Foto cortesia di Nikolas Alexandrinos -Grecia premiato all’Awards Golden book 2024
“UNA PICCOLA STORIA DI ALTO VALORE”
Il “capitano” saltò vestito dal ponte della barca ancorata, tirando indietro l’acqua con i palmi delle mani come remi, senza perdere di vista la bambina, la segue con il suo sguardo…
“Penso che sta annegando” ha detto il giovane alla moglie che poco fa ha urlato, come se le avesse pestato il callo, giocando in mare, avanti e indietro nella loro piccola barca, l’acqua non arrivava ai loro colli…,
“Ma non vede che stiamo giocando, cosa diavolo vuole…” esclamò la moglie evidentemente contrariata, lasciando il resto all’uomo….
“Ok amico, va tutto bene, sei davvero preoccupato… torna al tuo lavoro…” non fece tempo di dire, nuotando come un delfino il capitano passò loro davanti e accanto lasciandoli indietro …per cercarlo…
Quando si tuffò sott’acqua e scomparve alla loro vista… finché non riemerse, con la loro bambina di nove anni tra le braccia, tremante e il sale che scorreva dalle sue labbra…
I suoi genitori sono scioccati, osservano il salvatore della loro bambina come un dio, accarezzandole con calma e dolcezza i capelli, mentre lo lodano per il grande improbabile tuffo….
La bambina gli sorride meravigliosamente e anche il capitano… giocano finché lei non esorcizza la psiche infantile, la fobia dell’annegamento….
“Papà, questo signore è mio amico!!” esclamò la bambina, mentre il suo salvatore la affidava all’abbraccio paterno, quello che fa sentire al sicuro ogni bambino….
“CONOSCENZA E IGNORANZA”
In breve, e nel contesto della storia di cui sopra, penso che sorgono ragionevolmente almeno due domande, compagni di viaggio.
Innanzitutto, come ha fatto il capitano ad accorgersi da così lontano che la ragazza stava annegando e, senza perdere tempo, si è tuffato con i suoi vestiti in mare, dove, nuotando velocemente dopo aver oltrepassato i suoi genitori, si è tuffato ed è emerso tenendola tra le braccia!
Altrettanto discutibile è come e perché i suoi genitori, nonostante fossero così vicini, non si siano resi conto di nulla della quasi tragedia?
La risposta alla prima domanda sta in una parola di dieci lettere… come diciamo CONOSCENZA!!
Mentre alla seconda risponde un’altra parola, con nove lettere… come diciamo IGNORANZA!!
La conoscenza e l’ignoranza che si vedono chiaramente e ovviamente nella storia sopra della simpatica bambina di nove anni e del capitano salvatore….
Chiunque, se non altro, sembra avere CONOSCENZA dei segni dell’annegamento… segnali che i genitori della bambina hanno ignorato, proprio come la maggior parte di noi sul Pianeta Terra…
Davvero cosa risponderebbe la moltitudine di persone in un sondaggio giornalistico, sul tema dei segnali di annegamento? Ma come si può percepire che qualcuno sta annegando, a distanza ravvicinata?
Immagino che risponderebbero la maggior parte dei “televisori”, dai movimenti agitati delle mani di qualcuno che lotta… sopra le acque!
Altre dalle voci intorno a lui che invocano disperatamente aiuto… prima che affondi e rilasci “bolle”!
Come nel caso del noto segno di annegamento secondo molti, una palma che sporge come una “munja” sopra l’acqua!
Senza dubbio, molti di noi rimarranno sorpresi e si chiederanno se apprendono che nulla di quanto sopra è vero… il che, se non altro, verifica l’ignoranza della folla riguardo all’annegamento….
“L’annegamento…non sembra un annegamento”
Per quanto paradossale possa sembrare, gli esperti di annegamento decidono e spiegano che sempre, o quasi, si tratta di un incidente tranquillo con minimi spruzzi d’acqua…
Senza movimenti disperati delle mani e voci angosciate o grida di aiuto…
In breve, Drowning non somiglia esattamente a Drowning come dicono coloro che lo lodano… esiste in modo ingannevole e implicito.
Queste ed altre cose che la maggior parte dei bagnanti nei mari della terra ignorano, penso che sia cosa buona e saggia da parte nostra imparare, a beneficio di tutti, Compagni di viaggio.
Quanti di noi sanno davvero che il nostro sistema respiratorio è progettato principalmente per la respirazione e secondariamente per la parola….
Cioè, prima che qualcuno anneghi… inspira ed espira ansimando, mentre tiene la bocca e la testa fuori dall’acqua, apparentemente incapace di parlare, per non parlare di gridare aiuto….
Non ci vuole saggezza o grazia divina per capire che ogni tanto, se non tutti i giorni, sui “social media” domestici sentiamo dire che un nostro simile è annegato, su qualche spiaggia…
Allo stesso modo a volte in una piscina, di fronte agli occhi di molti che almeno ignorano i segni di annegamento, compagni di viaggio.
Cito le reazioni istintive di una persona che sta annegando, come accuratamente descritte in un articolo sulla rivista On Scene della Guardia Costiera, dal Dr. Pia…
Fisiologicamente le persone che stanno annegando non possono smettere di annegare….
Per quanto facciano fatica a restare anche solo per un po’ fuori dall’acqua, non riescono a eseguire i movimenti che vorrebbero…
Come agitare le mani per chiedere aiuto o tendere la mano…
Ci sarà il seguito…