L’amico poeta, scrittore e critico letterario Kareem Abdullah -Iraq scrive un’analisi poetica dettagliata alla poesia di Cinzia Rota

Foto cortesia di Kareem Abdullah -Iraq e Cinzia Rota – Italia


“Sfumature di Vento e Nostalgia: Un Viaggio tra Mare e Solitudine”
Di: Kareem Abdullah . Iraq.

Lettura critica analitica di “La Città del Vento” di Cinzia Rota: “Sfumature di Vento e Nostalgia: Un Viaggio tra Mare e Solitudine”

La poesia di Cinzia Rota “La Città del Vento” è una potente esplorazione dell’emozione, della perdita e dell’inevitabile attrazione tra attaccamento e distacco. Attraverso immagini vivide e metafore sfumate, Rota tesse una narrazione che ci porta attraverso i sentimenti turbolenti di desiderio, isolamento e inevitabile partenza, simboleggiati sia dalla città che dal mare. La poesia riflette sulla complessità dell’esperienza umana, dove bellezza e dolore coesistono e dove la nostalgia plasma l’essenza stessa del sé.

La grandezza della città e del mare: specchi del sé
La poesia si apre con un sorprendente paragone tra l’amante o l’oggetto desiderato e la città stessa: “Sei come questa città, / che vista mozza il fiato”. La città non è semplicemente un luogo, ma un’entità viva e pulsante, piena di fascino e potere. L’aggettivo “mozza il fiato” implica che la città, e, per estensione, la persona a cui ci si rivolge, è travolgente, in un modo che ispira sia soggezione che paura. Questa intensità emotiva è ulteriormente amplificata attraverso la metafora del vento: “Affascinante al suono del vento, / che soffia e mi trascina…”. Il vento diventa una forza che non solo cattura, ma anche trascina via chi parla, simboleggiando l’attrazione incontrollabile delle emozioni, così come il senso di impotenza di fronte a un desiderio profondo o a una perdita.

Il mare è anche un’immagine importante nella poesia, che rappresenta sia la bellezza che il pericolo. Il mare è descritto come “una carezz’ai fianchi della terra”, evocando un senso di seduzione, ma serve anche a ricordare l’impermanenza della connessione. Il mare è sia tenero che duro: la sua carezza è fugace e la sua vastità suggerisce una distanza eterna. Questa dualità rispecchia il conflitto interiore del parlante: il desiderio di qualcosa di irraggiungibile e l’eventuale crepacuore che ne consegue.

Desiderio e partenza: contraddizioni emotive
Uno dei temi centrali della poesia è l’esperienza simultanea di desiderio e partenza. La frase “Sei le navi in partenza, / quando spezzi’l contatto” (You are the ships departing, / when you break the contact) usa l’immagine di una nave in partenza per evocare sentimenti di abbandono e separazione. Le navi, in questo contesto, simboleggiano sia la distanza fisica che emotiva che cresce tra il parlante e la persona amata. La partenza non è solo un evento;  è un ciclo che si ripete: “tutte le volte che t’ho visto andar via…” (ogni volta che ti ho visto andare via). Questa ricorrenza di separazione crea un senso di inevitabilità, ma alimenta anche il profondo attaccamento emotivo del parlante.

La nostalgia emerge come un altro motivo potente, descritto come “la nostalgia, / un ritaglio di sole, maledetto” (nostalgia, / a piece of sun, cursed). Qui, la nostalgia è un’arma a doppio taglio: è sia bella che dolorosa. L’immagine della luce del sole suggerisce calore e gioia, ma la parola “maledetto” (cursed) rivela che questo ricordo, questo desiderio, ha un lato distruttivo. La nostalgia prima ferisce l’anima, ma poi “risorge” su strade vuote (“che prima ferisce l’anima / e poi risorge su strade vuote”). Questa natura ciclica del desiderio implica che il dolore del passato, sebbene ferisca, si rifiuta anche di svanire e continua a plasmare il presente.  Le strade, un tempo piene di vita e di connessioni, ora sono prive di significato, sottolineando l’isolamento che segue la perdita emotiva.

Solitudine e disconnessione: interazione con l’ambiente circostante
Il tema dell’isolamento è particolarmente toccante nel verso “Sola, cammino tra palazzi silenti”. La città, sebbene piena di attività, è vissuta dal parlante come un luogo sterile e vuoto. Gli “edifici silenziosi” sono simboli del mondo esterno che sembrano non offrire alcun conforto o connessione. Il parlante sta camminando attraverso uno spazio che è sia familiare che alieno, intrappolato in uno stato liminale tra presenza e assenza.

L’immagine dei colori che si riscaldano “fino al limite” trasmette un senso di emozione repressa, di una lotta interiore che non può manifestarsi completamente. Questi “colori discreti” (“colori discreti”) offrono un riflesso smorzato dei sentimenti sommessi del parlante. Sebbene il giorno vinca sulla malinconia (“mentre il giorno vince la malinconia”), la vittoria non è assoluta;  è un trionfo fragile, un momento fugace in cui il mondo esterno si allinea brevemente con il mondo interiore del parlante, ma la vittoria della luce del giorno non cancella il dolore sottostante.

