, antes de comenzar a hablar, Dandy Román ya pintaba y es ello lo que inspira el título de esta nota, pues, sus primeras formas de expresión fueron los dibujos. Por ello, antes de la palabra, fueron los trazos los que revelaron el talento de este consagrado artista.
Sus inicios no fueron fáciles. Fue su hermana mayor quien le dio a conocer los colores, un evento que despertó una pasión innata que estaba impresa en su alma; por ello, cuando era niño solía cumplir con sus deberes en la primera parte del cuaderno, pero las páginas finales estaban destinadas para sus dibujos.
A pesar de que no siempre contó con la aprobación de su entorno, quienes pensaban que el pequeño Dandy “dañaba los cuadernos” y debía ocupar las páginas con otros apuntes más “importantes”, como las matemáticas o las ciencias.
Sin embargo, el destino siempre confabuló a favor del futuro artista Dandy Román, quien goza hoy de reconocimiento internacional y que, desde pequeño, cursando el tercer grado tuvo la oportunidad de comenzar a concursar con sus dibujos, no sin antes pasar por el filtro de varios maestros que buscaban sofocar el fervor artista que habitaba en él, por medio de reproches.
Dandy Román finalmente llega a otro centro de estudios donde una maestra buscaba talentos para cantar o pintar y representar la escuela. Los amiguitos de Dandy, como todos los pequeños observadores, se habían percatado de que el “chico nuevo” pintaba, así que, al ser delatado por sus amiguitos, Dandy pudo dibujar, sin ser censurado. Luego de varios días, Dandy escuchó, delante de todos: “De todos los estudiantes, en los tres horarios, tenemos al representante de nuestra escuela, el alumno Dandy Román”. 
Más adelante, el día de un concurso de mayor envergadura llegó y, entre todas las escuelas, Dandy debía representar a la suya, solo llevaba consigo un lápiz un sacapuntas, un borrador y una pequeña cartulina.
Entre una innumerable cantidad de participantes, Dandy no llevaba colores: no los tenía. Un maestro le compró una cajita barata de 6 colores y le dijo “aquí están, estos son tus materiales”. El tema central era la Navidad que, según le explicó su maestra, significaba “nacimiento”, esto fue lo que él pintó y entre todas las obras, la suya fue seleccionada entre las mejores. El deseo de pintar también le hizo ganador en su primer concurso en toda la ciudad.
Con el transcurrir de los años, el arte se continuó manifestando a través de la composición, la música y la poesía. Con anterioridad, Dandy preparaba las lonas y murales que servían como fondo para las fotografías profesionales, ya que para ese momento no existían las bondades tecnológicas de la actualidad y él necesitaba sobrevivir.
A nivel universitario, Dandy siguió participando en concursos de pintura y tuvo la oportunidad de participar a nivel regional y nacional.
Algunas de sus obras se encuentran en la Universidad Eloy Alfaro de El Carmen, en el salón de artes de la Universidad Eloy Alfaro de Manta, en el museo Noboa Naranjo de la ciudad de Guayaquil, en el salón de arte de la Universidad Tecnológica Equinoccial de Quito y Fundación Guayasamín. Con el transcurrir del tiempo, indagó sobre las técnicas de pinturas y probó con diferentes texturas para plasmar sus obras.
Inercia fue otro de los concursos en los que Dandy participó, pero pensó que no tendría oportunidad porque se encontraba solo, acompañado de su esposa y sin un público que lo reconociera, no obstante, para su sorpresa, fue el mismo público el que le hizo ganador, con el primer lugar.
Actualmente, reside en Nueva York, en donde ha estudiado actuación, locución, cine y televisión. Sus obras reflejan el tema del calentamiento global, problemas ambientales y la necesidad de la consciencia por construir un mejor planeta en el que todos puedan habitar en fraternidad.
Dandy también tuvo la oportunidad de expresar su sentir mediante las palabras y enfatizar la importancia de cuidar del medioambiente en la antología CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA, Volumen I, compilación de Carlos Javier  Jarquín, (H.C EDITORES, Amazon.com, 2023).

In Foto l’artista mostra la copertina dei due volumi del Canto Planetario – 26-3-2024

La autora es escritora venezolana, máster en Filosofía y cursa estudios para acceder al grado en Orientación en Sexología en el Centro de Investigaciones Psicológicas, Psiquiátricas y Sexológicas de Venezuela.
Contacto: isbeliafarias@gmail.com

Leggiamo alcune poesie di Yan Ben-Haim poeta, artista, scrittore israeliano, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Foto cortesia di Yan Ben-Haim


Poesie e biografia del poeta israeliano Yair Ben-Haim

Traduzione dall’ebraico all’inglese di Yair Ben-Haim
Traduzione dall’inglese allo spagnolo di Jorge Daniel Tejeda Palafox

Quando non c’è amore

Un uomo senza amore
è come una terra senz’ acqua
come un albero senza radici
e un cielo senza stelle

Un uomo senza sorriso
è come un fiore appassito,
come una fine interminabile
e occhi senza specchi.
 
