Elham Hamedi-Iran e la sua poesia nell’analisi critica letteraria del prof Kareem Abdullah -Iraq

Foto cortesia di Elham Hamedi-Iran e Kareem Abdullah -Iraq

Lettura stilistica analitica critica di “Rimuovere i cadaveri dalla mia faccia” da Elham Hamedi- Iran.
Di : Kareem Abdullah – Iraq .

Il poema di Elham Hamedi “Remove the Corpses from My Face” evoca un’atmosfera intensa e inquietante, mescolando immagini di vita, morte e rinnovamento. Attraverso il suo profondo linguaggio metaforico e l’uso innovativo della forma, il poema esamina la lotta per l’espressione personale e il peso delle pressioni sociali o esistenziali. In questa analisi critica, esploreremo le scelte stilistiche di Hamedi, gli elementi tematici e come lavorano insieme per creare un’esperienza complessa ed emotivamente risonante per il lettore.

1-Titolo e prime impressioni:
Il titolo, “Remove the Corpses from My Face,” introduce un paradosso immediato tra la vita e la morte, così come un profondo senso di perdita. La parola “cadaveri” non è solo letterale; evoca un’immagine di trauma passato, di repressione o dei resti di ciò che non è più vivo o autentico. La frase “dal mio volto” suggerisce che la persona è attivamente gravata da questi resti del passato, possibilmente aspettative esterne o dolore interiorizzato, che oscurano la loro vera identità. Questo evoca un senso di urgenza, come se la persona desiderasse liberarsi da questi pesi invisibili.

2- Immagini e simbolismo:
Il poema di Hamedi è ricco di linguaggio simbolico che contrappone la vita alla morte e la natura all’esistenza umana. Per esempio, la frase “I miei occhi respirano ancora” introduce un’immagine paradossale: gli occhi sono organi passivi, ma qui si attribuisce loro un’azione attiva e vivificante, la respirazione. Questo umanizza gli occhi, che sono spesso visti come recettori passivi del mondo che li circonda. Gli occhi che respirano suggeriscono che, nonostante il peso dei cadaveri, la persona ha ancora la capacità di interagire con il mondo.

L’immagine ricorrente dei “cadaveri” è centrale nella struttura tematica della poesia. L’immagine del cadavere nel poema suggerisce non solo la morte ma anche il decadimento, la stagnazione e forse i resti di vecchie versioni dell’io o precedenti imposizioni culturali, personali o politiche. Questa figura ricorrente implica anche che, anche se la persona può sembrare immobile o senza vita, rimane una vitalità di fondo-un tentativo di scartare ciò che non serve più.

Al contrario, le immagini naturali, come “I miei occhi possono ancora scalare il corpo di un albero” e “rivendicare un pezzo del cielo come loro attraverso le foglie”, introduce un senso di crescita, aspirazione e connessione con la natura. Queste linee implicano che, nonostante la presenza oppressiva dei “cadaveri”, il desiderio della persona per la libertà e la connessione con il mondo rimane ininterrotto. Arrampicarsi sul “corpo di un albero” metaforicamente si riferisce all’istinto umano di raggiungere l’alto, crescere e cercare significato. Il cielo, che simboleggia la possibilità illimitata, funge da metafora per l’io ideale, libero dal peso dei fardelli passati.

3- Struttura e ripetizione:
Uno dei più sorprendenti dispositivi stilistici in questo poema è la frase imperativa ripetuta “Rimuovere i cadaveri dalla mia faccia.” Questo ritornello ancora la poesia, fondandola in un desiderio coerente di liberazione. La ripetizione sottolinea l’urgenza e il peso emotivo della richiesta, come se la persona fosse in costante conflitto con il suo mondo esterno o interiore, cercando la liberazione. La richiesta di “rimuovere” non è semplicemente una richiesta, ma un disperato richiamo alla trasformazione, a uno spargimento del passato o delle forze oppressive che si sono accumulate nel tempo.

L’uso ripetuto di “My eyes” enfatizza la percezione visiva della persona, sottolineando l’idea che il loro sguardo e la prospettiva sono entrambi gravati e potenziati dalle loro esperienze. Gli occhi diventano il veicolo sia della sofferenza che del rilascio potenziale, in quanto sono capaci di “respirare” e “arrampicarsi sul corpo di un albero”, indicando sia una lotta presente che un potenziale di crescita.

