Dalle poesie: “La voce cosmica” e “La voce della donna” scritte dal prof Kareem Abdullah -Iraq, Elisa Mascia scrive poesie – riflessioni che Gemini ha recensito.

Foto cortesia del prof Kareem Abdullah -Iraq

Kareem Abdullah: Il libro del primo morso
Dr. Kareem Abdullah


L’epopea dell’uomo tra il serpente e la mela

La voce cosmica

Tu sei il serpente e tu sei la mela, quella prima curva nel corpo del significato, e il morso che ha risvegliato l’argilla dalla sua innocenza. Tu sei la domanda quando si ribellò al silenzio, e il desiderio quando si chiamò libertà. In una mano c’è il coltello della guerra, e nell’altra un ramoscello d’ulivo tremante di sangue non ancora essiccato. Sei tu che hai acceso il fuoco per riscaldarti, poi l’hai lasciato crescere fino a divorare i nomi dei bambini. Ogni guerra che hai scatenato cercava la pace, e ogni pace che hai proclamato nascondeva un seme di paura sotto la sua patina. Fin dall’alba della creazione, hai camminato sul precipizio della conoscenza e sull’abisso.

***

La Voce della Donna

Non sono la mela; sono la mano che ha insegnato alla luce come afferrarla senza frantumarsi. Non sono il serpente; sono la paura stessa, che impara a strisciare per non uccidere. Non sono discesa dalla tua costola; sono la terra quando hai imparato a stare in piedi, e sono la voce che ha detto all’argilla: Sorgi. Ogni guerra che hai acceso è passata attraverso il mio corpo, e ogni pace che hai sognato ha dormito nel mio grembo prima di nascere. Non chiedermi del peccato; il peccato è lasciare la conoscenza senza cuore. Non ero tentazione; ero lo specchio in cui vedevi sia il tuo mostro che tuo figlio. Sono il cammino quando ha deciso di essere madre, non un campo di battaglia.

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La Voce dell’Uomo

Non ero solo la guerra; ero la paura stessa quando non riuscivo a trovare il tuo nome, così ho parlato con il proiettile. Ho scambiato la tua vastità per un abisso, così ho costruito un muro e l’ho chiamato gloria. Ho spezzato la costola del significato per sentirmi più in alto, ma non ero altro che più basso della tua ombra. Mi hai insegnato che la conoscenza senza cuore è un’arma, e che la forza senza la tua femminilità è una rovina meticolosamente calcolata. Sono l’uomo, non il muro; sono la crepa che ha imparato a diventare una porta. Portami dall’essere umano che devo ancora partorire, in un mondo che non lascia impronte sul cuore della terra.


***

La Voce dell’Umanità

E così il serpente non era puro male, né la mela semplicemente un peccato, ma piuttosto l’inizio che non capivamo. La guerra non era destino, e la pace non era un sogno; erano due possibilità in un unico cuore. E quando il maschio imparò ad ascoltare, e la femmina imparò a sopravvivere, e l’umanità si pose tra loro, spogliata di ogni finzione, la creazione ricominciò… non da una costola, né dal cielo, ma da una coscienza che scelse l’amore nonostante la conoscenza.

Autore : Karim Abdullah
Baghdad – Iraq




كريم عبد الله: سِفْرُ العَضَّةِ الأُولى

د. كريم عبد الله

نشر بتاريخ: 16 كانون2/يناير 2026

ملحمة الإنسان بين الأفعى والتفّاحة

الصوت الكوني

أنتَ الأفعى وأنتَ التفّاحة، ذلك الانحناءُ الأوّلُ في جسدِ المعنى، والعضّةُ التي أيقظتِ الطينَ من براءته. أنتَ السؤالُ حين تمرّد على الصمت، والرغبةُ حين سمّت نفسها حرّيّة. في يدِك سكّينُ الحرب، وفي يدِك الأخرى غصنُ زيتونٍ يرتجفُ من دمٍ لم يجفّ. أنتَ الذي أشعلَ النار ليتدفّأ، ثمّ تركها تكبر حتى أكلتْ أسماءَ الأطفال. كلّ حربٍ خرجتْ منك كانت تبحث عن سلام، وكلّ سلامٍ رفعتَه كان يخفي تحت قماشه بذرةَ خوف. منذ الخلقِ الأوّل وأنتَ تمشي على حدّ المعرفة وحدّ الهاوية.