Finalità e fuga da sé
L’ultimo verso della poesia, “Lo stesso sguardo, disertore”, racchiude il senso ultimo di abbandono emotivo

“Sfumature di Vento e Nostalgia: Un Viaggio tra Mare e Solitudine”
By: Kareem Abdullah . Iraq.

Analytical Critical Reading of “La Città del Vento” by Cinzia Rota: “Sfumature di Vento e Nostalgia: Un Viaggio tra Mare e Solitudine”

Cinzia Rota’s poem “La Città del Vento” is a powerful exploration of emotion, loss, and the inescapable pull between attachment and detachment. Through vivid imagery and nuanced metaphors, Rota weaves a narrative that takes us through the turbulent feelings of longing, isolation, and the inevitable departure, symbolized by both the city and the sea. The poem reflects on the complexity of human experience, where beauty and pain coexist, and where nostalgia shapes the very essence of the self.

The Grandeur of the City and Sea: Mirrors of the Self
The poem opens with a striking comparison between the lover or the desired object and the city itself: “Sei come questa città, / che vista mozza il fiato” (You are like this city, / which takes away the breath with its sight). The city is not merely a place but a living, breathing entity, full of allure and power. The adjective “mozza il fiato” (takes away the breath) implies that the city—and, by extension, the person being addressed—is overwhelming, in a way that inspires both awe and fear. This emotional intensity is further amplified through the metaphor of wind: “Affascinante al suono del vento, / che soffia e mi trascina…” (Fascinating to the sound of the wind, / which blows and pulls me…). The wind becomes a force that not only captivates but also sweeps the speaker away, symbolizing the uncontrollable pull of emotions, as well as the sense of helplessness when faced with deep desire or loss.

The sea is also a prominent image in the poem, representing both beauty and danger. The sea is described as “una carezz’ai fianchi della terra” (a caress on the sides of the earth), evoking a sense of seduction, yet it also serves as a reminder of the impermanence of connection. The sea is both tender and harsh—its caress is fleeting, and its vastness suggests an eternal distance. This duality mirrors the speaker’s internal conflict: the yearning for something unattainable and the eventual heartbreak that follows.

Longing and Departure: Emotional Contradictions
One of the central themes in the poem is the simultaneous experience of longing and departure. The phrase “Sei le navi in partenza, / quando spezzi’l contatto” (You are the ships departing, / when you break the contact) uses the image of a departing ship to evoke feelings of abandonment and separation. Ships, in this context, symbolize both the physical and emotional distance that grows between the speaker and the one they love. Departure is not just an event; it is a cycle that repeats: “tutte le volte che t’ho visto andar via…” (every time I saw you go away). This recurrence of parting creates a sense of inevitability, yet it also fuels the speaker’s deep emotional attachment.

Nostalgia emerges as another powerful motif, described as “la nostalgia, / un ritaglio di sole, maledetto” (nostalgia, / a piece of sun, cursed). Here, nostalgia is a double-edged sword: it is both beautiful and painful. The imagery of sunlight suggests warmth and joy, but the word “maledetto” (cursed) reveals that this memory, this longing, has a destructive side. Nostalgia first wounds the soul, but it then “rises again” on empty streets (“che prima ferisce l’anima / e poi risorge su strade vuote”). This cyclical nature of longing implies that the pain of the past, though it wounds, also refuses to fade, and it continues to shape the present. The streets, once full of life and connection, are now devoid of meaning, emphasizing the isolation that follows emotional loss.

Solitude and Disconnection: Interaction with the Surrounding Environment
The theme of isolation is particularly poignant in the line “Sola, cammino tra palazzi silenti” (Alone, I walk among silent buildings). The city, though filled with activity, is experienced by the speaker as a barren and empty place. The “silent buildings” are symbols of the external world that seem to offer no comfort or connection. The speaker is walking through a space that is both familiar and alien—caught in a liminal state between presence and absence.

The imagery of colors heating up “until the limit” conveys a sense of suppressed emotion, of an internal struggle that cannot fully manifest. These “discreet colors” (“colori discreti”) offer a muted reflection of the speaker’s own subdued feelings. Though the day wins over melancholy (“mentre il giorno vince la malinconia”), the victory is not absolute; it is a fragile triumph, a fleeting moment where the external world briefly aligns with the speaker’s inner world, but the victory of daylight does not erase the underlying sorrow.

Finality and the Escape from Self
The final line of the poem, “Lo stesso sguardo, disertore” (The same look, deserter), encapsulates the ultimate sense of emotional abandonment

LA CITTÀ DEL VENTO

Sei come questa città,
che vista mozza il fiato.
Affascinante al suono del vento,
che soffia e mi trascina…
Quel magico valzer che gira…
Sei questo mare
una carezz’ai fianchi della terra,
seducente visione al tramonto, un brivido
quando cede la pelle, un solletico malizioso
che gocciola vapore al cielo…
Sei le navi in partenza,
quando spezzi’l contatto,
tutte le volte che t’ho visto andar via…
Sei la nostalgia, 
un ritaglio di sole, maledetto,
che prima ferisce l’anima
e poi risorge su strade vuote.
Sola, cammino tra palazzi silenti, 
colori discreti che s’accendono, 
si riscaldano fino al limite, 
mentre il giorno vince la malinconia.
Lo stesso profumo, un intenso sapore…
Lo stesso sguardo, disertore.

