Foto cortesia delle opere d’arte e locandina di Delegato di Miguel Ángel Guiñazu
Arte come fuoco e vita: le opere scultoree e murali di Miguel Ángel Guiñazu
/ Articoli / Di weadmin
Nella IV edizione del Panorama International Arts Festival (PIAF) 2024, organizzato dalla Writers Capital International Foundation, Miguel Ángel Guiñazu, celebre artista argentino, presenta due straordinarie opere d’arte che incarnano il tema del fuoco, simboleggiando passione, trasformazione e resilienza. Le sue opere riflettono non solo la brillantezza artistica, ma anche profonde metafore della vita, delle relazioni umane e della sopravvivenza degli ecosistemi del pianeta.
Il capolavoro scultoreo di Guiñazu, la “Coppia di tango”, è una vivida rappresentazione della cultura argentina e dell’abbraccio appassionato del tango. Realizzata con una straordinaria combinazione di onice inca, onice nero e rodocrosite (la pietra nazionale dell’Argentina), con intricati dettagli in oro 18k su scarpe e cappello, la scultura irradia una connessione ardente tra due corpi intrecciati nella danza.
Il tango, per Guiñazu, è una danza di fuoco, un abbraccio che accende l’essenza dell’essere. La coppia di tango riflette le complessità delle relazioni umane, dove i corpi si muovono insieme in armonia, seguendo regole non dette, proprio come il ritmo della vita stessa. Questa danza, nella sua forma più pura, è un dialogo di vibrazioni e sensazioni, spogliato di bugie o finzioni. È una comunicazione aperta in cui divampa il fuoco della passione, poiché ogni momento della danza porta con sé una storia, un risultato imprevedibile e la profonda energia della connessione.
Il tango, come il fuoco, suscita emozioni profondamente radicate dentro di noi, creando una potente metafora per la danza della vita, i suoi ritmi, i suoi desideri e l’eterna attrazione della gravità che ci tiene con i piedi per terra ma che ci spinge sempre a cercare di più.
In un’esplorazione riflessiva della profondità simbolica del fuoco, Guiñazu traccia un parallelo spirituale tra la sua rappresentazione artistica di Cristo e l’elemento del fuoco. Cristo, in questa interpretazione, non è semplicemente una figura di trascendenza divina, ma una forza attiva che irradia luce e fuoco in tutte le direzioni. Questo fuoco sacro, come descritto nelle scritture, è sia vivificante che purificante, una forza cosmica che guarisce e trasforma.
Il fuoco di Cristo, affine allo Spirito Santo, contrasta con le fiamme distruttive e infernali che devastano la Terra. Il suo fuoco è la luce che illumina, l’amore che lega e il potere che trasforma la vita stessa. In questa riflessione teologica, Guiñazu ci invita a vedere il fuoco non solo come un fenomeno fisico, ma come una forza spirituale che brucia con uno scopo, purificando e rinnovando tutto ciò che tocca. Il fuoco sulla croce e il sangue di Cristo si uniscono simbolicamente per portare un nuovo battesimo, un battesimo di fuoco che annuncia il completamento della Sua missione divina.
Il dipinto murale di Guiñazu dell'”Elefante” ci porta nel cuore della natura, dove queste maestose creature, minacciate di estinzione, fungono da guardiani dell’ambiente. Gli elefanti, come illustra Guiñazu, non sono solo animali; sono simboli dell’interdipendenza della vita e della resilienza degli ecosistemi. In Africa, dove il loro numero sta diminuendo, gli elefanti svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento della biodiversità, favorendo la sopravvivenza di innumerevoli altre specie.
Le capacità uniche degli elefanti di scavare per cercare acqua durante i periodi di siccità e di disperdere semi mentre percorrono grandi distanze evidenziano la loro importanza nel sostenere la vita. Sono, in sostanza, i pompieri ambientali, che prevengono un ulteriore degrado ecologico nutrendo il pianeta nel loro modo silenzioso e nobile. Senza di loro, l’equilibrio della natura sarebbe irrimediabilmente danneggiato e la crescente minaccia della loro estinzione rappresenta un grave rischio per l’ecosistema globale.
