Foto di Elisa Mascia -Italia
Karim Abdullah: Dopo la fine della guerra
Dottore. Karim Abdullah Pubblicato il: 10 febbraio 2026
Quando la guerra finì, nulla finì. Le città cambiarono nome, le mappe mutarono colore, ma la notte rimase la stessa, riempiendomi di urla, gioia spezzata e sofferenza che calpesta i confini del significato, e non ha senso padroneggiare l’arte di sedermi nel mio petto.
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Ora sono solo, più vasto della devastazione e più angusto di qualsiasi possibile salvezza. Porto dentro di me il clamore del mondo come se fossi l’ultimo essere umano e il primo crimine.
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O assente che sei sempre presente, puoi restituire la speranza alla mia anima senza scusarti per questo universo? Puoi toccare questo cuore che è sopravvissuto ai proiettili ma è caduto nell’abisso del significato?
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È una perdita… una perdita cosmica non rivederti mai più, che il tuo volto finisca ai confini della memoria come una luna che si è spenta, senza lasciare spiegazioni.
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Non ti ho violentata, no… Ho violentato il tempo maledetto, l’ho tirato per il collo per rubare un momento in cui eravamo fuori dalla storia, al di fuori dalla vuota moralità e fuori dalle leggi che giustificano i massacri e condannano l’amore.
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Con te, mi sono ritrovato come un sopravvissuto trova il proprio nome dopo essere stato estratto dalle macerie. Eri lo specchio che non mente, il rifugio che non chiede documenti.
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Tu sei la donna che ho adorato per anni e che adoro ancora, non perché sei una dea, ma perché sei abbastanza fragile da sopravvivere alla santificazione. Ti ho adorata perché sei umana, perché i tuoi occhi non reclamavano salvezza e perché la tua voce mi ha insegnato che la misericordia non è debolezza ma raro coraggio.
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Le tue emozioni colorate hanno creato molti colori nella mia anima, colori che gli aerei non possono vedere, che le accademie non possono insegnare, colori che assomigliano al pianto quando comprende se stesso.
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Dopo la guerra, non temo più la morte; temo di vivere senza trovarti in queste immense rovine che chiamano mondo.
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Se puoi sentirmi ora, da qualsiasi parte tu sia, dì all’universo di fermarsi un attimo, di concedere a un cuore un’ultima possibilità di credere che la speranza non è una menzogna elaborata.
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Di: Karim Abdullah
Baghdad – Iraq
صحيفة المُثقف
نصوص أدبية
كريم عبد الله: بعد أن انتهت الحرب
د. كريم عبد الله نشر بتاريخ: 10 شباط/فبراير 2026
عندما انتهت الحرب لم ينتهِ شيء. المدن غيّرت أسماءها، والخرائط بدّلت ألوانها، لكن الليل ظلّ هو الليل، يمتلئ بي . صرخًا، وفرحًا مشروخًا، ومعاناةً تمشي على أطراف المعنى، ولا جدوى تتقن فنّ الجلوس في صدري.
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أنا الآن وحدي، أوسع من الخراب وأضيق من نجاةٍ محتملة. أحمل في جسدي ضجيج العالم كأنني آخر إنسان وأول جريمة.
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أيتها الغائبة الحاضرة، هل تستطيعين أن تعيدي الأمل إلى نفسي دون أن تعتذري عن هذا الكون؟ هل يمكنكِ أن تلمسي هذا القلب الذي نجا من الرصاص لكنه سقط في المعنى؟
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خسارة…خسارة كونية ألا أراكِ مرة أخرى، أن ينتهي وجهكِ عند حدود الذاكرة كقمرٍ انطفأ ولم يترك تفسيرًا.
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أنا لم أغتصبكِ، لا… أنا اغتصبتُ الزمن اللعين، شدَدته من عنقه لأسرق لحظةً نكون فيها خارج التاريخ، خارج الأخلاق الجوفاء، وخارج القوانين التي تبرّر المذابح وتدين الحب.
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بوجودكِ كنتُ أجد نفسي كما يجد الناجي اسمه بعد أن يُسحب من تحت الأنقاض. كنتِ المرآة التي لا تكذب، والملجأ الذي لا يطلب وثائق.
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أنتِ المرأة التي عبدتها سنوات طويلة وما زلت، لا لأنكِ إلهة، بل لأنكِ هشّة بما يكفي لتنجو من القداسة. عبدتكِ لأنكِ بشر، لأن عينيكِ لم تدّعيا الخلاص، ولأن صوتكِ كان يعلّمني أن الرحمة ليست ضعفًا بل شجاعة نادرة.
