Foto poster del programma del 23-6-2024
Ciao persone meravigliose!! Buona Domenica!!
Buongiorno, pomeriggio o sera, un cordiale saluto a tutti.
Grazie per continuare a connettervi in questo meraviglioso spazio dove la presenza di ognuno di voi è molto gradita.
Sono Elisa Mascia di San Giuliano di Puglia (Italia). poetessa, scrittrice, declamatrice, divulgatrice culturale nel mondo.
Continua con
Pietro La Barbera, conduttore radiofonico, scrittore e ideatore del progetto “La Voce del Buio” e “Teatro nel Buio” per dare la possibilità di vedere ascoltando a chi non ha la possibilità di vedere.
Abbiamo organizzato il 6° incontro di oggi insieme a Carmen Flores e Yanni Tugores, che ringrazio per la loro preziosa collaborazione anche in questo Sesto Recital Poetico Internazionale “Voci poetiche, attraversando gli oceani”
conoscendo non una ma diverse anime speciali di cui presenteremo l’anima speciale
GEORGE REYES Poeta, saggista, narratore, critico letterario, editore ed educatore teologico, scrittore teologo ecuadoriano, residente in Messico; dottorato di ricerca; Ha pubblicato le raccolte di poesie El azul de la pomeriggio (Santiago del Cile, Cile: Apostrophes Ediciones, 2015); Quell’altro esilio, quell’altra patria (Santiago del Cile, Cile: Hebel Ediciones, 2016); L’Albero del Bene e del Male (Città del Messico: AVPLatinoamericana, 2021); prepara la pubblicazione della raccolta di poesie Ventuno segni sulla fronte (Valparaíso Ediciones), e un libro di saggi letterari critici; fondatore e direttore dell’Associazione Voci Attuali della Poesia Latinoamericana (AVPL) e della Rivista AVPLA-Poesia; Appare nell’Enciclopedia della Letteratura del Messico-FLM-CONACULTA
L’ALBERO DEL BENE E DEL MALE
Prime poesie inedite da L’ALBERO DEL BENE E DEL MALE.
1
Non sapevo se le giornate si stavano accorciando o allungando
nel cortile dei miei genitori,
seduto sul retro di quell’albero devastato.
2
sono nato
ho pianto
e ho annaffiato l’attesa,
nella brezza dei giorni senza ritorno
che dondolava senza che nessuno se ne accorgesse, solo io,
le spighe della pianta che fioriva come me d’estate;
farfalle cessate per sempre si stabilirono nella mia memoria,
l’elegia dell’ottavino dei miei segugi,
il grido schiamazzante di una radio.
3
Con il respiro che vaga nel mio verde,
Mi è venuto in mente non so quando
il grappolo di gioia che è ritardata;
Mi colpì con la resina dell’albero buono sette somiglianze sulle mie mani,
miserere millenario ai piedi.
4
Quindi a cinque passi dalla mia corsa
In un impeto di follia si allungarono,
lasciando pezzi di oscurità a mezzogiorno
che ognuno portava con i propri ritmi.
– OTTAVO GIORNO E IL LUOGO DELLO SPECCHIO
La poesia evidenzia in modo ambiguo e distorto l’essere umano incarnato nella sua storia.
1
Si seccherà l’inchiostro che gocciola dal buon albero?
il sudario che avvolge ancora il mio cuore?
Ciò che il labbro preme oggi,
sono i tanti sorsi di una voce stufa che si liberano,
sul globo si riversò l’ottavo giorno.
2
Al culmine dell’ora non c’è riposo:
la morte che ancora grida alla mia ragione
salta una finestra furiosa
del luogo torrido che cade dallo specchio e si frantuma,
al quale non ritornerò l’ottavo giorno.
CONTEMPLAZIONE LIRICA
La mia terra è affondata con passi di terrore
per la vita che desideravo immortale;
Ieri mi sono avvolto nella pelle abbronzata lungo tutti i lati,
quando gocciola dentro
il succo del frutto non lavato.
Un’altra regione del mio Pianeta mi ferisce,
la provincia di quei versi,
dove semino la dolcezza sotto la lettera,
dove quelle nuvole cadono vicine al cielo per la mia sete,
dove innaffio la bontà dell’albero.
