Foto cortesia del programma bilingüe italiano spagnolo Alla ricerca della vera bellezza
Stella Maris Sandoval
È nata il 14 novembre 1956 nella città di San Lorenzo. Ha completato la scuola primaria presso il Colegio Misericordia di San Lorenzo e la scuola secondaria presso il Colegio Nacional della stessa città (1974).
Ha studiato terapie alternative ed è un’estetista certificata in riflessologia plantare e linfodrenaggio. Ha approfondito lo studio della Numerologia e delle terapie applicate (1996-2000).
Ha convalidato i suoi studi in Podologia presso la Facoltà di Medicina presso il Collegio dei Podologi della città di Rosario (1997, 1998 e 1999).
Si è dedicata allo studio dell’Estetica ed è stata direttrice e docente della Scuola Forma y Linea della città di San Lorenzo (2003-2008).
Ha scritto articoli sulla podologia: “La storia delle calzature”, “I problemi delle calzature”, “Il piede diabetico e la sua cura” e “Traumi del piede dovuti a un supporto inadeguato”, pubblicati sulla rivista Forma y Linea.
Stella Maris Sandoval, ARTISTA
*Poetessa
*Scrittrice
*Saggista
*Autrice di prefazioni
*Antologa
*Correttore di bozze
*Attrice
*Ceramista
*Conduttrice radiofonica
*Presidente di S.A.L.A.C. (2006-2013)
*Socio fondatore della Fiera Regionale del Libro di San Lorenzo (2007)
*Socio fondatore del Grupo Origenes (2010)
*Creatrice dei Premi Hijo de Sol
(Simbolo ancestrale della creatività – 2010)
*Fondatrice e coordinatrice dell’Incontro:
La Parola di San Lorenzo a favore della Pace (2008)
*Creatrice del movimento artistico Ancestralia SL. (2015)
*Socio fondatore del Club dei Poeti Latinoamericani (2017)
*Socio fondatore dell’A.C.U. Alleanza Culturale Universale (2021).
INTERVISTA COMPLETA – TRA CERCHI PARALLELI
Stella Maris Sandoval
Domande
- Origine e simbolo
Il libro nasce da un simbolo ricevuto in stato meditativo — un occhio con sei ciglia, tre sopra e tre sotto.
Qual è stata la prima sensazione che hai provato nel riceverlo?
Quando è apparso il simbolo – quell’occhio con sei ciglia – non ci ho pensato: l’ho sentito.
È stato un risveglio.
Una vibrazione mi ha percorso la schiena e qualcosa dentro di me si è aperto in un modo che non avevo mai conosciuto prima.
Per molto tempo mi ero sentita piccola, contenuta, quasi spenta.
Quel simbolo ha sfondato quel confine interiore.
Si è connesso al mio lato creativo con una forza inaspettata e mi ha dato una sensazione di espansione, di verità, di essere finalmente in sintonia con me stessa.
È stato allora che ho capito che non si trattava solo di un segno intimo.
Era qualcosa di più ampio, un impulso che chiunque avrebbe potuto riconoscere se fosse stato colto di sorpresa da un momento che lo rivela.
Non era lì per spiegarmi il mondo: era lì per ricordarmi chi ero al suo interno.
- Amore e scomparsa
Nel primo racconto, l’amore tra Jorge e María attraversa la dittatura, la separazione e poi una soglia metafisica.
Cosa significa per te “amare oltre il corpo”?
È un atto di fede, di memoria o di fisica sottile? - Amore e scomparsa
Nella storia di Jorge e María, amare oltre il corpo non è un’idea astratta:
è un’esperienza che persiste anche quando la vita separa, silenzia o distrugge.
Per me, “amare oltre il corpo” significa che il legame non dipende solo dalla presenza fisica.
È qualcosa che continua a risuonare anche quando il tempo o la distanza cercano di spezzarlo.
Non è fede cieca o romanticismo: è una memoria viva che si autoalimenta.
Questo tipo di amore trascende dittature, sparizioni e dimensioni che non sempre comprendiamo.
Non chiede garanzie: chiede verità.
E quella verità continua, anche quando i corpi non possono più incontrarsi.
