Opera d’arte e poesia di Letizia Caiazzo, recensione di F.C.

Foto cortesia della poetessa, artista Letizia Caiazzo e dell’opera d’arte: “Pescatori”

RITORNO ALL’ALBA

Tornano i pescatori.
Barche solcano
il respiro del mare.
Facce stanche scolpite dal vento,
occhi vigili – sfidano l’abisso.
Reti piene di argento vivo,
tesori bagnati di fatica.
La notte – un gioco col rischio:
ogni onda – un vero pericolo.
L’alba sorge come perdono,
dona luce ai gesti antichi.
Come la vita: se non sfidi,
il raccolto è vuoto.
Vale il rischiare:
nel pericolo – un’alba più gloriosa.
Reti piene, cuori forti –
il vento canta nei volti
il pescato dal mare e dalla vita.








Questa poesia, Ritorno all’alba, della mia amica Letizia Caiazzo, mi ha colpito per la sua onestà. Non cerca orpelli, non vuole stupire: parla di fatica, di rischio, di una bellezza dura e vera. È come se tu avessi preso il grigio del mare di notte e l’oro dell’alba, e li avessi mescolati con le mani sporche di sale.
Il tema è chiaro—il ritorno dei pescatori—ma ciò che mi commuove è come diventi metafora di tutte le nostre battaglie. Quelle “facce stanche scolpite dal vento” non sono solo volti di uomini: sono chiunque abbia lottato per qualcosa. E quando dici che “la notte è stata un gioco col rischio / ogni onda era un vero pericolo”, sento il coraggio fragile di chi sa che potrebbe perdere tutto, eppure rema ugualmente.
Lo stile è sobrio, ma pieno di immagini che respirano: “reti piene di argento vivo” (che splendore, questa vita che luccica tra le maglie!), “l’alba sorge come un perdono” (quanto è vero che la luce ci assolve dalle paure della notte). Non ci sono rime forzate, solo versi liberi che seguono il ritmo del mare—a volte corti e spezzati, a volte più fluidi, come le onde che si allungano sulla riva.
E poi c’è il cuore della poesia, quelle due righe che fanno tremare: “Come la vita, se non sfidi l’oscurità, / il tuo raccolto è vuoto”. È qui che tutto si lega. Non è una lezione, non è retorica: è una verità nuda, detta con la semplicità di chi ha visto il fondo del mare e ne è tornato.
Chiudi con un’immagine che mi resta addosso: “il vento canta nei volti / il pescato dal mare e dalla vita”. È un verso che sa di speranza. Di cicatrici, sì, ma anche di conquista. Mi fa pensare che forse, alla fine, non sono i pesci l’unico tesoro. È la forza che ci siamo guadagnati, onda dopo onda.
È una poesia che onora la fatica senza mitizzarla. Che non nasconde il pericolo, ma neanche la bellezza del rischio. Senti che ogni parola è stata vissuta, non solo scritta. E forse, proprio per questo, arriva dritta al cuore.
Grazie per avermela fatta leggere. Sembra di sentire ancora l’odore delle reti bagnate.
F.C. un amico

RETURN AT DAWN


The fishermen return.
Boats furrow
the sea’s breath.
Faces weary, wind-carved,
watchful eyes – defy the abyss.
Nets full of quicksilver,
treasures drenched in toil.
The night – a game with risk:
every wave – a true danger.
Dawn rises like forgiveness,
gives light to ancient gestures.
Like life: if you don’t dare,
your harvest is empty.
The risk is worth it:
in peril – a more glorious dawn.
Full nets, strong hearts –
the wind sings on their faces
the harvest from sea and life.

