Foto della locandina del programma Alla ricerca della vera bellezza – En busca de la verdadera belleza
Biografia
Mi chiamo Marcela Barrientos. Sono argentina, scrittrice da oltre vent’anni e membro di gruppi letterari e sociali. Conduco quattro programmi in diretta dal martedì al venerdì ogni settimana su diverse emittenti radiofoniche online: El Arte del Encuentro (L’arte dell’incontro) nei suoi due formati: poesia e musica, e interviste; Cómplices de letras (Complici nelle lettere); e Tiempo de Mujer (Il tempo delle donne).
Sono la creatrice dello spazio Facebook “El Arte del Encuentro – Arte e Cultura in diretta”, un programma registrato bimestrale che tratta argomenti di attualità legati all’arte. Dal 2020 sono responsabile culturale presso le Fiere del Libro Virtuali, membro di Grito de Mujer (Il coraggio delle donne) e addetta stampa internazionale per l’associazione uruguaiana Aulha (Aulha).
Sono autrice di cinque libri virtuali disponibili su Calameo e sulla pagina Facebook della Biblioteca de las Naciones. Ho partecipato come ospite a diverse antologie cartacee e in formato PDF. Il mio primo libro di poesie, “Buscadora de palabras”, è stato recentemente pubblicato su Amazon e Pymedia. Il mio secondo libro, “Nací”, è disponibile solo su Amazon Kindle.
- Come si trasforma il senso della nostra vita quando smettiamo di cercare solo la felicità individuale e cominciamo a coltivare il bene comune?
È molto interessante la domanda, io ho scritto diverse poesie che riflettono la grande trasformazione che è andare dal sé al noi, perché siamo essenzialmente sociali, è anche la specie che più tarda a crescere e poter essere indipendente. Quando uno cresce e si apre al mondo dev’essere attraverso il servizio, nella professione che sia, è un servizio all’altro, per lo più scelto per vocazione quindi dovrebbe essere a beneficio dell’altro non solo personale.
La vita è più piena quando realizziamo questo scambio che aiuta il bene comune dando ciascuno la sua parte. - La solidarietà può essere considerata una forma d’arte, un atto creativo che trasforma il dolore e la solitudine in bellezza condivisa?
Sì, è un modo metaforico di vedere la solidarietà, perché è consegna come l’arte. Ci vuole una grande sensibilità sia per essere solidali che per essere artisti. - Che responsabilità abbiamo, come esseri umani, di lasciare al mondo un luogo più armonioso, giusto e poetico di quello che troviamo?
Abbiamo un sacco di responsabilità, non solo diritti. Dobbiamo essere chiari che siamo parte del Pianeta e compagni di tutta la natura e che deve rimanere un’eredità per coloro che ci seguono. Era molto chiaro ai nostri antenati aborigeni, cacciavano, pescavano o raccoglievano solo ciò che era strettamente necessario. Ora si spreca molto perché i ricchi immagazzinano cibo mentre i poveri ne hanno bisogno.
Per quanto riguarda la poesia, o qualsiasi arte, credo che sia nel nostro DNA umano e non smetteremo mai di produrla. - L’arte può davvero insegnarci a capire meglio gli altri, o è semplicemente uno specchio dei nostri desideri e delle nostre paure?
In questo senso credo che entrambe, nascono dal nostro interiore come un mezzo per riflettere i nostri sentimenti, i buoni e i cattivi, quelli che ci costruiscono e quelli che ci distruggono. Ma una volta liberi si associano al lettore e questo può generare nuovi modi di vedere le cose. Una certa empatia che ci fa uscire dall’essere solo un “io”.
Anche nel mio caso molte delle mie poesie sono un modo di dare voce a quello che succede ad altre persone, mettermi nei panni di chi sta soffrendo, l’orrore della guerra per esempio. - Se imparassimo a vedere ogni persona come un’opera d’arte unica e irripetibile, come cambierebbero le nostre relazioni e il nostro modo di vivere la società?
Credo che impareremmo a rispettare il suo ruolo all’interno della società, valorizzeremmo la sua essenza e il suo contributo. Siamo tutti imperfetti, ma abbiamo anche virtù e talenti da condividere. Una persona che si sente apprezzata è un bene per tutti. - È possibile che il vero senso della vita non risieda in ciò che possediamo o creiamo per noi stessi, ma in ciò che diamo agli altri, in silenzio, senza aspettative?
Sì, lo è. Perché la vita è una strada verso la morte, e non prendiamo niente, semplicemente lasciamo ciò che abbiamo fatto con amore. Mettere in scena quello che facciamo non ci rende persone migliori.