©️ ️ Cinzia Rota 2025 Copyright –
Legge sulla proprietà intellettuale. n. 633 del 22.04.1941

THE CITY OF THE WIND

You are like this city,
Whose sight takes your breath away.
Charming to the sound of the wind,
Who blows me and takes me away…
That magic waltz that transforms…
You are this sea
A caress on the sides of the earth,
A seductive vision at sunset, a thrill
When the skin gives, a mischievous tickle
Dripping steam into the sky…
You are the ships departing,
When you break the moorings
Every time I saw you leave…
You are the nostalgia,
A sliver of sunshine, cursed,
That first hurts the soul
And then resurface in the empty streets.
Alone, I walk among silent buildings,
Discreet colors that illuminate,
Warm up to the limit,
While the day overcomes melancholy.
The same scent, an intense taste.
The same elusive look…

Traduzione a cura di Franca Colozzo

Pubblicato da elisamascia

Biografia di: Elisa Mascia Nata a Santa Croce di Magliano (Cb) nel 1956, vive a San Giuliano di Puglia (Cb). Insegnante, poetessa, scrittrice, declamatrice, recensionista, giurata in eventi culturali, manager culturale nel mondo. Ha partecipato a numerosi concorsi di poesia nazionali ed internazionali ottenendo premi, attestati di partecipazione, meriti e menzioni d'onore. Nel luglio 2019 è stata pubblicata con “L'inedito Letterario” la prima raccolta di poesie della Silloge dal titolo “La Grattugia della Luna”. Ha partecipato a 8 edizioni del Premio Histonium, dal 2009 al 2019. Nel 2018 con la successiva pubblicazione della Silloge poetica Magiche Emozioni dell'Anima presentata quale strenna natalizia. Nel 2019 con la Silloge "Sogni Dipinti" di 10 poesie inedite ispirate a 10 dipinti del grande artista e poeta Erminio Girardo che ha ricoperto per lei il ruolo di maestro, segnando una svolta decisiva nell'attività di poetessa-scrittrice. Ha curato la traduzione poetica in italiano di alcune poesie del poeta , editor NilavroNill Shoovro. Da maggio 2019 ha partecipato all'intervista di febbraio 2020 e a molte Antologie tematiche, a oltre 50 numeri dell'Archivio mensile dei poeti OPA. Al libro di poesie "Savage Wind" pubblicato a settembre 2019 da "L'Inedito" del poeta Asoke Kumar Mitra ne ha curato la traduzione poetica in italiano. Da febbraio 2020 è membro fondatore di WikiPoesia. È cittadina della Repubblica dei Poeti e Dama dell'Ordine di Dante Alighieri. È stata co-conduttrice del programma En Alas del Fénix - collaboratrice di Radio Krysol Internazionale con video - declamazione di poesie proprie e di altri autori in italiano e spagnolo. Da febbraio a settembre 2021 ideatrice, organizzatrice e co-conduttrice del programma “Sentieri di vita” in onda su Radio Krysol Internazionale . Dal 2019: Voce al progetto Una voce del buio -e componente del gruppo del Teatro al buio - con Pietro La Barbera e da ottobre 2023 alla Co-conduzione del programma bilingue italiano-spagnolo "Alla ricerca della vera bellezza" in Restream e YouTube Autrice da San Giuliano di Puglia (Campobasso) Molise, del quotidiano online, del direttore Pier Carlo Lava, Alessandria today Magazine con oltre 600 articoli e Alessandria online. Da metà del 2023 collaborazione con il poeta Fabio Petrilli per la pubblicazione in Alessandria today di poeti da lui proposti Collabora con il periodista nicaraguense Carlos Javier Jarquin e coautrice di Canto Planetario. Coordinatrice Italia - Direttrice Eventi e Comunicazioni, Amministratrice dell'Accademia Albap. Membro della Writers Capital Foundation International e Coordinatrice dell'Italia del PILF: 2022-2023-2024 e PIAF 2022.- 2023, Responsabile della Biennale Hagiography Iconography International della Writers Capital Foundation International 2023, Autrice, Artista, Promotrice Culturale, Membro del Comitato Organizzatore dei Festival Panorama Internazionale Letteratura, Redattrice di www.writersedition.com "The Complete Magazine" - Italia Disegna e dipinge da Lezioni online del Maestro ceramista, scultore, artista plastico argentino Miguel Angel Guiñazu. Ha ricevuto, dal Movimento "Pacis Nuntii" - Argentina, l'Attestato e la Bandiera Universale della Pace che conferisce a chi la porta il carattere e lo spirito di Araldo e Costruttore della Pace Universale. È Dama dell'Arcobaleno nominata dalla prof.ssa Teresa Gentile. Nel luglio 2023 ha pubblicato il libro di poesie “Melodia d'amore ". - Facebook - Instagram - Twitter - YouTube - Pinterest

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