Foto cortesia di Domenica Alati -Italia e Kareem Abdullah -Iraq
Analisi critica della poesia “CERCAMI” di Domenica Alati . Italia.
By : Kareem Abdullah . Iraq .
La poesia CERCAMI di Domenica Alati è un viaggio profondo e suggestivo nell’anima e nella memoria. Con una scrittura che alterna delicatezza e intensità emotiva, la poetessa esplora temi universali come l’amore, la ricerca dell’identità e la transitorietà del tempo. La poesia si configura come una sorta di invito, un appello a cercare la poetessa stessa, ma al contempo ad esplorare le dimensioni più intime dell’esistenza.
Struttura e linguaggio
La poesia si sviluppa come una lunga invocazione, divisa in strofe che sembrano essere frammenti di pensieri e riflessioni che si intersecano e si moltiplicano. Il linguaggio è ricco di immagini sensoriali e simboliche che trasmettono una forte intensità emotiva. Le immagini di “terra” e “cielo”, di “sigillo d’amore” e “soffio d’aquile”, evocano una dimensione metafisica, suggerendo che la ricerca non è solo fisica, ma anche spirituale.
L’uso dei verbi imperativi (“Cercami”, “Rompi”, “Non parlare”) e l’invito costante a cercare e trovare la poetessa nei luoghi più nascosti, conferiscono un senso di urgenza e di intimità al testo. La poetessa non si offre direttamente, ma chiede di essere cercata nei luoghi più profondi e complessi dell’esistenza: nelle cose lasciate, nelle sue poesie, nei suoi dolori, nei suoi ricordi.
Il tema della ricerca
Il leitmotiv centrale della poesia è la ricerca, intesa come un processo interiore che va oltre l’apparenza. La poetessa invita l’altro a cercarla “dove non penserai mai di trovarmi”, suggerendo che la vera conoscenza di sé non è superficiale o immediata, ma si trova nei luoghi nascosti della propria esistenza. Qui, la poesia diventa un atto di introspezione, dove il lettore è spinto a cercare la poetessa non solo nel mondo esteriore, ma anche in un universo interiore fatto di esperienze, sogni e illusioni.
Le “cose lasciate” che “parlano di me” rimandano all’idea che la poetessa stessa non è mai veramente lontana; la sua essenza è incisa negli oggetti, nelle parole non dette, nei gesti del passato. La ricerca si svolge anche nelle “pagine” delle poesie, che sono anch’esse un luogo dove la poetessa si manifesta, in un continuo gioco tra presenza e assenza.
La dualità tra luce e oscurità
Un altro elemento fondamentale della poesia è la dualità tra luce e oscurità. La poetessa descrive la propria presenza in luoghi simbolici e contrastanti: “tra gli scogli”, dove le “acquemarine” si vestono di “antica luce”, ma anche “nell’oscurità”, dove le sue tracce si intrecciano con i “lunghi abbracci” della notte. Queste immagini suggeriscono un’esistenza che non è mai del tutto visibile, ma che si nasconde e si rivela in modo sfuggente. La poetessa è tanto luce quanto ombra, un’entità che non può essere definita né posseduta completamente.
L’immagine della luna che “accarezza il mare” è un altro simbolo di questa interconnessione tra luce e oscurità. La luna, pallida e distante, rappresenta la delicatezza e l’inaccessibilità, mentre il mare, in continuo movimento, simboleggia la vastità e la profondità dell’anima umana.
Il concetto di tempo
Il tema del tempo è trattato con grande intensità. La poetessa afferma che “il mio ieri non esiste”, sottolineando l’effimero della propria esistenza. La temporalità viene dissolta in un “attimo per l’eternità”, dove il passato non ha più valore, e l’unico tempo che conta è quello presente, fugace e irreversibile. Questo concetto di tempo sospeso e fluido rimanda a una visione della vita come un continuo divenire, dove l’essenza dell’individuo non è mai fissa, ma è in perenne trasformazione.
Conclusioni
In CERCAMI, Domenica Alati costruisce un’opera complessa e densa di significati, dove l’amore, la ricerca dell’identità e la riflessione sulla vita e sul tempo si intrecciano in un linguaggio evocativo e simbolico. La poetessa ci invita a guardare oltre la superficie, a cercarla nei luoghi più nascosti della nostra esistenza, nel nostro stesso dolore e nelle nostre esperienze. La poesia diventa così un atto di resistenza alla dimenticanza, un tentativo di fermare il tempo e di lasciare una traccia indelebile nell’anima di chi la legge.
CERCAMI
Non mi cercare
al confine tra la terra
e il cielo
rompi quel sigillo d’amore
che si rinchiude
tra i versi
dell’anima
che come soffio
d’aquile
rivelano sublime
contemplazione
Mi troverai tra le cose
che ho lasciato,
che parlano di me.
Tra le mie poesie
che sfogliano petali
di fiori sconosciuti.
Non parlare di me
al nulla
sarà il nulla a parlare
di me
delle mie beffarde illusioni
dei lamenti sconfinati
che piegano le pagine
di libri mai compiuti,
cercami laddove
non penserai
mai di trovarmi
nel tuo vagare
quando dietro ogni tuo
velo
scolpivo i passi
sulle tue orme,
cercami tra i tuoi dolori
mentre lenivo le tue
ferite
come balsamo d’amore
tra le pieghe della tua
essenza
che confusa
mi stupiva ogni
volta
che la sfioravo come la luna
pallida
accarezza il mare.
Cercami tra gli scogli
dove le acquemarine
si vestono
di antica luce,
sulle rocce dove i piedi
coprirono le mie nudità
cercami dove l’oscurità
ha lasciato i suoi lunghi
abbracci
come etèrea fanciulla
portata via
dalla ràpida di un fiume,
mi troverai nelle labbra
di una donna
che ti guarderà
con i miei occhi,
gli stessi occhi che hanno
sfogliato le pagine
della mia memoria,
non racconterò ciò
che ero ieri
ma ciò che tu vedrai
perché il mio ieri
non esiste
ho vissuto solo un giorno
è stato un attimo
un attimo
per l’eternità.
Domenica Alati
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