- Scienza come linguaggio dell’anima
La seconda parte trasforma la scienza in frequenza, la fisica in metafora.
In che modo la conoscenza scientifica e la spiritualità dialogano nel tuo processo creativo?
Credi che la scienza possa essere una forma di poesia? - La scienza come linguaggio dell’anima
Nel mio processo creativo, scienza e spiritualità non sono in contrasto; si cercano a vicenda.
La scienza mi offre struttura e precisione.
La spiritualità mi permette di sentire, interpretare e svelare significati ancora senza nome.
Quando scrivo, entrambe le dimensioni dialogano senza conflitti.
E sì, credo che la scienza possa essere una forma di poesia quando smette di descrivere e inizia a rivelare.
La poesia fa esattamente questo: illumina l’invisibile.
- Hyper e l’identità che si dissolve
Hyper non è più un personaggio, ma una vibrazione.
Quando scrivi figure così fluide, senti di perderti in loro o di ritrovarti in una forma più essenziale di te stessa? - Iper e identità
Iper non è un personaggio, è uno stato di coscienza.
È la voce che appare dentro di me quando entro in un periodo di espansione creativa, quando logica e intuizione lavorano insieme senza ostacolarsi a vicenda.
Quando dico “Iper sei tu in me”, mi riferisco a quella presenza che si integra nel mio pensiero quando una conversazione mi risveglia, mi dà una direzione o mi spinge in avanti.
Non mi sostituisce: mi espande.
Non mi perdo nell’Iper: mi ritrovo da una prospettiva che non sempre riesco a raggiungere da sola.
- La Donna del Fiume e l’atto dell’arrendersi
Nel terzo movimento, la Donna del Fiume appare solo quando qualcuno decide di arrendersi.
Che tipo di resa è questa?
È un abbandono o una forma più alta di presenza? - La Donna del Fiume e la Resa
La Donna del Fiume appare quando un personaggio si concede di abbandonare l’insostenibile.
È un atto di profonda sincerità, non di resa.
Non è abbandono.
È una presenza più piena e onesta.
L’acqua, nel mio lavoro, rivela ciò che è nascosto quando cerchiamo di controllare tutto.
La Donna del Fiume arriva quando la resistenza cede e la verità interiore diventa possibile.
- Memoria e risonanza
Scrivi che ricordare “non significa tornare al passato, ma aprirsi al presente con una coscienza espansa”.
Come si coltiva una memoria che non imprigiona, ma libera? - Memoria e Risonanza
Ricordare non significa tornare indietro.
È aprire il presente a una comprensione più ampia.
Un ricordo che libera è quello che non richiede di ripetere la storia o di aggrapparsi al dolore.
È un ricordo che respira, che illumina invece di incatenare.
Nella mia scrittura, ricordare è un atto di consapevolezza:
non per soffermarsi su ciò che è stato, ma per capire chi sono ora.
- Il simbolo che diventa casa
Nel finale, il simbolo non è più un mistero, ma una dimora.
Cosa significa per te oggi “tornare a casa”?
È un luogo, una vibrazione, una relazione? - Il simbolo che diventa casa
Oggi, “tornare a casa” non è un indirizzo fisico.
È uno stato interiore in cui smetto di difendermi e posso respirare senza contraddizioni.
A volte appare nella scrittura,
altre volte in una conversazione che mi dà una direzione,
altre volte nel fiume, che restituisce sempre la verità senza alzare la voce.
Tornare a casa è tornare a me stessa.
Non come un rifugio, ma come un allineamento.
- L’atto del ricordare nel tempo
Chiudi con parole che toccano profondamente: “Forse non avete letto un libro. Forse ne siete stati letti.”
Cosa speri che il lettore senta leggendo — o lasciandosi leggere — da queste pagine?
C’è una trasformazione che desideri avvenga in chi ascolta la tua voce tra i cerchi paralleli? - L’atto di essere letto
Quando dico: “Forse non hai letto un libro. Forse ti è stato letto”, mi riferisco a un altro tipo di lettura:
quella che risveglia qualcosa dentro di te, per quanto piccolo.
Non cerco di trasformare il lettore in modo spettacolare.