4- Contrasto tra luce e buio:
Il contrasto tra luce e buio è significativo nel poema. Il sole e la luna sono giustapposti come fonti di illuminazione, ma rappresentano anche forze diverse. “Il sole moltiplica ancora il significato del giorno nei miei occhi” parla della vitalità e possibilità di vita, come il sole tradizionalmente simboleggia la luce, chiarezza e conoscenza. Tuttavia, questo è controbilanciato dall’immagine della luna, che “passa tra le mie sopracciglia / afferrando una parola / tra le mie labbra.” La passività della luna contrasta con la luminosità del sole, e la sua tranquilla “presa” di una parola può implicare che il significato sia imposto alla persona, piuttosto che scoperto liberamente. L’interazione tra il sole e la luna potrebbe essere interpretata come una rappresentazione del conflitto interno tra un desiderio di chiarezza e il peso schiacciante delle forze esterne.

5-Il tema del poema di soffocamento e rinascita:
Alla fine della poesia, Hamedi scrive: “Le parole sono soffocanti.” Questa frase introduce un senso improvviso di claustrofobia-le parole, solitamente gli strumenti della comunicazione e dell’autoespressione, qui diventano strumenti di oppressione. Riflette la tensione tra il desiderio di una voce autentica e l’imposizione schiacciante di vincoli sociali, culturali o personali che soffocano il sé.

Di fronte a parole soffocanti, gli occhi della persona rimangono “vivi” e ancora capaci di rivendicare “un pezzo di cielo”-suggerendo che nonostante sia soffocato, il potenziale di liberazione ed espressione non si perde mai del tutto.
L’immagine del soffocamento può essere simbolica della tensione tra la realtà attuale della persona e il suo desiderio di un’esistenza più autentica e libera.

6- Elementi stilistici e caratteristiche linguistiche:
L’uso di Hamedi di enjambment, in cui le frasi si estendono da una riga all’altra, crea un senso di fluidità e continuità. Questa tecnica rispecchia la natura implacabile e ciclica della lotta descritta nel poema: non c’è una chiara risoluzione, ma un continuo, urgente tentativo di liberarsi.

Il linguaggio semplice ma profondo esalta l’impatto emotivo della poesia. Attraverso linee brevi e dirette come “Rimuovi i cadaveri dal mio viso” e “Le parole sono soffocanti”, Hamedi cattura il dolore crudo e immediato della persona, usando un linguaggio sparso per trasmettere una profonda complessità emotiva. La sintassi è spesso frammentata, rispecchiando lo stato d’animo frammentato della persona, mentre la mancanza di punteggiatura aggiunge al senso di urgenza e disordine del poema.

Conclusione:
“Remove the Corpses from My Face” di Elham Hamedi è un poema profondamente evocativo e tematicamente ricco che esplora la tensione tra vita e morte, liberazione e oppressione, espressione di sé e costrizione sociale. Attraverso immagini naturali vivide, l’uso simbolico del sole e della luna e il ritornello ripetuto, Hamedi crea una narrazione toccante di lotta personale ed esistenziale. Il poema in definitiva suggerisce che anche di fronte al soffocamento e alla perdita, c’è ancora una scintilla di vitalità, e una possibilità di rinnovamento, per gli occhi che continuano a respirare e il cielo che rimane a portata di mano.


“Togli i cadaveri dalla mia faccia “

I miei occhi respirano ancora /
Rimuovi i cadaveri dal mio viso /
Il sole moltiplica ancora il significato del giorno nei miei occhi /
La luna passa tra le mie sopracciglia / Afferra una parola /
Tra le mie labbra /
E inizia una nuova interpretazione dell’umanità /
I miei occhi possono ancora scalare il tronco di un albero /
E reclamare un pezzo di cielo come loro attraverso le foglie /
Togli i cadaveri dalla mia faccia / Le parole sono soffocanti /

Elham Hamedi
Tutti i diritti riservati

Adattamento dal libro ; “UN COLPO ALLA TESTA ERA UNO ZAQBOOR”;Elham Hamedi; 2022; Terra d’ulivi Edizioni; Italia









Critical Analytical Stylistic Reading of “Remove the Corpses from My Face” by Elham Hamedi- Iran.
By : Kareem Abdullah – Iraq .

Elham Hamedi’s poem “Remove the Corpses from My Face” evokes an intense, haunting atmosphere, blending imagery of life, death, and renewal. Through its deep metaphorical language and innovative use of form, the poem examines the struggle for personal expression and the burden of societal or existential pressures. In this critical analysis, we will explore Hamedi’s stylistic choices, thematic elements, and how they work together to create a complex, emotionally resonant experience for the reader.

1-Title and First Impressions:
The title, “Remove the Corpses from My Face,” introduces an immediate paradox between life and death, as well as a profound sense of loss. The word “corpses” is not just literal; it evokes an image of past trauma, repression, or the remnants of what is no longer living or authentic. The phrase “from my face” suggests that the persona is actively burdened by these remnants of the past, possibly external expectations or internalized pain, which obscure their true identity. This evokes a sense of urgency, as if the persona longs for liberation from these invisible weights.