Una persona senza un’altra
è come un mondo vuoto,
Come un fuoco senza fiamma
e il buio senza abisso.

Amore senza persona
è come l’acqua senza la terra,
come il sangue senza il corpo
e la morte senza vita

Le cose ovvie

Memorizzo e dico
dillo ad alta voce:
Le cose ovvie
si incontrano sempre
accanto al limite delle difficoltà
 
La delusione illumina il suo volto di gioia.
Restituisce la vittoria e anela al futuro
E vedo chiaramente da un lato
una luce brillante
Bordi rivitalizzanti.

Ce l’hai in bianco

Ho sentito
che hai un Dio
in tutte le sfumature di colori
Vedo da qui
sullo scaffale il Dio viola
e anche il dio azzurro
E vedo, che sembra interessante e unico.
Oh, che Dio meraviglioso,
Quanto costa
Quanto costa
Questo è esattamente quello che voglio,
Questo è esattamente quello che voglio

Lo hai in bianco ?
Meraviglioso
Mi hai reso molto felice
Per favore, avvolgimelo in un panno di seta
nient’altro.
Che Dio non si raffreddi
e passi dal bianco al grigio.
C’è molta polvere nell’aria.

Ecco come sarà

sarà meraviglioso
sarà molto bello
Sta sul punto di succedere adesso
Sarà un momento davvero speciale.
Un momento che resterà per sempre memorabile.
Desidero catturare questo momento speciale
Tutti i giorni fino al completamento.

Questo sarà importante
Questo sta per cambiare le regole.
Ogni persona intelligente incarnerà il suo essere.
Finché mantieni l’amore nella tua vita.
sarà fantastico
Perfetto per l’amore di Dio

Non devi provare, lo devi fare.
Quando farai ciò avrai un grande successo.
Sarà tuo soltanto: all’improvviso scoprirai cos’è l’amore proprio.
La vita è una mappa infinita
ovunque sia o
sta per terminare.
Il sigillo sempre sarà tuo

Un giorno tutti ti conosceranno
essere di tutti
Sarai qui
Sarà la cosa più significativa che tu abbia mai permesso.
Sarà come una statua che prende vita.

Traduzione poetica dallo spagnolo all’italiano a cura di Elisa Mascia

Circa l’autore:
Yair Ben-Haim è uno scrittore, poeta e artista israeliano, editore della “Casa editrice Hadarim-Beit”, ha un diploma in pubblicità e amministrazione aziendale, è giornalista e imprenditore di vari progetti nella comunità di artisti in Israele.  Ha pubblicato fino ad oggi quattro libri di poesie.  “Doreshirah” (2013), “Impazzire nel mezzo della giornata” (2015), “Hamdati” (2018) e “Coal Mines”.  (2022).  Per nove anni ha curato e pubblicato la rivista di poesia, prosa, cultura e arte “Corridor Journal”, che comprende la pubblicazione di poesie rappresentative di poeti israeliani, interviste personali con poeti, scrittori, artisti e pittori, recensioni di nuovi libri, traduzioni della poesia mondiale e recensioni di mostre ed eventi culturali.  La rivista viene pubblicata in edizione cartacea due volte l’anno.
Nel 2003 ha creato il sito di contenuti letterari ‘Hadarim’ http://www.hadarim4u.com, un sito di poesia e prosa, cultura e arte, che comprende diverse sezioni, tra cui la sezione: ‘Talk to Poetry’ che è un progetto di video di Poeti israeliani leggono poesie nella città di Tel Aviv-Yafo.  La sezione: ‘Ospiti nelle stanze’ conversazioni con poeti e scrittori, la sezione ‘Notizie sullo scaffale’ dove vengono pubblicate recensioni di libri, ‘World Poetry’ traduzione in ebraico di poesie di poeti di tutto il mondo, recensioni di eventi culturali e lanci di libri e inaugurazioni di mostre.

Informazioni sul traduttore:

Jorge Daniel Tejeda Palafox è nato il 3 gennaio 1993 nella città di Xalapa, Veracruz.  Ha conseguito una laurea in Scienze della comunicazione presso l’Università Ives nella sua nativa Xalapa, conseguendo la laurea il 4 ottobre 2019. Jorge ha un accreditamento da parte dell’Organizzazione internazionale per TEFL nell’insegnamento dell’inglese.  Lavora anche come editorialista, giornalista, traduttore bilingue, Community Manager, conferenziere e uomo d’affari autonomo.

