Il prof Kareem Abdullah -Iraq scrive l’analisi critica della poesia: ” Al tramonto” della poetessa Edith Fernández Caruso – Argentina

Fotomontaggio con il prof Kareem Abdullah -Iraq e la poetessa Edith Fernández Caruso – Argentina

Lettura critica secondo l’approccio stilistico di “Al tramonto ” di Edith Fernández Caruso.
Di: Karim Abdullah – Iraq.

La poesia di Edith Fernández Caruso in  ” Al tramonto” si distingue per la gestione sottile e precisa delle risorse stilistiche, che creano un’atmosfera carica di simbolismo ed emozione. La poesia è strutturata in una serie di strofe che ruotano attorno a un unico tempo e spazio: il tramonto, che non è solo un momento della giornata, ma un simbolo che permea l’intera esperienza espressa.

Da un punto di vista lessicale, la scelta delle parole propende verso termini carichi di connotazioni religiose e spirituali, come “salmi”, “shofar”, “mandato” e “santuario”. Si crea così una trama verbale che evoca solennità e contemplazione, collegando il momento naturale del tramonto a una tradizione sacra. La ripetizione della frase “al tramonto” all’inizio di ogni strofa funziona come un’anafora che sottolinea l’importanza del momento e gli conferisce un ritmo quasi liturgico.

Un altro aspetto degno di nota è l’uso di immagini sensoriali. I “candelabri”, i “fiori d’arancio”, le “rose” e le “tuberose” non solo decorano la scena, ma introducono anche una tavolozza visiva e olfattiva che contribuisce a creare un’atmosfera intima e reverente. Inoltre, la metafora della “tovaglia” che “oggi è un mantello” suggerisce la trasformazione del quotidiano in qualcosa di sacro e protettivo, un gesto di sacralizzazione del tempo e dello spazio.

Dal punto di vista sintattico predominano le frasi semplici e coordinate, che garantiscono chiarezza e fluidità. Tuttavia, in alcuni versi si percepisce un ritmo più frammentato, come in “un suono distinto come una lacrima”, dove il paragone intensifica l’emozione e la tensione interna del verso.

Altro elemento stilistico fondamentale è il connubio tra tradizione e modernità, visibile nel richiamo alle pratiche ancestrali (lo shofar, i salmi) insieme all’espressione di sentimenti universali come la guerra, il dolore e la speranza. La dicotomia tra sacro e profano, tra festa e tragedia, è presente nel contrappunto tra danza e guerra, tra canto nuovo e “dolore e derisione”.

Infine, la poesia invita alla partecipazione attiva del lettore, soprattutto nell’ultima strofa, dove il “fratello” è chiamato ad aprire la strada e a continuare la musica del santuario. Questo appello rafforza la dimensione comunitaria della poesia, che trascende l’individuo per connettersi con un sentimento collettivo.

In breve, ” Al tramonto” è una poesia che, attraverso un linguaggio attento e una struttura ritmica ripetitiva, riesce a combinare il simbolico con il tangibile, lo spirituale con l’umano, creando uno spazio in cui il tramonto diventa metafora di rinnovamento e resistenza.

AL TRAMONTO

Al tramonto, i candelabri
adornando la tavola, lampade bianche,
fiori d’arancio e rose e alcune tuberose,
sulla tovaglia pulita, che oggi è un mantello.

Al tramonto leggerò tre salmi
quando risuona il sacro squillo dello shofar,
un suono distinto come uno strappo,
al tramonto verrà annunciato.

Al tramonto è sabato
È riposo e gloria al santo nome,
È il pane e il vino del suo comando
e balla come un bambino scalzo.

Al tramonto con il tamburello,
Canterò una nuova canzone,
a colui che può tutto, a colui che ha dato tutto
al tramonto nel luogo sacro.

Al tramonto, se siamo qui
Guarderò verso est, che amo tanto
Se l’ombelico del mondo è già in guerra
il mondo intero è in guerra, nel dolore e nella derisione.

Al tramonto andrò a ballare
nonostante l’infamia e il piano
ciò che il cielo odia, ciò che è condannato
al tramonto andrò cantando.

Al tramonto, una nuova canzone,
le orecchie che guardano sentiranno
una lacrima tremenda con dolori del parto,
esplosione d’amore, tanto attesa.