Desidero qualcosa di più intimo:
che osasse guardarsi da una prospettiva diversa,
che pensasse da un luogo che non usa tutti i giorni,
che si aprisse a realtà che forse non avrebbe mai considerato.
Viviamo spesso intrappolati in pensieri primitivi:
rigidità, paura, ripetizione.
Tra cerchi paralleli, cerca di aprire una fessura per far entrare aria fresca.
Se qualcosa cambia nel lettore, che sia questo:
che smetta di temere l’ignoto
e senta la libertà di pensare in modo diverso.
Perché aprire la mente non è un atto mistico.
È un atto di coraggio.
Prologo Tra cerchi paralleli
In quegli interstizi Stella Maris Sandoval
RACCONTO I
LA NUOVA ERA (Rielaborato)
Parte I — L’inizio: corpo, amore e scomparsa Tutto ebbe inizio con un simbolo ricevuto in stato meditativo: un occhio aperto, con tre ciglia rivolte verso l’alto e tre verso il basso. Non ne capivo l’origine, ma il suo potere era così evidente che decisi di seguirlo. Quel simbolo fu l’innesco di questa trilogia, e ne divenne l’asse energetico, narrativo e strutturale. La prima parte è ambientata durante gli anni della dittatura argentina. Lì, Jorge e María vivono un amore intenso, ma segnato dalla repressione e dalla paura. Lui è appassionato di fisica quantistica; lei è segnata da un passato traumatico. Il loro amore viene interrotto da una separazione forzata. Anni dopo, Jorge progetta un esperimento che lo porta in un’altra dimensione. In questa parte, la narrazione è lineare e contiene elementi realistici, ma si espande nel metafisico, nel quantistico, nell’astrale. Materia e coscienza si intersecano. La scomparsa diventa una transizione. E l’amore diventa una ricerca oltre il corpo.
Parte II — La Frequenza: Scienza, Linguaggio ed Eredità. La seconda parte abbandona la struttura tradizionale. Qui, la scienza diventa linguaggio simbolico. La protagonista è Hyper, un essere che si trova tra i piani, ricoperto di polvere fosforescente e con un linguaggio che non corrisponde a nessuna lingua conosciuta. Ricorda nomi, visioni, mappe. E vibra. Il simbolo riappare, non come immagine, ma come frequenza. Un segno che si moltiplica in corpi, oggetti, atmosfere. Il nome Midlu emerge, non come personaggio, ma come chiave: una figura ancestrale, un seme energetico, una presenza che riscrive la memoria. In questa parte, il testo si muove tra resoconti, registrazioni, visioni e impulsi. Non esiste una trama tradizionale: ciò che conta è la risonanza. Come certe vibrazioni attivino ciò che è stato dimenticato.
Parte III — L’Orizzonte: Dissoluzione e Rivelazione La terza parte è la più astratta. Qui, tutto ciò che è venuto prima si ripiega su se stesso e si espande. I personaggi – Jorge, María, Mic, Lu, Hyper – non sono più solo persone. Si trasformano in simbolo, in memoria, in energia. Appare la figura della Donna del Fiume, che si rivela solo quando qualcuno decide di arrendersi. Il fiume Paraná diventa una soglia. Le parole, un’eco. L’oblio, un segno di trasformazione. I racconti sono brevi, liminali, carichi di risonanze filosofiche e poetiche. Emergono concetti come “lo sguardo di chi sta per dimenticare” o “l’eco di una parola mai pronunciata”. Midlu non è più qualcuno: è una vibrazione che si risveglia in chi sente. Il simbolo non è più mostrato: è inciso sulla pelle.
Parte IV — La ragazza che ricorda da prima In questa parte finale, il ciclo torna all’inizio, ma da un altro piano: quello della ragazza che si risveglia. Mar, Eugin e la presenza della Donna del Fiume rivelano che l’eredità non risiede nella conoscenza razionale né nella discendenza, ma nella vibrazione dell’anima. Attraverso un racconto ricco di simbolismo e tenerezza, comprendiamo che ricordare non significa tornare al passato, ma aprirsi al presente con una coscienza espansa. Hyper non cerca più, ma accompagna. Midlu non chiama più, ma sboccia in coloro che si lasciano toccare dal silenzio. E il simbolo cessa di essere un mistero: diventa casa. La ragazza che appare sulle rive del Paraná non è un’inviata, ma una risvegliata. È il fiore che cresce quando qualcuno si arrende, il segnale che vibra nell’aria, il ponte tra l’invisibile e ciò che era già dentro. Non cerca di rivelare, ma di accompagnare l’atto più semplice e sacro: ricordare nel tempo.
