Foto cortesia di Azza Al Qubaisi
Azza Al Qubaisi: l’artista visiva che ha reinventato il patrimonio emiratino attraverso l’arte contemporanea
Intervista di: Donia Sahib – Iraq
L’artista e designer emiratina Azza Al Qubaisi è un esempio vivente del potere creativo e dell’innovazione delle donne emiratine. Attraverso le sue diverse opere —che spaziano da gioielli e sculture interattive a installazioni su larga scala— ha messo in risalto l’estetica del patrimonio emiratino presentandola in uno spirito contemporaneo che si armonizza con il design dell’arte moderna.
La sua partecipazione a importanti mostre internazionali come Expo Milano ed Expo Dubai ha segnato tappe fondamentali, rafforzando la sua presenza artistica e introducendo il mondo all’identità emiratina attraverso una rinnovata lente creativa. Con una visione che fonde belle arti e artigianato tradizionale, Al Qubaisi si è assicurato un posto di rilievo tra i principali nomi artistici degli Emirati Arabi Uniti e della regione del Golfo.
Traendo ispirazione dall’ambiente locale —dal burqa e dalle fronde di palma alle dune del deserto— trasforma questi elementi in opere interattive che portano l’identità del luogo ed evidenziano il rapporto tra gli esseri umani e il loro ambiente. Il suo viaggio è diventato così un ponte culturale, trasportando il patrimonio emiratino nel regno dell’arte globale, espresso in un linguaggio visivo contemporaneo che risuona universalmente.
La conversazione con lei si è svolta in modo interattivo, andando oltre le semplici domande fino a un dialogo coinvolgente sulle tappe fondamentali del suo percorso artistico e creativo. Ciò ha conferito all’intervista uno spirito vibrante che riflette sia la profondità della sua esperienza sia la ricchezza della sua visione.
—
• Chi è Azza Al Qubaisi come persona, prima di diventare artista, designer di gioielli e scultrice?
Prima di diventare un’artista, ero una bambina che vedeva la bellezza nei piccoli dettagli, collezionava oggetti del deserto e del mare e amava trasformarli in qualcosa di significativo. Nel profondo, ero sempre alla ricerca di espressione—un modo per dire chi sono senza parole. L’arte è diventata il ponte tra me e il mondo.
—
• Quali sono le tappe più significative del tuo percorso artistico che hanno plasmato la tua distinta identità di artista visivo, designer di gioielli e scultrice?
La mia formazione a Londra nel 1997 mi ha dato il mio primo vero inizio e da lì ho iniziato a plasmare una visione artistica che portava la mia impronta digitale. Partecipare a mostre internazionali, progettare premi nazionali come la “Coppa Mubadala” e rappresentare il mio Paese in forum artistici globali sono stati momenti decisivi che hanno consolidato la mia identità artistica, dove ho potuto fondere la mia eredità emiratina con la mia voce personale di artista.
—
• Le tue opere spesso fondono l’autentica eredità emiratina con la visione contemporanea. Come interpreti questa dualità nella tua filosofia artistica?
Credo che la vera arte non cancelli il passato né rimanga confinata in esso—si basa su di esso. Traggo ispirazione dal patrimonio degli Emirati, che fa parte della nostra memoria collettiva, e lo riformulo attraverso una visione contemporanea che parla al nostro presente e apre finestre verso il futuro. Per me questa dualità non è una contraddizione ma un’armonia.
—
• Molte delle tue opere combinano solidità e morbidezza, e materiali naturali con un design raffinato. Cosa esprime questa miscela nella tua visione e che impatto ha sulle generazioni più giovani?
Le mie opere bilanciano i contrasti: la solidità del metallo con la morbidezza della forma, la ruvidità della natura con la delicatezza del design. Questo equilibrio riflette la mia prospettiva sulla vita di donna emiratina —forte e sensibile. Credo che questo simbolismo ispiri le generazioni più giovani ad apprezzare la bellezza nei contrasti e a comprendere che l’identità può essere espressa in molte forme diverse.
—
• Hai lanciato l’iniziativa “Tocco di creatività” per sostenere i giovani talenti. Qual è l’importanza di questa iniziativa e quali sono stati finora i suoi principali risultati?
“Touch of Creativity” è nato dalla mia profonda convinzione nella necessità di aprire le porte alle generazioni future. L’iniziativa ha dato ai giovani la possibilità di scoprire le proprie capacità creative e di realizzare opere che riflettano chi sono. Ciò che mi rende più felice è che alcuni di loro hanno continuato su questa strada e hanno avviato i propri progetti. Può essere un piccolo contributo, ma ha un impatto duraturo nel coltivare una generazione creativa.
—
• Come si sviluppa solitamente un’idea progettuale? Deriva da un momento di ispirazione o da una pianificazione deliberata?
A volte l’idea nasce come una scintilla improvvisa, altre volte come risultato di un lungo viaggio di riflessione. Osservo, ascolto e sento— a volte un pezzo di fronda di palma o un’ombra sulla sabbia aprono la porta a un nuovo design. Ma dopo quel momento iniziale, c’è ricerca, pianificazione e sperimentazione fino a quando il pezzo raggiunge la sua forma finale, in equilibrio tra concetto ed esecuzione.