Juana Amador Bravo
Nata a Escatrón/Saragozza/Spagna.
Imprenditrice, (con studi in Creazione e Gestione d’Impresa, segreteria e contabilità), poetessa, scrittrice, pittrice plastica e promotrice culturale internazionale.
Ha ricevuto la distinzione di Dr. H. C. da diversi gruppi, è stata investita della distinzione di Dr. H. C. presso il Consolato del Perù a Barcellona/Spagna.
Ambasciatrice culturale e di pace per l’IFCH.
Ambasciatrice di Pace e Cultura della IOPSH.
Presidente del Console presso la Commissione Internazionale della IOPSH in Spagna (Organizzazione Umanitaria Internazionale).
Ambasciatrice e Direttrice dell’Organizzazione per il World Knowledge Summit.
Accademica dell’ACILBRAS (Accademia Brasiliana delle Arti, delle Scienze e delle Lettere, con cattedra numero 820.
Direttrice per la Spagna e l’Europa della rivista América Sin Fronteras.
Ha pubblicato diversi libri e partecipato a diverse antologie (con prologhi, poesie, racconti, epiloghi o disegni pubblicitari)
Ha pubblicato su riviste letterarie nazionali e internazionali.
Ha partecipato al I e II Congresso Internazionale dell’Università di Saragozza ed Estremadura, sulla letteratura per l’infanzia e la gioventù.
Ha partecipato al II Convegno dei Poeti Aragonesi
Ha ricevuto diversi premi e medaglie, tra cui il Premio César Vallejo per l’eccellenza “Mar de Cristal a la Paz” e “La Pluma de Oro”, il più alto riconoscimento della rivista culturale e letteraria “ALFA”.
Poesie
Poesie
1- “TRASFORMARE LA VITA”
Le mie lune continuano ad essere bellissime
ma lo zolfo le uccide
i miei soli continuano a irradiare vita
ma la mia nostalgia li allontana.
Le stelle brillano su tutta la terra
le guardo e le vedo belle,
voglio trovare negli astri
ciò che non ho ottenuto sulla terra.
Amori e disamori
canzoni alla bellezza,
all’opera del Creatore
quella… inimmaginabile grandezza
che, senza saperlo, abbiamo
grandi e piccoli poeti.
Dolcezza piena d’amore
gettato dalle grondaie
per l’egoismo dell’uomo
che la vita non rispetta.
Voglio sognare con te
voglio entrare nella tua bellezza
in quell’immenso Paradiso
che non posso realizzare sulla terra.
2- Dovrei conoscerti?
La solitudine che squarcia il silenzio e urla allo stesso tempo è sinonimo di dolore nascosto sotto le foglie che giacciono in inverno.
Ero emozionata per quel fiore primaverile,
ma non è stato fino al caldo autunno quando ti ho amato.
Ho trascorso l’estate presuntuosa cercando l’essenza della vita, ridendo con sicurezza di me stessa.
Quando le prime foglie cominciarono a cadere compresi che non ti avrei mai più rivisto.
Ho sognato tante volte quell’incontro che non è mai arrivato.
Conserva, tanti ricordi!
Tanti baci e abbracci! che mai ci furono… alla fine, come due sconosciuti, la vita li ha diluiti.
Dovrei conoscerti? No, non dovresti conoscermi! coloro che fummo morirono nel terribile esilio del sogno.
Vuota la mia mente… Assente il tuo corpo.
Svanì il ricordo.
Autore: Juana Amador Bravo Copyright© (copyright riservato)
3- Nuda davanti a te
I pregiudizi sproporzionati della vita
mi hanno fatto credere che tu non esistessi più,
presto ho capito che ero caduta nell’elegia. D’improvviso! guardo all’infinito, individuando le nuvole,
che come figure immaginarie svanivano, nello stesso momento in cui potevo vedere l’immenso prato
e di nuovo il buio eterno, nella notte chiusa in silenzio.
All’alba ho svelato il mio sogno di sognare ad occhi aperti,
cercando nel buio il tuo volto e percepisco di negoziare…
cercando la vita che si allontana.
