Foto cortesia di Sandra Vulin – Croazia
e Kareem Abdullah -Iraq
Lettura critica e analisi della poesia “Il mio è uno specchio” di Sandra Vulin .
By : Kareem Abdullah – Iraq .
La poesia “Il mio è uno specchio” di Sandra Vulin è un’opera intensa e profonda che esplora i temi dell’anima, della riflessione interiore e della connessione spirituale tra due individui. Attraverso un linguaggio evocativo e una struttura ricca di immagini simboliche, Vulin ci offre una riflessione sul dolore, sul silenzio e sull’amore come specchio dell’esistenza umana.
1- Il tema della riflessione e dell’auto-scoperta
La poesia ruota attorno al concetto di specchio, un simbolo potente che rappresenta l’auto-riflessione e la conoscenza di sé. “Sei il mio specchio” diventa una dichiarazione di unione e di scambio reciproco, in cui l’altro diventa il mezzo attraverso cui l’autore scopre e riconosce i propri aspetti più profondi. La riflessione non è solo fisica, ma spirituale e psicologica. La poetessa scrive: “i miei pezzi rotti si vedono riflessi in te”, suggerendo che l’alterità non solo riflette la nostra interezza, ma anche le nostre fratture, i nostri errori e le nostre imperfezioni. In questo gioco di specchi, l’altro diventa il tramite per raggiungere una conoscenza più profonda di sé.
2- Il silenzio e l’introspezione
Uno dei temi centrali della poesia è il silenzio, che appare come una condizione necessaria per l’introspezione e la comunicazione profonda. La poetessa menziona più volte il silenzio come una presenza che non può essere ignorata, quasi una forma di linguaggio non verbale che diventa il ponte tra le anime: “i tuoi occhi conoscono il dialogo del silenzio, uguale al mio”. Questo silenzio non è assenza, ma una forma di comunicazione che si manifesta nelle profondità dell’anima, al di là delle parole. Il silenzio, in questa poesia, è visto come un canale di connessione profonda tra i due soggetti, che vanno oltre le parole per entrare in un regno di comprensione intuitiva.
3- Il dolore come esperienza condivisa
Il dolore è un altro tema cardine della poesia. L’autrice sottolinea che, nonostante le differenze apparenti, il dolore è una realtà universale che accomuna i due protagonisti: “Il nostro dolore è lo stesso, ma ai lati opposti del chiaro di luna.” Il dolore non è visto come qualcosa di distruttivo, ma come una condizione che unisce e fortifica la relazione, creando una connessione emotiva che va oltre le parole e le apparenze. In questo contesto, il dolore diventa una chiave di lettura della condizione umana, un elemento che entrambi condividono in modo intimo.
4- L’immagine del desiderio e dei ricordi
Nel verso “nel profondo del desiderio dove i cigni si immergono nell’ombra dei ricordi”, Vulin introduce un’altra immagine potente, quella del desiderio come forza che affonda nelle profondità del passato. Il desiderio qui non è solo una brama fisica, ma una ricerca spirituale e interiore, un bisogno di tornare a un luogo di connessione, a una memoria condivisa che dà senso al presente e al futuro. I cigni, simbolo di grazia e purezza, si immergono nei ricordi, suggerendo che il desiderio non è solo di ciò che manca, ma anche di ciò che è stato e che continua a vivere nella memoria.
5-La promessa di unione eterna
Il finale della poesia è una dichiarazione di unione eterna tra i due amanti/compagni spirituali: “sarò il tuo specchio, e tu mio.” Questa frase non è solo una promessa di affetto, ma una promessa di fusione totale, in cui non c’è più separazione tra i due, né fisica né spirituale. L’idea di un’unione perfetta e completa è confermata dal verso conclusivo: “è in noi tutto quello che è stato e tutto quello che dovrà ancora avvenire”. Qui, la poetessa suggerisce che l’amore e la connessione che descrive non sono limitati dal tempo, ma sono fuori dalla portata delle convenzioni temporali. L’unione tra i due è eterna e trascende le esperienze individuali per diventare un’esperienza universale e senza fine.
