Foto cortesia di Euranie Cryzz
Anima Mundi
(Euranie Cryzz)
Saggio critico a cura di
Prof. Marangoni
Critico e Curatore d’Arte
New Digital Art Gallery SeaCity, Southampton, Hampshire, Regno Unito
L’opera si presenta come una potente allegoria visiva in cui la figura femminile, interamente costituita da acqua, emerge da un vortice oceanico e regge il pianeta Terra tra le mani. La scena è avvolta da un cosmo blu e violaceo, attraversato da bagliori e nebulose, in cui il mare e lo spazio si fondono in un continuum cromatico. La composizione adotta uno schema centripeto: il vortice conduce lo sguardo verso la mano e il globo, punto focale assoluto, reso con colori più vari e luminosi rispetto al resto dell’immagine. La luce proviene dal pianeta stesso, che irradia un’aureola attenuata sul volto della figura, creando un effetto di controluce morbido e avvolgente. La linea del corpo descrive un’ampia curva a “S” che armonizza dinamismo e grazia, mentre la capigliatura si dissolve in onde e spuma, conferendo continuità visiva tra figura e ambiente.
Il titolo rimanda alla tradizione filosofica dell’Anima Mundi, principio vitale che anima e unifica ogni parte dell’universo. Qui tale principio prende forma nell’acqua, elemento originario secondo Talete e simbolo universale di rigenerazione, purezza e ciclicità. La creatura non rappresenta una divinità antropomorfa del mare, ma l’acqua stessa, personificata come custode del globo.
Il pianeta, luminoso e sospeso nel palmo della mano, non è in posizione di dominio, bensì di protezione. L’immagine suggerisce un legame di reciproca dipendenza: l’acqua dà vita alla Terra e, allo stesso tempo, ne riceve la propria identità e ragione d’essere. Il vortice alla base diventa metafora del ciclo eterno di trasformazione marea, evaporazione, condensazione e della forza generativa che l’acqua esercita senza mai esaurirsi.
Riferimenti culturali e universali
L’opera si inserisce in un immaginario che attraversa culture e tempi:
Filosofia antica: l’acqua come arché, origine di ogni cosa.
Tradizioni religiose: simbolo di rinascita e purificazione.
Pensiero orientale: forza che vince per adattabilità e fluidità.
Ecologia contemporanea: richiamo alla fragilità degli equilibri idrici e alla responsabilità collettiva verso la salvaguardia delle risorse naturali.
Anima Mundi di Euranie Cryzz si vuole distinguere per l’equilibrio tra rigore compositivo e potenza evocativa. L’autrice ha saputo coniugare maestria tecnica evidenziata nella resa luministica e nella fusione tra figura e ambiente con una visione universale che parla direttamente alla coscienza contemporanea. L’acqua, resa protagonista assoluta, non è soltanto elemento pittorico, ma veicolo di un messaggio filosofico ed ecologico di forte attualità.
Quest’opera capace di unire mito, scienza e sensibilità etica in un’unica immagine, desidera proporsi come simbolo del legame inscindibile tra umanità e pianeta, tra materia e spirito, tra vita indissolubilmente legata all’importanza dell’acqua.
Osservazione tecnica
Materia e resa: l’immagine appare realizzata con linguaggio pittorico di matrice digitale/illustrativa. Dominano velature luminose, sfumature continue e campiture trattate “ad aerografo”, con rim light intenso sul profilo della figura e micro-testure a spruzzo per la spuma.
Tavolozza: prevalgono blu, turchesi e ciano; controcampi di magenta-violetto nelle nebulose creano un contrasto caldo/freddo che porta lo sguardo al globo, unico pieno di verdi e ocra, così da far “respirare” il blu circostante.
Luce: sorgente principale interna (il pianeta) che irradia un’aureola; la controluce scandisce volumi e silhouette. La brillantezza della spuma è resa con alte luci quasi additive; le ombre restano morbide e profonde.
Tratto e texture: i filamenti d’acqua dei capelli e i bordi frastagliati delle onde alternano bordi duri (energia, direzione) a bordi morbidi (vapore, nebulosa). La continuità del segno genera unità formale tra mare, corpo e capigliatura.
Composizione
Impianto vorticoso: il corpo nasce da un gorgo; la spirale guida lo sguardo dalla base verso la mano e il globo. È una composizione centripeta, che concentra significato e luce nell’orbita terrestre.
Linea-S e dinamica: il profilo della figura descrive una S ampia, classico espediente per coniugare grazia e movimento. Il grande pieno a sinistra (onda/capigliatura) bilancia il vuoto cosmico a destra.
Gerarchia visiva: tre fuochi – volto in penombra, mano aperta, sfera terrestre. La scala monumentale della figura rispetto al pianeta accentua la metafora senza sacrificare la lettura del dettaglio geologico.
Dettagli iconografici legati all’Acqua
Capelli-onda: cresta e frangenti diventano chiome; la spuma funzione come “pennellata viva” che imprime direzione e tempo (l’attimo del frangersi).
Pelle liquida: pattern ondulati sul busto cancellano il confine tra figura e mare: la creatura è l’acqua stessa, non una donna immersa.
Vortice basale: forma a imbuto che richiama l’origine e la risalita dell’energia; sul piano pittorico, ancora lo spazio e previene la dispersione del blu.
