Foto cortesia della copertina del libro della poetessa Jamil Maazaran – Libano meridionale – Rayhanat Al Arab.
Una lettura della filosofia del linguaggio narrativo espressivo nella raccolta: Weaving the Conscience – della poetessa: Jamila Mazraani – Libano meridionale – Rayhanat Al Arab.
Di: Karim Abdullah – Iraq.
Prima di iniziare a scrivere un’introduzione alla raccolta di poesie della poetessa Jamila Mazraani, dobbiamo innanzitutto comprendere il concetto di “poesia narrativa espressiva”.
Se la narrazione nella prosa tradizionale significa narrazione o racconto, e assume la forma di un discorso, una lettera o una descrizione, allora la narrazione in poesia, in particolare nella poesia narrativa espressiva, è “narrazione non per lo scopo della narrazione”. È una narrazione che si oppone alla narrazione e resiste al tempo lineare. Non è intesa a trasmettere una storia o una narrazione, ma piuttosto è impiegata per scopi puramente suggestivi, simbolici ed emozionali, elevando il valore del linguaggio e liberandolo dalla sua funzione dichiarativa. Nella poesia narrativa espressiva, non troviamo un tema specifico, personaggi o un evento spaziotemporale chiaro come nella narrativa o nei romanzi. Piuttosto, ci troviamo di fronte a una manifestazione emotiva interiore, traboccante di linguaggio e spinta al limite dello stupore. Questo tipo di poesia si preoccupa meno di “ciò che viene detto” che di “come viene detto”, e di come il linguaggio sprigioni il suo massimo potenziale nel rappresentare emozioni e passioni.
Per quanto riguarda l’espressionismo, si tratta dell’uso di un linguaggio carico di emozioni e passioni, che trae la sua energia dal sé stesso del poeta. Parla del suo essere più profondo, della sua ansia, della sua gioia, dei suoi ricordi e delle sue ferite, attraverso un alto grado di condensazione linguistica e sorprendenti cambiamenti stilistici, aprendo al lettore finestre sul mondo interiore nascosto del sé creativo.
La poesia narrativa espressiva è scritta sotto forma di paragrafi in prosa coesi, senza divisioni, spazi o interruzioni. Piuttosto, emerge come una massa unica e coesa, orizzontale nella forma, verticale nel sentimento, densa nel suo immaginario poetico e traboccante di radiosa energia emotiva.
La raccolta di poesie della poetessa Jamila Mazraani è un esempio lampante di questa moderna tendenza poetica. È più di semplici testi poetici; è un’esperienza emotiva vibrante, che esprime un sé femminile ansioso e consapevole, permeato da un vivo senso di patriottismo e umanità. In questa raccolta, leggiamo gli specchi e le increspature del sé, la rivoluzione della memoria e la seduzione del linguaggio che si trasforma in uno strumento di resistenza e una voce di protesta e, allo stesso tempo, in un inno alla bellezza.
Questa raccolta è un invito aperto a lettori, critici e studiosi a esplorare, riflettere e approfondire l’estetica del linguaggio poetico intessuto dalla poetessa, dove il linguaggio si trasforma in un essere vivo e vibrante, capace di provocare la coscienza e rivelare gli aspetti nascosti del sé e dell’universo. Non c’è dubbio che questa raccolta, con la sua specificità formale e sostanziale, costituirà un importante punto di riferimento nello studio del poema narrativo espressivo e un fertile spazio critico per letture multidimensionali che dialogano con il linguaggio, il sé e il mondo da una nuova prospettiva poetica.
Introduzione:
Al cospetto della poesia, dove le parole pulsano con lo spirito del Sud, la poetessa Jamila Mazraani emerge come un fiore profumato, diffondendo la fragranza delle lettere lungo le rive della coscienza. Non è semplicemente una voce femminile che canta la bellezza o il desiderio, ma piuttosto la voce del dolore ereditato, l’eco della terra soffocata dal tradimento e il palpitare della memoria in un tempo che si affida al desiderio e non offre altro che perdita.