Ti sogno, Dio! Sogno quel prato immenso che mi porta davanti a te nuda come il volto della terra.
Le mie mani accarezzano le pietre che hai posto sulle montagne, sono come spade affilate che mi impediscono di raggiungerti,
insanguinando le mie frustrazioni,
facendomi vedere che la vita è solo un prestito… che mi ha regalato il tempo.
Autrice Juana Amador Bravo
Reservados Derechos Copyright ©
Traduzione poetica in italiano a cura di Elisa Mascia
Autrice: Juana Amador Bravo
Diritti riservati Copyright ©
MARTHA CROSBY CROSBY, LIMA, PERÙ.
Poetessa, attrice professionista, psicologa, master in psicologia e dottorato in psicologia, professoressa post-laurea della specialità di psicologia clinica e della salute presso l’Universidad Nacional Mayor de San Marcos., Fondatrice e direttrice dell’Istituto peruviano di psicologia e ricerca psicosociale (IPPSIP) , entità al servizio della comunità.
Fondatore e direttore generale della Società Peruviana dei Poeti con più di 60 pubblicazioni collettive di antologie e 5 libri di poesie individuali
Membro esecutivo della Commissione delle Scrittrici di PEN INTERNATIONAL in Perù. Autore e compositore (testi e musica) dell’inno ufficiale del Collegio degli Psicologi del Perù
Numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali da prestigiose istituzioni letterarie. Allo stesso modo, le sue poesie sono state tradotte in inglese, italiano, francese, greco e pubblicate in varie riviste di poesia in Perù, Ecuador, Cile, Argentina, Uruguay e Spagna.
Poesie
1- PADRE
Protettore delle creazioni e delle illusioni
fortezza di cristallo in movimento
nascita dell’amore e delle missioni
ritratto trionfante del pensiero.
PADRE
Plasmo in verso
qualcosa che ho taciuto per molto tempo
Mi sono nutrita della tua immagine e del tuo insegnamento
la mia ragione, il mio cuore e le mie fondamenta.
Rimani caldo e forte
nei miei sogni e il tuo spirito
riparando
i ricordi della mia infanzia
illuminando.
Nei suoni dell’alba
la tua voce abbellisce
il mio cammino e la mia dimora
Amore eterno
che protegge la mia anima
sicura… calma… affascinata…
Nella tua parola,
il tuo esempio e il tuo sguardo.
2- DONNE
Cuori di fruste
accesi sul fuoco
si sono svegliati senza lacrime
di fronte allo stesso orrore di sempre
Tempeste in preda all’ira
giravano gli angoli
distillando il risentimento
creando abuso
Lo sapevano…
Era ora di partire
spezzare le catene
buttarle in faccia
della sporca «società»
avvolta in una mascherata
Riemergere intatte
sguardo alzato
fronte dignitosa
marcata verità
Hanno dato vita alla forza
le loro stesse ceneri
e un grido primordiale
viscerale
ascoltò
la storia
DONNE DEL MONDO!!!
GIUSTIZIA!!!
Oggi permangono i loro echi…
:
3- MI HANNO CHIESTO
COSA MI ASPETTAVO DALL’AMORE
Un alone di passione
Felicità di vivere
Tenerezza perché sì
Elisir di emozione
.
Dono del pudore
Avvolto nel divenire
Forza dell’amore
Coscienza di esistere.
Profumo inebriato
Musica e festa
Gioia di sentimento
Silenzio accompagnato.
Libertà nell’unione
Sguardo radioso
Sorrisi e rossore
Proprio quando si sceglie.
Versi estatici
Nello specchio di una donna.
Infine:
Un diamantato cuore.
Traduzione poetica in italiano a cura di Elisa Mascia
ALEJANDRO J. FERNÁNDEZ. Uruguay
Scrittore e ricercatore storico, artista plastico, manager culturale. Autista. Specialista in Relazioni Pubbliche e laureata in cerimoniale e protocollo. Conduce e dirige un programma via cavo sul canale 11 dell’Uruguay chiamato “Almacén de ramos cultura”. Ex borsista di Taiwan. Scrive una rubrica settimanale leonistica nel settimanale Progreso al Día Come artista plastico con opere in Uruguay, Argentina e Spagna. Selezionato per integrare le due sale di Pittura Iniziatica. Sculture situate nel Liceo de Palmar, Plaza del Leonismo a Malvín (Montevideo), Parador de la Represa a Palmar e un progetto di scultura a La Paz, Canelones. Riceve numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali per la sua gestione.