Conclusione
La poesia “Il mio è uno specchio” di Sandra Vulin è un lavoro ricco di simbolismi e temi profondi. Attraverso il linguaggio evocativo e le immagini potenti, l’autrice esplora il concetto di riflessione, di silenzio e di dolore come strade verso una connessione spirituale e intima. L’uso dello specchio come metafora centrale ci invita a riflettere sulla nostra propria esistenza e sulla relazione con l’altro, suggerendo che l’altro non è solo una figura separata, ma un riflesso e un mezzo per il nostro stesso auto-conoscimento e crescita.
Il mio è uno specchio
Nasconderei la mia anima
sotto il velo del silenzio
ma lei ha la testa dura
portata con il vento
non vuole stare zitta
ti sta guardando, curiosa e silenziosa
come il chiaro di luna quando bacia la foce del fiume
alla bandiera
Rimango nei limiti del mio dubbio
perché ogni volta penso che siamo una cosa sola
il prima possibile
il tempo si sta disperdendo come sabbia
tra le palme nel deserto
a chi manca solo la tua ombra
sei il mio specchio
i miei pezzi rotti si vedono riflessi in te
le mie parole che non ho detto
i miei sguardi che ho nascosto
I miei peccati e il mio perdono sono attirati su di te
e tutto quello che senti
lo porto nel petto
come una preghiera nascosta nella canzone.
Anche tu sei ferito
i tuoi occhi conoscono il dialogo del silenzio
uguale al mio
il nostro dolore è lo stesso
ma ai lati opposti del chiaro di luna.
Eppure, nel profondo del desiderio
dove i cigni si immergono nell’ombra dei ricordi,
nuoto nei nostri ricordi
portando appuntamenti per le serate a venire.
Verrò da te in silenzio
quando il mondo è stanco delle parole,
quando il buio inizia a profumare di gelsomino e pioggia
quella notte
quando il tuo sguardo tocca la mia anima
non ci sarà più bisogno di domande
perché sarò il tuo specchio
e tu mio
è in noi
tutto quello che è stato
e tutto quello che dovrà ancora avvenire.
Sandra Vulin
Traduzione poetica in italiano a cura di Elisa Mascia-Italia
Kritičko čitanje i analiza pjesme “Moje je ogledalo” Sandre Vulin.
Autor: Kareem Abdullah – Irak.
Pjesma “Moje je ogledalo” Sandre Vulin intenzivno je i duboko djelo koje istražuje teme duše, unutarnje refleksije i duhovne povezanosti dviju osoba. Kroz sugestivan jezik i strukturu bogatu simboličkim slikama, Vulin nam nudi promišljanje boli, tišine i ljubavi kao ogledala ljudskog postojanja.
1- Tema refleksije i samootkrivanja
Pjesma se vrti oko koncepta zrcala, snažnog simbola koji predstavlja samorefleksiju i samospoznaju. „Ti si moje ogledalo“ postaje izjava sjedinjenja i međusobne razmjene, u kojoj drugi postaje sredstvo kroz koje autor otkriva i prepoznaje svoje najdublje aspekte. Refleksija nije samo fizička, već duhovna i psihološka. Pjesnik piše, “u tebi se ogledaju moji slomljeni dijelovi”, sugerirajući da drugost ne odražava samo našu cjelovitost, već i naše lomove, naše pogreške i naše nesavršenosti. U ovoj igri zrcala, drugi postaje kanal za postizanje dublje spoznaje sebe.
2- Tišina i introspekcija
Jedna od središnjih tema pjesme je tišina, koja se javlja kao nužan uvjet introspekcije i duboke komunikacije. Pjesnikinja nekoliko puta spominje tišinu kao prisutnost koja se ne može zanemariti, gotovo kao oblik neverbalnog jezika koji postaje most između duša: “tvoje oči znaju dijalog tišine, kao i moje”. Ta šutnja nije odsutnost, već oblik komunikacije koja se očituje u dubini duše, onkraj riječi. Tišina se u ovoj pjesmi vidi kao kanal duboke veze između dva subjekta, koji idu dalje od riječi da bi ušli u područje intuitivnog razumijevanja.