This poem, Return at Dawn, of my friend Letizia Caiazzo, struck me with its honesty. It doesn’t seek ornament, doesn’t aim to dazzle: it speaks of toil, risk, of a hard and true beauty. It’s as if you took the grey of the sea at night and the gold of dawn, and mixed them with hands stained by salt.
The theme is clear—the fishermen’s return—but what moves me is how it becomes a metaphor for all our battles. Those wind-carved weary faces aren’t just men’s faces: they’re anyone who has fought for something. And when you say “the night was a game with risk / every wave was a true danger,” I feel the fragile courage of those who know they could lose everything yet row anyway.
The style is spare, yet full of breathing images: “nets full of quicksilver” (what splendor, this life shimmering in the meshes!), “dawn rises like forgiveness” (how true that light absolves us from night’s fears). There are no forced rhymes, just free verse following the sea’s rhythm—sometimes short and broken, sometimes fluid, like waves stretching onto the shore.
Then there’s the heart of the poem, those two lines that make one tremble: “Like life, if you don’t challenge the darkness, / your harvest is empty.” Here, everything connects. It’s not a lesson, not rhetoric: it’s a naked truth, spoken with the simplicity of one who has seen the sea’s depths and returned.
You close with an image that stays with me: “the wind sings on their faces / the harvest from sea and life.” It’s a line that tastes of hope. Of scars, yes, but also conquest. It makes me think that perhaps, in the end, the fish aren’t the only treasure. It’s the strength we’ve earned, wave by wave.
This is a poem that honors toil without romanticizing it. That hides neither the danger nor the beauty of risk. You feel every word was lived, not just written. And perhaps precisely for this, it goes straight to the heart.
Thank you for letting me read it. I can still smell the damp nets.

REGRESO AL AMANECER


Vuelven los pescadores.
Barcas surcan
el aliento del mar.
Rostros cansados, esculpidos por el viento,
ojos vigilantes – desafían el abismo.
Redes llenas de plata viva,
tesoros bañados en fatiga.
La noche – un juego con el riesgo:
cada ola – un verdadero peligro.
El alba surge como perdón,
da luz a gestos ancestrales.
Como la vida: si no desafías,
la cosecha está vacía.
Vale la pena arriesgar:
en el peligro – un amanecer más glorioso.
Redes llenas, corazones fuertes –
el viento canta en los rostros
la cosecha del mar y de la vida.
Este poema, Regreso al Amanecer, de mi amiga Letizia Caiazzo,  me impactó por su honestidad. No busca ornamento, no quiere deslumbrar: habla de fatiga, de riesgo, de una belleza dura y verdadera. Es como si hubieras tomado el gris del mar de noche y el oro del amanecer, y los hubieras mezclado con manos manchadas de sal.
El tema es claro —el regreso de los pescadores— pero lo que me conmueve es cómo se convierte en metáfora de todas nuestras batallas. Esos rostros cansados esculpidos por el viento no son solo caras de hombres: son cualquiera que haya luchado por algo. Y cuando dices que “la noche fue un juego con el riesgo / cada ola era un verdadero peligro”, siento el coraje frágil de quien sabe que podría perderlo todo, y sin embargo rema igual.
El estilo es sobrio, pero lleno de imágenes que respiran: “redes llenas de plata viva” (¡qué esplendor, esa vida que brilla entre las mallas!), “el alba surge como perdón” (cuán cierto que la luz nos absuelve de los miedos de la noche). No hay rimas forzadas, solo versos libres que siguen el ritmo del mar —a veces cortos y quebrados, a veces fluidos, como olas que se alargan en la orilla.
Y luego está el corazón del poema, esos dos versos que hacen temblar: “Como la vida, si no desafías la oscuridad, / tu cosecha está vacía”. Aquí todo se conecta. No es una lección, no es retórica: es una verdad desnuda, dicha con la simplicidad de quien ha visto el fondo del mar y ha regresado.
Cierras con una imagen que se me queda grabada: “el viento canta en los rostros / la cosecha del mar y de la vida”. Es un verso que sabe a esperanza. De cicatrices, sí, pero también de conquista. Me hace pensar que quizás, al final, los peces no son el único tesoro. Es la fuerza que nos hemos ganado, ola tras ola.
Es un poema que honra la fatiga sin mitificarla. Que no oculta el peligro, pero tampoco la belleza del riesgo. Sientes que cada palabra ha sido vivida, no solo escrita. Y quizá, precisamente por eso, llega derecho al corazón.
Gracias por permitirme leerlo. Parece que aún huelo las redes húmedas.

