La scrittrice artista Letizia Caiazzo scrive la recensione del libro:” KOLEKTIVNE NSEAE” di Ivan Pozzoni

Foto cortesia di Letizia Caiazzo e Ivan Pozzoni

Caro Ivan,
Mi hai chiesto cosa pensassi del tuo ultimo libro. Ebbene, te lo dico subito: leggere KOLEKTIVNE NSEAE è come affacciarsi su un dirupo interiore. Non offri conforto, non cerchi compromessi: la tua voce è un bisturi che seziona le illusioni del nostro tempo. Ciò che emerge – e che hai percepito con lucidità – è un naufragio sistematico di ogni certezza. Amore, giustizia, creatività, persino la follia come atto ribelle… tutto sembra sgretolarsi sotto il peso di un mondo ridotto a “format economici”, come scrivi tu.
Hai forgiato un’opera necessaria ma impervia; ci costringe a fare i conti con il naufragio della civiltà occidentale, usando un linguaggio che è esso stesso ferita. Se a tratti il progetto soccombe al proprio cerebralismo, resta un monolite poetico che sfida l’afasia del nostro tempo. La sua grandezza sta nel rifiutare ogni giustificazione: è poesia come atto di resistenza estrema. Non ti parlerò dello stile – so che altri l’hanno fatto con maestria – ma di ciò che ho sentito scavarmi addosso pagina dopo pagina. Hai messo a nudo una verità che molti fingono di non vedere: siamo diventati fantasmi in cerca di un corpo. Ne “Gli uomini senza cognome” li riconosco: sono quelli che coltivano l’orticello di due stanze e un bagno, sopravvivendo tra condoni e silenzi. Li vedo ogni giorno, Ivan: siamo noi quando abbassiamo lo sguardo davanti alle ingiustizie, quando scegliamo il comodo anziché il coraggio. Tu li chiami “spartiti di sole semibiscrome”: note mute, appena abbozzate. Ci hai visto giusto.
Poi ci sei tu. O meglio, l’uomo che urla in queste poesie. Quell’”egocentrismo” che qualcuno potrebbe rimproverarti (come in RINO) a me sembra altro: è la solitudine di chi si accorge di essere l’unico a tenere gli occhi aperti in una stanza di dormienti. Quando scrivi: “Battere, battere, battere i tasti / coll’emergenza di acuti scoliasti”, non è narcisismo: è la disperazione di chi sa di essere inascoltato, eppure martella la tastiera come un naufrago il segnale d’emergenza.
E l’amore… Dio, l’amore. In “Il nostro bimbo avrebbe avuto occhi belli” mi hai spezzato. Quella vita mai nata, “schiava d’un qualche Durex lubrificato”, è il simbolo di tutte le nostre rinunce. Quel figlio immaginato – con gli occhi tuoi, i diavoli tra i capelli, il dialogo con gli animali – è tutto ciò che abbiamo ucciso per paura. Quando lo chiudi in un “diaframma cardiotoracico immerso nell’arsenico”, è chiaro: è la metafora di un futuro avvelenato prima ancora di nascere.
In “Ridatemi i miei versi” gridi qualcosa che va oltre la poesia: “mamma, amavo una donna prima che fosse nata”. Ecco, questa è la chiave. Non cerchi più risposte, Ivan. Sei arrivato al punto in cui le domande stesse sono diventate macerie. La serotonina abbandonata, i neuroni come un anacoluto, il nodo scorsoio come unica via d’uscita… Non è disfattismo: è la cronaca di un naufragio interiore.
So che alcuni ti accusano di oscurità. Ma io quelle oscurità le capisco benissimo:
Quando in “Franceschiello” sputi sull’”amore eterno” chiamandolo “corda d’oppio”, è perché hai visto troppi tradimenti mascherati da eternità.
Quando in “Le lacrime di un diavolo” preferisci la camera oscura ai colori del mondo, è perché la luce ormai brucia.
Quando evochi “anime gemelle come figurine doppie” per poi descrivere un amore come “bronchopneumonia”, è perché hai capito che anche l’amore è diventato una malattia da nascondere.
Ma perché continuare a scrivere, allora? Per lo stesso motivo per cui si accende una candela in una miniera crollata: non per vedere la via d’uscita, ma per dire: “Io sono qui. E questo buio è reale”.
La tua forza, Ivan, non sta nella speranza che non offri. Sta nel coraggio di inchiodarci allo specchio. Mentre il mondo gioca a burattinai – guerre, pandemie, violenze, algoritmi che ci comandano – tu ci mostri il volto dei burattini. Senza pietà, ma con una compassione feroce.
Se questo libro fosse un quadro, sarebbe un Goya nero: corpi che affondano nel fango, occhi sbarrati nel vuoto. Eppure, proprio lì – nella totale assenza di consolazione – trovo una verità preziosa: solo chi ha amato il mondo fino a soffrirne, può accusarlo con tanta precisione.
Grazie per non aver regalato nessun finale consolatorio. per ogni verso che brucia come una ferita aperta, per non fingere. Grazie per questo grido.
Con stima
7 luglio 2025                                                                     Letizia Caiazzo
                                                                         che ha riconosciuto le sue domande nelle tue