Al tramonto, se sei mio fratello
apri un solco per il cammino, cammino santo
gli accordi si sentono dal santuario
al tramonto, sull’alta montagna!

Edith Fernández Caruso
©Tutti i diritti riservati
Buenos Aires – Argentina

Lettura poetica in italiano di Elisa Mascia poetessa bilingue, scrittrice, promotrice culturale nel mondo

Lectura crítica según el enfoque estilístico de “A LA PUESTA DE SOL” de Edith Fernández Caruso .
Por: Karim Abdullah – Irak.

La poesía de Edith Fernández Caruso en A la puesta de sol se destaca por un manejo sutil y preciso de los recursos estilísticos que construyen una atmósfera cargada de simbolismo y emoción. El poema se estructura en una serie de estrofas que giran alrededor de un mismo tiempo y espacio: la puesta de sol, que no es solo un momento del día, sino un símbolo que atraviesa toda la experiencia expresada.

Desde un punto de vista léxico, la elección de palabras se inclina hacia términos cargados de connotaciones religiosas y espirituales, como “salmos”, “shofar”, “mandato” y “santuario”. Esto crea una textura verbal que remite a la solemnidad y al recogimiento, vinculando el instante natural del ocaso con una tradición sagrada. La repetición del sintagma “a la puesta de sol” al inicio de cada estrofa funciona como un anáfora que enfatiza la importancia del momento y le confiere un ritmo casi litúrgico.

El uso de imágenes sensoriales es otro aspecto destacable. Los “candelabros”, “azahares”, “rosas” y “nardos” no solo decoran la escena sino que también introducen una paleta visual y olfativa que contribuye a crear un ambiente íntimo y reverente. Además, la metáfora del “mantel” que “hoy es un manto” sugiere la transformación de lo cotidiano en algo sagrado y protector, un gesto de sacralización del tiempo y espacio.

Desde el punto de vista sintáctico, predominan oraciones simples y coordinadas, que aportan claridad y fluidez. Sin embargo, en algunas líneas se percibe un ritmo más fragmentado, como en “un sonido distinto como un desgarro”, donde la comparación intensifica la emoción y la tensión interna del verso.

Otro elemento estilístico fundamental es la combinación entre la tradición y la modernidad, visible en la alusión a prácticas ancestrales (el shofar, los salmos) junto a la expresión de sentimientos universales como la guerra, el dolor y la esperanza. La dicotomía entre lo sagrado y lo profano, lo festivo y lo trágico, está presente en el contrapunto entre el baile y la guerra, el canto nuevo y el “dolor y escarnio”.

Finalmente, el poema invita a la participación activa del lector, especialmente en la última estrofa, donde se llama al “hermano” a abrir camino y a continuar la música del santuario. Esta apelación refuerza la dimensión comunitaria del poema, que trasciende lo individual para conectarse con un sentir colectivo.

En suma, A la puesta de sol es un poema que, a través de un lenguaje cuidado y una estructura rítmica repetitiva, logra conjugar lo simbólico con lo tangible, lo espiritual con lo humano, creando un espacio donde el ocaso se vuelve metáfora de renovación y resistencia.

A LA PUESTA DE SOL

A la puesta de sol, los candelabros
adornanando la mesa, candiles blancos,
los azahares y rosas y algunos nardos,
sobre el limpio mantel, que hoy es un manto.
A la puesta de sol leeré tres salmos
cuando suene el shofar toque sagrado,
un sonido distinto como un desgarro,
a la puesta de sol será anunciado.

A la puesta de sol, es día sábado
es reposo y es gloria al nombre santo,
es el pan y es el vino de su mandato
y es bailar como un niño de pies descalzos.
A la puesta de sol con el pandero,
una nueva canción yo iré entonando,
al que todo lo puede, al que todo lo ha dado
a la puesta de sol en el sitio santo.

A la puesta de sol, si aquí estamos
miraré hacia el oriente, que tanto amo
si el ombligo del mundo ya está en guerra
todo el mundo está en guerra, dolor y escarnio.
A la puesta de sol iré danzando
a pesar de la infamia y lo planeado
lo que el cielo aborrece, lo que está condenado
a la puesta de sol yo iré cantando.