Poesie
1- RICORDI
Ricordi di una vecchia estate
mi aggrediscono
Noi eravamo,
perché no?
tutti insieme
in questo stesso cortile,
i nostri corpi
coinvolti
di notte,
parlando.
Per qualcuno da guardare
Dopo
e rimarrai senza capire
Niente.
Una luce ci bagnava,
il blu della notte,
e una somiglianza di famiglia
ci ha unito.
Seri, diversi, eravamo
fratelli.
2- SE GUARDO
Se guardo,
Sto qui cercando
e decido di pensare
nel giorno lontano
in cui tutto sarà
trasfigurato,
perché lontano
se penso
andando giù
una scala in pietra
in un abisso
di cui non voglio il nome
pronunciare,
che non potevo,
se guardo,
quella rivolta rossa
che devo sentire,
quello sguardo su di me
cadere
E mi chiedo
come tante volte
È luce, è fuoco, -‘
È calmo
o è solo la fine
3- Quando tutti sono occupati
Nella sofferenza non è consentito essere felici.
Incidente. Dà fastidio. Sembra una mancanza
Io rispetto. Una superficialità
Ma non ci credo, mi rifiuto
credici La vita è qui e ora o
non lo sarà mai. Non possiamo rimandare
infinitamente la nostra felicità
Devi essere forte e degno. Ma tutto ciò crea ulteriore tensione.
In questa società è disapprovato essere rilassati e felici.
Ci resta un intenso lavoro per riscoprire noi stessi. E riscoprire ciò che è ancora lì
rimane vivo in noi.
Carmen Flores
FONTE COSMICA
I miei versi galoppano nel mio sangue
come radici nelle mie vene
finché non sentirai la profondità dei miei segreti
nel profondo della mia essenza scopro un falò
la sua luce aperta permea la mia voce
nell’architettura del mio spirito si rafforzano i miei sogni
come montagne traboccanti di fuoco
non riesco a liberarmi del suo slancio
sono tatuati nelle mie ossa
come il frutto del sangue proveniente da una fonte cosmica
mi scuote la sua presenza
aumentano i suoi scintillii nel corpo della poesia.
ROMA
Ti sto guardando sotto il cielo azzurro
i miei passi si muovono tra grandi viali
e respiro l’aria delle tue radici
Vengo da lontano attraverso oceani di secoli
a cielo aperto
si alza davanti ai miei occhi
una moltitudine di monumenti mi sorprende
la Fontana di Trevi piena di segreti
scopro l’Arco di Costantino
sulle sue pareti crepita l’arte Divina
ROMA
È arrivato l’autunno quando le foglie degli alberi cadono
e il vento aleggia nel mio canto
cammino verso la sabbia del Mar Mediterraneo
impregnato di battaglie che hanno illuminato la sua storia
da questa luce che nutre i miei versi
cerco con i miei segni di spogliare il tuo volto millenario.
(Italia marzo 2002)
MADRE TERRA (poesia ecologica)
Sento il grido del tuo sangue in tutto il vivente Madre Terra.
Sangue luminoso di minerali
Sangue dalle mie radici
di guerrieri
di coraggiosi
Montagna che si erge desiderando il cielo
Ti cerco nella pietra dove nasce l’alba
nel bambino che dorme sul marciapiede
Io sono il tuo sangue e tu sei il mio volto
quando eri solo linguaggio nel grembo di Dio
Madre Terra
Chi lancia dardi avvelenati agli uccelli?
Cosa le impedisce di vedere l’aurora?
Chi ti lacerano le viscere
e credono padroni del tuo mondo?
Traduzione poetica a cura di Elisa Mascia
Yanni Tugores
LE ALI DELLE MIE PAROLE
Parole…
Fioriscono, galleggiano, crescono,
Nascono e creano.
Tra lettere, spazi, virgole,
sillabe, versi e strofe.
