Foto cortesia di Rocío Cardoso -Uruguay
Recensione scritta dal
Dott. Eduardo Herrara Baullosa
Poeta e Narratore Cubano 2018
“Vecchie ferite riposano ancora sul suo corpo”
Sulla raccolta di poesie “Nascosta dietro il suo cappello”
della poetessa e narratrice uruguaiana Rocío Cardoso
Questa nave di parole di imperativa verità poetica. Non è un altro discorso esterno in cui un autore dà libero sfogo alla sua arte per adulare il proprio ego e colmare quello di altri meno fortunati a cui manca il dono della scrittura.
Quest’opera parte dall’ombra, da sé, da quel luogo intimo che vive nella donna che la scrive, dalla verità sconvolgente che costituisce la migliore letteratura.
Avvicinandoci dobbiamo trattenere il respiro, cercare un silenzio diverso che accompagni la lettura, riflessiva e solenne.
Ciò che qui viene detto prende il lettore, lo tiene in pensiero, costringendolo a guardare, a sentire il dolore ostinato dell’omissione, il disprezzo indulgente che la donna ha sofferto e soffre tuttora.
Si rivela inaspettatamente e repentinamente fin dalla prima strofa: “Quell’uomo / la sta guardando…”
Al di là del soggetto lirico, —“Quell’uomo”—, si noti come l’autore scrive la forma verbale in maiuscolo. Vuoi parlarci, con questa raffinatezza letteraria, di un uomo specifico? Colui che ha lasciato il segno nascosto dei suoi soprusi. O al contrario è solo una giustificazione per rivelare l’Uomo nella sua dimensione fisico-psicologica, ma anche nel suo simbolismo socio-culturale?
È difficile saperlo quando si parla di un libro come “Nascosta dietro il suo cappello” della scrittrice uruguaiana Rocío Cardoso, dove la complessità psicologica e la dimensione ontologica sono supportate dalla trascendenza della sua arte.
Rocío, senza timore di dirlo, è una poetessa spoglia di ostentazione, che si dona nuda alla devozione creativa. Ecco perché la fuga, la delicata fermezza della sua denuncia e del suo dolore:
“Ora è una straniera/tra ombre e sconfitte/che ha deciso di perdersi/attraversando il ponte/che la salva dal delirio”
Il femminile, ma anche l’umano nella sua dimensione integrativa caratterizzano l’opera.
“Nascosta dietro il suo cappello ” ci ferisce con la ferocia di un esorcismo per la sua dolcezza ma anche per la tragedia che lo abita, ma anche per l’armonia che si instaura automaticamente tra il suo discorso e chiunque in qualche modo abbia vissuto l’esperienza di discriminazione e violenza, al di là del loro genere.
È un libro che senti vivo dentro di te, perché i versi dell’autrice sono anche i tuoi, una convulsione di linguaggio che allo stesso tempo ci frustra e ci appaga. Capacità insolita delle parole di generare una tensione che porta al parossismo del conflitto. Scopri un mondo pieno di femminilità e barbarie sotto lo strato della vita quotidiana e dello sviluppo storico, dove le donne si nascondono nella ribellione.
Ma non fatevi ingannare, “Nascosta dietro il suo cappello ” non significa rassegnato, tanto meno timoroso.
La donna, (oggetto lirico), la donna, (oggetto carnale) che vive in questo libro non cerca vittimizzazione, non ha bisogno della progenie indulgente dell’uomo (figlio, marito, amico, amante, padre):
“Avrebbe potuto essere un’altra donna senza voce / circondata da omissioni / dimenticata di se stessa / ma ha lasciato il segno / dicendo addio all’orrore”
Lei sola basta per vivere e difendersi, non con lo sfortunato senso di vendetta. Lo fa come solo Rocío sa fare, dall’efficacia della parola, priva di manierismi, con la propria voce, identificabile nel metro, nei respiri, nella forza delicata dei suoi versi, dall’amore. Ma anche con quella percezione ben diversa e speciale che ha l’animo femminile, anche nella sofferenza. Forza primordiale affinché non manchino le certezze nella speranza dell’umanità.
“Di notte/ il mare bacia la spiaggia/ con l’aroma salino/ della libertà.”
Con la sua opera, Rocío Cardoso entra nelle nostre anime, accendendo le luci, una dopo l’altra, finché la sua aperta verità non illumina il cammino di silenzi scomodi dove si vuole nascondere il dispotismo a cui sono sottoposte le donne, e che non possiamo in alcun modo seguire tollerante.
