Foto cortesia di Angela Kosta e Graciela Diana Pucci
POESIE DA GRACIELA DIANA PUCCI (ARGENTINA)
Graciela Diana Pucci Fontana è nata a Buenos Aires, in Argentina, dove risiede ancora oggi.
Lei è di nazionalità: Italo – Argentina.
Graciela è l’editore della sua rivista Letteraria e d’Arte “Literarte”, dichiarata con interesse culturale dall’Onorevole Consiglio Deliberativo di Vicente López, Buenos Aires, Argentina (2002) nonché dal Segretario alla Cultura della Presidenza della Nazione Argentina (2010).
Il primo numero è stato pubblicato nel novembre 2001 e può essere trovato sul sito web:
http://www.revistaliterartedigital.blogspot.com
Nel novembre 2003, Graciela ha fondato “Bohemias de Literarte”, un incontro culturale che si tiene mensilmente nella città di Vicente López-Argentina, dove si incontrano scrittori, artisti, musicisti e altri rappresentanti di varie discipline artistiche.
Insieme a due colleghi, Graciela ha dato il benvenuto a “Gente de Literarte” su Radio FM Signos de Munro, Provincia di Buenos Aires, questo programma dedicato all’arte in generale. Nel 2003, Graciela ha ricevuto il premio Ratelco (in Radio e Televisione per la Comunità” e il Premio Pilas 2004, entrambi in ambito culturale.
Nel 2000 ha iniziato come presentatrice radiofonica nel programma chiamato “Queja urbana” su FM Instituto de Olivos.
Nel 2002, Graciela ha diretto “La voz de Cartelera”, il programma di interesse generale del FM Fénix de Martínez.
Nello stesso anno, ha co-organizzato “Un café, el arte y Usted”, un programma culturale trasmesso quotidianamente da FM Manantial nella città di Olivos.
Nel 2006 iniziò a collaborare al programma radiofonico Cultura y Diversión en Acción, trasmesso da Radio Valladollid nello Yucatán, in Messico. Le prime poesie, Graciela le scrisse durante la sua adolescenza.
Nel 1996 ha iniziato a frequentare una rivista letteraria e, incoraggiata dal coordinatore, ha pubblicato le sue prime creazioni sui media locali e su diversi giornali delle province argentine. Alcune delle sue poesie sono state tradotte in: portoghese, inglese, catalano e italiano, trasmesse in varie trasmissioni radiofoniche.
A GUELFO PUCCI
Sei qui
-come quando bambina-
ti vedevo soltanto la sera
il giorno
una successione di bambole senza senso
non c’eri
e c’eri nell’odore del cuscino
nei pantaloni impeccabilmente appesi
nella giacca che abbracciavo
quando mi faceva male al di là del petto.
Sei qui
-come quando ero adolescente-
il tuo sguardo da uccello mutilato
faceva nido nei miei occhi
-Impotente davanti all’autorità
che disapprovava-
Sei qui
-come quando ero quasi adulta-
mi rifiutai di vestire di bianco
(ti ricordi?)
tacesti di nuovo
cos’altro potevi fare?
la tua anima fu d’accordo con la mia
complice di uno sbaglio
Sei qui
-come quando ti regalai tre soli-
illuminarono il duro lavoro che t’impose la vita
trascinavi dolori antichi
ferivano i tuoi sogni
cancellavano il tuo sorriso
ti regalai anche le mie parole
trasformate in poemi
-le feci volare insieme al tuo nome-
arrivarono a destinazione, senza ritardi
Oggi non ci sei
ma sei con me
accompagni il mio sonno – inquieto come il tuo-
la tua figura mi guida ancora
sei accanto a me
Perché dicono che non sei vivo?
LAMPI E PAZZIA
Affiorano in me scure sensazioni
e
ritorno nell’albergo di infortuni
mi rifiuto di restare
il sangue evade sentieri
-scorre senza senso-
altera pensieri
stravolge emozioni
Mi vedo
sbriciolata e infima
Le mie mani afferrano
lampi di lucidità
delle labbra
sputano parole profane
Cado
Sprofondata nella pazzia
(senza carezze guaritrici
né braccia che mi riscattino)
trovo quell’altro essere
non mi impietosisco
lo uccido
Il mio cuore batte con sangue nuovo
soltanto una tristezza dimora nell’anima
è il dolore pagano
lo sfratto
sorrido.
ISTINTO DA LUPO
Brandendo solitudini ferisco la notte
essa si dissangua in paesaggi estranei
io nottambula e assetata – come uccello imbavagliato
vago in ombre
-pazza diranno alcuni-
non m’intimidiscono
sconfiggo le mie corazze
ridono? No
nemmeno piangono
abbozzano uno stupore osceno
e
fanno traboccare la mia insonnia
voglio dormire
poi
svegliarmi nelle sinuosità del mio tempo
dove le carezze non disperino
ed i baci si spargano nella mia bocca
senza domande con risposte certe
dormo
un miagolio di gatto in calore scuote il letargo
è la mia altra voce – istinto da lupo
mi scortico
allora
vesto il corpo con antico abbigliamento
e assisto alla nascita
di quella che sono sempre stata
A cura di Angela Kosta Direttore Esecutivo della Rivista MIRIADE Accademica, giornalista, poetessa, saggista, editore, critica letteraria, redattrice, traduttrice, promotrice