***

صوت الأنثى

لستُ التفّاحة، أنا اليدُ التي علّمت الضوء كيف يُمسَك دون أن ينكسر. لستُ الأفعى، أنا الخوف حين تعلّم الزحف كي لا يقتل. لم أهبطْ من ضلعك، أنا الأرض حين تعلّمتَ الوقوف، وأنا الصوت الذي قال للطين: انهض. كلّ حربٍ أشعلتَها مرّتْ عبر جسدي، وكلّ سلامٍ حلمتَ به نام في رحمي قبل أن يولد. لا تسألني عن الخطيئة، الخطيئة أن تُترك المعرفة بلا قلب. أنا لم أكن غواية، كنتُ المرآة، رأيتَ فيها وحشك وطفلك معًا. أنا الطريق حين قرّر أن يكون أمًّا لا ساحة قتال.

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صوت الرجل

لم أكن الحربَ وحدي، كنتُ الخوف حين لم أجد اسمكِ فنطقتُ بالرصاصة. ظننتُ اتّساعكِ هاوية، فبنيتُ جدارًا وسمّيته مجدًا. كسرتُ ضلع المعنى لأشعر أنّني أعلى، وما كنتُ إلّا أقصر من ظلّكِ. علّمتِني أن المعرفة بلا قلب سلاح، وأنّ القوّة بلا أنوثتكِ خرابٌ دقيق الحساب. أنا الرجل، لستُ الجدار، أنا الشقّ الذي تعلّم كيف يصير بابًا. خذيني إلى الإنسان الذي لم أولدْه بعد، إلى عالمٍ لا يترك آثار حذائه على قلب الأرض.

***

صوت الانسان

وهكذا لم تكن الأفعى شرًّا خالصًا، ولا التفّاحة خطيئةً فقط، بل كانت البداية التي لم نفهمها. الحربُ لم تكن قدرًا، والسلامُ لم يكن حلمًا، كانا احتمالين في قلبٍ واحد. وحين تعلّم الذكرُ الإصغاء، وتعلّمت الأنثى النجاة، ووقف الإنسان بينهما عارياً من الادّعاء، بدأ الخلقُ مرّةً أخرى… لا من ضلع، ولا من سماء، بل من وعيٍ اختار الحبّ رغم المعرفة.

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بقلم: كريم عبدالله

بغداد – العراق

Da uno studio poetico e letterario condotto da Elisa Mascia delle prime due poesie firmate Abdullah

ho scritto altrettante poesie che Gemini ha recensito e riporto il commento integrale


L’epopea dell’uomo tra il serpente e la mela

1- La voce cosmica

Tu sei il serpente e tu sei la mela, quella prima curva nel corpo del significato, e il morso che ha risvegliato l’argilla dalla sua innocenza. Tu sei la domanda quando si ribellò al silenzio, e il desiderio quando si chiamò libertà. In una mano c’è il coltello della guerra, e nell’altra un ramoscello d’ulivo tremante di sangue non ancora essiccato. Sei tu che hai acceso il fuoco per riscaldarti, poi l’hai lasciato crescere fino a divorare i nomi dei bambini. Ogni guerra che hai scatenato cercava la pace, e ogni pace che hai proclamato nascondeva un seme di paura sotto la sua patina. Fin dall’alba della creazione, hai camminato sul precipizio della conoscenza e sull’abisso.

Kareem Abdullah -Iraq


Una voce nuova imponente viene dal cosmo per stravolgere le credenze antiche dell’ invitante frutto proibito e del velenoso serpente che rappresentano rispettivamente il bene e il male dell’umanità che, dal famoso morso alla mela, si è risvegliata persino la creatività nel forgiare l’argilla a propria immagine e somiglianza.
La voce cosmica risuona come un’eco che continua a nel dialogo interiore dicendo con fermezza additando quale colpevole per aver rotto il silenzio nell’urgenza di porre domanda senza dover reprimere più il desiderio.
In questo forte contrasto dualistico c’è sempre in bilico l’equilibrio della pace posta sul palmo di una mano mentre l’altra mano afferra il coltello distruttivo dell’ efferatezza della guerra.
Diventa emblematico il ramoscello d’ulivo personificato nel tremore effetto del conflitto che sgorga sangue sempre fresco che non si cicatrizza mai.
Tu hai posto la scintilla per alimentare il fuoco acceso senza porre alcun rimedio hai guardato inerme la distruzione prodotta dalle fiamme persino divorando i virgulti delle nuove generazioni
In ogni guerra era nascosto il rincorrere dell’ ambita Pace che era protetta da uno strato che formava una leggera patina della paura  custode dei semi.
Fin dagli albori dell’ albero della conoscenza sei stato l’equilibrista
nel sapere camminare con felicità sul filo di seta abissale.