Attraverso la storia dell’elefante, Guiñazu collega il tema del fuoco con la sopravvivenza e il rinnovamento. L’esistenza dell’elefante, come il fuoco, è essenziale per la rigenerazione della vita. Mentre seminano semi e forniscono acqua, spengono metaforicamente gli incendi della distruzione ambientale, assicurando la continuità delle foreste e la preservazione della vita stessa.
Nato e cresciuto a La Plata, in Argentina, Miguel Ángel Guiñazu ha plasmato la pietra fin dall’infanzia. Sotto la guida di suo padre, Juan Guiñazu, ha ereditato la passione per le opere scultoree, affinando la sua arte attraverso anni di pratica e studio dedicati. Il suo percorso artistico si è esteso oltre la pietra per comprendere la ceramica, il disegno, la pittura e la creazione di murales, rendendolo un artista versatile e rispettato sia in Argentina che a livello internazionale.
Grato per i talenti che gli sono stati conferiti, Guiñazu attribuisce il suo lavoro all’ispirazione divina, riconoscendo sempre le benedizioni di Dio nella sua capacità di creare pezzi esclusivi. Le sue sculture, i suoi murales e i suoi dipinti non solo affascinano gli amanti dell’arte, ma ispirano anche poeti e scrittori. Il contributo di Guiñazu alla letteratura è immortalato nel romanzo di Cristina Cuesta Your Hell or Mine, dove le sue intuizioni sulla scultura sono intrecciate nel tessuto della storia, evidenziando il profondo legame tra la sua arte e le narrazioni umane.
Le opere di Miguel Ángel Guiñazu in PIAF 2024 sono una testimonianza del potere del fuoco come metafora della passione umana, della trasformazione spirituale e della salvaguardia ambientale. Che sia attraverso l’abbraccio ardente di una coppia di tango, la luce purificatrice di Cristo o la presenza vivificante degli elefanti, l’arte di Guiñazu ci ricorda che il fuoco, nelle sue molteplici forme, è una forza che plasma, rinnova e sostiene la vita sulla Terra.
Mentre ci impegniamo con la sua arte, siamo chiamati a riflettere sui fuochi che ardono dentro di noi: la passione di entrare in contatto con gli altri, le fiamme spirituali che ci guidano e i fuochi di resilienza che assicurano la sopravvivenza del nostro pianeta per le generazioni a venire.
Art as Fire and Life: The Sculptural and Mural Works of Miguel Ángel Guiñazu
/ Articles / By weadmin
In the IV edition of the Panorama International Arts Festival (PIAF) 2024, organized by the Writers Capital International Foundation, Miguel Ángel Guiñazu, a celebrated artist from Argentina, brings forth two remarkable pieces of art that embody the theme of fire, symbolizing passion, transformation, and resilience. His works reflect not only artistic brilliance but also profound metaphors of life, human relationships, and the survival of the planet’s ecosystems.
Guiñazu’s sculptural masterpiece, the “Tango Couple,” is a vivid representation of Argentine culture and the passionate embrace of tango. Crafted from a stunning combination of Inca Onyx, Black Onyx, and Rhodochrosite (the national stone of Argentina), with intricate 18k gold details on the shoes and hat, the sculpture radiates a fiery connection between two bodies intertwined in dance.
Tango, for Guiñazu, is a dance of fire—an embrace that ignites the essence of being. The tango couple reflects the complexities of human relationships, where bodies move together in harmony, following unspoken rules, much like the rhythm of life itself. This dance, in its purest form, is a dialogue of vibrations and sensations, stripped of lies or pretense. It is an open communication where the fire of passion blazes, as each moment in the dance carries a story, an unpredictable outcome, and the profound energy of connection.
The tango, like fire, stirs emotions deeply embedded within us, creating a powerful metaphor for the dance of life—its rhythms, desires, and the eternal pull of gravity that keeps us grounded yet always reaching for more.
In a reflective exploration of fire’s symbolic depth, Guiñazu draws a spiritual parallel between his artistic representation of Christ and the element of fire. Christ, in this interpretation, is not merely a figure of divine transcendence but an active force radiating light and fire in all directions. This sacred fire, as described in the scriptures, is both life-giving and purifying—a cosmic force that heals and transforms.