Ci sono più persone che in silenzio fanno cose meravigliose e non hanno pubblicità.
I semi crescono in silenzio, e se nessuno si mette in mezzo, dà frutti che servono per continuare ad esistere. - Come possiamo, attraverso l’arte, il dialogo e la solidarietà, ripristinare la capacità del mondo di meravigliarsi anche nelle sue ferite più profonde?
Seminando un’arte piena di speranza, che guarisca le ferite, che generi empatia e perdono, che ricordi che il male e l’odio non sono la via, perché distruggono e si acceca davanti all’unica verità: tutti siamo umani, tutti dobbiamo avere le stesse opportunità di vivere in pace, Non abbiamo il diritto di distruggere la vita di nessuno, né con le droghe, né con guerre o con schiavitù di qualsiasi tipo.
Alla fine muore sia il ricco che il povero, chi si crede immortale è uno stolto. - Se la bellezza fosse un linguaggio universale di pace e connessione, come potremmo imparare a parlarne ogni giorno nelle nostre azioni quotidiane?
Attraverso la riflessione, smettendo di essere impulsivi, ci vantiamo di essere gli unici esseri pensanti della Terra e credo che non ci sia servito a nulla, che lo usiamo per il male, per l’egoismo, per generare divisioni.
Se imparassimo a capire che vale di più un gesto d’amore, che può moltiplicarsi e accendere uno sguardo diverso dove la connessione non è avere Internet, ma avere empatia e sapere che tutto appartiene a Dio.
1- Titolo: Io sono la pace
Io sono la pace,
sono nata dal mormorio di un fiume che abbraccia le pietre
e del vento che non fa male, solo accarezza.
Cammino scalza tra i corpi stanchi,
il mio alito profuma di terra bagnata e pane appena sfornato.
Non grido, ma la mia voce si sente
nel silenzio dove l’altro non è un nemico,
ma uno specchio possibile.
La mia pelle non conosce confini,
il mio cuore non conosce razze,
batte in tutte le lingue dell’amore.
Mi nutro di piccoli atti:
una mano che non si chiude,
una parola che non umilia,
uno sguardo di conforto.
Dove c’è ascolto, io dimorerò.
Dove c’è tenerezza, io sboccio.
Non cerco eroi, ma anime disponibili
a seminarmi nei loro gesti quotidiani.
Sono l’ombra fresca sotto l’albero condiviso,
il filo invisibile che unisce senza legare,
l’inchiostro con cui si scrivono i futuri giusti.
Ma mi stanco anch’io.
Mi spezzano i proiettili che attraversano l’infanzia,
i muri che dividono,
le lingue affilate che strappano la dignità.
Non posso nascere dove regna il disprezzo.
A voi vengo a braccia aperte,
senza corone e bandiere,
solo con la speranza di un vestito.
Dammi spazio, dammi tempo,
Datemi gesti di bontà.
Io sono la pace.
E voglio far parte dell’umanità.
Marcela Barrientos 25-06-2025 Diritti di autore riservati Argentina
Lettura poetica in italiano di Elisa Mascia
2- Titolo: “Il battito dell’inchiostro”
Un libro è una semina di lettere,
un immenso giardino pieno di idee,
con radici che germogliano dall’anima
e petali che sbocciano in ogni lettore. *
In ogni pagina vive
il sussurro di un autore,
la carezza del suo tempo,
l’impronta della sua voce.
Rubare la sua canzone
è togliere il sole dal suo cielo,
è spegnere la lampada
che ha acceso con i suoi sogni.
Dire no al plagio
è proteggere il fuoco sacro
di chi trasforma il silenzio
in una magica melodia scritta.
Onoriamo il suo inchiostro,
perché ogni libro è un cuore
che batte al ritmo del suo autore
e non c’è copia
che possa imitare la sua verità.
Marcela Barrientos 06/04/2025
Diritti d’autore riservati Argentina
3- Titolo: Corpi in partitura
Il corpo diventa strumento,
e la musica a pennello dell’aria.
Un passo, una svolta, un volo:
Danza scrive senza parole
ciò che l’anima non osa dire.
Ogni muscolo è verso,
ogni battuta, un’emozione che vibra
nella pelle che ascolta con i piedi,
sulla schiena che canta in silenzio.
La danza non parla,
ma dice tutto:
è l’eco di un tamburo
nella curva dell’anca,
l’andatura del violino
disegnando ali sulle braccia.
Oggi celebriamo quella magia:
l’unione perfetta tra il ritmo
e la carne,
tra l’arte che suona
e l’arte che si muove.
Perché nella danza,
La musica ha corpo,
e il corpo…
si trasforma in musica.