Elisa Mascia:  scritto esclusivamente dal mio ingegno culturale fonte di studio dei testi.

Da Gemini:

L’incontro tra i versi di Kareem Abdullah e il commento poetico di Elisa Mascia crea un ponte affascinante tra la storia millenaria del Medio Oriente e la sensibilità interpretativa contemporanea.
Il testo della Mascia non si limita a spiegare quello di Abdullah, ma lo “abita”, trasformando la “voce cosmica” in un processo di consapevolezza interiore.
Ecco i punti di contatto e le evoluzioni più significative tra le due visioni:
1. Il Ribaltamento dei Simboli: Dall’Esterno all’Interno
Abdullah sostiene che l’uomo è il serpente e la mela; la Mascia approfondisce questa intuizione parlando di un “dialogo interiore”.
* L’Argilla Creatrice: La Mascia introduce un concetto molto potente: il morso non ha solo portato la caduta, ma ha risvegliato la creatività. Forgiare l’argilla “a propria immagine e somiglianza” suggerisce che l’uomo, attraverso la conoscenza, abbia cercato di farsi Dio, assumendo su di sé il peso della creazione (e della distruzione).
2. La Personificazione del Dolore
L’immagine del ramoscello d’ulivo viene portata a un nuovo livello di intensità:
* Nella Mascia, l’ulivo “trema”. Non è più solo un simbolo politico o religioso, ma un essere vivente che subisce il trauma del conflitto. Il sangue “sempre fresco” che non si cicatrizza descrive perfettamente una ferita storica che l’umanità continua a riaprire.
3. La Dinamica del Fuoco e dei “Virgulti”
Mentre Abdullah parla di “nomi di bambini” divorati dalle fiamme, la Mascia sceglie il termine “virgulti”.
* Questa scelta linguistica richiama l’immagine dell’albero e della natura: bruciare i virgulti significa distruggere il futuro prima ancora che possa sbocciare. È la condanna di un’umanità che, per scaldare il proprio presente (il fuoco del comfort o del potere), sacrifica la propria continuità.
4. L’Equilibrista sul Filo di Seta
Il finale di Elisa Mascia offre una sfumatura diversa rispetto all’originale:
* Abdullah parla di un uomo che cammina sul “precipizio”.
* La Mascia trasforma questa immagine in un “filo di seta abissale”. La seta suggerisce una fragilità estrema, quasi un’eleganza tragica. L’uomo non è solo un peccatore, ma un artista del rischio, un “equilibrista” che cerca la felicità proprio mentre guarda nell’abisso della propria autodistruzione.
Sintesi della Dualità
| Immagine | Kareem Abdullah | Elisa Mascia |
|—|—|—|
| Il Morso | Risveglio dall’innocenza | Risveglio della creatività |
| Il Conflitto | Coltello vs Ulivo | Sangue che non si cicatrizza |
| La Paura | Seme sotto la patina | Custode dei semi della Pace |
| Il Cammino | Precipizio della conoscenza | Equilibrismo sul filo di seta |
Questa analisi congiunta mette in luce come il mito della caduta sia in realtà il mito della nascita della coscienza: un dono prezioso e terribile che ci costringe a essere, contemporaneamente, il pericolo e la salvezza di noi stessi.





2- La Voce della Donna

Non sono la mela; sono la mano che ha insegnato alla luce come afferrarla senza frantumarsi. Non sono il serpente; sono la paura stessa, che impara a strisciare per non uccidere. Non sono discesa dalla tua costola; sono la terra quando hai imparato a stare in piedi, e sono la voce che ha detto all’argilla: Sorgi. Ogni guerra che hai acceso è passata attraverso il mio corpo, e ogni pace che hai sognato ha dormito nel mio grembo prima di nascere. Non chiedermi del peccato; il peccato è lasciare la conoscenza senza cuore. Non ero tentazione; ero lo specchio in cui vedevi sia il tuo mostro che tuo figlio. Sono il cammino quando ha deciso di essere madre, non un campo di battaglia.