Cosmo acquoreo: le nebulose hanno cromie marine; l’opera unifica oceano e spazio, ricordando la Terra come pianeta blu e connettendo micro e macro-cosmo.
Riferimenti culturali e simbolici dell’elemento Acqua
Filosofia antica: richiamo a Talete, per cui l’acqua è arché, principio di tutte le cose; la personificazione converge anche con figure mitiche del mare (Okeanos, Teti, Thalassa) e con archetipi di madri acquee presenti in molte culture (dal culto di fiumi sacri alle divinità protettrici dei naviganti).
Tradizioni religiose: l’acqua come purificazione e rinascita (immersione, lavacro, battesimo) trova eco nell’aura che avvolge il pianeta; luce e liquido coincidono come segno di vita rinnovata.
Pensiero orientale: la duttilità che vince per cedevolezza (topos taoista) è visualizzata nella morbidezza delle linee contrapposta alla forza delle onde.
Ecologia culturale: la centralità del globo in mano all’acqua esplicita la dipendenza della biosfera dai cicli idrici: la figura non “crea” la Terra, ma la mantiene. L’opera si presta così a una lettura contemporanea di responsabilità idrica e climatica.
Significato e lettura filosofica
Il titolo Anima Mundi evoca la tradizione platonico-stoica della “anima del mondo”, principio vitale che unifica il cosmo. Qui l’energia vitale è acqua personificata: non semplice elemento naturale, ma matrice generativa che sostiene il globo. La scelta di fare del pianeta una fonte di luce rovescia l’icona della torcia: è la Terra-acqua a illuminare la figura che la sorregge, in un circuito di reciproca dipendenza.
Il gorgo da cui nasce il corpo allude alla ciclicità (marea, evaporazione/condensazione) e alla capacità dell’acqua di trasformare senza perdere identità, rimando a idee alchemiche di solutio e rigenerazione. La postura raccolta e la mano a coppa suggeriscono cura più che dominio: un’etica della custodia, non dell’appropriazione.
Anima Mundi costruisce, con lessico luminoso e composizione a vortice, un’icona potente dell’Acqua come principio vitale, ciclico e relazionale. La coerenza tra scelta cromatica, direzione delle pennellate/filamenti e gerarchia luminosa rende persuasiva la metafora: la Terra vive perché è tenuta e letteralmente accesa dall’acqua. L’opera unisce immaginario mitico e sensibilità ecologica con una sintassi pittorica chiara, leggibile e tecnicamente raffinata.
Euranie Cryzz
Euranie Cryzz è un’artista digitale originaria di Chiavari (GE), ha intrapreso il suo viaggio creativo nel 2010 sotto la guida dellamentore Francesca Alessi. Successivamente, grazie all’insegnamento del Prof. Marangoni, il suo universo artistico si è aperto al contesto internazionale, trovando una propria voce distintiva all’interno della New Digital Art Gallery SeaCity, dove la sua capacità di fondere simbolismo, emozione e tecnica digitale ha conquistato il pubblico e la critica.
Quest’artista è riconosciuta per il suo stile visionario che fonde surrealismo, simbolismo e sperimentazione digitale. Predilige l’uso del bianco e nero con sfumature di grigio, creando atmosfere oniriche e introspettive. Le sue opere esplorano temi come la resilienza, la metamorfosi interiore e la connessione tra esseri viventi, spesso attraverso simbolismi legati alla natura e al mondo spirituale. Utilizzando tecniche digitali avanzate, Cryzz crea composizioni che evocano emozioni profonde.
Tra le sue opere:
“Anima di Fuoco” (PIAF 2024): Il fuoco, simbolo centrale dell’opera, è tradizionalmente associato alla purificazione, alla distruzione e alla trasformazione. Qui, sembra rappresentare un processo di rinascita o metamorfosi, dove la figura umana, avvolta e quasi consumata dalle fiamme, emerge in una nuova forma.
“Fallen Angel (WFA 2024)”: Osservando quest’opera liberamente ispirata ai romanzi di Lauren Kate, si viene immediatamente colpiti dall’atmosfera cupa e misteriosa che pervade l’intera composizione. L’artista è riuscita a catturare un momento di grande intensità emotiva, che richiama chiaramente la drammaticità dei romanzi di Kate, in particolare la storia d’amore tormentata tra l’angelo caduto e l’umana.
“La Voce del Mare” (Expo 2025): L’opera digitale si fonda su un sapiente uso della pittura digitale illustrativa, che richiama lo stile narrativo delle grandi tavole fantasy ottocentesche, ma con una qualità cromatica e una luminosità che solo il mezzo digitale consente.
Euranie Cryzz si conferma come una delle voci più originali e riconoscibili dell’arte digitale contemporanea, dove l’effetto complessivo del suo stile artistico viene definito enigmatico e di ipnosi visiva. La sua capacità di fondere tecnica, simbolismo e introspezione emotiva le ha permesso di ottenere riconoscimenti prestigiosi e di lasciare un’impronta significativa nel panorama artistico internazionale. Tra questi ricordiamo:
New Digital Art Gallery SeaCity (UK 2024): Nuova opera “Spirito Libero” in Expo Digital.
Nation of Excellence Award PIAF 2024: Nomina Delegati Secondo Posto.
The 2024 World Fantasy Art Award: Primo Posto con l’opera “Fallen”.
Artistic Honors Certificates 2025: Riconoscimento de’ Artexhibtion

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