2- Imagery and Symbolism:
Hamedi’s poem is rich in symbolic language that contrasts life with death and nature with human existence. For instance, the line “My eyes are still breathing” introduces a paradoxical image—eyes are passive organs, but here they are ascribed an active, life-giving action, breathing. This humanizes the eyes, which are often seen as passive receivers of the world around them. The breathing eyes suggest that despite the weight of the corpses, the persona still holds the ability to engage with the world.

The recurring image of “corpses” is central to the thematic structure of the poem. Corpse imagery in the poem suggests not only death but also decay, stagnation, and perhaps the remnants of old versions of the self or previous cultural, personal, or political impositions. This recurring figure also implies that, even though the persona may seem still or lifeless, there remains an underlying vitality—an attempt to discard what no longer serves them.

In contrast, the natural imagery, such as “My eyes can still climb the body of a tree” and “claim a piece of the sky as their own through the leaves”, introduces a sense of growth, aspiration, and connection to nature. These lines imply that despite the oppressive presence of the “corpses,” the persona’s desire for freedom and connection to the world remains unbroken. Climbing the “body of a tree” metaphorically speaks to the human instinct to reach upward, to grow, and to seek meaning. The sky, symbolizing boundless possibility, serves as a metaphor for the ideal self, free from the weight of past burdens.

3- Structure and Repetition:
One of the most striking stylistic devices in this poem is the repeated imperative phrase “Remove the corpses from my face.” This refrain anchors the poem, grounding it in a consistent desire for liberation. The repetition emphasizes the urgency and emotional weight of the plea, as if the persona is in constant conflict with their external world or inner self, seeking release. The plea to “remove” is not merely a request but a desperate call for transformation, for a shedding of the past or oppressive forces that have accumulated over time.

The repeated use of “My eyes” emphasizes the visual perception of the persona, underlining the idea that their gaze and perspective are both burdened and empowered by their experiences. The eyes become the vehicle for both suffering and potential release, as they are capable of “breathing” and “climbing the body of a tree”—indicating both a present struggle and a potential for growth.

4- Contrast Between Light and Dark:
The contrast between light and dark is significant in the poem. The sun and moon are juxtaposed as sources of illumination but also represent different forces. “The sun still multiplies the meaning of day within my eyes” speaks to the vitality and possibility of life, as the sun traditionally symbolizes light, clarity, and knowledge. However, this is counterbalanced by the image of the moon, which “passes between my eyebrows / Seizing a word / Between my lips.” The moon’s passivity contrasts with the sun’s brightness, and its quiet “seizing” of a word may imply that meaning is being imposed upon the persona, rather than discovered freely. The interplay between the sun and the moon could be interpreted as a representation of the internal conflict between a desire for clarity and the overwhelming weight of external forces.

5-The Poem’s Theme of Suffocation and Rebirth:
At the conclusion of the poem, Hamedi writes: “The words are suffocating.” This phrase introduces a sudden sense of claustrophobia—words, usually the tools of communication and self-expression, here become instruments of oppression. It reflects the tension between the desire for authentic voice and the overwhelming imposition of societal, cultural, or personal constraints that suffocate the self.

In the face of suffocating words, the persona’s eyes remain “alive” and still capable of claiming “a piece of the sky”—suggesting that despite being stifled, the potential for liberation and expression is never fully lost. The imagery of suffocation may be symbolic of the tension between the persona’s current reality and their longing for a more authentic, free existence.

6- Stylistic Elements and Linguistic Features:
Hamedi’s use of enjambment, where sentences spill over from one line to the next, creates a sense of fluidity and continuity. This technique mirrors the relentless, cyclical nature of the struggle described in the poem—there is no clear resolution, but an ongoing, urgent attempt to break free.

The simple yet profound language enhances the emotional impact of the poem. Through short, direct lines such as “Remove the corpses from my face” and “The words are suffocating,” Hamedi captures the raw, immediate pain of the persona, using sparse language to convey deep emotional complexity. The syntax is often fragmented, mirroring the persona’s fragmented state of mind, while the lack of punctuation adds to the poem’s sense of urgency and disarray.

Conclusion:
“Remove the Corpses from My Face” by Elham Hamedi is a deeply evocative and thematically rich poem that explores the tension between life and death, liberation and oppression, self-expression and societal constraint. Through vivid natural imagery, symbolic use of the sun and moon, and the repeated refrain, Hamedi crafts a poignant narrative of personal and existential struggle. The poem ultimately suggests that even in the face of suffocation and loss, there is still a spark of vitality, and a possibility for renewal, for the eyes that continue to breathe and the sky that remains within reach.