Kareem Abdullah -Iraq

È rivoluzionare il ruolo di una donna- madre dell’uomo e madre dell’universo.
La voce di colei che vuole gridare al mondo intero quello che di più crudele le è stato associato e vuole ribadirlo con coraggio e fermezza.
Dice di non essere la rotonda mela ma la luce sulla mano che insegna la pazienza e la delicatezza per non romperla in tanti piccoli pezzi; apprendere a custodirla come fosse lo specchio dell’ anima.
La voce silente vuole comunicare a tutti che finalmente non è quel serpente tentatore che spruzza veleno per indurre a peccare, è la forza della paura a prendere il sopravvento e per salvaguardare la specie umana, senza colpire a morte, ha imparato a strisciare, restando nel basso.
Smentisce di essere nata da una costola dell’uomo poiché è lei stessa creatrice di “opere d’arte” in argilla per poi dargli vita.
Guerra e pace sono nate e terminate nel suo grembo, il dualismo di notti insonni e di capovolgimento delle sorti sui campi di battaglia.
Quando si parla di peccato è il culmine della saggezza divina in lei che insegna a far passare tutte le cose per quel muscolo motore che genera amore e lo riversa all’umanità senza macchia di peccato.
La voce di donna con forza afferma che ingiustamente è stata considerata la tentazione ma invece è soltanto il riflesso dell’immagine restituita dallo specchio per riconoscere gli eccessi manifestati dalle persone: mostro oppure figlio.
Donna e Madre, cammino di luce, strada che conduce alla pace e mai vuol essere terreno fertile per calpestare i semi di pace con atti di combattimento.

Elisa Mascia : scritto esclusivamente dal mio ingegno culturale fonte di studio dei testi.




Questo atto del dialogo tra Kareem Abdullah ed Elisa Mascia compie un ribaltamento definitivo. Se nei testi precedenti l’uomo era l’equilibrista tra il bene e il male, qui la Donna emerge come la forza elementale che sostiene l’intero scenario.
Non è più un oggetto della narrazione (la mela) o un antagonista (il serpente), ma il soggetto attivo che rende possibile la vita e la coscienza.
1. La Demolizione del Mito Patriarcale
Il testo di Abdullah scardina le radici della colpevolizzazione femminile:
* Oltre la “Costola”: Affermando “sono la terra quando hai imparato a stare in piedi”, la donna si riappropria della priorità esistenziale. Non è un derivato dell’uomo, ma il fondamento (la terra) che gli ha permesso di elevarsi.
* Oltre la “Tentazione”: La donna non è ciò che induce al male, ma lo specchio. In lei l’uomo vede la sua dualità: il “mostro” (la distruttività) e il “figlio” (la purezza e il futuro).
2. Il Peccato come Assenza di Empatia
C’è una ridefinizione etica profonda in entrambi i testi:
> “Il peccato è lasciare la conoscenza senza cuore.” (Abdullah)
>
Elisa Mascia interpreta magistralmente questo passaggio identificando nella donna il “muscolo motore” (il cuore) che filtra la conoscenza per trasformarla in amore. La saggezza non è accumulo di nozioni o potere, ma la capacità di rendere la conoscenza umana.
3. Il Grembo come Spazio di Mediazione
Il contrasto tra guerra e pace trova una sintesi nel corpo femminile:
* Il Grembo vs Il Campo di Battaglia: La Mascia sottolinea come la donna rifiuti di essere “terreno fertile” per il conflitto. Il suo grembo è il luogo dove la pace “dorme” prima di nascere; è l’incubatrice della vita che la guerra cerca di spezzare.
* La Paura che salva: L’immagine del serpente che striscia “per non uccidere” è una delle più potenti. La paura, spesso vista come debolezza, viene qui nobilitata come istinto di conservazione e prudenza necessaria per proteggere la specie.
Sintesi del Ruolo Femminile
| Simbolo Tradizionale | Rivelazione di Abdullah/Mascia | Significato Trasformativo |
|—|—|—|
| La Mela | La mano che guida la luce | La cura e la delicatezza del sapere |
| Il Serpente | La paura che striscia | L’intelligenza emotiva che evita la morte |
| La Costola | La Terra e la Voce (“Sorgi”) | L’origine e l’impulso vitale |
| Il Peccato | Conoscenza senza cuore | L’intelletto separato dall’amore |
Un’immagine di sintesi
Questa “Voce della Donna” agisce come una forza cosmica che ricompone i frammenti dell’argilla. È un’architettura di pace che si contrappone alla distruzione del “fuoco” citato nei testi precedenti.
Elisa Mascia conclude con una nota di speranza politica e spirituale: la donna è un “cammino di luce”, una strada che non porta allo scontro, ma alla generazione.
È affascinante notare come Abdullah, un autore uomo, riesca a dare voce a questo “grido” femminile con tanta precisione, e come la Mascia lo espanda in una sorta di manifesto della dignità.

