Yanira Soundy di El Salvador intervistata da Pietro La Barbera ed Elisa Mascia

Foto cortesia dello screenshot inizio programma bilingue italiano-spagnolo Alla ricerca della vera bellezza

Biografia di Yanira Suondy (06-11-64, El Salvador)
Scrittrice, poetessa, avvocato e notaio.
Membro effettivo dell’Accademia salvadoregna della lingua, corrispondente alla Reale Accademia Spagnola.
È riconosciuta come poetessa e scrittrice, nonché per il suo intenso lavoro in difesa dei diritti delle persone con disabilità in El Salvador.

La scrittrice e poetessa
Scrive poesie, prose, romanzi, racconti e altri generi letterari. La sua poesia e i suoi vari racconti sono stati insigniti di premi e riconoscimenti nazionali e internazionali. 
È stata riconosciuta come scrittrice salvadoregna e la sua opera come patrimonio culturale salvadoregno attraverso l’accordo n. 16-0137 della Sezione Istruzione del Ministero dell’Istruzione, pubblicato giovedì 6 ottobre 2005 nel volume n. 369, numero 185, pagina 4 della Gazzetta Ufficiale di El Salvador.
Produce letteratura in formati accessibili per bambini sordi, bambini ipovedenti, ciechi, con problemi di attenzione e bambini in generale. Il design dei suoi racconti stampati incoraggia la lettura e, grazie all’audio registrato, abbatte le barriere dell’oscurità.
Attraverso i contenuti dei suoi racconti per bambini, l’autrice insegna ed educa a valori sociali quali l’empatia, l’amicizia, la solidarietà, l’amore, il perdono, la famiglia, l’onestà e il rispetto per le persone, la diversità, gli animali, la natura e il pianeta Terra.
Dal 2020 ad oggi ha sviluppato diverse raccolte letterarie nei generi poesia, racconti e narrativa; libri accademici, video con interpretazione nella lingua dei segni salvadoregna e nella lingua dei segni americana e audio.
Tra le sue collezioni ci sono: “Rayitos de Sol” con disegni e adattamenti per bambini ipovedenti (40 libri di racconti), “Audiocuentos” per non vedenti, “Voces de colores” per persone con disabilità uditive e “Mi Planeta Azul” con temi educativi sui cambiamenti climatici, l’estinzione delle specie, l’inquinamento e la distruzione del pianeta, la flora e la fauna (5 libri di racconti).

Ad oggi ha all’attivo 82 opere stampate, altre in formato digitale, online e su giornali di varie epoche. Molti dei suoi testi sono stati interpretati nella lingua dei segni salvadoregna e nella lingua dei segni americana, altri in Braille, inglese e francese. Attualmente continua a pubblicare le sue creazioni e sta scrivendo diversi libri di poesie e racconti.

La sua poesia e i suoi vari racconti sono stati insigniti di premi e riconoscimenti nazionali e internazionali. 

Produce letteratura per bambini, giovani e adulti, in formati accessibili alla popolazione sorda, ipovedente, cieca e con problemi di attenzione. Il design delle loro raccolte di racconti e poesie stampate stimola la lettura; e con gli audio registrati, rompe le barriere dell’oscurità.

Attraverso i contenuti dei suoi racconti per bambini, l’autrice insegna ed educa a valori sociali quali l’empatia, l’amicizia, la solidarietà, l’amore, il perdono, la famiglia, l’onestà e il rispetto per le persone, la diversità, gli animali, la natura e il pianeta Terra.

Dal 2020 al 2025 ha prodotto diverse raccolte letterarie nei generi poesia, racconti e narrativa; libri accademici, video con interpretazione nella lingua dei segni salvadoregna e nella lingua dei segni americana e audio. Le collezioni includono: “Rayitos de Sol” (Piccoli raggi di sole), con disegni e adattamenti per bambini ipovedenti; “Audio Stories” (Storie Audio) per i non vedenti; “Voces de Colores” (Voci di Colori) per non udenti; e “Mi Planeta Azul” (Il mio pianeta blu), con temi educativi sui cambiamenti climatici, l’estinzione delle specie, l’inquinamento e la distruzione del pianeta, della sua flora e fauna.
Attualmente continua a pubblicare le sue creazioni e sta scrivendo diversi libri di poesie e racconti.

Domande e Risposte all’ intervista
Yanira Suono

1-Dovremmo sempre sorprenderci degli altri?
Non necessariamente. Non è bene aspettarsi niente da nessuno.

2-Siamo più felici quando ci innamoriamo?
Le persone che si innamorano di solito lo fanno durante la gioventù e sono felici per un attimo. A 15 anni sperimentiamo la pienezza della passione e dell’infatuazione; dopo i 30 anni diventiamo razionali e realisti.

3- È meglio creare divertendosi?
Svolgo il mio lavoro di scrittrice per disciplina, impegno sociale e soddisfazione personale. Quando faccio dei lavoretti, lo faccio per divertimento.

4- È più appropriato dire di no e comportarsi come se avessimo detto di sì?
Se dici “no”, è “no”. Comportarsi come se avessimo detto “sì” sarebbe ipocrita.