A la puesta de sol, un canto nuevo,
oirán los oídos que están velando
un desgarro tremendo con dolores de parto,
arrebato de amor, tan esperado.
A la puesta de sol, si eres mi hermano
abre surco al camino, camino santo
los acordes se escuchan desde el santuario
a la puesta de sol, en el monte alto !

Edith Fernández Caruso
©Derechos Reservados
Buenos Aires – Argentina

Pubblicato da elisamascia

Biografia di: Elisa Mascia Nata a Santa Croce di Magliano (Cb) nel 1956, vive a San Giuliano di Puglia (Cb). Insegnante, poetessa, scrittrice, declamatrice, recensionista, giurata in eventi culturali, manager culturale nel mondo. Ha partecipato a numerosi concorsi di poesia nazionali ed internazionali ottenendo premi, attestati di partecipazione, meriti e menzioni d'onore. Nel luglio 2019 è stata pubblicata con “L'inedito Letterario” la prima raccolta di poesie della Silloge dal titolo “La Grattugia della Luna”. Ha partecipato a 8 edizioni del Premio Histonium, dal 2009 al 2019. Nel 2018 con la successiva pubblicazione della Silloge poetica Magiche Emozioni dell'Anima presentata quale strenna natalizia. Nel 2019 con la Silloge "Sogni Dipinti" di 10 poesie inedite ispirate a 10 dipinti del grande artista e poeta Erminio Girardo che ha ricoperto per lei il ruolo di maestro, segnando una svolta decisiva nell'attività di poetessa-scrittrice. Ha curato la traduzione poetica in italiano di alcune poesie del poeta , editor NilavroNill Shoovro. Da maggio 2019 ha partecipato all'intervista di febbraio 2020 e a molte Antologie tematiche, a oltre 50 numeri dell'Archivio mensile dei poeti OPA. Al libro di poesie "Savage Wind" pubblicato a settembre 2019 da "L'Inedito" del poeta Asoke Kumar Mitra ne ha curato la traduzione poetica in italiano. Da febbraio 2020 è membro fondatore di WikiPoesia. È cittadina della Repubblica dei Poeti e Dama dell'Ordine di Dante Alighieri. È stata co-conduttrice del programma En Alas del Fénix - collaboratrice di Radio Krysol Internazionale con video - declamazione di poesie proprie e di altri autori in italiano e spagnolo. Da febbraio a settembre 2021 ideatrice, organizzatrice e co-conduttrice del programma “Sentieri di vita” in onda su Radio Krysol Internazionale . Dal 2019: Voce al progetto Una voce del buio -e componente del gruppo del Teatro al buio - con Pietro La Barbera e da ottobre 2023 alla Co-conduzione del programma bilingue italiano-spagnolo "Alla ricerca della vera bellezza" in Restream e YouTube Autrice da San Giuliano di Puglia (Campobasso) Molise, del quotidiano online, del direttore Pier Carlo Lava, Alessandria today Magazine con oltre 600 articoli e Alessandria online. Da metà del 2023 collaborazione con il poeta Fabio Petrilli per la pubblicazione in Alessandria today di poeti da lui proposti Collabora con il periodista nicaraguense Carlos Javier Jarquin e coautrice di Canto Planetario. Coordinatrice Italia - Direttrice Eventi e Comunicazioni, Amministratrice dell'Accademia Albap. Membro della Writers Capital Foundation International e Coordinatrice dell'Italia del PILF: 2022-2023-2024 e PIAF 2022.- 2023, Responsabile della Biennale Hagiography Iconography International della Writers Capital Foundation International 2023, Autrice, Artista, Promotrice Culturale, Membro del Comitato Organizzatore dei Festival Panorama Internazionale Letteratura, Redattrice di www.writersedition.com "The Complete Magazine" - Italia Disegna e dipinge da Lezioni online del Maestro ceramista, scultore, artista plastico argentino Miguel Angel Guiñazu. Ha ricevuto, dal Movimento "Pacis Nuntii" - Argentina, l'Attestato e la Bandiera Universale della Pace che conferisce a chi la porta il carattere e lo spirito di Araldo e Costruttore della Pace Universale. È Dama dell'Arcobaleno nominata dalla prof.ssa Teresa Gentile. Nel luglio 2023 ha pubblicato il libro di poesie “Melodia d'amore ". - Facebook - Instagram - Twitter - YouTube - Pinterest

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