Pubblicato da elisamascia

Biografia di: Elisa Mascia Nata a Santa Croce di Magliano (Cb) nel 1956, vive a San Giuliano di Puglia (Cb). Insegnante, poetessa, scrittrice, declamatrice, recensionista, giurata in eventi culturali, manager culturale nel mondo. Ha partecipato a numerosi concorsi di poesia nazionali ed internazionali ottenendo premi, attestati di partecipazione, meriti e menzioni d'onore. Nel luglio 2019 è stata pubblicata con “L'inedito Letterario” la prima raccolta di poesie della Silloge dal titolo “La Grattugia della Luna”. Ha partecipato a 8 edizioni del Premio Histonium, dal 2009 al 2019. Nel 2018 con la successiva pubblicazione della Silloge poetica Magiche Emozioni dell'Anima presentata quale strenna natalizia. Nel 2019 con la Silloge "Sogni Dipinti" di 10 poesie inedite ispirate a 10 dipinti del grande artista e poeta Erminio Girardo che ha ricoperto per lei il ruolo di maestro, segnando una svolta decisiva nell'attività di poetessa-scrittrice. Ha curato la traduzione poetica in italiano di alcune poesie del poeta , editor NilavroNill Shoovro. Da maggio 2019 ha partecipato all'intervista di febbraio 2020 e a molte Antologie tematiche, a oltre 50 numeri dell'Archivio mensile dei poeti OPA. Al libro di poesie "Savage Wind" pubblicato a settembre 2019 da "L'Inedito" del poeta Asoke Kumar Mitra ne ha curato la traduzione poetica in italiano. Da febbraio 2020 è membro fondatore di WikiPoesia. È cittadina della Repubblica dei Poeti e Dama dell'Ordine di Dante Alighieri. È stata co-conduttrice del programma En Alas del Fénix - collaboratrice di Radio Krysol Internazionale con video - declamazione di poesie proprie e di altri autori in italiano e spagnolo. Da febbraio a settembre 2021 ideatrice, organizzatrice e co-conduttrice del programma “Sentieri di vita” in onda su Radio Krysol Internazionale . Dal 2019: Voce al progetto Una voce del buio -e componente del gruppo del Teatro al buio - con Pietro La Barbera e da ottobre 2023 alla Co-conduzione del programma bilingue italiano-spagnolo "Alla ricerca della vera bellezza" in Restream e YouTube Autrice da San Giuliano di Puglia (Campobasso) Molise, del quotidiano online, del direttore Pier Carlo Lava, Alessandria today Magazine con oltre 600 articoli e Alessandria online. Da metà del 2023 collaborazione con il poeta Fabio Petrilli per la pubblicazione in Alessandria today di poeti da lui proposti Collabora con il periodista nicaraguense Carlos Javier Jarquin e coautrice di Canto Planetario. Coordinatrice Italia - Direttrice Eventi e Comunicazioni, Amministratrice dell'Accademia Albap. Membro della Writers Capital Foundation International e Coordinatrice dell'Italia del PILF: 2022-2023-2024 e PIAF 2022.- 2023, Responsabile della Biennale Hagiography Iconography International della Writers Capital Foundation International 2023, Autrice, Artista, Promotrice Culturale, Membro del Comitato Organizzatore dei Festival Panorama Internazionale Letteratura, Redattrice di www.writersedition.com "The Complete Magazine" - Italia Disegna e dipinge da Lezioni online del Maestro ceramista, scultore, artista plastico argentino Miguel Angel Guiñazu. Ha ricevuto, dal Movimento "Pacis Nuntii" - Argentina, l'Attestato e la Bandiera Universale della Pace che conferisce a chi la porta il carattere e lo spirito di Araldo e Costruttore della Pace Universale. È Dama dell'Arcobaleno nominata dalla prof.ssa Teresa Gentile. Nel luglio 2023 ha pubblicato il libro di poesie “Melodia d'amore ". - Facebook - Instagram - Twitter - YouTube - Pinterest

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