5- Nella vita, come in amore, è meglio che vinca la fantasia?
Nella vita e nell’amore non è consigliabile essere fantasiosi; se credi che “i predatori ti mangeranno”.

6-È più sano riuscire a dimenticare?
La cosa sana da fare è perdonare e prendere le distanze da chi ci offende o ci ferisce. Se lo dimentichi, potresti cadere in trappole mortali.

7-Riesci sempre a realizzare ciò che sogni?
Esistono diversi tipi di sogni (non fantasie). Ci sono cose che sono impossibili da realizzare a causa di circostanze esterne, e altre che si ottengono attraverso duro lavoro e perseveranza.

8-I risultati determinano la nostra forza?
La forza determina i risultati.

9-Scrivi per essere felice o per rendere felici gli altri?
Nella poesia scrivo per liberare ciò che sento e penso, affinché quei sentimenti e pensieri possano prendere il volo e annidarsi in qualche luogo di luce.
Le mie storie, invece, servono a combattere la violenza sociale; Insegnaci a rispettare il nostro pianeta, le specie in via di estinzione, a comprendere il cambiamento climatico e il valore della famiglia, dell’empatia, dell’amicizia, del perdono e della solidarietà, tra le altre cose.

10- Inseguire i propri sogni per tutta la vita aiuta a rimanere giovani?
Aiuta a sopravvivere e ad avere salute mentale.

Poesie
1- La casa vuota
Di Yanira Soundy

Pareti spoglie: occhi bianchi che parlano di addio.
Un corridoio nostalgico che si estende nel cortile umido
sotto un tetto che perde le rughe dei suoi anni.
Lampade di sogni e chimere,
immagini sul pavimento accanto alle gonne delle loro voci assenti.
Nostalgia dei fili dorati e dei calzini bianchi.
Dolore e silenzio, un’eco che mi chiama con la sua risata di bambù.
La casa è vuota.
Io pulisco e organizzo i miei ricordi.
Mio padre rientra dopo una lunga giornata di lavoro.
Mia madre lo aspetta seduta sulla sua poltrona, cucendo e scucendo i calzini.
Mio padre sorride e mi prende tra le sue braccia.
Portami una quesadilla ( tipo di carne) al cocco dolce e calda.

Mio fratello studia nella sua stanza, non dobbiamo interromperlo.
Quando andrò all’asilo?
Lidia ha già preparato la cena,
È tempo di parlare e ascoltare.
Tutto è pronto, sono stato iscritto.
Blacky corre a giocare con Mimi,
il tempo passa velocemente.

Il mio primo bacio, i suoi occhi neri e quell’addio.

Il dolore di sapere che non sarebbe durato per sempre.

Sogni di volare verso altri cieli per scrivere in montagna

Aprile, la tua agonia e la tua morte, padre,
affrontare la vita.
Lavorare, studiare, soffrire.
Bugie, matrimonio e non sapere come vivere.
La prima figlia, la seconda.
Il maschio.
L’amore della nonna.
Vita nella fede.
La mia lotta nel deserto.
La casa vuota.
Le finestre aperte.
Quell’armadio di cui ti sei preso tanta cura.
Il cortile è stato piantato oggi.
Le mie mani piene di terra…
La tua tristezza,
malattia lancinante,
il ghiaccio della tua agonia.
Quel Natale anticipato,
l’albero e la Natività in ottobre.
Il mio compleanno pieno di domande.
Il tuo sorriso, il tuo amore, il mio dolore nel sapere che ti stavo perdendo.
La casa e quel tuo odore anche dopo tanto tempo.
Ti cerco, mamma, e tutto ciò che trovo è la tua borsetta nera.
quel fazzoletto che hai riempito di profumo,
il tuo trucco da Diva.
Foto di mia nonna Carlotta e di mio zio Riccardo,
ritagli di eventi mondani e manoscritti di intellettuali famosi.
Oggi ho letto il tuo quaderno di poesie
e ho conservato i fiori che hai sistemato in piccoli vasi d’argento
ma tu non ci sei.
Non posso toccare la tua piccola mano
né accarezzarti con i miei versi la sera,
Fuori la strada è la stessa anche se le persone cambiano.
Sapete? Oggi c’è stato il trasferimento presidenziale
e ho lasciato di nuovo casa,
Cerco di dimenticare la tua morte
e pensarti come una madre eterna.
La casa con i suoi occhi bianchi mi dice addio,

Lei non capisce che per me non è una casa,
È la mia casa con te e il battito del tuo cuore vive per sempre nei miei ricordi.

Tutti i diritti riservati.