The fire of Christ, akin to the Holy Spirit, contrasts with the destructive, infernal flames that ravage the Earth. His fire is the light that illuminates, the love that binds, and the power that transforms life itself. In this theological reflection, Guiñazu invites us to see fire not only as a physical phenomenon but as a spiritual force that burns with purpose, cleansing and renewing all it touches. The fire on the cross, and the blood of Christ, symbolically unite to bring a new baptism—a baptism of fire that heralds the completion of His divine mission.
Guiñazu’s mural painting of the “Elephant” takes us into the heart of nature, where these majestic creatures, threatened with extinction, serve as guardians of the environment. Elephants, as Guiñazu illustrates, are not just animals; they are symbols of life’s interdependence and the resilience of ecosystems. In Africa, where their numbers are dwindling, elephants play a crucial role in maintaining biodiversity, fostering the survival of countless other species.
The elephants’ unique abilities to dig for water during dry spells and to disperse seeds as they travel vast distances highlight their importance in sustaining life. They are, in essence, the environmental firefighters—preventing further ecological degradation by nurturing the planet in their quiet, noble way. Without them, the balance of nature would be irreparably damaged, and the increasing threat of their extinction poses a grave risk to the global ecosystem.
Through the story of the elephant, Guiñazu connects the theme of fire with survival and renewal. The elephant’s existence, like fire, is essential for the regeneration of life. As they sow seeds and provide water, they metaphorically quench the fires of environmental destruction, ensuring the continuity of forests and the preservation of life itself.
Born and raised in La Plata, Argentina, Miguel Ángel Guiñazu has been shaping stone since childhood. Under the guidance of his father, Juan Guiñazu, he inherited a passion for sculptural works, honing his craft through years of dedicated practice and study. His artistic journey has expanded beyond stone to encompass ceramics, drawing, painting, and mural creation, making him a versatile and respected artist both in Argentina and internationally.
Grateful for the talents bestowed upon him, Guiñazu credits his work to divine inspiration, always acknowledging God’s blessings in his ability to create exclusive pieces. His sculptures, murals, and paintings not only captivate art lovers but also inspire poets and writers. Guiñazu’s contribution to literature is immortalized in Cristina Cuesta’s novel Your Hell or Mine, where his insights into sculpture are woven into the fabric of the story, highlighting the profound connection between his art and human narratives.
Miguel Ángel Guiñazu’s works in PIAF 2024 are a testament to the power of fire as a metaphor for human passion, spiritual transformation, and environmental preservation. Whether through the fiery embrace of a tango couple, the purifying light of Christ, or the life-sustaining presence of elephants, Guiñazu’s art reminds us that fire, in its many forms, is a force that shapes, renews, and sustains life on Earth.
As we engage with his art, we are called to reflect on the fires that burn within us—the passion to connect with others, the spiritual flames that guide us, and the fires of resilience that ensure our planet’s survival for generations to come.
Arte como fuego y vida: las obras escultóricas y murales de Miguel Ángel Guiñazu
/ Artículos / Por weadmin
En la cuarta edición del Festival Internacional de las Artes Panorama (PIAF) 2024, organizado por la Fundación Internacional Writers Capital, Miguel Ángel Guiñazu, famoso artista argentino, presenta dos extraordinarias obras de arte que encarnan el tema del fuego, que simboliza la pasión, la transformación y resiliencia. Sus obras reflejan no sólo brillantez artística, sino también profundas metáforas de la vida, las relaciones humanas y la supervivencia de los ecosistemas del planeta.
La obra maestra escultórica de Guiñazu, la “Pareja de Tango”, es una vívida representación de la cultura argentina y el apasionado abrazo del tango. Elaborada a partir de una impresionante combinación de ónix inca, ónix negro y rodocrosita (la piedra nacional de Argentina), con intrincados detalles en oro de 18k en los zapatos y el sombrero, la escultura irradia una conexión ardiente entre dos cuerpos entrelazados en danza.