3- Bol kao zajedničko iskustvo
Bol je još jedna ključna tema pjesme. Autor ističe da je, unatoč prividnim razlikama, bol univerzalna stvarnost koja spaja dvoje protagonista: „Naša je bol ista, ali na suprotnim stranama mjesečine“. Na bol se ne gleda kao na nešto destruktivno, već kao stanje koje ujedinjuje i jača odnos, stvarajući emocionalnu povezanost koja nadilazi riječi i pojavnosti. U tom kontekstu, bol postaje ključ za razumijevanje ljudskog stanja, element koji oboje intimno dijele.
4- Slika želje i sjećanja
U replici “U dubini želje gdje labudovi rone u sjene sjećanja”, Vulin unosi još jednu snažnu sliku, onu želje kao sile koja tone u dubine prošlosti. Želja ovdje nije samo fizička čežnja, već duhovna i unutarnja potraga, potreba za povratkom na mjesto povezanosti, u zajedničko sjećanje koje daje smisao sadašnjosti i budućnosti. Labudovi, simboli milosti i čistoće, uranjaju u sjećanja, sugerirajući da želja nije samo za onim što nedostaje, već i za onim što je bilo i živi u sjećanju.
5-Obećanje vječnog sjedinjenja
Finale pjesme je objava vječne zajednice između dvoje ljubavnika/duhovnih suputnika: “Ja ću biti tvoje ogledalo, a ti moje.” Ova fraza nije samo obećanje privrženosti, već obećanje potpunog stapanja, u kojem više nema razdvajanja između dvoje, ni fizičkih ni duhovnih. Ideju savršenog i potpunog sjedinjenja potvrđuje završni stih: „u nama je sve što je bilo i što će tek doći“. Ovdje pjesnikinja sugerira da ljubav i povezanost koju opisuje nisu ograničeni vremenom, već su izvan dosega vremenskih konvencija. Jedinstvo između njih je vječno i nadilazi pojedinačna iskustva kako bi postalo univerzalno i beskrajno iskustvo.
Zaključak
Pjesma “Moje je ogledalo” Sandre Vulin djelo je puno simbolike i duboke tematike. Kroz sugestivan jezik i snažne slike, autorica istražuje koncept refleksije, tišine i boli kao putove do duhovne i intimne povezanosti. Korištenje zrcala kao središnje metafore poziva nas na razmišljanje o vlastitom postojanju i odnosu s drugim, sugerirajući da drugi nije samo zasebna figura, već odraz i sredstvo za vlastitu samospoznaju i rast.
Moje je ogledalo
Sakrio bih svoju dušu
pod velom šutnje
ali ona je tvrdoglava
nošen vjetrom
ne želi šutjeti
gleda te znatiželjno i šutljivo
kao mjesečina kad ljubi lice rijeke
do zastave
Ostajem u granicama svoje sumnje
jer svaki put kad pomislim da smo jedno
što prije
vrijeme se rasipa poput pijeska
među palmama u pustinji
kome nedostaje samo tvoja sjena
ti si moje ogledalo
moji slomljeni dijelovi vide se na tebi
moje riječi koje nisam rekao
moje poglede koje sam skrivala
Moji grijesi i moj oprost privučeni su k tebi
i sve što osjećaš
Nosim ga u grudima
poput molitve skrivene u pjesmi
i ti si povrijeđen
tvoje oči poznaju govor tišine
isto kao i moje
naša bol je ista
ali na suprotnim stranama mjesečine
a ipak, duboko u želji
gdje labudovi rone u sjene sjećanja,
plivanje u našim sjećanjima
donijeti termine navečer
Doći ću ti u tišini
kad se svijet umori od riječi
kad tama počne mirisati na jasmin i kišu
te noći
kad tvoj pogled dotakne moju dušu
više neće biti potrebe za pitanjima
jer ja sam tvoje ogledalo
a ti si moj
U nama je
sve što je bilo
a sve ono što tek dolazi