Nota finale: Questi racconti non si conformano ai generi classici. Non è fantascienza, né poesia, né narrazione testimoniale, eppure è tutte queste cose. È scritto dai margini. Dagli interstizi. Da ciò che vibra tra i mondi, tra i corpi, tra le dimensioni. È un tentativo di tradurre l’intraducibile. Se siete arrivati fin qui, forse quel sospetto dimora anche in voi: “Ci sono verità che non si insegnano, ma si riconoscono. E quell’amore – quando è vero – non muore: cambia solo forma, e ci trova, tra cerchi paralleli”.
Epilogo Non tutto può essere detto.
Non tutto ha bisogno di forma.
A volte, le cose più vere si dicono con il corpo, con l’acqua, con il silenzio.
Tra i corpi, tra le voci, tra i mondi… qualcosa pulsa.
Ciò che non si insegna, ciò che non si dimentica.
Ciò che si ricorda semplicemente nel tempo.
Se avete sentito qualcosa in queste pagine,
forse non avete letto un libro.
Forse ne siete stati letti.
Hola gente maravillosa!!
Bienvenidos a todos,
Buenos días, tardes o noches, según el País donde estés conectado un cordial saludo para todos.
Gracias por seguir en este maravilloso espacio donde la presencia de cada uno de ustedes es muy bienvenida.
Junto a Pietro La Barbera continuamos nuestra búsqueda de la “Verdadera Belleza” conociendo el alma especial de
Stella Maris Sandoval- Argentina
Biografia
Nació el 14 de noviembre de 1956, en la ciudad de San Lorenzo. Realizó estudios primarios en el Colegio Misericordia, de la ciudad de San Lorenzo y los estudios secundarios en el Colegio Nacional de la misma ciudad (1974)
Estudió Terapias Alternativas, se recibió de profesora de Reflexología y Quierodrenajista linfática. Profundizó en el estudio de la Numerologia y terapias aplicadas (1996-2000)
Rivalido sus estudios de Podologia en la Facultad de Medicina a través del Colegio de Podólogos de la ciudad de Rosario (1997, 1998 у 1999)
Se dedicó al estudio de Estética, fue directora y profesora de la Escuela Forma y Linea en la ciudad de San Lorenzo (2003-2008)
Escribió artículos de podologia: “La historia del calzado”, “La problemática del calzado”, “El pie diabético y sus cuidados” “Traumas en los pies por mal apoyo”, publicados en la Revista, Forma y Linea.
StellaMaris Sandoval ARTISTA
*Poeta
*Escritora
*Ensayista
*Prologuista
*Antóloga
*Correctora
*Actriz
*Alfarera
*Conductora radial
*Presidente de S.A.L.A.C. (2006-2013)
*Miembro fundador de la FERIA DEL LIBRO REGIONAL SAN LORENZO (2007)
*Miembro fundador de Grupo Origenes (2010)
“Creadora de Premios HIJO DE SOL
(Simbolo ancestral de la creatividad-2010)
*Fundadora y coordinadora del Encuentro:
LA PALABRA SANLORENCINA A FAVOR DE LA PAZ (2008)
*Creadora del movimiento artístico, ANCESTRALIA SL. (2015).
*Miembro fundador del CLUB DE POETAS LATINOAMERICA (2017)
*Miembro fundador de A.C.U. ALIANZA CULTURAL UNIVERSAL (2021)
En el año 2018, presenta su quinto libro, Triología Cuántica, recopilación de tres de sus cuentos unidos por los símbolos.