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Pubblicato da elisamascia

Biografia di: Elisa Mascia Nata a Santa Croce di Magliano (Cb) nel 1956, vive a San Giuliano di Puglia (Cb). Insegnante, poetessa, scrittrice, declamatrice, recensionista, giurata in eventi culturali, manager culturale nel mondo. Ha partecipato a numerosi concorsi di poesia nazionali ed internazionali ottenendo premi, attestati di partecipazione, meriti e menzioni d'onore. Nel luglio 2019 è stata pubblicata con “L'inedito Letterario” la prima raccolta di poesie della Silloge dal titolo “La Grattugia della Luna”. Ha partecipato a 8 edizioni del Premio Histonium, dal 2009 al 2019. Nel 2018 con la successiva pubblicazione della Silloge poetica Magiche Emozioni dell'Anima presentata quale strenna natalizia. Nel 2019 con la Silloge "Sogni Dipinti" di 10 poesie inedite ispirate a 10 dipinti del grande artista e poeta Erminio Girardo che ha ricoperto per lei il ruolo di maestro, segnando una svolta decisiva nell'attività di poetessa-scrittrice. Ha curato la traduzione poetica in italiano di alcune poesie del poeta , editor NilavroNill Shoovro. Da maggio 2019 ha partecipato all'intervista di febbraio 2020 e a molte Antologie tematiche, a oltre 50 numeri dell'Archivio mensile dei poeti OPA. Al libro di poesie "Savage Wind" pubblicato a settembre 2019 da "L'Inedito" del poeta Asoke Kumar Mitra ne ha curato la traduzione poetica in italiano. Da febbraio 2020 è membro fondatore di WikiPoesia. È cittadina della Repubblica dei Poeti e Dama dell'Ordine di Dante Alighieri. È stata co-conduttrice del programma En Alas del Fénix - collaboratrice di Radio Krysol Internazionale con video - declamazione di poesie proprie e di altri autori in italiano e spagnolo. Da febbraio a settembre 2021 ideatrice, organizzatrice e co-conduttrice del programma “Sentieri di vita” in onda su Radio Krysol Internazionale . Dal 2019: Voce al progetto Una voce del buio -e componente del gruppo del Teatro al buio - con Pietro La Barbera e da ottobre 2023 alla Co-conduzione del programma bilingue italiano-spagnolo "Alla ricerca della vera bellezza" in Restream e YouTube Autrice da San Giuliano di Puglia (Campobasso) Molise, del quotidiano online, del direttore Pier Carlo Lava, Alessandria today Magazine con oltre 600 articoli e Alessandria online. Da metà del 2023 collaborazione con il poeta Fabio Petrilli per la pubblicazione in Alessandria today di poeti da lui proposti Collabora con il periodista nicaraguense Carlos Javier Jarquin e coautrice di Canto Planetario. Coordinatrice Italia - Direttrice Eventi e Comunicazioni, Amministratrice dell'Accademia Albap. Membro della Writers Capital Foundation International e Coordinatrice dell'Italia del PILF: 2022-2023-2024 e PIAF 2022.- 2023, Responsabile della Biennale Hagiography Iconography International della Writers Capital Foundation International 2023, Autrice, Artista, Promotrice Culturale, Membro del Comitato Organizzatore dei Festival Panorama Internazionale Letteratura, Redattrice di www.writersedition.com "The Complete Magazine" - Italia Disegna e dipinge da Lezioni online del Maestro ceramista, scultore, artista plastico argentino Miguel Angel Guiñazu. Ha ricevuto, dal Movimento "Pacis Nuntii" - Argentina, l'Attestato e la Bandiera Universale della Pace che conferisce a chi la porta il carattere e lo spirito di Araldo e Costruttore della Pace Universale. È Dama dell'Arcobaleno nominata dalla prof.ssa Teresa Gentile. Nel luglio 2023 ha pubblicato il libro di poesie “Melodia d'amore ". - Facebook - Instagram - Twitter - YouTube - Pinterest

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