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عواطفكِ الملوّنة خلقت ألوانًا كثيرة في روحي، ألوانًا لا تراها الطائرات، ولا تدرّسها الأكاديميات، ألوانًا تشبه البكاء حين يفهم نفسه.
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بعد الحرب لم أعد أخاف الموت، أخاف أن أعيش دون أن أجدكِ في هذا الركام الكبير الذي يسمونه عالمًا.
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فإن كنتِ تسمعينني الآن من أي جهةٍ في الوجود، قولي للكون أن يتأنّى قليلًا، أن يمنح قلبًا واحدًا فرصة أخيرة ليصدق أن الأمل ليس كذبة متقنة الصنع.
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بقلم: كريم عبدالله
بغداد – العراق
تعليقات (1)
نضال البدري
الشاعر الأستاذ كريم عبدالله .. دام نبض حرفك ودمت بألق
إن كنتِ تسمعينني الآن من أي جهةٍ في الوجود، قولي للكون أن يتأنّى قليلًا، أن يمنح قلبًا واحدًا فرصة أخيرة ليصدق أن الأمل ليس كذبة متقنة الصنع.
Kareem Abdullah: Dopo la fine della guerra
Del Dott. Kareem Abdullah, pubblicato il: 10 febbraio 2026
Dopo la fine della guerra
Quando la guerra finì, nulla finì. Le città cambiarono nome, le mappe mutarono colore, ma la notte rimase la stessa, riempiendomi di urla, gioia spezzata e sofferenza che calpesta i confini del significato, e non ha senso padroneggiare l’arte di sedermi nel mio petto.
Kareem Abdullah 10-2-2026
Il tumulto della guerra fuori terminò ma in effetti non finì nulla.
Nella trasformazione generale molte cose cambiarono come le città alle quali fu dato un nome nuovo come anche le mappe ebbero indicazioni diverse.
L’oscurità della notte rimase uguale farcita di urla indicibili quando metteva piede sul limite della gioia e toccava quel filo sottile di una sofferenza penetrante che dentro al petto si è insinuata come fosse un’artista nel forgiare persino il fatuo.
Elisa Mascia 11-2-2026
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Ora sono solo, più vasto della devastazione e più angusto di qualsiasi possibile salvezza. Porto dentro di me il clamore del mondo come se fossi l’ultimo essere umano e il primo crimine.
Kareem Abdullah 10-2-2026
Nella solitudine la mente combatte battaglie tra i pensieri che tentano di sciogliere i nodi di mille domande.
S’ingigantisce l’angustia allontanandosi dal mondo della salvezza graffiando le cicatrici dell’anima per arrivare nel profondo e lungo il percorso per riemergere incontra l’altro sé stesso che lo saluta pensando di essere un criminale per aver commesso colpe inesistenti.
È lungo il cammino da lui e dall’ essere l’ultimo uomo insignificante.
È una guerra senza tregua, fredda come una doccia sul gelo del mare dinanzi al deserto.
Elisa Mascia 11-2-2026
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O assente che sei sempre presente, puoi restituire la speranza alla mia anima senza scusarti per questo universo? Puoi toccare questo cuore che è sopravvissuto ai proiettili ma è caduto nell’abisso del significato?
Kareem Abdullah 10-2-2026
Nella sopraggiunta solitudine ho percepito la tua presenza ogni istante dell’ assenza giustificata da circostanze incognite; adesso quello che sento è l’esigenza di riappropriarmi della speranza e, quasi come una supplica chiedo che all’anima venga concesso lo stato spirituale di credere nuovamente alla speranza.
Avvicinati, posa la tua mano sul cuore e capirai che sono un sopravvissuto agli spari di una guerra sulle strade di una città desolata e poi in un attimo si è ritrovato ferito e inciampato in una pietra che lo ha catapultato nell’ abisso di un sogno spezzato.
Elisa Mascia 11-2-2026
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È una perdita… una perdita cosmica non rivederti mai più, che il tuo volto finisca ai confini della memoria come una luna che si è spenta, senza lasciare spiegazioni.
Kareem Abdullah 10-2-2026
Non esiste più quell’attrazione cosmica, averti perso per sempre
il rischio dei dolci lineamenti del tuo viso splendido,
come il chiarore della luna,
è che come lei cada nell’ oblio
dopo essersi spenta
glissare
nuda con le mani in tasca per cercare il biglietto dov’è in rilievo il messaggio bianco scritto in codice degli antichi avi profeti della parola come sei tu mio maestro d’eterna creatività.
Elisa Mascia 11-2-2026
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Non ti ho violentata, no… Ho violentato il tempo maledetto, l’ho tirato per il collo per rubare un momento in cui eravamo fuori dalla storia, al di fuori dalla vuota moralità e fuori dalle leggi che giustificano i massacri e condannano l’amore.