2- Donne
Di Yanira Soundy

Donna con un bastone e una voce, persa tra le montagne,
silenzio e lampada in un lago azzurro.
Donna frutto e sapore di una casa polverosa,
nascondi che non sei ancora nata, donna di marmo.
Dimenticanza su schiena nuda.
Donna degli orologi fermi e degli spettri senza palpebre.
La noia che si aggrappa alle ghirlande.
Lacrime sotto le lapidi.
Donna assassinata con radici insonni,
sospiro e sangue, fuggiasco nel fuoco.
Donna sotterranea, filato negli specchi.
Spavento e intossicazione da schiuma,
vergogna o favo all’alba.
Annegato nelle tue stesse acque,
diventi un giglio e una talpa celeste.
Donna che desidera notti sdolcinate e confonde le lettere.
Donna che scrive e si tappa le orecchie alle tovaglie bianche.
Il segreto è mettere la lingua tra le lenzuola.
Svegliati
Donna irraggiungibile, maestosa, semplice.
Riva di mani, nido spezzato, donna invisibile e dimenticata.
Ritorno.
Donna che abortisce tra le lacrime, rimorso che trema e uccide.
Erba, banderuola e melma oscura, siete un muro di ali sinistre e sconfitte.
Svegliati.
Donna che si isola dallo sguardo, per inquietarsi tra le foglie.
Notturno e vergine, demone o santo.
Donna emigrante, che sviene nel tuo autoesilio.
Mantieni la serenità nel miracolo di non essere rimpatriato.
Oggi metti a frutto la tua forza.
Donna che giace nel sorriso, sei libertà, poesia, musica e pampa aperta.
Donna vita, incinta, rimani infinita.
Ritorno.
Donna costiera, oscurità e lutto, luna e vele rotonde.
Una donna di creme da notte e trucco, che continua a vivere nella memoria.
Donna di spessore e di morte, superstiziosa, quasi sempre sola.

Porta nei cortili, scopa negli angoli,
fiore appassito in bicchieri senza acqua, straccio che lava via lo sporco.
Casa disabitata, schiava di te stessa.
Svegliati.
Donna senza pieghe né tagli,
retroilluminato, quasi nessun colore, sempre bianco.
Donna di greggi e di fatica.
Donna di orchidee e rose nei templi,
ramo in tutti i ricordi.

Ritorno.
Donna ubriaca e vagabonda, dalla prigione e con le bandiere al vento.
Donna che turba il cielo degli uccelli, impazzita e dannosa.
Donna senza luce.
Svegliati.
Donna che asciuga le sue lacrime e generosa sboccia nella nostra morte.
Donna, madre, compagna, sorella, figlia.
Ritorno.
Donna distrutta nell’ombra.
Donna dello stagno, donna dell’edera.
Petali aperti, un boschetto tra le ombre.
Ansia e agonia.
Svegliati.
La donna pentita diventa nostalgica.
Inestinguibile ed eterno.
Sei un’ostrica clandestina,
lacrime versate,
che apre tutte le serrature.
Fortezza d’acqua.
Donna che risplende di risata,
sei coraggio, cuore, ferro e patria.
Ritorno.
Giardino di ruote, canne e cartelli.
Donna cigno, donna di luce, donna di silenzio.
Cammini nei sogni, sei luce nella giustizia
e il bordo morbido della foglia.
Donna che singhiozza nell’anima.
Silk Raven, lutto e falsità.
Desolato, robusto e devastato,  
sei una ferita ineffabile di tristezza.
Svegliati.
Trasformi la tua debolezza in forza,
Sfidi il mondo e il suo senso di colpa.
Donna senza legami, catene o possibilità.
Impegnato, caloroso e trasparente.
Ritorno.
Avanziamo in gloriosi aloni,
di successo, vibrante e senza paura.
Appassionato nella fiamma dell’amore puro,
senza l’angoscia di essere ciò che ci è stato imposto.
Donne ombreggiate da colossali smeraldi,
ideali e sogni, senza miti o favole.
Molto più di nonne, madri, figlie o sorelle,
Siamo ispirazione e scienza, un fuoco ardente.
Beviamo dalla rugiada di un’anima straniera,
albero o fiore aperto sul sentiero.
Nebbia crepuscolare, picco o alta montagna.
Donne dei lunghi fiumi, così pure e sagge.
Avanziamo in gloriosi aloni,
Senza pregiudizi, ora gratuito, semplice e sicuro.
Nella ribellione dei nostri occhi puliti.

Tutti i diritti riservati.

3- Per favore, fermati alla prossima stazione!
Di Yanira Soundy

Tu tra le mie braccia e nei tuoi occhi l’ardore dei miei sensi.

Il maestoso treno corre veloce alla ricerca della valle della vita.

Non mi dici niente. Neanch’io parlo.

Memorizzo il tuo corpo e da tutto ciò emerge qualcosa di profondo. Dalla finestra osservo i vulcani, le piantagioni di caffè e i campi di canna da zucchero che tagliano l’orizzonte.

Mi baci come nessuno mi ha mai baciato prima.

Io tra le tue braccia e sulle mie labbra un “sì” avvolto nelle fiamme.

Mi ami di un amore che nasce agitato e forte.

Passeggero del tempo di una vita più piena, dove il cuore è il fischio di una locomotiva in movimento.

Amore per la brace. Quante belle cose dice un uomo quando ama! Come sa raccontare storie snocciolando le parole!

Così le notti sul treno. Le donne di tanto in tanto ridevano con le loro risatine irrequiete, gli uomini bevevano e chiacchieravano. Alcuni avevano un’espressione triste dopo aver salutato le loro mogli alle stazioni. Artisti, bohémien, intere famiglie, tutto in un sussurro di voci lontane.

***

Il vento del mattino soffia, il nostro viaggio è finito. Un dolore nascosto si riversa fuori in lacrime. Ti guardo mentre sei avvolta tra le lenzuola mentre esco in punta di piedi in silenzio.