“Tessere la coscienza” non è semplicemente una raccolta di poesie; È un delicato tessuto di fili di dolore, consapevolezza e passione, intessuto con la cura delle dita della poetessa, una donna che porta con sé le preoccupazioni del Sud e vede con un terzo occhio la fragilità del momento, l’appassire della pioggia e il bruciore dell’infanzia. In ogni poesia, Mazraani ci presenta un linguaggio saturo di simbolismo, intriso di narrazione espressiva, dove la retorica si interseca con la biografia, il sé si fonde con la patria e l’inchiostro diventa un’estensione del sangue. In “La fragilità dell’attimo”, la poetessa afferra le redini del tempo fugace, osservandone le trasformazioni e mettendo a nudo i capitoli dell’assenza e dell’estinzione, come se stesse raccontando la fragilità dell’essere umano in un’epoca di perdite successive. Poi, in “L’eredità degli antenati”, la vediamo riversare il dolore dell’appartenenza e reclamare la patria dalle bocche dell’esilio, piantandola nei ricordi dei giovani e nei quaderni dell’infanzia, come se stesse scrivendo un ultimo inno di lealtà prima che il significato venga cancellato sotto le macerie dell’incuria. In “Ossessioni di sterilità”, Jamila Mazraani combina magistralmente la siccità naturale e spirituale, dove la pioggia simboleggia l’amore e la sterilità, metafora della perdita di sicurezza e di sentimenti sinceri. In “Il tuo suolo dorato”, compone un’elegia per la patria, a volte con l’orgoglio del vincitore, a volte con l’angoscia del lutto, gridando in faccia a coloro che hanno svenduto la terra e la storia: “Che chi piange per te, mia patria, non viva!”. In questa raccolta, la poetessa si affida a una profonda filosofia poetica, usando il linguaggio non come strumento di comunicazione, ma come atto di resistenza e arma per una rivelazione sincera. Si affida alla memoria come ultima terra ancora da confiscare e alla poesia come rifugio in un tempo in cui le coscienze sono state esiliate.
Ogni poesia qui è un capitolo nella storia di un dolore collettivo, che attraversa il cuore di una donna che scrive mentre respira, evocando il Sud non solo come geografia, ma come entità emotiva, storica e umana, pulsante di sangue, martiri, sorgenti e dolore.
“Tessere la coscienza” è un viaggio poetico per una persona stanca che non si stanca mai d’amore, per una patria la cui luce non svanisce mai negli occhi, per ricordi che non arrugginiscono mai e per una lettera che ha dato vita dal grembo della sofferenza a una lingua che non muore mai.
Congratulazioni alla poesia per una poetessa che custodisce le sue braci e non brucia mai, ricamando il desiderio in un tempo arido.
Karim Abdullah
Iraq – Baghdad
26 maggio 2025
قراءة في فلسفة اللغة السردية التعبيرية في ديوان : نسج الوجدان – للشاعرة : جميلة مزرعاني – لبنان الجنوب – ريحانة العرب.
بقلم : كريم عبدالله – العراق .
قبل البدء بكتابة مقدمة لديوان الشاعرة جميلة مزرعاني، لا بد من الوقوف أولًا على مفهوم “القصيدة السردية التعبيرية”.
فإذا كان السرد في النثر التقليدي يعني الحكي أو القصّ، ويأخذ شكل خطاب، رسالة، أو وصف، فإن السرد في الشعر، وتحديدًا في القصيدة السردية التعبيرية، هو “سرد لا بقصد السرد”. إنه السرد الذي يُمانع الحكاية ويقاوم الخطية الزمنية، حيث لا يُراد به إيصال قصة أو رواية، بل يُوظَّف لغايات إيحائية، رمزية، وشعورية بحتة، تُعلي من قيمة اللغة وتحرّرها من وظيفتها التقريرية.
في القصيدة السردية التعبيرية، لا نجد ثيمة محددة، ولا شخصيات، ولا حدثًا زمكانيًا واضحًا كما في السرد القصصي أو الروائي. بل إننا بإزاء تجلٍّ شعوريّ داخليّ، يفيض باللغة ويدفعها إلى تخوم الدهشة. إن هذا النوع من الشعر، لا يهتم بـ”ماذا يُقال” بقدر ما يُعنى بـ”كيف يُقال”، وكيف تُفجّر اللغة إمكاناتها القصوى في تصوير العاطفة والانفعال.
أما عن التعبيرية، فهي استخدام لغة مشحونة بالمشاعر والانفعالات، تستمد طاقتها من الذات الشاعرة نفسها، فتتحدث عن دواخلها، عن قلقها، فرحها، ذاكرتها، وجروحها، عبر تكثيف لغويّ عالي، وانزياحات أسلوبية مبهرة، تفتح أمام القارئ نوافذ على العالم الداخلي الخفيّ للذات المبدعة.
تُكتب القصيدة السردية التعبيرية على شكل فقرات نثرية متلاحمة دون تشطير أو بياضات أو تقطيعات، بل تأتي ككتلة واحدة متماسكة، أفقيّة الشكل، عامودية الشعور، عالية الكثافة في صورها الشعرية، وممتلئة بطاقة شعورية متوهّجة.