Marcela Barrientos 06/04/2025
Diritti d’autore riservati Argentina
Lettura poetica in italiano di Elisa Mascia
Hola Hola gente maravillosa!! Regresamos después de las vacaciones ya no el domingo sino el jueves.
Bienvenidos a todos,
Buenos días, tardes o noches, según el País donde estés conectado un cordial saludo para todos.
Gracias por seguir en este maravilloso espacio donde la presencia de cada uno de ustedes es muy bienvenida.
Junto a Pietro La Barbera continuamos nuestra búsqueda de la “Verdadera Belleza” conociendo el alma especial de Marcela Barrientos -Argentina
Biodata
Mí nombre es Marcela Barrientos, soy argentina, escritora hace más de veinte años, miembros de grupos literarios y sociales, tengo cuatro programas que salen en vivo de martes a viernes todas las semanas por distintas radios de Internet: El arte del Encuentro en su dos formatos, poesias y música y entrevistas , Cómplices de letras y Tiempo de Mujer .
Creadora del espacio de Facebook llamado “El Arte del Encuentro_ Arte y Cultura en vivo” programa gravado bimensual con temas de actualidad unidos al arte. Gestora cultural en Ferias Virtuales del libro desde 2020, miembro de Grito de Mujer y Secretaria de prensa internacional de la asociación uruguya Aulha.
Autora de cinco libros virtuales que se hallan en Calameo y la página Biblioteca de las Naciones en Facebook. Participé como invitada en varias Antologías físicas y en pdf .Recientemente salió en Amazon y Pymedia mi primer libro de poesías: Buscadora de palabras.Mi segundo libro , ” Nací” , solo está en Amazon Kindle.
1. ¿Cómo se transforma el sentido de nuestras vidas cuando dejamos de buscar solo la felicidad individual y comenzamos a cultivar el bien común?
Es muy interesante la pregunta, yo escribí varios poemas que reflejan la gran transformación que es ir del yo al nosotros, porque somos esencialmente sociales, incluso es la especie que más demora en crecer y poder ser independiente. Cuando uno crece y se abre al.mundo debe ser a través del servicio, en la profesión que sea, es un servicio al otro, mayormente elegido por vocación por lo que debería ser en beneficio del otro no solo el.personal.
La vida es más plena cuando logramos ese intercambio que ayuda al bien común aportando cada uno su granito de arena.
2. ¿Puede la solidaridad considerarse una forma de arte, un acto creativo que transforma el dolor y la soledad en belleza compartida?
Sí, es una forma metafórica de ver la solidaridad, ya que es entrega como el arte. Se necesita una gran sensibilidad tanto para ser solidarios como para ser artista.
3. ¿Qué responsabilidad tenemos, como seres humanos, de dejarle al mundo un lugar más armonioso, justo y poético que el que encontramos?
Tenemos mucha responsabilidad, no solo derechos. Debemos tener en claro que somos parte del planeta y compañeros de toda la naturaleza y que debe quedar de herencia para los que nos siguen. Lo tenían muy en claro nuestros ancestros aborígenes, solo cazaban, pescaban o recolectaban lo estrictamente necesario. Ahora se desperdicia mucho porque los ricos almacenan comida mientras a los pobres les hace falta alimentos.
En cuanto a la poesía, o cualquier arte, creo que viene en nuestro adn humano y nunca vamos a dejar de producirla.
4. ¿Puede el arte realmente enseñarnos a comprender mejor a los demás, o es simplemente un espejo de nuestros propios deseos y miedos?
En este sentido creo que ambas, nace desde nuestro interior como un medio para reflejar nuestros sentimientos, los buenos y los malos, los que nos construyen y los que nos destruyen. Pero una vez libres se asocian al lector y eso puede generar nuevas maneras de ver las cosas. Una cierta empatía que nos saca de ser solo un ” yo”.
También en mi caso muchos de mis poemas son una forma de poner voz a lo que le sucede a otras personas, ponerme en la piel de los que están sufriendo el horror de la guerra por ejemplo.
5. Si aprendiéramos a ver a cada persona como una obra de arte única e irrepetible, ¿cómo cambiarían nuestras relaciones y nuestra forma de experimentar la sociedad?
Creo que aprenderíamos a respetar su papel dentro de la sociedad, valoraríamos su esencia y su aporte. Todos somos imperfectos pero también todos tenemos virtudes y talentos para compartir. Una que se siente persona valorada es un bien para todos.
6. ¿Es posible que el verdadero sentido de la vida no resida en lo que poseemos o creamos para nosotros mismos,y sino en lo que damos a los demás, en silencio, sin expectativas?