Scendo dal treno sperando di svelare il tuo ricordo, ma le stazioni e i treni mi spezzano come il vetro e arrivano solo giorni tristi.

Amore di brace, guardo il cielo e piango.

Oggi le stelle mi hanno parlato del tuo nome e il fischio delle locomotive ha pianto la tua assenza.

Te ne sei andato con il pomeriggio -un pomeriggio qualsiasi- e il tuo ricordo oggi naufraga e si prolunga, si dissolve in fumo e rinasce eterno.

Sei stato immortalato per sempre, immortalato in un volo di uccelli primaverili.

***

In ogni stagione è rimasto qualcosa di noi, negli addii, negli occhi, nelle nostre bocche.

Arriva il mistero dell’assenza. I giorni e le notti, le ore e i secondi trascorsi seduto in una carrozza, mentre penso a tutto quello che mi sono lasciato alle spalle.

Sapere? Le nostre vite sono come ferrovie, con i loro corpi vaganti, che rompono i silenzi e le montagne.

Siamo tornati più e più volte sui binari sconfortati dei nostri cuori erranti, e le notti fuggono, silenziose, stupite e sole.

In ogni stagione è rimasto qualcosa di nostro, nelle parole, nella voce, nelle nostre mani.
Siamo stati fiumi tra le montagne e schiuma eterna nei mari.
Ma oggi tu vai in città, io vado in montagna.
Tu cammini lontano dall’inquietudine delle vele, io affondo il viso nelle correnti dell’aria.
Tu vai a nord, io vado a sud.
Tu insegui i gabbiani, io cerco l’ombra nelle mangrovie.

Chissà se ci incontreremo mai più?

Senza il dolore dell’impossibile o la stanchezza di non perderci.

Lontano da questa vita che scivola via indefinitamente, dove le mie orecchie non cessano mai di cercarti in ogni fischio delle locomotive e in ogni fuochista che curva l’orizzonte.
Dimenticherai il mio volto, i miei campi, le montagne, i fiumi e il mio odore di tristezza e pioggia?
Non lo so.

Io, io penso ancora a te. Nel tuo ricordo che cade, scivola e mi accarezza. Nel desiderio che riesce a nascondere la mia tristezza tra altre braccia.
E tu ritorni…

Mi dici che ci fermeremo in altre stazioni, con altri sospiri nel petto, un’altra passione, un altro desiderio.

Stagioni di fontane e risate sulle labbra.
Stagioni di nidificazione secche e desertiche.
Ma i sogni svaniscono e le nostre vite diventano treni che lentamente muoiono.

E tu te ne vai…
E mentre tu vai a sud, io torno a nord.

Scoprirai le sabbie e le collane di schiuma. Io semino la terra.

Tu ti precipiti nei ruscelli, io nuoto alla luce delle stelle.

Chissà se ci incontreremo mai più?

E quasi senza voce, fuggo tra due paralleli neri, congelato dal freddo e dalla solitudine.

Amore per le stagioni, gli addii e i contorni strani. Vivo aspettando il miracolo di incontrarti su qualche binario del treno e di poterti finalmente amare senza più catene.
I brequeros agitano le loro lanterne verdi e rosse e gli alberi alzano le braccia verso le stelle.
Ho dimenticato i miei bagagli e il mio biglietto tra i tuoi dubbi e oggi ti saluto da lontano.
Per favore, fermati alla prossima stazione!


Tutti i diritti riservati.


Hola Hola gente maravillosa!!  ¡¡Feliz domingo!!
Buenos días, tardes o noches, según el País donde estés conectado un cordial saludo para todos.
Gracias por seguir en este maravilloso espacio donde la presencia de cada uno de ustedes es muy bienvenida.
Junto a Pietro La Barbera continuamos  nuestra búsqueda de la “Verdadera Belleza” conociendo el alma especial de
Yanira Soundy – El Salvador presentado de nuestro amigo poeta gestore cultural Carlos Jarquin a quien agradezco su disponibilidad y colaboración para presentarnos a personas especiales
Biografía: Yanira Soundy
(06-11-64, El Salvador)

Escritora, poeta, abogada y notario.
Académica de Número, Academia Salvadoreña de la Lengua, correspondiente a la Real Academia Española.
Es reconocida como poeta y escritora, y  por su intensa labor en la defensa de los derechos de las personas con discapacidad en El Salvador.

La escritora y poeta

Escribe poesía, prosa, novela, cuento y otros géneros literarios. Su poesía y diversas narrativas han sido galardonadas con premios y reconocimientos a nivel nacional e internacional. 
Fue reconocida como escritora de El Salvador y su obra como patrimonio cultural salvadoreño mediante acuerdo No.16-0137 en el Ramo de Educación, del Ministerio de Educación,  publicado el  jueves 6 de octubre de 2005, en el Tomo N.º 369, número 185, página 4 del Diario Oficial de El Salvador.
Realiza literatura en formatos accesibles para la niñez sorda,  con baja visión, ceguera, problemas de atención, y niñez en general. El diseño de sus cuentos impresos estimula la lectura y con los audios grabados, rompe las barreras de la oscuridad.
En los contenidos de sus cuentos infantiles, la autora enseña y educa en valores sociales como la empatía, la amistad, solidaridad, amor, perdón, familia, honestidad y el respeto a las personas,  la diversidad, los animales, la naturaleza y el planeta Tierra.