“Remove the corpses from my face “
My eyes are still breathing /
Remove the corpses from my face /
The sun still multiplies the meaning of day within my eyes /
The moon passes between my eyebrows / Seizing a word /
Between my lips /
And begins a new interpretation of humanity /
My eyes can still climb the body of a tree /
And claim a piece of the sky as their own through the leaves /
Remove the corpses from my face / The words are suffocating /

Elham Hamedi
All Rights Reserved

Adapted from book ; “UN COLPO ALLA TESTA ERA UNO ZAQBOOR”;Elham Hamedi; 2022; Terra d’ulivi Edizioni; Italy

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Elham Hamedi-Iran e la sua poesia ” Rimuovere i cadaveri dalla mia faccia” nell’analisi critica letteraria del prof Kareem Abdullah -Iraq, pubblicazione di Elisa Mascia -Italia

Pubblicato da elisamascia

Biografia di: Elisa Mascia Nata a Santa Croce di Magliano (Cb) nel 1956, vive a San Giuliano di Puglia (Cb). Insegnante, poetessa, scrittrice, declamatrice, recensionista, giurata in eventi culturali, manager culturale nel mondo. Ha partecipato a numerosi concorsi di poesia nazionali ed internazionali ottenendo premi, attestati di partecipazione, meriti e menzioni d'onore. Nel luglio 2019 è stata pubblicata con “L'inedito Letterario” la prima raccolta di poesie della Silloge dal titolo “La Grattugia della Luna”. Ha partecipato a 8 edizioni del Premio Histonium, dal 2009 al 2019. Nel 2018 con la successiva pubblicazione della Silloge poetica Magiche Emozioni dell'Anima presentata quale strenna natalizia. Nel 2019 con la Silloge "Sogni Dipinti" di 10 poesie inedite ispirate a 10 dipinti del grande artista e poeta Erminio Girardo che ha ricoperto per lei il ruolo di maestro, segnando una svolta decisiva nell'attività di poetessa-scrittrice. Ha curato la traduzione poetica in italiano di alcune poesie del poeta , editor NilavroNill Shoovro. Da maggio 2019 ha partecipato all'intervista di febbraio 2020 e a molte Antologie tematiche, a oltre 50 numeri dell'Archivio mensile dei poeti OPA. Al libro di poesie "Savage Wind" pubblicato a settembre 2019 da "L'Inedito" del poeta Asoke Kumar Mitra ne ha curato la traduzione poetica in italiano. Da febbraio 2020 è membro fondatore di WikiPoesia. È cittadina della Repubblica dei Poeti e Dama dell'Ordine di Dante Alighieri. È stata co-conduttrice del programma En Alas del Fénix - collaboratrice di Radio Krysol Internazionale con video - declamazione di poesie proprie e di altri autori in italiano e spagnolo. Da febbraio a settembre 2021 ideatrice, organizzatrice e co-conduttrice del programma “Sentieri di vita” in onda su Radio Krysol Internazionale . Dal 2019: Voce al progetto Una voce del buio -e componente del gruppo del Teatro al buio - con Pietro La Barbera e da ottobre 2023 alla Co-conduzione del programma bilingue italiano-spagnolo "Alla ricerca della vera bellezza" in Restream e YouTube Autrice da San Giuliano di Puglia (Campobasso) Molise, del quotidiano online, del direttore Pier Carlo Lava, Alessandria today Magazine con oltre 600 articoli e Alessandria online. Da metà del 2023 collaborazione con il poeta Fabio Petrilli per la pubblicazione in Alessandria today di poeti da lui proposti Collabora con il periodista nicaraguense Carlos Javier Jarquin e coautrice di Canto Planetario. Coordinatrice Italia - Direttrice Eventi e Comunicazioni, Amministratrice dell'Accademia Albap. Membro della Writers Capital Foundation International e Coordinatrice dell'Italia del PILF: 2022-2023-2024 e PIAF 2022.- 2023, Responsabile della Biennale Hagiography Iconography International della Writers Capital Foundation International 2023, Autrice, Artista, Promotrice Culturale, Membro del Comitato Organizzatore dei Festival Panorama Internazionale Letteratura, Redattrice di www.writersedition.com "The Complete Magazine" - Italia Disegna e dipinge da Lezioni online del Maestro ceramista, scultore, artista plastico argentino Miguel Angel Guiñazu. Ha ricevuto, dal Movimento "Pacis Nuntii" - Argentina, l'Attestato e la Bandiera Universale della Pace che conferisce a chi la porta il carattere e lo spirito di Araldo e Costruttore della Pace Universale. È Dama dell'Arcobaleno nominata dalla prof.ssa Teresa Gentile. Nel luglio 2023 ha pubblicato il libro di poesie “Melodia d'amore ". - Facebook - Instagram - Twitter - YouTube - Pinterest

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