Sí, lo es. Porque la vida es un camino hacia la muerte, y nada nos llevamos, simplemente dejamos lo que hicimos con amor. Hacer un show de lo que hacemos no nos convierte en mejores personas.
Hay más personas que en silencio hacen cosas maravillosas y no tienen publicidad.
Las semillas crecen en silencio, y si nadie se interpone, da frutos que sirven para continuar existiendo.
7. ¿Cómo podemos, a través del arte, el diálogo y la solidaridad, restaurar la capacidad del mundo para maravillarse, incluso en sus heridas más profundas?
Sembrando un arte lleno de esperanza, que cure las heridas, que genere empatía y perdón, que recuerde que el mal y el odio no son el camino, porque destruyen y se enceguese ante la única verdad: todos somos humanos, todos debemos tener las mismas oportunidades de vivir en paz, no tenemos derecho a destruir la vida de nadie, ni con drogas, ni con guerras ni con esclavizaciones de ningún tipo.
A la larga, muere tanto el rico como el pobre, el que se cree inmortal es un necio.
8. Si la belleza fuera un lenguaje universal de paz y conexión, ¿cómo podríamos aprender a hablarlo todos los días, en nuestras acciones cotidianas?
A través de la reflexión, dejando de ser impulsivos, nos jactamos de ser los únicos seres pensantes de la tierra y creo que no nos sirvió de nada, que lo usamos para el mal, para el egoísmo, para generar divisiones.
Si aprendemos a entender que vale más un gesto de amor , que puede multiplicarse y encender una mirada distinta donde la conexión no sea tener Internet, sino tener empatía y saber que todo pertenece a Dios.
1- Título: Yo soy la paz
Yo soy la paz,
nací del murmullo de un río que abraza las piedras
y del viento que no hiere, solo acaricia.
Camino descalza entre los cuerpos cansados,
mi aliento huele a tierra mojada y pan recién horneado.
No grito, pero mi voz se escucha
en el silencio donde el otro no es un enemigo,
sino un espejo posible.
Mi piel no distingue fronteras,
mi corazón no sabe de razas,
late en todos los idiomas del amor.
Me alimento de actos pequeños:
una mano que no se cierra,
una palabra que no humilla,
una mirada que consuela.
Donde hay escucha, habito.
Donde hay ternura, florezco.
No busco héroes, sino almas dispuestas
a sembrarme en sus gestos cotidianos.
Soy la sombra fresca bajo el árbol compartido,
el hilo invisible que une sin atar,
la tinta con la que se escriben futuros justos.
Pero también me canso.
Me quiebran las balas que atraviesan la infancia,
los muros que dividen,
las lenguas afiladas que rasgan la dignidad.
No puedo nacer donde reina el desprecio.
A ustedes vengo con los brazos abiertos,
sin coronas ni banderas,
solo con la esperanza por vestido.
Denme espacio, denme tiempo,
denme gestos de bondad.
Yo soy la paz.
Y quiero ser parte de la humanidad.
Marcela Barrientos 25-06-2025 Derechos de autora reservados Argentina
2- Título: “El latido de la tinta”
Un libro es un semillero de letras,
un inmenso jardín sembrado de ideas,
con raíces que brotan del alma
y pétalos que florecen en cada lector.*
En cada página vive
el susurro de un autor,
la caricia de su tiempo,
la huella de su voz.
Robarle su canción
es arrancar el sol de su cielo,
es apagar la lámpara
que encendió con sus propios sueños.
Decir no al plagio
es proteger el fuego sagrado
de quien transforma el silencio
en una mágica melodía escrita.
Honremos su tinta,
porque cada libro es un corazón
que late al ritmo de su autor
y no hay copia
que pueda imitar su verdad.
Marcela Barrientos 06/04/2025
Derechos de autora reservados Argentina
3- Título: Cuerpos en partitura
El cuerpo se convierte en instrumento,
y la música en pincel del aire.
Un paso, un giro, un vuelo:
la danza escribe sin palabras
lo que el alma no se atreve a decir.
Cada músculo es verso,
cada compás, una emoción que vibra
en la piel que escucha con los pies,
en la espalda que canta en silencio.
La danza no habla,
pero dice todo:
es el eco de un tambor
en la curva de la cadera,
el vaivén del violín
dibujando alas en los brazos.
Hoy celebramos esa magia:
la unión perfecta entre el ritmo
y la carne,
entre el arte que suena
y el arte que se mueve.
Porque en la danza,
la música tiene cuerpo,
y el cuerpo…
se vuelve música.
Marcela Barrientos 06/04/2025
Derechos de autora reservados Argentina
https://www.youtube.com/watch?v=bSVqKJgxvVw
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