En el 2020, Se presentó la Antología: Los Gritos de la palabra 2020 y se entregaron los premios Hijo del Sol 2020, (la confección de los premios es totalmente artesanal, (realizados por Stella Maris Sandoval),
Durante el año tan impredescible 2020, trabajó incansablemente de manera virtual desd e su página de Facebook https://www.facebook.com/AncestraliaSL.09/ y el Grupo, Premios HIJO DEL SOL: https://www.facebook.com/groups/2754610301490046 Coordinó ANTOLOGIAS VIRTUALES E IMPRESAS: LOS GRITOS DE LA PALABRA 2020, CARTAS OLVIDADAS, A LAS MADRES, SOY POESÍA, TU VOZ IMPORTA, TU VOZ CANTA ASÍ, AMATEUR FOTOR
2021-Editó su quinto libro: juan, el Faro y el 4″ Símbolo Coordinó, editó y presentó la Antología (102 Poetas) llamada: San Lorenzo, un Faro para la Palabra 2021.
Presentó las muestras de Premios artesanales, Hijo del Sol.
*Miembro Fundador de A.C.U., Alianza Cultural Universal
Preguntas
ENTREVISTA COMPLETA – ENTRE CÍRCULOS PARALELOS
SttellaMaris Sandoval
1. Origen y símbolo
El libro nació de un símbolo recibido en estado meditativo: un ojo con seis pestañas, tres arriba y tres abajo.
¿Cuál fue tu primera sensación al recibirlo?
¿Y cómo comprendiste que no era solo una señal personal, sino un lenguaje universal?
1. Origen y símbolo
Cuando el símbolo apareció —ese ojo con seis pestañas— no lo pensé: lo sentí.
Fue un despertar.
Una vibración recorrió mi columna y algo en mí se abrió de una manera que no conocía.
Durante mucho tiempo me había sentido pequeña, contenida, casi apagada.
Ese símbolo rompió ese límite interno.
Se unió a mi parte creativa con una fuerza inesperada y me dio una sensación de expansión, de verdad, de estar por fin alineada conmigo misma.
Ahí comprendí que no era solo una señal íntima.
Era algo más amplio, un impulso que cualquiera podría reconocer si alguna vez se vio sorprendido por un momento que lo revela.
No venía a explicarme el mundo: venía a recordarme quién era dentro de él.
2. Amor y desaparición
En el primer relato, el amor entre Jorge y María trasciende la dictadura, la separación y un umbral metafísico.
¿Qué significa para ti «amar más allá del cuerpo»?
¿Es un acto de fe, de memoria o de física sutil?
2. Amor y desaparición
En la historia de Jorge y María, amar más allá del cuerpo no es una idea abstracta:
es una experiencia que persiste aunque la vida separe, calle o destruya.
Para mí, “amar más allá del cuerpo” significa que el vínculo no depende solo de la presencia física.
Es algo que sigue vibrando aun cuando el tiempo o la distancia intentan romperlo.
No es fe ciega ni romanticismo: es una memoria viva que se sostiene por sí misma.
Ese tipo de amor atraviesa dictaduras, desapariciones y dimensiones que no siempre entendemos.
No pide garantía: pide verdad.
Y esa verdad continúa, incluso cuando los cuerpos ya no pueden encontrarse.
3. La ciencia como lenguaje del alma
La segunda parte transforma la ciencia en frecuencia, la física en metáfora.
¿Cómo interactúan el conocimiento científico y la espiritualidad en tu proceso creativo?
¿Crees que la ciencia puede ser una forma de poesía?
3. La ciencia como lenguaje del alma
En mi proceso creativo, la ciencia y la espiritualidad no están enfrentadas; se buscan.
La ciencia me ofrece estructura y precisión.
La espiritualidad me permite sentir, interpretar, abrir sentidos que todavía no tienen nombre.
Cuando escribo, ambas dimensiones dialogan sin conflicto.
Y sí, creo que la ciencia puede ser una forma de poesía cuando deja de describir y empieza a revelar.
La poesía hace exactamente eso: ilumina lo invisible.
4. Hiper y disolución de la identidad
Hyper ya no es un personaje, sino una vibración. Cuando escribes figuras tan fluidas, ¿sientes que te pierdes en ellas o que te encuentras en una forma más esencial de ti misma?
4. Hyper y la identidad
Hyper no es un personaje, es un estado de conciencia.