Corrono, ridono, soffrono,
sognano, ballano e piangono.
Si mescolano nei deserti,
praterie, mari profondi,
inverni e primavere.
Si fondono nei sogni, nei sospiri,
ambizioni, dolori e chimere.
Lasciano il segno nei sensi,
aromi, melodie, paesaggi,
sapori e carezze.
Parole…
Germogliano, osano,
germinano ogni mattina.
Mettono le ali e volano e volano
verso terre molto lontane.
Arrivano lì
per dare incoraggio,
per guarire le anime.
E in me rinascono,
con questo meraviglioso regalo
che mi ha dato la vita
di mettere le ali alle mie parole.
PIASTRELLE
È notte, tutti dormono.
Vago per casa a piedi nudi.
I miei piedi sentono il freddo delle piastrelle.
Li guardo attentamente.
Simmetricas, con disegni strani.
Trovo sempre in loro
forme e figure diverse.
Ho così freddo! Mi sento osservata.
Mentre abbasso il viso vedo i loro volti che mi perseguitano.
Continuo a camminare in completo silenzio.
Uno di loro si rompe.
Cado in un abisso profondo.
Non so dove mi trovo. Alzò lo sguardo
Ridono e scherzano.
Non li calpesto più. Sono su di me.
Mi sento soffocare ma… come ne esco?
Mi sdraio sul pavimento a faccia in su.
Posso dire come gli altri li calpestano.
Grido: -Eccomi!
Nessuno ascolta. Sono imprigionata.
Si stanno avvicinando.
Mi toccano e mi coprono completamente.
Qualcuno ha messo il mio nome su una.
La deposita proprio nel mezzo.
Sento i colpi per metterla a posto.
Mettono un mazzo di rose bianche, le mie preferite.
Finalmente capisco.
Sono sola, sotto una tomba piastrellata.
ARPAGONE
La mia realtà non è la realtà, è un sogno.
In esso vivo, in realtà muoio.
La mia realtà non existe,
per questo ti cerco, sogno.
Al soñare…
Trovo tutto quello
che in realtà non ho.
Nei miei sogni
tocco delle realtà impossibili.
Nella mia realtà,
nulla esiste.
Come Arpagone
nei miei sogni faccio tesoro della felicità.
Li faccio miei per sempre
finché, finalmente,
non sveglie.
GEORGE REYES Poeta, ensayista, narrador, crítico literario, editor y educador teológico, teólogo escritor ecuatoriano, residente en México; PhD; ha publicado los poemarios El azul de la tarde (Santiago de chile, Chile: Apostrophes Ediciones, 2015); Ese otro exilio, esa otra patria (Santiago de Chile, Chile: Hebel Ediciones, 2016); El Árbol del Bien y del mal (Ciudad de México: AVPLatinoamericana, 2021); prepara la publicación del poemario Veintiún signos en la frente (Valparaíso Ediciones), y de un libro de ensayos literarios críticos; fundador y director de la Asociación Actuales Voces de la Poesía Latinoamericana (AVPL) y de AVPLA-Revista de Poesía; consta en la Enciclopedia de la Literatura en México-FLM -CONACULTA.
EL ÁRBOL DEL BIEN y del mal
Poemas inéditos primero de EL ÁRBOL DEL BIEN y del mal.
1
No sabía si los días se encogían o estiraban
en el patio de mis padres,
sentados en el lomo de ese árbol devastado.
2
Nací
llorando
y regué la espera,
en la brisa de los días sin retorno
que mecía sin notarlo nadie, solo yo,
las orejas de la planta que floreaba como yo en verano;
por siempre se posaron en mi memoria cesadas mariposas,
la elegía del flautín de mis sabuesos,
el grito carcajeado de un radio.
3
Con el soplo deambulando en mis verdores,
entró en mí yo no sé cuándo
racimo de alegría que se tarda;
me pegó con la resina del buen árbol siete semejanzas en las manos,
miserere milenario en los pies.
4
Entonces cinco pasos de mi raza
en turno de locura se estiraron,
dejando al medio día trozos de penumbra
que llevaba cada uno en sus compases.