***
Poemas y biografía del poeta  israelí Yair Ben-Haim

Traducción del hebreo al inglés por Yair Ben-Haim
Traducción del inglés al español por Jorge Daniel Tejeda Palafox

Cuando no hay amor

Un hombre sin amor
Es como tierra sin agua
como un árbol sin raíces
Y un cielo sin las estrellas

Un hombre sin sonrisa
Es como una flor seca,
como un final interminable
y ojos sin espejos.
 
Una persona sin persona
Es como un mundo vacío,
Como un fuego sin su llama
Y la oscuridad sin el abismo.

El amor sin una persona
Es como el agua sin el suelo,
Como la sangre sin el cuerpo
Y la muerte sin la vida

Las cosas obvias

Memorizo y digo
dilo en voz alta:
Las cosas obvias
siempre se encuentran
cerca del borde de lo difícil
 
La decepción ilumina su rostro de alegría.
Devuelve la victoria y anhela el futuro
Y veo claramente desde un lado
una luz brillante
Bordes revitalizantes.

Lo tienes en color blanco

Escuché que
tienes un dios
en todo tipo de colores
en todo tipo de colores
Veo desde aquí
en el estante al Dios morado
Y también el dios azul.
Y veo, se ve interesante y único.
Oh, que Dios tan maravilloso,
Cuánto cuesta
Cuánto cuesta
Eso es exactamente lo que quiero,
Eso es exactamente lo que quiero

Lo tienes en blanco?
Maravilloso,
Me hiciste muy feliz
Por favor, envuélvemelo en un paño de seda.
sin extras,
Que Dios no se enfríe
y pase del blanco al gris.
Hay mucho polvo en el aire.

Así será

va a ser maravilloso
va a ser tan hermoso
Está a punto de suceder ahora
Este va a ser un momento realmente especial.
Un momento que quedará inmortalizado para siempre.
Y quiero capturar este momento especial
Cada día hasta la realización.

Esto va a ser importante
Esto está a punto de cambiar las reglas.
Cada persona inteligente encarnará su ser.
Mientras mantenga el amor en su vida.
Esto va a ser increíble
Perfecto por el amor de Dios

No tienes que intentarlo, tienes que hacerlo.
Cuando hagas esto serás un gran éxito.
Será sólo tuyo: de repente descubrirás qué es el amor propio.
La vida es un mapa interminable aunque sea
están por terminar.
El sello siempre será tuyo

Un día todos te conocerán.
ser de todos
Estará aquí
Será lo más significativo que hayas permitido.
Será como una estatua que cobra vida.

Sobre el autor:
Yair Ben-Haim es escritor, poeta y artista israelí, editor de “Hadarim-Beit Publishing House”, tiene un diploma en publicidad y administración de empresas, es periodista y empresario de diversos proyectos entre la comunidad de artistas de Israel. Ha publicado hasta el momento cuatro libros de poesía. “Doreshirah” (2013) “Vuélvete loco a mitad del día” (2015) “Hamdati” (2018) y “Coal Mines”. (2022). Desde hace nueve años edita y publica la revista de poesía, prosa, cultura y arte “Corridor Journal”, que incluye la publicación de poesía representativa de poetas de Israel, entrevistas personales con poetas, escritores, artistas y pintores, reseñas de libros nuevos, traducciones de poesía mundial y reseñas de exposiciones y eventos culturales. La revista se publica en una edición impresa dos veces al año.
En 2003, creó el sitio de contenidos literarios ‘Hadarim’ http://www.hadarim4u.com, un sitio de poesía y prosa, cultura y arte, que incluye varias secciones, entre ellas la sección: ‘Habla con la Poesía’ que es un proyecto de vídeo de Poetas israelíes leyendo poesía por la ciudad de Tel Aviv-Yafo. La sección: conversaciones ‘Invitados en las habitaciones’ con poetas y escritores, la sección ‘Novedades en el estante’ donde se publican reseñas de libros, traducción ‘Poesía mundial’ de poemas de poetas de todo el mundo al hebreo, reseñas de eventos culturales y lanzamientos de libros e inauguraciones de exposiciones.

Sobre el traductor:

Jorge Daniel Tejeda Palafox nació el 03 de enero de 1993 en la ciudad de Xalapa, Veracruz. Finalizó la licenciatura de Ciencias de la Comunicación en la Universidad Ives de su natal Xalapa, obteniendo su titulación el 04 de octubre de 2019. Jorge, cuenta con una acreditación por la Organización Internacional De TEFL en la Enseñanza de Inglés. También, se desempeña como articulista, periodista, traductor bilingüe, Community Manager, conferenciante y empresario autónomo.

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