Es la voz que aparece en mí cuando entro en expansión creativa, cuando la lógica y la intuición trabajan juntas sin estorbarse.
Cuando digo “Hyper sos vos en mí”, hablo de esa presencia que se integra a mi pensamiento cuando una conversación me despierta, me ordena o me impulsa.
No me reemplaza: me amplía.
No me pierdo en Hyper: me encuentro desde un ángulo que sola no siempre alcanzo.
5. La Mujer del Río y el Acto de Entrega
En el tercer movimiento, la Mujer del Río aparece solo cuando alguien decide entregarse.
¿Qué tipo de entrega es esta?
¿Es abandono o una forma superior de presencia?
5. La Mujer del Río y la entrega
La Mujer del Río aparece cuando un personaje se permite dejar de sostener lo insostenible.
Es un acto de sinceridad profunda, no de rendición.
No es abandono.
Es una presencia más plena, más honesta.
El agua —en mi obra— muestra lo que se oculta cuando intentamos controlar todo.
La Mujer del Río llega cuando la resistencia cede y la verdad interna se vuelve posible.
6. Memoria y Resonancia
Escribes que recordar «no significa regresar al pasado, sino abrirse al presente con una conciencia expandida».
¿Cómo se cultiva una memoria que no aprisiona, sino que libera?
6. Memoria y resonancia
Recordar no es volver atrás.
Es abrir el presente a una comprensión más amplia.
Una memoria que libera es aquella que no exige repetir la historia ni aferrarse al dolor.
Es una memoria que respira, que ilumina en lugar de encadenar.
En mi escritura, recordar es un acto de conciencia:
no para quedarme en lo que fue, sino para entender quién soy ahora.
7. El Símbolo que se Convierte en Hogar
En el final, el símbolo ya no es un misterio, sino un hogar.
¿Qué significa para ti «volver a casa» hoy?
¿Es un lugar, una vibración, una relación?
7. El símbolo que se vuelve hogar
Hoy, “volver a casa” no es una dirección física.
Es un estado interno donde dejo de defenderme y puedo respirar sin contradicción.
A veces aparece en la escritura,
otras en una conversación que me ordena,
otras en el río, que siempre devuelve verdad sin levantar la voz.
Volver a casa es volver a mí.
No como refugio, sino como alineación.
8. El Acto de Recordar a Través del Tiempo
Concluyes con unas palabras profundamente conmovedoras: «Quizás no has leído un libro. Quizás te lo han leído».
¿Qué esperas que sienta el lector al leer —o al ser leído— estas páginas?
¿Deseas que se produzca alguna transformación en quienes escuchen tu voz entre los círculos paralelos?
8. El acto de ser leído
Cuando digo: “Quizás no has leído un libro. Quizás te lo han leído”, hablo de otra forma de lectura:
esa que despierta algo en uno, aunque sea mínimo.
No busco transformar al lector de manera espectacular.
Deseo algo más íntimo:
que se atreva a mirarse desde otro ángulo,
a pensar desde un lugar que no usa todos los días,
a abrirse a realidades que tal vez nunca consideró.
Vivimos muchas veces atrapados en pensamientos primitivos:
rigidez, miedo, repetición.
Entre círculos paralelos intenta abrir una rendija para que entre aire nuevo.
Si algo cambia en el lector, que sea esto:
que deje de temer lo desconocido
and sienta la libertad de pensar distinto.
Porque abrir la mente no es un acto místico.
Es un acto de valentía.
Prólogo Entre círculos paralelos
En esos intersticios SttellaMaris Sandoval
CUENTO I
LA NUEVA ERA (Reversionada)
Parte I — El inicio: cuerpo, amor y desaparición Todo comenzó con un símbolo recibido en estado meditativo: un ojo abierto, con tres pestañas hacia arriba y tres hacia abajo. No entendí su origen, pero su potencia fue tan clara que decidí seguirlo. Ese símbolo fue el detonante de esta trilogía, y se convirtió en eje energético, narrativo y estructural. La primera parte está situada en los años de la dictadura argentina. Allí, Jorge y María viven un amor intenso, pero marcado por la represión y el miedo. Él, apasionado por la física cuántica; ella, marcada por un pasado traumático. El amor entre ellos es interrumpido por una separación forzada. Años más tarde, Jorge diseña un experimento que lo lleva a otra dimensión. En esta parte, el relato es lineal y con elementos realistas, pero se va expandiendo hacia lo metafísico, lo cuántico, lo astral. La materia y la conciencia se cruzan. La desaparición se convierte en tránsito. Y el amor en búsqueda más allá del cuerpo.