وديوان الشاعرة جميلة مزرعاني هو نموذج بارز لهذا الاتجاه الشعري الحديث. إنه أكثر من مجرد نصوص شعرية؛ بل هو تجربة شعورية طافحة، تعبّر عن ذات أنثوية قلقة، واعية، مشبعة بحس وطني وإنساني حادّ. نقرأ في ديوانها هذا مرايا الذات وتموجاتها، ثورة الذاكرة، وغواية اللغة حين تتحول إلى أداة مقاومة وصوت احتجاج، وفي الوقت نفسه إلى نشيد جمال.
هذا الديوان دعوة مفتوحة للقارئ، الناقد، والدارس، للاطلاع والتأمل، والاستزادة من جماليات اللغة الشعرية التي تنسجها الشاعرة، حيث تتحول اللغة إلى كائن حيّ، نابض، قادر على استفزاز الوعي وكشف المستور من النفس والكون.
ولا شك أن هذا الديوان، بما يحمله من خصوصية شكلية ومضمونية، سيكون مرجعًا مهمًا في دراسة القصيدة السردية التعبيرية، ومساحة نقدية خصبة لقراءات متعددة الأبعاد، تحاور اللغة، والذات، والعالم من منظور شعري جديد.
المقدمة :
في حضرة القصيدة، حيث تنبض الكلمات بروح الجنوب، تتجلى الشاعرة جميلة مزرعاني كريحانة تنثر عبق الحرف على ضفاف الوجدان. هي ليست مجرد صوت نسائي يُنشد الجمال أو الحنين، بل هي صوت الوجع المتوارث، وصدى الأرض حين تُخنق بالخذلان، ورفيف الذاكرة في زمن يتكئ على الحنين ولا يمنح سوى الفقد.
“نسج الوجدان” ليس مجرد ديوان شعري، بل هو نسيج دقيق من خيوط الألم والوعي والوجد، حاكته أنامل الشاعرة بعناية أنثى تحمل همّ الجنوب وتبصر بعينٍ ثالثة هشاشة اللحظة واحتباس المطر واحتراق الطفولة. في كل قصيدة تطالعنا مزرعاني بلغةٍ مشبعة بالرمز، موغلة في السرد التعبيري، حيث تتقاطع البلاغة مع السيرة، وتتماهى الذات بالوطن، ويصبح الحبر امتدادًا للدم.
في قصيدة “هشاشة اللحظة”، تمسك الشاعرة بزمام الزمن الهارب، تراقب تحوّلاته، وتعرّي فصول الغياب والانطفاء وكأنها تؤرّخ لانكسار الكائن الإنساني في عصر الخسارات المتلاحقة. ثم نراها في “إرث الجدود” تسكب وجع الانتماء وتسترجع الوطن من فم الغربة، تزرعه في ذاكرة الصغار ودفاتر الطفولة، كأنها تكتب نشيد الولاء الأخير قبل أن يُطمس المعنى تحت ركام التجاهل.
أما في “وساوس الجدب”، فتجيد جميلة مزرعاني المزاوجة بين القحط الطبيعي والروحي، حيث المطر رمز للحب، والجدب استعارة لفقدان الأمان والمشاعر الصادقة. وفي “ثراك الذهب”، تصوغ مرثية للوطن، تارة بفخر المنتصر، وتارةً بلوعة المكلوم، لتصرخ في وجه من باع الأرض والتاريخ: ما عاش من يبكيك يا وطني!
في هذا الديوان، تتكئ الشاعرة على فلسفة شعرية عميقة، تتوسّل اللغة لا كأداة تواصل، بل كفعل مقاومة، وسلاح للبوح الصادق. فهي تُراهن على الذاكرة كأرض أخيرة لم تُصادر بعد، وعلى القصيدة كملاذٍ في زمنٍ باتت فيه الضمائر منفية.
كل قصيدة هنا، فصل من سيرة وجع جماعي، يمر عبر قلب أنثى تكتب كما تتنفس، وتستحضر الجنوب لا كجغرافيا فحسب، بل ككيان عاطفي وتاريخي وإنساني، ينبض بالدماء والشهداء والينابيع والأسى.
“نسج الوجدان” هو سفرٌ شعريّ لمتعبٍ لا يكلّ من الحبّ، لوطنٍ لا يخبو نوره في العين، لذكريات لا تعرف الصدأ، ولحرفٍ أنجب من رحم المعاناة لغة لا تموت.
هنيئًا للقصيدة بشاعرة تُمسك بجمرها ولا تحترق، وتُطرّز الحنين في زمنٍ جاف.
كريم عبد الله
العراق – بغداد
26/5/ 2025
Leggi anche 👇
https://alessandria.today/2025/08/29/il-prof-kareem-abdullah-iraq-dalla-lettura-della-filosofia-del-linguaggio-narrativo-espressivo-nella-raccolta-weaving-the-conscience-della-poetessa-jamila-mazraani-libano-meridionale-rayhan/