Kareem Abdullah 10-2-2026
Sappi che non sei stata vittima di pensieri di bistrattazione,
La violenza l’ho riversata sul tempo ostile,
Ho tentato di dilatarlo senza alcun successo e in disparte più volte l’ho maledetto.
Avrei voluto rientrare nella storia anche fingendomi un ladro
eravamo fuori dai canoni di una moralità impositiva
fuori dal rispetto di leggi ingiuste nel castigare e punire persino l’amore contrario incontrastato dei crimini di guerre giustificate da un sistema che totalmente approva.
Elisa Mascia 11-2-2026
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Con te, mi sono ritrovato come un sopravvissuto trova il proprio nome dopo essere stato estratto dalle macerie. Eri lo specchio che non mente, il rifugio che non chiede documenti.
Kareem Abdullah 10-2-2026
Da quando ti ho riconosciuta mia anima gemella, nata per me, ho ritrovato il mio nome scritto sulla tua pelle bianca di porcellana sofisticata ricamata dall’artista dell’amore.
In ogni lettera del mio nome lo specchio si fermava invitandovi a bere dal tuo calice l’acqua della salvezza,
ogni goccia rigenerante come i diamanti di mezzanotte estratti sulla tua pelle bruna e il nettare stanco delle macerie crollate che hanno annunciato il banchetto nuziale dell’imperatrice azzurra.
La mappa della tua essenza sono il documento del cielo costellato dei giorni ancora da vivere assieme.
Elisa Mascia 12-2-2026
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Tu sei la donna che ho adorato per anni e che adoro ancora, non perché sei una dea, ma perché sei abbastanza fragile da sopravvivere alla santificazione. Ti ho adorata perché sei umana, perché i tuoi occhi non reclamavano salvezza e perché la tua voce mi ha insegnato che la misericordia non è debolezza ma raro coraggio.
Kareem Abdullah 10-2- 2026
Un sentimento esclusivo pervade l’uomo che ama la sua donna fino all’ adorazione senza tempo, santa eletta ancora adorata per la umiltà dalle sembianze umane, senza piedistallo.
Vivi consapevole che essere misericordiosi è il livello più alto per combattere con l’arma del coraggio senza spargimento di sangue e la vittoria in pugno.
Elisa Mascia 12-2-2026
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Le tue emozioni colorate hanno creato molti colori nella mia anima, colori che gli aerei non possono vedere, che le accademie non possono insegnare, colori che assomigliano al pianto quando comprende se stesso.
Kareem Abdullah 10-2-2026
La tua energia esplosiva si è trasferita nella mia anima trasformandosi in una tavolozza variopinta di sfumature dei colori che nessuno può vedere nella mia intimità custodita.
Nemmeno possono scorgere coloro che da lontano mille miglia tentano di entrare cliccando i tasti di comando di aerei ingegnosi.
Emozioni colorate non è dato studiare neanche nelle esclusive università antiche traboccanti di scienza ed umanesimo,
apprendere i caleidoscopici colori delle emozioni è impossibile!
Colori cangianti del pianto rinchiuso nel segreto del mio cuore per l’ auto riflessione di sé stesso.
Elisa Mascia 12-2-2026
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Dopo la guerra, non temo più la morte; temo di vivere senza trovarti in queste immense rovine che chiamano mondo.
Kareem Abdullah 10-2-2026
Quando poi alla fine della guerra si contano i danni fuori e dentro le mura, le fortezze hanno ceduto la priorità alla rassegnazione di non temere nulla può fare più tanto male neanche il massimo del distacco.
La paura irreparabile e terrificante è immaginare la mia vita senza la tua presenza.
No, non posso immaginare l’idea di proseguire il cammino, sulle strade del mondo ferito dalle catastrofi e guerre,
se tu non sei accanto a me.
Elisa Mascia 12-2-2026
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Se puoi sentirmi ora, da qualsiasi parte tu sia, dì all’universo di fermarsi un attimo, di concedere a un cuore un’ultima possibilità di credere che la speranza non è una menzogna elaborata.
Kareem Abdullah 10-2-2026
Oh, ti prego se percepisci, come sempre e, ancora la mia presenza in te, ordina all’universo di fare una sosta anche solo per un momento.
In qualsiasi sito tu sia digli di dare una possibilità ad un cuore affranto per raccogliere tutte le energie e poter credere fermamente nell’ avere fede e sempre accesa speranza che esista una verità semplice e pura e non dar credito alle menzogne escogitate per annientare corpo e mente.
Elisa Mascia 12-2-2026
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Di: Karim Abdullah
Baghdad – Iraq
