Foto cortesia di Taghrid Bou Merhi
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA
L’8 marzo di ogni anno, il mondo celebra la Giornata Internazionale della Donna, onorando i successi femminili e il loro ruolo attivo nella costruzione delle società, riaffermando al contempo i loro diritti all’uguaglianza, alla libertà e alla creatività. È un giorno che mette in luce la loro forza, i loro sogni che si librano come ali di luce e la loro resilienza che non conosce sconfitta. In questa giornata, le voci che invocano giustizia si rinnovano e germogliano i boccioli della speranza per un futuro più luminoso, in cui le donne sono un pilastro essenziale di ogni progresso e successo.
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FIGLIA DELLA LUCE
Sono figlia della luce, mai spenta,
pianto l’alba con le mie mani,
bevo la speranza dalla nebbia nascente,
e intreccio i miei sogni in fili dorati.
Sono il fiume, selvaggio e libero,
porto visioni sulla mia marea,
incido i miei canti nella brezza,
e lascio la mia forza silenziosa dimorare.
Sono il fiore, fiero e splendente,
sboccio contro i venti della paura,
sussurro i miei segreti alle onde,
e dipingo il cielo con ciò che è limpido.
Sono la roccia, saldo rimango,
rompo le catene delle vecchie credenze,
scrivo la mia storia sulla terra,
e risplendo come stelle oltre il dolore.
©® TAGHRID BOU MERHI – LIBANO – BRASILE
ALLE DONNE DELLA LUCE
Ecco l’alba, che intreccia la sua luce nelle trecce dell’erba,
mandando alla terra una canzone di passi materni.
Donne emerse dal grembo del vento,
portando negli occhi del tempo il filo degli inizi,
e nei palmi, lanterne di sogni
e nomi di città ancora da nascere.
Camminano,
accendono poesie dal dolore del silenzio,
e dal linguaggio del fuoco i colori dei campi.
Le loro ombre non si inchinano alla lama della paura,
né le loro mani si spezzano nella stretta della notte,
né l’erba cade sotto i loro passi,
perché sono i semi che ancora sfidano l’infinito.
Scrivono con le lacrime la mappa della terra,
scavano nella roccia del tempo il segreto dell’infanzia,
eppure i focolari divorano i loro nomi,
e i muri rubano le loro voci.
Allora gridano:
“Noi siamo il canto mai cantato,
noi siamo la vita che ancora si risveglia!”
© TAGHRID BOU MERHI – LIBANO – BRASILE
Che ogni anno le donne rimangano una luce inestinguibile!
TAGHRID BOU MERHI (Foz do Iguaçu – Paraná – Brasile)
Email: taghrid240@gmail.com
Taghrid Bou Merhi è una poetessa, scrittrice, giornalista, editrice, saggista e traduttrice libanese-brasiliana, fluente in più lingue. Laureata in giurisprudenza, insegna arabo ai non madrelingua e svolge il ruolo di formatrice per lo sviluppo presso la Sawa Development Association. Dirige la traduzione per 12 riviste arabe, Translators Without Borders (portoghese e italiano), Azahar Poetic in Spagna e Reverence Cultural Poetry.
È Presidente di CIESART in Libano, consulente per Sham Land Books e l’Unione Mondiale degli Intellettuali Arabi, rappresentante del Brasile in Creative (Germania) e consulente globale di poesia per CCTV (Cina). Nel 2024, è stata inserita tra le 50 Donne Asiatiche più Influenti nella Letteratura Moderna e tra i Top 20 Giornalisti Globali da Legacy Crown.
Vincitrice dei premi Nizar Sartawi, Naji Naaman e Zheng Xin, le sue opere, studiate da critici, sono state tradotte in 48 lingue. Ha pubblicato 23 libri, tradotto 42, scritto 125 articoli, presentato 44 libri e contribuito a oltre 210 antologie nazionali e internazionali.
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