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Pubblicato da elisamascia

Biografia di: Elisa Mascia Nata a Santa Croce di Magliano (Cb) nel 1956, vive a San Giuliano di Puglia (Cb). Insegnante, poetessa, scrittrice, declamatrice, recensionista, giurata in eventi culturali, manager culturale nel mondo. Ha partecipato a numerosi concorsi di poesia nazionali ed internazionali ottenendo premi, attestati di partecipazione, meriti e menzioni d'onore. Nel luglio 2019 è stata pubblicata con “L'inedito Letterario” la prima raccolta di poesie della Silloge dal titolo “La Grattugia della Luna”. Ha partecipato a 8 edizioni del Premio Histonium, dal 2009 al 2019. Nel 2018 con la successiva pubblicazione della Silloge poetica Magiche Emozioni dell'Anima presentata quale strenna natalizia. Nel 2019 con la Silloge "Sogni Dipinti" di 10 poesie inedite ispirate a 10 dipinti del grande artista e poeta Erminio Girardo che ha ricoperto per lei il ruolo di maestro, segnando una svolta decisiva nell'attività di poetessa-scrittrice. Ha curato la traduzione poetica in italiano di alcune poesie del poeta , editor NilavroNill Shoovro. Da maggio 2019 ha partecipato all'intervista di febbraio 2020 e a molte Antologie tematiche, a oltre 50 numeri dell'Archivio mensile dei poeti OPA. Al libro di poesie "Savage Wind" pubblicato a settembre 2019 da "L'Inedito" del poeta Asoke Kumar Mitra ne ha curato la traduzione poetica in italiano. Da febbraio 2020 è membro fondatore di WikiPoesia. È cittadina della Repubblica dei Poeti e Dama dell'Ordine di Dante Alighieri. È stata co-conduttrice del programma En Alas del Fénix - collaboratrice di Radio Krysol Internazionale con video - declamazione di poesie proprie e di altri autori in italiano e spagnolo. Da febbraio a settembre 2021 ideatrice, organizzatrice e co-conduttrice del programma “Sentieri di vita” in onda su Radio Krysol Internazionale . Dal 2019: Voce al progetto Una voce del buio -e componente del gruppo del Teatro al buio - con Pietro La Barbera e da ottobre 2023 alla Co-conduzione del programma bilingue italiano-spagnolo "Alla ricerca della vera bellezza" in Restream e YouTube Autrice da San Giuliano di Puglia (Campobasso) Molise, del quotidiano online, del direttore Pier Carlo Lava, Alessandria today Magazine con oltre 600 articoli e Alessandria online. Da metà del 2023 collaborazione con il poeta Fabio Petrilli per la pubblicazione in Alessandria today di poeti da lui proposti Collabora con il periodista nicaraguense Carlos Javier Jarquin e coautrice di Canto Planetario. Coordinatrice Italia - Direttrice Eventi e Comunicazioni, Amministratrice dell'Accademia Albap. Membro della Writers Capital Foundation International e Coordinatrice dell'Italia del PILF: 2022-2023-2024 e PIAF 2022.- 2023, Responsabile della Biennale Hagiography Iconography International della Writers Capital Foundation International 2023, Autrice, Artista, Promotrice Culturale, Membro del Comitato Organizzatore dei Festival Panorama Internazionale Letteratura, Redattrice di www.writersedition.com "The Complete Magazine" - Italia Disegna e dipinge da Lezioni online del Maestro ceramista, scultore, artista plastico argentino Miguel Angel Guiñazu. Ha ricevuto, dal Movimento "Pacis Nuntii" - Argentina, l'Attestato e la Bandiera Universale della Pace che conferisce a chi la porta il carattere e lo spirito di Araldo e Costruttore della Pace Universale. È Dama dell'Arcobaleno nominata dalla prof.ssa Teresa Gentile. Nel luglio 2023 ha pubblicato il libro di poesie “Melodia d'amore ". - Facebook - Instagram - Twitter - YouTube - Pinterest

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