—
• Quali sono le tue ambizioni future? Hai progetti imminenti attraverso i quali miri a lasciare un nuovo segno?
Aspiro ad espandermi ulteriormente nelle sculture dello spazio pubblico, a creare opere che interagiscano con le comunità e arricchiscano il paesaggio visivo delle città. Ho progetti in programma a livello locale, regionale e internazionale e spero che ognuno di essi diventi un nuovo ponte tra me e le persone.
—
• Come definiresti il tuo messaggio artistico?
Il mio messaggio artistico è un dialogo continuo tra passato e presente. È uno specchio che riflette la mia identità di emiratino, musulmano, donna ed essere umano. Credo che l’arte non sia solo un mezzo di espressione ma anche un mezzo di trasformazione —di avvicinare le culture e di piantare semi di rispetto e apprezzamento per l’altro.
Azza Al Qubaisi: The Visual Artist Who Reimagined Emirati Heritage Through Contemporary Art
Interview by: Donia Sahib – Iraq
The Emirati artist and designer Azza Al Qubaisi stands as a living example of the creative power and innovation of Emirati women. Through her diverse works—ranging from jewelry and interactive sculptures to large-scale installations—she has highlighted the aesthetics of Emirati heritage while presenting it in a contemporary spirit that harmonizes with modern art design.
Her participation in major international exhibitions such as Expo Milano and Expo Dubai marked pivotal milestones, reinforcing her artistic presence and introducing the world to the Emirati identity through a renewed creative lens. With a vision that fuses fine arts and traditional crafts, Al Qubaisi has secured a distinguished place among the leading artistic names in the UAE and the Gulf region.
Drawing inspiration from the local environment—from the burqa and palm fronds to desert dunes—she transforms these elements into interactive works that carry the identity of place and highlight the relationship between human beings and their environment. Her journey thus became a cultural bridge, transporting Emirati heritage into the realm of global art, expressed in a contemporary visual language that resonates universally.
The conversation with her unfolded interactively, going beyond mere questions to an engaging dialogue about the milestones of her artistic and creative journey. This gave the interview a vibrant spirit reflecting both the depth of her experience and the richness of her vision.
—
• Who is Azza Al Qubaisi as a person, before being an artist, jewelry designer, and sculptor?
Before I became an artist, I was a child who saw beauty in small details, collecting things from the desert and the sea, and loving to transform them into something meaningful. Deep inside, I was always searching for expression—a way to say who I am without words. Art became the bridge between me and the world.
—
• What are the most significant milestones in your artistic journey that shaped your distinct identity as a visual artist, jewelry designer, and sculptor?
My education in London in 1997 gave me my first true beginning, and from there I started to shape an artistic vision that bore my own fingerprint. Participating in international exhibitions, designing national awards such as the “Mubadala Cup,” and representing my country in global artistic forums were defining moments that solidified my artistic identity, where I was able to merge my Emirati heritage with my personal voice as an artist.
—
• Your works often merge authentic Emirati heritage with contemporary vision. How do you interpret this duality in your artistic philosophy?
I believe that true art neither erases the past nor remains confined within it—it builds upon it. I draw inspiration from Emirati heritage, which forms part of our collective memory, and reframe it through a contemporary vision that speaks to our present and opens windows toward the future. For me, this duality is not a contradiction but a harmony.
—
• Many of your works combine solidity with softness, and natural materials with refined design. What does this blend express in your vision, and how does it impact younger generations?
My works balance contrasts: the solidity of metal with the softness of form, the roughness of nature with the delicacy of design. This equilibrium reflects my perspective on life as an Emirati woman—both strong and sensitive. I believe this symbolism inspires younger generations to appreciate beauty in contrasts, and to understand that identity can be expressed in many different forms.
—
• You launched the “Touch of Creativity” initiative to support young talents. What is the importance of this initiative, and what have been its key outcomes so far?
“Touch of Creativity” was born from my deep belief in the need to open doors for future generations. The initiative gave young people the chance to discover their creative abilities and produce works that reflect who they are. What makes me happiest is that some of them continued on this path and established their own projects. It may be a small contribution, but it has a lasting impact in nurturing a creative generation.
—
• How do you usually develop a design idea? Does it stem from a moment of inspiration, or from deliberate planning?
Sometimes the idea comes like a sudden spark, and sometimes as the result of a long journey of reflection. I observe, listen, and feel—sometimes a piece of palm frond or a shadow on the sand opens the door to a new design. But after that initial moment, there is research, planning, and experimentation until the piece reaches its final form, balanced between concept and execution.
—
• What are your future ambitions? Do you have upcoming projects through which you aim to leave a new mark?
I aspire to expand further into public-space sculptures, to create works that interact with communities and enrich the visual landscape of cities. I have upcoming projects on local, regional, and international levels, and I hope each of them becomes a new bridge between me and people.
—
• How would you define your artistic message?
My artistic message is a continuous dialogue between past and present. It is a mirror that reflects my identity as an Emirati, a Muslim, a woman, and a human being. I believe that art is not only a means of expression but also a means of transformation—of bringing cultures closer together, and of planting seeds of respect and appreciation for the other.