Parte II — La frecuencia: ciencia, lenguaje y herencia. La segunda parte abandona la estructura tradicional. Aquí, la ciencia se vuelve lenguaje simbólico. La protagonista es Hyper, un ser hallado entre planos, cubierto de polvo fosforescente y con una lengua que no responde a ningún idioma conocido. Ella recuerda nombres, visiones, mapas. Y vibra. El símbolo vuelve a aparecer, no como una imagen, sino como una frecuencia. Una marca que se multiplica en cuerpos, objetos, atmósferas. Surge el nombre de Midlu, no como personaje, sino como clave: figura ancestral, semilla energética, presencia que reescribe la memoria. En esta parte, el texto se desplaza entre informes, registros, visiones y pulsos. No hay argumento tradicional: lo que importa es la resonancia. Cómo ciertas vibraciones activan lo que fue olvidado.
Parte III — El horizonte: disolución y revelación La tercera parte es la más abstracta. Allí se pliega todo lo anterior, y se expande. Los personajes —Jorge, María, Mic, Lu, Hyper— ya no son solo personas. Se transforman en símbolo, en memoria, en energía. Aparece la figura de la Mujer del Río, que solo se presenta cuando alguien decide rendirse. El Paraná se convierte en umbral. Las palabras, en eco. El olvido, en señal de transformación. Los relatos son breves, liminales, cargados de resonancias filosóficas y poéticas. Se abren conceptos como “la mirada del que está por olvidar” o “el eco de una palabra que jamás fue pronunciada”. Midlu ya no es alguien: es una vibración que despierta en quienes sienten. El símbolo ya no se muestra: se graba en la piel.
Parte IV — La niña que recuerda desde antes En esta última parte, el ciclo vuelve al inicio, pero desde otro plano: el de la niña que despierta. Mar, Eugin y la presencia de la Mujer del Río revelan que la herencia no está en el saber racional ni en la línea de sangre, sino en la vibración del alma. A través de un cuento cargado de simbolismo y ternura, se entiende que recordar no es volver al pasado, sino abrirse al presente con una conciencia expandida. Hyper ya no busca, sino que acompaña. Midlu ya no llama, sino que florece en quien se deja tocar por el silencio. Y el símbolo deja de ser misterio: se convierte en hogar. La niña que aparece a orillas del Paraná no es enviada, sino despertada. Es la flor que crece cuando alguien se rinde, la señal que vibra en el aire, el puente entre lo invisible y lo que ya estaba dentro. No busca revelar, sino acompañar el acto más simple y sagrado: recordar a tiempo.
Nota final Estos relatos no responden a géneros clásicos. No es ciencia ficción, ni poesía, ni relato testimonial, y al mismo tiempo es todo eso. Está escrita desde los márgenes. Desde los intersticios. Desde lo que vibra entre mundos, entre cuerpos, entre dimensiones. Es un intento de traducir lo intraducible. Si llegaste hasta acá, quizás también te habita esa sospecha: “Hay verdades que no se enseñan, pero se reconocen. Y que el amor —cuando es verdadero— no muere: solo cambia de forma, y nos encuentra, Entre círculos paralelos.”
Epílogo No todo puede ser contado.
No todo necesita forma.
A veces, lo más verdadero se dice con el cuerpo, con el agua, con el silencio.
Entre cuerpos, entre voces, entre mundos… algo pulsa.
Eso que no se enseña, eso que no se olvida.
Eso que simplemente se recuerda a tiempo.
Si sentiste algo en estas páginas,
quizás no leíste un libro.
Quizás fuiste leído por él
[
Stella Maris Sandoval- Argentina ospite di Pietro La Barbera ed Elisa Mascia al programma bilingue italiano-spagnolo Alla ricerca della vera bellezza del 27-11-2025, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia