Il prof Kareem Abdullah -Iraq e la lettura sufi della poesia: Briciole dall’abbraccio di dicembre – della poetessa: Salwa Hussein Ali / Regione del Kurdistan iracheno.

Foto cortesia di Kareem Abdullah -Iraq e Salwa Hussein Ali Regione del Kurdistan iracheno

Lettura sufi della poesia: Briciole dall’abbraccio di dicembre – della poetessa: Salwa Hussein Ali / Regione del Kurdistan iracheno.

Scritto da: Karim Abdullah – Iraq.

In un momento in cui il desiderio si incrocia con la metafora e la poesia diventa non solo un linguaggio ma un’estasi spirituale verso il metafisico, la poetessa Salwa Hussein Ali dà alla luce, nel profondo di dicembre, un testo che non viene letto ma contemplato. La poesia “Briciole dall’abbraccio di dicembre” non è né un lusso linguistico né un inno emotivo, bensì una stazione spirituale in cui la parola ascende per indossare il mantello dei dervisci e danza con la pioggia al ritmo di un fuoco silenzioso sotto il cuore.


Nell’introduzione al testo, dove l’albero secco sbadiglia nell’abbraccio di dicembre, non vediamo un albero, ma piuttosto il sé contemplativo in cui le stagioni si sono spente e in cui l’amore si è congelato sulla soglia di un gelo interiore. Ma lei è ancora alla ricerca di un filo, di un disegno, di un “canto macchiato dalla rugiada dell’anima”. Qui la poesia inizia, non descrivendo il mondo, ma rimodellandolo dall’interno, dalle emanazioni del silenzio, dalle ceneri della speranza e dal calore del desiderio quando diventa una lancia che si erge verso l’alto e fa piovere stelle.


Nella poesia non c’è alcun dizionario temporale che tenga insieme il testo. Dicembre qui non è un mese, ma uno stato mistico di rivelazione ed estinzione, di presenza e annientamento, di assenza e unione. Si tratta di un incontro poetico in cui lo spirito e l’ombra si abbracciano e in cui i grandi temi dell’amore sono presenti come specchio del desiderio di perfezione e di unità con l’assoluto.

La poesia non solo è abitata dall’altro, ma è incisa su di lui, come se l’amato fosse la tavoletta conservata su cui vengono recitati i segreti del sé poetico. “O padrone dei miei dolori”, dice la poetessa, non come un uomo, ma come un essere spirituale seduto in mezzo tra perdita e speranza. Egli è lo specchio amato, che trascende il corpo fino all’identità poetica stessa.


In questa poesia il linguaggio non è un mezzo ma un fine rituale. Quando dice:


“La mia città è murata dai dervisci dell’amore”

Non leggiamo di una città, ma entriamo in una presenza, in un ascetismo poetico sufi adorno di luce e che sussurra alle nuvole di prostrarsi.

E quando sussurri:

“Briciole delle tue luci”

Scrive dal limite della luce, dai resti delle scoperte, dall’eco della presenza, non dal clamore dell’emozione.


La poesia è carica di simboli trascendentali:


I miei fari eterni non sono la luce, ma la visione.


Le tue “farfalle fenicie” non sono esseri, ma anime alienate che cercano la rinascita nel corpo del significato.


Le “preghiere di connessione” non sono una supplica, ma uno stato di manifestazione cosmica tra “sé/altro/Dio”.


Questa è una poesia non da recitare, ma da pregare. Ha un’impronta sufi che lo rende un dialogo inespresso con Ibn al-Farid, al-Hallaj, Rabia e al-Jili. Allo stesso tempo, è una poesia dal carattere femminile che non imita gli uomini, ma li crea dal grembo della sofferenza e fa del desiderio una struttura universale per la creazione poetica.


«O tu che hai fatto dimorare il mio cuore, o re d’amore»: questo non è un discorso sensuale, ma piuttosto la confessione di un patto spirituale scritto nell’invisibile. Ci troviamo di fronte a un testo che trasforma l’amore in una posizione, la memoria in un rituale e la poetessa in un adoratore nel santuario del significato.


In “Briciole dall’abbraccio di dicembre”, la poetessa non sfugge alla realtà, ma piuttosto si eleva al di sopra di essa, costruendo città interiori, facendo dell’inverno una lampada di gratitudine e dell’amore un passaggio verso Dio.


Conclusione del sussurro:

Ciò che ha scritto Salwa Hussein Ali non è un testo da analizzare criticamente, ma piuttosto da assaporare come un’uva dai vigneti della metafora sufi. La sua poesia è uno specchio per coloro che vogliono vedere la verità nello scintillio di una lacrima, in un tremito di impazienza o in una preghiera dolorosa sotto un cielo da cui piove desiderio.


Briciole dall’abbraccio di dicembre

Un albero secco sbadiglia nell’abbraccio di dicembre, incapace di disegnare tra i frammenti del passato e i suoi artigli colorati adornati d’amore. Cercando il filo del desiderio per lanciare le frecce dei suoi respiri crescenti che piovono con stelle d’istmo, i sali dei suoi sogni intermittenti tra lo stupore e le soglie del silenzio, per cantare una canzone tinta della rugiada della sua anima e della sua testa alta che abbraccia il sole in un altro capitolo tra le città di una storia eterna contenuta in mille poesie che svelano i segreti dei canti della pioggia tra le profondità della morte e il calamaio dei sogni profumato di frammenti di un raggio danzante che riflette l’incantesimo dei desideri che divorano le distanze rumorose nelle vene della strada per arrivarci. 

Sente i suoi sospiri colorati dalle sue preoccupazioni ogni volta che i suoi rami raccontano delle sue città fino a bruciare e dei suoi piccoli dettagli luminosi dentro le città dell’assenza e delle notizie dell’essere della sua follia quando l’alba accarezza l’ansia dell’anima per l’anima negli infiniti cieli azzurri della sua trasparente fragranza, carica del desiderio affollato al suo interno. 

La ferita della sua anima si aggrava e lui grida: “Quando Dio mi riunirà a te, a te con cui parlo segretamente nelle mie poesie?” E non ho alcun potere o forza quando mi chiedo: “Quando ci incontreremo, aia della gioia e delle mie feste?” La mia breve e profonda conversazione con te?! 

Lo guardo negli occhi con mille fascini e chiacchiero con lui. Non scrivo parole per nessun altro che per te, tra il flusso della mia poesia quando volo, oh mia città murata, con i dervisci dell’amore e le luci delle verità dei tuoi costumi, con il piacere del desiderio quando penetra le distanze ogni sera, tra i miei fiori che sono freschi di te. 

O tu che scaturisci dalla mia anima bambina, gioia dell’esistenza e il suo nucleo e il gioco dei suoi uccelli tra i mondi delle preoccupazioni, vieni affinché io ti pianti come una sorgente tra i miei eterni fari e i fichi del crescente desiderio per le tue stanche farfalle fenicie sull’orlo del desiderio. 

SÌ! Oh padrone dei miei dolori, ecco dicembre che ancora una volta mi chiede di te quando il tuo amore imperituro è tra lo splendore dei miei occhi ogni volta che il mio cuore tocca le costole del fuoco del cuore con mille pulsazioni e desiderio per i miei profondi segreti invecchiati dalla follia sotto le melodie della pioggia e i sussurri del cielo e le mie poesie gitane tra le preghiere di unione e le briciole delle tue luci. 

O tu che hai fatto abitare il mio cuore, o re dell’amore, ti ho incoronato tra le pieghe dei canti di dicembre e la rondine dei suoi ricordi sul petto della mappa dell’eterno desiderio con la corona dell’amore del paziente.

Salwa Hussein Ali / Regione del Kurdistan iracheno

Lettura poetica in italiano di Elisa Mascia

قراءة صوفية في قصيدة : فتافیت من أحضان ديسمبر – للشاعرة : سلوی حسین علي/ اقلیم كردستان العراق .
بقلم : كريم عبدالله – العراق .
في لحظةٍ يتقاطع فيها الشوق مع المجاز، ويغدو فيها الشعر ليس فقط لغة بل انخطافًا روحيًا نحو الماورائي، تستولد الشاعرة سلوى حسين علي من خاصرة ديسمبر نصًا لا يُقرأ بل يُتأمَّل. قصيدة “فتافيت من أحضان ديسمبر” ليست ترفًا لغويًا ولا نشيدًا عاطفيًا، بل مقامٌ روحيٌ تصعد فيه الكلمة لتلبس عباءة الدراويش، وترقص مع المطر على إيقاع نارٍ هادئةٍ تحت القلب.
في مدخل النص، حيث الشجرة اليابسة تتثاءب في حضن ديسمبر، لا نرى شجرة، بل نُبصرُ الذات المتأملة وقد انطفأت فيها المواسم، وتجمد فيها العشق على أعتاب صقيعٍ داخلي. لكنها لا تزال تبحث عن خيط، عن رسم، عن “أغنية مخضبة بندى الروح”. هنا تبدأ القصيدة لا بوصف العالم، بل بإعادة تشكيله من الداخل، من انبعاثات الصمت، ومن رماد الأمل، ومن دفء الشوق حين يصير رمحًا يصعد إلى الأعالي ويُمطر بالنجوم.
في القصيدة، لا معجم زمني يُمسك بالنص. ديسمبر هنا ليس شهرًا، بل حالة صوفية من التجلّي والانطفاء، من الحضرة والفناء، من الغياب والوصال. إنّه محفلٌ شعريّ تتعانق فيه الروح والظل، وتحضر فيه العناوين الكبرى للحبّ بوصفه مرآةً للرغبة في الكمال، وفي التوحد مع المطلق.
القصيدة ليست مسكونة بالآخر فحسب، بل منقوشة عليه، كأن الحبيب هو اللوح المحفوظ الذي تتلى عليه أسرار الذات الشاعرة. “يا سيد مواجعي”، تقول الشاعرة، لا بوصفه رجلاً، بل ككائنٍ روحي يتربع في منتصف الفقد والأمل. إنّه المحبوب-المرآة، الذي يتجاوز الجسد إلى الهُوية الشعرية ذاتها.
اللغة في هذه القصيدة ليست وسيلة بل غاية شعائرية. فحين تقول:
“مدينتي المسورة بدراويش العشق”،
فنحن لا نقرأ عن مدينة، بل ندخل في حضرة، في زهدٍ شعريٍّ صوفيّ يتوشح بالنور ويهمس للغيم بأن يسجد.
وحين تهمس:
“فتافيت أضوائك”،
فهي تكتب من حافة الضوء، من بقايا الكشوف، من صدى الحضرة، لا من صخب العاطفة.
القصيدة محمّلة برموز عابرة للحواس:
“فناراتي الأبدية” ليست ضواءً، بل رؤية.
“فراشاتك الفينيقية” ليست كائنات، بل أرواح مغتربة تبحث عن بعثها في جسد المعنى.
“صلوات الوصال” ليست دعاء، بل حالة تجلي كوني بين “الذات/الآخر/الله”.
هذه قصيدة لا تقال بل تُصلّى. فيها من النبض الصوفي ما يجعلها حوارًا غير معلن مع ابن الفارض والحلاج ورابعة والجيلي. وهي في الوقت ذاته قصيدة ذات خصوصية أنثوية لا تحاكي الرجل بل تخلقه من رحم المعاناة، وتجعل من الشوق بنيةً كونيةً للخلق الشعري.
“يا من أسكنتك قلبي يا مليك العشق” — هذا ليس خطابًا حسيًا، بل اعتراف بعهد روحي مكتوبٍ في الغيب. نحن إزاء نصٍّ يحوّل العشق إلى مقام، والذكرى إلى طقس، والشاعر إلى متعبد في محراب المعنى.
في “فتافيت من أحضان ديسمبر”، لا تهرب الشاعرة من الواقع، بل ترتقي عليه، تبني مدنًا داخلية، تصنع من الشتاء قنديلًا للعرفان، ومن الحب ممرًا نحو الله.
خاتمة الهامس:
ما كتبته سلوى حسين علي، ليس نصًا يُشرَّح نقديًا بل يتذوق كحبة عنبٍ من كروم المجاز الصوفي. قصيدتها مرآة لمن أراد أن يرى الحقيقة في بريق دمعة، في رعشة لهفة، أو في دعاء موجعٍ تحت سماء تمطر شوقًا.
فتافیت من أحضان ديسمبر
شجرة يابسة تتثاوب بين أحضان ديسمبر، لا تجيد الرسم بين شظايا الماضي وأضافره الملونة المزدانة بالعشق. تبحث عن خيط الشوق لتطلق سهام أنفاسها الصاعدة الماطرة بنجوم برزخية، أملاح أحلامها المتقطعة بين الذهول وأعتاب الصمت، لتغني أغنية مخضبة بندي روحها وهامتها الشامخة التي تعانق الشمس بفصل آخر بين مدائن قصة أزلية تحتويها ألف قصيدة تفتح أسرار أغنيات المطر بين عمق المنايا ومحبرة الأحلام المعطرة بشذرات شعاع راقص يعكس تعويذة أشواق تلتهم المسافات الصاخبة في عروق الطريق إليه. 
هي تسمع آهاتها الملونة بهمومها كلما يحدث أغصانها عن مدنه حد الاحتراق وتفاصيله الصغيرة المتوهجة داخل مدن الغياب وأخبار كينونة جنونه حين يداعب الفجر بلهفة الروح للروح في سماوات لازوردية لا منتهية لعطرها الشفيف، المثقل بالشوق المزدحم بها. 
يتعاظم جرح روحه ويصرخ متى يجمعني الله بك يا من أحدثك سراً بين قصائدي، وأنا لا حول لي ولا قوة حين أتساءل متى اللقاء يا بيدر الفرح وأعيادي حديثي الصغيرة العميقة بك؟! 
تتأمل عينيه بألف سحر وتسامره، أنا لا أكتب الكلمات لسواك بين تدفق أشعاري حين التحليق يا مدينتي المسورة بدراويش العشق وأنوار حقائق جمرك بلذة الشوق حين يخترق المسافات كل مساء بين أزهاري الندية بك. 
يا من تنبثق من روحي طفلاً يااااااسر الوجود ونواته ولهو عصافيره بين عوالم الهموم، تعال لأزرعك ينبوعاً بين فناراتي الأبدية ووتين الشوق المتعاظم لفراشاتك الفينيقية التعبانة فوق شفير الشوق. 
آه! يا سيد مواجعي، ها هو ديسمبر مرة أخرى يسألني عنك حين حبك اللامتلاشي بين إشراقات عيني كلما لامس قلبي أضلع نيران القلب بألف نبض وشوق لأسراري العميقة المعتقة بالجنون تحت أنغام المطر وهمس السماء وقصائدي الغجرية ما بين صلوات الوصال وفتافيت أضوائك. 
يا من أسكنتك قلبي يا مليك العشق، توجتك بين ثنايا أهازيج ديسمبر وسنونوة ذكرياته على صدر خارطة شوق أزلي بتاج عشق الصابرين.
سلوی حسین علي/ اقلیم كردستان العراق


https://alessandria.today/2025/07/23/il-prof-kareem-abdullah-iraq-e-la-lettura-sufi-della-poesia-briciole-dallabbraccio-di-dicembre-della-poetessa-salwa-hussein-ali-regione-del-kurdistan-iracheno/

Pubblicato da elisamascia

Biografia di: Elisa Mascia Nata a Santa Croce di Magliano (Cb) nel 1956, vive a San Giuliano di Puglia (Cb). Insegnante, poetessa, scrittrice, declamatrice, recensionista, giurata in eventi culturali, manager culturale nel mondo. Ha partecipato a numerosi concorsi di poesia nazionali ed internazionali ottenendo premi, attestati di partecipazione, meriti e menzioni d'onore. Nel luglio 2019 è stata pubblicata con “L'inedito Letterario” la prima raccolta di poesie della Silloge dal titolo “La Grattugia della Luna”. Ha partecipato a 8 edizioni del Premio Histonium, dal 2009 al 2019. Nel 2018 con la successiva pubblicazione della Silloge poetica Magiche Emozioni dell'Anima presentata quale strenna natalizia. Nel 2019 con la Silloge "Sogni Dipinti" di 10 poesie inedite ispirate a 10 dipinti del grande artista e poeta Erminio Girardo che ha ricoperto per lei il ruolo di maestro, segnando una svolta decisiva nell'attività di poetessa-scrittrice. Ha curato la traduzione poetica in italiano di alcune poesie del poeta , editor NilavroNill Shoovro. Da maggio 2019 ha partecipato all'intervista di febbraio 2020 e a molte Antologie tematiche, a oltre 50 numeri dell'Archivio mensile dei poeti OPA. Al libro di poesie "Savage Wind" pubblicato a settembre 2019 da "L'Inedito" del poeta Asoke Kumar Mitra ne ha curato la traduzione poetica in italiano. Da febbraio 2020 è membro fondatore di WikiPoesia. È cittadina della Repubblica dei Poeti e Dama dell'Ordine di Dante Alighieri. È stata co-conduttrice del programma En Alas del Fénix - collaboratrice di Radio Krysol Internazionale con video - declamazione di poesie proprie e di altri autori in italiano e spagnolo. Da febbraio a settembre 2021 ideatrice, organizzatrice e co-conduttrice del programma “Sentieri di vita” in onda su Radio Krysol Internazionale . Dal 2019: Voce al progetto Una voce del buio -e componente del gruppo del Teatro al buio - con Pietro La Barbera e da ottobre 2023 alla Co-conduzione del programma bilingue italiano-spagnolo "Alla ricerca della vera bellezza" in Restream e YouTube Autrice da San Giuliano di Puglia (Campobasso) Molise, del quotidiano online, del direttore Pier Carlo Lava, Alessandria today Magazine con oltre 600 articoli e Alessandria online. Da metà del 2023 collaborazione con il poeta Fabio Petrilli per la pubblicazione in Alessandria today di poeti da lui proposti Collabora con il periodista nicaraguense Carlos Javier Jarquin e coautrice di Canto Planetario. Coordinatrice Italia - Direttrice Eventi e Comunicazioni, Amministratrice dell'Accademia Albap. Membro della Writers Capital Foundation International e Coordinatrice dell'Italia del PILF: 2022-2023-2024 e PIAF 2022.- 2023, Responsabile della Biennale Hagiography Iconography International della Writers Capital Foundation International 2023, Autrice, Artista, Promotrice Culturale, Membro del Comitato Organizzatore dei Festival Panorama Internazionale Letteratura, Redattrice di www.writersedition.com "The Complete Magazine" - Italia Disegna e dipinge da Lezioni online del Maestro ceramista, scultore, artista plastico argentino Miguel Angel Guiñazu. Ha ricevuto, dal Movimento "Pacis Nuntii" - Argentina, l'Attestato e la Bandiera Universale della Pace che conferisce a chi la porta il carattere e lo spirito di Araldo e Costruttore della Pace Universale. È Dama dell'Arcobaleno nominata dalla prof.ssa Teresa Gentile. Nel luglio 2023 ha pubblicato il libro di poesie “Melodia d'amore ". - Facebook - Instagram - Twitter - YouTube - Pinterest

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