Dott. Eduardo Herrara Baullosa
Poeta e Narratore Cubano 2018
Aún sobre su cuerpo reposan viejas heridas
Sobre el poemario “Escondida Detrás de su Sombrero”
de la poeta y narradora uruguaya Rocío Cardoso
Esta nave de palabras de imperativa verdad poética. No es otro discurso externo donde un autor da riendas sueltas al oficio para adular su ego y rellenar el de otros menos afortunados que carecen del don de la escritura.
Esta obra parte de las sombras, de lo propio, de ese lugar íntimo que habita en la mujer que lo escribe, de la verdad impactante que hace la mejor literatura.
Al acércanos a ella, debemos contener la respiración, buscar un silencio diferente que acompañe la lectura, uno reflexivo y solemne.
Lo que aquí se dice, se apodera del lector, lo sujeta del pensamiento, obligándolo a mirar, a sentir el obstinado dolor de la omisión, el indulgente desprecio que ha sufrido y aún sufre la mujer.
Se revela inesperado y súbito desde el primer verso: “Ese hombre/ la vigila…”
Más allá del sujeto lírico, —“ Ese hombre”—, nótese como la autora escribe la forma verbal en mayúsculas. ¿Quiere con está fina sutileza literaria, hablarnos de un hombre en específico? Aquel que ha dejado la marca recóndita de su maltrato. ¿O por el contrario, es apenas una justificación para revelarnos al Hombre en su dimensión física-psicológica, pero también en su simbolismo socio-cultural?
Es difícil saberlo cuando se trata de un libro como “Escondida Detrás de su Sombrero” de la escritora uruguaya Rocío Cardoso, donde la complejidad psicológica y la dimensión ontológica están avalados por la trascendencia de su arte.
Rocío, sin miedo a decirlo, es una poeta despojada de ostentaciones, que se entrega desnuda a la devoción creativa. Por eso el vuelo, la delicada firmeza de su denuncia y su dolor:
“Ahora es una extraña/entre sombras y derrotas/que decidió perderse/al cruzar el puente/que la salva del delirio”
Lo femenino, pero también lo humano en su dimensión integradora caracterizan la obra.
“Escondida Detrás de su Sombrero” nos duele con la ferocidad de un exorcismo por su dulzura pero también por la tragedia que la habita, pero también, por la sintonía que automáticamente se establece entre su discurso y todo aquel que de alguna manera haya vivido la discriminación y la violencia, más allá de su género.
Es un libro que lo sientes vivo dentro de ti, porque también son tuyos los versos de la autora, una convulsión del lenguaje que al mismo tiempo nos frustra y nos realiza. Capacitad inusitada para que las palabras engendren una tensión que te lleva al paroxismo del conflicto. Descubre un mundo lleno de feminidad y de barbarie bajo la capa de la vida cotidiana y el devenir histórico, donde la mujer se oculta en rebeldía.
Pero no se dejen engañar, “Escondida Detrás de su Sombrero” no significa resignada, mucho menos pávida.
La mujer, (objeto lírico), la mujer, (objeto carne) que vive en este libro no busca la victimización, no necesita la indulgente progenitura del hombre (hijo, esposo, amigo, amante, padre):
“Pudo ser otra mujer más sin voz/ rodeada de omisiones/olvidada de sí misma/ pero marcó su huella/ despidiéndose del horror”
Se basta ella sola para vivir y defenderse, no con el sentido infausto de una venganza. Lo hace como sólo puede hacerlo Rocío, desde la eficacia de la palabra, exenta de amaneramientos, con voz propia, identificable en la métrica, en las respiraciones, en la delicada fuerza de su verso, desde el amor. Pero también con esa percepción tan diferente y especial que el alma femenina tiene, incluso en el sufrimiento. Fortaleza primigenia para que no falte la certeza en la esperanza de la humanidad.
“en la noche/ el mar besa la playa/con el salino aroma/de la libertad.”
Con su obra, Rocío Cardoso entra en nuestras almas, enciende luces, una a una, hasta que su verdad abierta nos ilumina el camino de silencios incómodos donde se pretende ocultar el despotismo al que es sometida la mujer, y que de ninguna manera podemos seguir tolerando.
Dr. Eduardo Herrara Baullosa
Poeta y Narrador cubano 2018
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