Del año 2020 a la fecha, ha desarrollado diversas colecciones literarias en los géneros de poesía, cuento y narrativa; libros académicos, videos con interpretación en Lengua de Señas Salvadoreña y Lengua de Señas Americana y audios.

Entre sus colecciones se destacan: “Rayitos de Sol” con diseños y ajustes para la niñez con baja visión (40 libros de cuentos), “Audiocuentos” para personas ciegas, “Voces de colores” para personas con discapacidad auditiva y “Mi Planeta Azul” con temas educativos sobre el Cambio Climático, la extinción de las especies, la contaminación y la destrucción del planeta, la flora y la fauna (5 libros de cuentos).

A la fecha posee 82 obras impresas, y otras en formatos digitales, internet y periódicos de diversas épocas. Varios textos de su autoría han sido interpretados en Lengua de Señas Salvadoreña y Lengua de Señas Americana, y otros en Braille, inglés y francés. Actualmente continúa publicando sus creaciones y tiene en proceso de escritura varios libros de poesías y relatos breves.
Su poesía y diversas narrativas han sido galardonadas con premios y reconocimientos a nivel nacional e internacional. 
Realiza literatura para la niñez, la juventud y adultez, en formatos accesibles para la población sorda,  con baja visión, ceguera y  problemas de atención. El diseño de sus colecciones de cuentos y poesías  impresos estimula la lectura; y con los audios grabados, rompe las barreras de la oscuridad.
En los contenidos de sus cuentos infantiles, la autora enseña y educa en valores sociales como la empatía, la amistad, solidaridad, amor, perdón, familia, honestidad y el respeto a las personas,  la diversidad, los animales, la naturaleza y el planeta Tierra.
Del año 2020 al 2025 realizó varias colecciones literarias en los géneros de poesía, cuento y narrativa; libros académicos, videos con interpretación en Lengua de Señas Salvadoreña y Lengua de Señas Americana y audios. Entre las colecciones se destacan: “Rayitos de Sol” con diseños y ajustes para la niñez con baja visión, “Audiocuentos” para personas ciegas, “Voces de colores” para personas con discapacidad auditiva y “Mi Planeta Azul” con temas educativos sobre el Cambio Climático, la extinción de las especies, la contaminación y la destrucción del planeta, la flora y la fauna.
Actualmente, continúa publicando sus creaciones y tiene en proceso de escritura varios libros de poesías y relatos breves.

Respuestas a entrevista. Yanira Soundy


1-¿Debemos siempre sorprendernos por los demás?
No necesariamente. No es bueno esperar nada de nadie.

2-¿Somos más felices cuando nos enamoramos?
Las personas que se enamoran, generalmente lo hacen en su juventud y son felices de forma momentánea . A los 15 años se vive esa plenitud en la pasión y enamoramiento, pasados los treinta somos racionales y realistas.

3-¿Es mejor crear mientras te diviertes?
Mi oficio de escritora lo realizo por disciplina, compromiso social y satisfacción personal. Cuando realizo artes manuales, lo hago por diversión.

4- ¿Es más apropiado decir no y actuar como si hubiéramos dicho sí?
Si dices “no”, es “no”. Actuar como si hubiésemos dicho “si” sería hipócrita.

5- ¿En la vida, como en el amor, es mejor que gane la fantasía?
En la vida y el amor no es conveniente ser fantasiosos, si crees eso “te comen los depredadores”.

6-¿Es más sano poder olvidar?
Lo sano es perdonar y alejarse de quién te ofende o hace daño. Si olvidas, puedes caer en trampas mortales.

7-¿Siempre puedes hacer lo que sueñas?
Hay diferentes tipos de sueños (no fantasías). Hay algunos que no son posibles de realizar por situaciones externas, y otros, que se logran gracias al trabajo y la perseverancia.

8-¿Los resultados determinan nuestra fuerza?
La fuerza determina los resultados.

9-¿Escribes para ser feliz o para hacer felices a los demás?
En la poesía escribo para poner en libertad lo que siento y pienso, y que esos sentimientos y pensamientos puedan alzar el vuelo y anidar en algún lugar de luz.
Mis cuentos en cambio, son para combatir la violencia social; enseñar a respetar nuestro planeta, las especies en peligro de extinción, conocer el cambio climático y el valor de la familia, la empatía, amistad, perdón y solidaridad entre otros.


10- ¿Perseguir sueños a lo largo de la vida ayuda a mantenerse joven?
Ayuda a sobrevivir y tener salud mental.



Poemas
1- La Casa Vacía

Por Yanira Soundy

Paredes desnudas: ojos blancos que hablan del adiós.
Un corredor de nostalgia extendido al patio húmedo
bajo un techo con goteras, arrugas de sus años.
Lámparas de sueños y quimeras,
cuadros en el piso junto a las faldas de sus voces ausentes.
Nostalgia de hilos dorados y calcetines blancos.
Dolor y silencio, un eco que me llama con su risita de bambú.
La casa, está vacía.
Yo la limpio y ordeno mis recuerdos.
Entra mi padre luego de un día largo de trabajo.
Mi madre lo espera, sentada en su sillón, cose y descose calcetines.
Mi padre sonríe y me levanta entre sus brazos.
Me trae quesadilla caliente y dulce de coco.
Mi hermano estudia en su cuarto, no hay que interrumpirlo.
¿Cuándo iré al Kinder?
Lidia ya preparó la cena,
es hora de platicar y escuchar .
Ya está todo listo, me han matriculado.
Blacky corre a jugar con Mimi,
el tiempo pasa rápidamente.

Mi primer beso, sus ojos negros y aquella despedida.
El dolor de saber que no sería para siempre.
Los sueños de volar a otros cielos para escribir en las montañas

Abril, tu agonía y tu muerte padre,
enfrentarme a la vida.
Trabajar, estudiar, sufrir.
La mentira, el matrimonio y no saber vivir.
La primera hija, la segunda.
El varón.
El amor de la abuela.
La vida en la fe.
Mi lucha en el desierto.
La casa vacía.
Los ventanales abiertos.
Aquel closet que tanto cuidaste.
El traspatio hoy plantado.
Mis manos llenas de tierra…
Tu tristeza,
punzante enfermedad,
el hielo de tu agonía.
Aquella Navidad anticipada,
el árbol y el Nacimiento en octubre.
Mi cumpleaños cargado de preguntas.
Tu sonrisa, tu amor, mi dolor al saber que te perdía.
La casa y ese olor a ti aún después de tanto tiempo.
Te busco mamá y sólo encuentro tu carterita negra,
aquel pañuelo que llenaste de perfume,
tu maquillaje de Diva.
Las fotos de mi abuela Carlota y tío Ricardo,

los recortes de eventos sociales y manuscritos de intelectuales famosos.
Hoy, he leído tu cuaderno de poemas
y guardé las flores que arreglaste en pequeños floreros de plata
pero no estás tú.
No puedo tocar tu mano pequeña
ni acariciarte con mis versos por las tardes,
afuera la calle es la misma aunque la gente cambie.
¿Sabes? Hoy fue el traspaso presidencial
y he vuelto a irme de casa,
intento olvidar tu muerte
y pensar en ti como una madre eterna.
La casa con sus ojos blancos me dice adiós,
ella no entiende qué para mí, no es una casa,
es mi hogar con ustedes y el latido que vive por siempre en mis recuerdos.

Derechos reservados.


2- Mujer
Por Yanira Soundy

Mujer de bastón y voz, perdida en la montaña,
silencio y  lámpara en un lago azul.
Mujer fruta y sabor de una casa polvorienta,
oculta que estás sin nacer, mujer de mármol.

Olvido en una espalda desnuda.
Mujer de relojes detenidos y  espectros sin párpados.
Hastío  que se ciñe a las guirnaldas.

Lágrima bajo las lápidas.
Mujer asesinada y de raíces insomnes,
suspiro y sangre, fugitiva en la lumbre.
Mujer subterránea, estambre en los espejos.

Espanto y embriaguez de espuma,
vergüenza o panal de madrugada.
Ahogada bajo tus propias aguas,
te conviertes en lirio y lunar celeste.

Mujer que anhelas noches cursis y  confundes las letras.
Mujer que escribes y tapas tus oídos a los manteles blancos.
Secreto que posas tu lengua entre las sábanas.
Despierta

Mujer inalcanzable, majestuosa, sencilla.
Orilla de unas manos, nido roto, mujer invisible y olvidada.
Regresa.

Mujer que abortas entre las lágrimas, remordimiento que tiembla y mata.
Hierba, veleta y limo oscuro, eres muro de alas torvas y derrotadas.
Despierta.

Mujer que te aíslas de las miradas, para crecer inquieta entre las hojas.
Nocturna y virgen, demonio o santa.

Mujer emigrante, desfallecida en tu autoexilio.
Conservas la serenidad en el milagro, de no ser repatriada.
Hoy giras en tu fuerza.

Mujer que yaces en la sonrisa, eres libertad, poesía, música y pampa abierta.
Mujer vida, embarazada, permaneces infinita.
Regresa.

Mujer costa, oscuridad y duelo,  luna y velas redondas.
Mujer de cremas y maquillajes nocturnos, que perduras en el recuerdo.

Mujer de espesura y muerte, supersticiosa,  casi siempre sola.
Puerta  en los patios, escoba en los rincones,
flor marchita en vasos sin agua, trapo que lava inmundicies.
Casa deshabitada, esclava de ti misma.
Despierta.

Mujer sin pliegues ni cortes,
a trasluz, apenas sin color, siempre blanca.
Mujer de rebaños y cansancios.
Mujer de orquídeas y rosas en los templos,
rama en todos los recuerdos.
Regresa.

Mujer ebria y errante, de cárcel y banderas al viento.
Mujer que turbas el  celeste de los pájaros, enloquecida y dañina.
Mujer sin luz.
Despierta.

Mujer que seca sus lágrimas, y generosa florece en nuestra muerte.
Mujer madre, compañera, hermana, hija.
Regresa.

Mujer trizada en las penumbras.
Mujer de estanque, mujer hiedra.
Pétalos abiertos, arboleda entre las sombras.
Ansia y agonía.
Despierta.

Mujer arrepentida hecha nostalgia.
Inextinguible y eterna.
Eres  ostra  clandestina,
llanto derramado,
que abre todos los cerrojos.
Fortaleza de  agua.

Mujer que brillas en la risa,
eres entraña,  corazón, hierro y patria.
Regresa.

Vergel de ruedas, bastones y señas.
Mujer cisne, mujer luz, mujer silencio.
Caminas en los sueños, eres luz en la justicia
y canto blando de hoja.
Mujer  que sollozas en el alma.
Cuervo de seda, duelo y falsedad.
Desolada, robusta  y devastada,  
eres herida inefable de tristeza.
Despierta.

Transformas tu debilidad en fortaleza,
Desafías el mundo y sus culpas.
Mujer sin cuerdas, cadenas ni acasos.
Comprometida, tibia y transparente.
Regresa.

Avancemos en halos gloriosos,
triunfadoras , vibrantes y  sin miedos.
Apasionadas en la llama de un amor puro,
sin la agonía de ser lo que nos han impuesto.
Mujeres matizadas de colosales esmeraldas,
ideales y sueños, sin mitos ni fábulas.
Mucho más que abuelas, madres , hijas o hermanas,
somos inspiración y ciencia, fuego que abrasa.

Bebamos del rocío de un alma extraña,
árbol o flor abierta en el sendero.
Bruma del crepúsculo, espiga o alta montaña.
Mujeres de largos ríos, tan puras y sabias.
Avancemos en halos gloriosos,
Sin prejuicios ya libres, sencillas y salvas.
En la rebelión de nuestros ojos limpios.

Derechos reservados.


3- ¡Favor detente en la próxima estación!
Por Yanira Soundy

Tú  en mis brazos y en tus ojos el ardor de mis sentidos.
El majestuoso tren corre aprisa buscando el valle de la vida.
No me dices nada. Yo tampoco hablo.
Aprendo de memoria tu cuerpo y de todo emerge un algo profundo. En la ventana miro volcanes, cafetales y cañales que cortan el horizonte.
Me besas  como nunca alguien me ha besado antes.
Yo en tus brazos y en mis labios un “si” envuelto en llamas.
Me amas con un amor que brota agitado y fuerte.
Pasajero del tiempo  de una vida más plena, donde el corazón es el  silbido de una locomotora en marcha.
Amor de brasas. ¡Cuántas cosas hermosas dice el hombre cuando ama! ¡Cómo sabe contar historias desmadejando palabras!
Así las noches en el tren. Las mujeres reían de cuando en vez con sus risitas inquietas, los hombres tomaban y charlaban. Algunos ponían gestos sombríos después de despedirse de sus mujeres en las estaciones. Artistas, bohemios, familias enteras,  todos en un susurro de voces distantes.
***
Azota el viento de la mañana, ha terminado nuestro viaje. Una pena oculta se derrama en lágrimas. Te miro arropado entre las sábanas mientras escapo de puntillas en silencio.
Bajo del tren con la esperanza de poder destrenzar tu recuerdo,  pero las estaciones y  los trenes me quiebran como vidrio y  sólo vienen días tristes.
Amor de brasas, miro el cielo y lloro.
Hoy las estrellas me hablaron de tu nombre y el silbido de las locomotoras lloró por tu ausencia.
Te fuiste con la tarde -una tarde cualquiera- y  tu recuerdo hoy naufraga y se prolonga, se deshace en el humo y nace nuevamente eterno.
Has quedado grabado para siempre,  eternizado en un vuelo de pájaros primaverales.
***
En cada estación se ha quedado algo nuestro, en las despedidas,  en los ojos, en  nuestras bocas.
Viene el misterio de la ausencia. Los días y las noches, las horas y segundos sumidos en una silla de vagón, mientras pienso en todo lo que  he dejado atrás.
¿Sabes? Nuestras vidas son como los ferrocarriles, con sus cuerpos vagabundos, que rompen los silencios y los montes.
Hemos vuelto una y otra vez a los rieles sin consuelo de nuestros corazones errantes y las noches escapan mudas, asombradas y solas.
En cada estación se ha quedado algo nuestro, en las palabras, en la voz, en nuestras manos.
Hemos sido ríos en la sierra y espuma eterna dentro de los mares.
Pero hoy,  tú vas a las ciudades, yo a los montes.
Tú  caminas  lejos de la inquietud de los velámenes, yo hundo mi rostro en las corrientes de los aires.
Tú  te pierdes al norte, yo voy al sur.
Tú persigues a las gaviotas, yo  busco la sombra en los manglares.
¿Pienso en si volveremos algún día a encontrarnos?
Sin el dolor de lo imposible ni el cansancio al no perdernos.
Lejos de esta vida que se escapa indefinidamente, donde mis oídos no cesan de buscarte en cada silbido de las locomotoras y en cada fogonero que curva el horizonte.
¿Olvidarás mi rostro,  mis campos, las montañas, los ríos y mi olor a pena y lluvia?
No sé.
Yo, sigo pensando en ti. En tu recuerdo que cae, se resbala y me acaricia. En el  deseo que llega largamente a disfrazar mi tristeza entre otros brazos.
Y regresas…
Me dices que nos detendremos en otras estaciones, con otros suspiros en el pecho, otra fogocidad, otro deseo.
Estaciones de fuentes y risas en los labios.
Estaciones secas y de nidos desiertos.
Pero se alejan los sueños y nuestras vidas se vuelven trenes que mueren poco a poco.
Y te marchas…
Y mientras tú vas al sur, yo vuelvo al norte.
Tú  descubres las arenas  y los collares de espuma. Yo siembro la tierra.
Tú  te precipitas en los arroyos, yo nado en la luz de las estrellas.
¿Pienso en si volveremos algún día a encontrarnos?
Y casi sin voz, huyo entre dos paralelas negras, aterida por el frío y la soledad.
Amor de estaciones, despedidas  y contornos extraños. Vivo aguardando el milagro de coincidir contigo en las vías de algún tren y poder amarte al fin sin más cadenas.
Los brequeros agitan sus lámparas verdes y rojas y los árboles elevan sus brazos hacia las estrellas.
He olvidado mi equipaje y mi boleto dentro de tus dudas y hoy te digo hasta pronto en la distancia.
¡Favor detente en la próxima estación!

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Pubblicato da elisamascia

Biografia di: Elisa Mascia Nata a Santa Croce di Magliano (Cb) nel 1956, vive a San Giuliano di Puglia (Cb). Insegnante, poetessa, scrittrice, declamatrice, recensionista, giurata in eventi culturali, manager culturale nel mondo. Ha partecipato a numerosi concorsi di poesia nazionali ed internazionali ottenendo premi, attestati di partecipazione, meriti e menzioni d'onore. Nel luglio 2019 è stata pubblicata con “L'inedito Letterario” la prima raccolta di poesie della Silloge dal titolo “La Grattugia della Luna”. Ha partecipato a 8 edizioni del Premio Histonium, dal 2009 al 2019. Nel 2018 con la successiva pubblicazione della Silloge poetica Magiche Emozioni dell'Anima presentata quale strenna natalizia. Nel 2019 con la Silloge "Sogni Dipinti" di 10 poesie inedite ispirate a 10 dipinti del grande artista e poeta Erminio Girardo che ha ricoperto per lei il ruolo di maestro, segnando una svolta decisiva nell'attività di poetessa-scrittrice. Ha curato la traduzione poetica in italiano di alcune poesie del poeta , editor NilavroNill Shoovro. Da maggio 2019 ha partecipato all'intervista di febbraio 2020 e a molte Antologie tematiche, a oltre 50 numeri dell'Archivio mensile dei poeti OPA. Al libro di poesie "Savage Wind" pubblicato a settembre 2019 da "L'Inedito" del poeta Asoke Kumar Mitra ne ha curato la traduzione poetica in italiano. Da febbraio 2020 è membro fondatore di WikiPoesia. È cittadina della Repubblica dei Poeti e Dama dell'Ordine di Dante Alighieri. È stata co-conduttrice del programma En Alas del Fénix - collaboratrice di Radio Krysol Internazionale con video - declamazione di poesie proprie e di altri autori in italiano e spagnolo. Da febbraio a settembre 2021 ideatrice, organizzatrice e co-conduttrice del programma “Sentieri di vita” in onda su Radio Krysol Internazionale . Dal 2019: Voce al progetto Una voce del buio -e componente del gruppo del Teatro al buio - con Pietro La Barbera e da ottobre 2023 alla Co-conduzione del programma bilingue italiano-spagnolo "Alla ricerca della vera bellezza" in Restream e YouTube Autrice da San Giuliano di Puglia (Campobasso) Molise, del quotidiano online, del direttore Pier Carlo Lava, Alessandria today Magazine con oltre 600 articoli e Alessandria online. Da metà del 2023 collaborazione con il poeta Fabio Petrilli per la pubblicazione in Alessandria today di poeti da lui proposti Collabora con il periodista nicaraguense Carlos Javier Jarquin e coautrice di Canto Planetario. Coordinatrice Italia - Direttrice Eventi e Comunicazioni, Amministratrice dell'Accademia Albap. Membro della Writers Capital Foundation International e Coordinatrice dell'Italia del PILF: 2022-2023-2024 e PIAF 2022.- 2023, Responsabile della Biennale Hagiography Iconography International della Writers Capital Foundation International 2023, Autrice, Artista, Promotrice Culturale, Membro del Comitato Organizzatore dei Festival Panorama Internazionale Letteratura, Redattrice di www.writersedition.com "The Complete Magazine" - Italia Disegna e dipinge da Lezioni online del Maestro ceramista, scultore, artista plastico argentino Miguel Angel Guiñazu. Ha ricevuto, dal Movimento "Pacis Nuntii" - Argentina, l'Attestato e la Bandiera Universale della Pace che conferisce a chi la porta il carattere e lo spirito di Araldo e Costruttore della Pace Universale. È Dama dell'Arcobaleno nominata dalla prof.ssa Teresa Gentile. Nel luglio 2023 ha pubblicato il libro di poesie “Melodia d'amore ". - Facebook - Instagram - Twitter - YouTube - Pinterest

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