El tango, para Guiñazu, es una danza de fuego, un abrazo que ilumina la esencia del ser. La pareja de tango refleja las complejidades de las relaciones humanas, donde los cuerpos se mueven juntos en armonía, siguiendo reglas tácitas, como el ritmo de la vida misma. Esta danza, en estado puro, es un diálogo de vibraciones y sensaciones, despojado de mentiras o pretensiones. Es una comunicación abierta en la que arde el fuego de la pasión, ya que cada momento del baile trae consigo una historia, un desenlace impredecible y la profunda energía de la conexión.
El tango, como el fuego, despierta emociones profundamente arraigadas en nosotros, creando una poderosa metáfora de la danza de la vida, sus ritmos, sus deseos y la eterna atracción de la gravedad que nos mantiene firmes pero que siempre te empuja a buscar más.
En una exploración reflexiva de la profundidad simbólica del fuego, Guiñazu traza un paralelo espiritual entre su representación artística de Cristo y el elemento fuego. Cristo, en esta interpretación, no es simplemente una figura de la trascendencia divina, sino una fuerza activa que irradia luz y fuego en todas direcciones. Este fuego sagrado, como se describe en las Escrituras, es a la vez dador de vida y limpiador, una fuerza cósmica que sana y transforma.
El fuego de Cristo, afín al Espíritu Santo, contrasta con las llamas destructivas e infernales que devastan la Tierra. Su fuego es la luz que ilumina, el amor que une y el poder que transforma la vida misma. En esta reflexión teológica, Guiñazu nos invita a ver el fuego no sólo como un fenómeno físico, sino como una fuerza espiritual que arde con propósito, purificando y renovando todo lo que toca. El fuego en la cruz y la sangre de Cristo se unen simbólicamente para traer un nuevo bautismo, un bautismo de fuego que anuncia el cumplimiento de su divina misión.
El mural del “Elefante” de Guiñazú nos adentra en el corazón de la naturaleza, donde estas majestuosas criaturas, en peligro de extinción, sirven como guardianes del medio ambiente. Los elefantes, como ilustra Guiñazu, no son sólo animales; son símbolos de la interdependencia de la vida y la resiliencia de los ecosistemas. En África, donde su número está disminuyendo, los elefantes desempeñan un papel crucial en el mantenimiento de la biodiversidad y apoyan la supervivencia de muchas otras especies.
Las habilidades únicas de los elefantes para cavar en busca de agua durante períodos de sequía y dispersar semillas mientras viajan grandes distancias resaltan su importancia para el sustento de la vida. Son, en esencia, los bomberos ambientales que previenen una mayor degradación ecológica nutriendo el planeta a su manera tranquila y noble. Sin ellos, el equilibrio de la naturaleza quedaría irremediablemente dañado y la creciente amenaza de su extinción representa un grave riesgo para el ecosistema global.
A través de la historia del elefante, Guiñazu conecta el tema del fuego con la supervivencia y la renovación. La existencia del elefante, como el fuego, es fundamental para la regeneración de la vida. Mientras siembran semillas y proporcionan agua, metafóricamente apagan los incendios de la destrucción ambiental, asegurando la continuidad de los bosques y la preservación de la vida misma.
Nacido y criado en La Plata, Argentina.
Miguel Ángel Guiñazu lleva dando forma a la piedra desde pequeño. Bajo la dirección de su padre, Juan Guiñazu, heredó la pasión por las obras escultóricas, perfeccionando su oficio a través de años de práctica y estudio dedicados. Su recorrido artístico se ha extendido más allá de la piedra para incluir la cerámica, el dibujo, la pintura y la creación mural, convirtiéndolo en un artista versátil y respetado tanto en Argentina como a nivel internacional.
Agradecido por los talentos que le han concedido, Guiñazu atribuye su trabajo a la inspiración divina, reconociendo siempre las bendiciones de Dios en su capacidad para crear piezas únicas. Sus esculturas, murales y pinturas no sólo fascinan a los amantes del arte sino que también inspiran a poetas y escritores. La contribución de Guiñazu a la literatura está inmortalizada en la novela de Cristina Cuesta Tu infierno o el mío, donde sus conocimientos sobre la escultura se entretejen en la trama de la historia, destacando la profunda conexión entre su arte y las narrativas humanas.
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