OCTAVO DÍA Y EL PARAJE DEL ESPEJO
La poesía señala de manera ambigua y con recovecos al ser humano encarnado en su historia.
1
¿Secará la tinta que chorrea del buen árbol
la mortaja que aún me envuelve el corazón?
Lo que hoy el labio aprieta,
son los tantos sorbos de una voz hartada que se sueltan
sobre el orbe derramado en el día octavo.
2
En el pico de la hora no hay descanso:
la muerte que aún me ladra a la razón
salta un ventanal rabioso
del tórrido paraje que cae del espejo y se destroza,
al cual no he de volver en el octavo día.
LÍRICA CONTEMPLACIÓN
Hundida está mi tierra con pasos de terror
por la vida que me ansió inmortal;
me envolví ayer con piel bronceada hasta el fondo de los lados,
al chorrear por dentro
el zumo del fruto no lavado.
Me duele otra región de mi planeta,
la provincia de esos versos,
donde siembro la dulzura debajo de la letra,
donde caen por mi sed aquellas nubes cerca al cielo,
donde riego el bien del árbol.
Juana Amador Bravo
Nace en Escatrón/Zaragoza/España.
Empresaria, (con estudios de Creación y Gestión de Empresa, secretariado y contabilidad), poeta, escritora, pintora plástica y promotora cultural internacional.
Ha recibido la distinción de Dr. H. C. por distintos colectivos, ha sido investida con la distinción de Dr. H. C. en el Consulado de Perú en Barcelona/ España.
Embajadora Cultural y de la Paz por IFCH.
Embajadora de Paz y Cultural de IOPSH.
Presidenta del Cónsul en la Comisión Internacional de IOPSH en España (Organización Internacional Humanitaria).
Embajadora y Directora de Organización para la Cumbre Mundial del Conocimiento.
Académica de ACILBRAS ( Academia de artes, ciencias y letras de Brasil, con el número de silla 820.
Directora para España y Europa de la Revista América Sin Fronteras.
Tiene varios libros publicados y participado en varias Antologías (con prólogos, poemas, relatos, epílogos o diseño publicitario)
Ha publicado en revistas literarias nacionales e internacionales.
Ha participado el el I y II Congreso internacional impartido por la Universidad de Zaragozana y Extremadura, sobre la literatura infantil y juvenil.
Ha participado en el II Encuentro de Poetas Aragoneses
Ha sido galardonada con distintos premios y medallas, entre ellas con la de César Vallejo, Premio a la excelencia “Mar de Cristal a la Paz” y “La Pluma de Oro” máximo galardón de la Revista Cultural y Literaria “ALFA”.
1- “TRANSFORMANDO VIDA”
Mis lunas siguen siendo bellas
pero el azufre las mata
mis soles siguen irradiando vida
pero mi nostalgia los aparta.
Las estrellas brillan en toda la tierra
yo las miro y las veo bellas,
quiero encontrar en los astros
aquello que no logró en la tierra.
Amores y desamores
cánticos a la belleza,
a la obra del Creador
esa… inimaginable grandeza.
Que sin saber la tenemos
Grandes y chicos Poetas.
Mansedumbre llena de amor
tirado por las cunetas
por el egoísmo del hombre
que la vida no respeta.
Quiero soñar contigo
quiero entrar en tu belleza
en ese inmenso paraíso
que no logro en la tierra.
2- ¿Debería de conocerte?
La soledad que lacera silencio y grita al mismo tiempo es sinónimo de dolor escondido bajo las hojas que yacen en el invierno.
Me ilusioné con esa flor de primavera pero no fue hasta el cálido otoño cuando te amé.
Pasé el verano engreída buscando esencia a la vida, riendo segura de mí misma.
Cuando las primeras hojas empezaron a caer me di cuenta de que no te volvería a ver.
Soñé tantas veces aquel encuentro que nunca llegó. ¡Guarde, tantos recuerdos! ¡Tantos besos y abrazos! que nunca se dieron… al final como dos extraños la vida los fue diluyendo.
¿Debería de conocerte? ¡No, no deberías de conocerme! aquellos que fuimos murieron en el terrible exilio del sueño.
Vacía mi mente… Ausente tu cuerpo. Esfumado el recuerdo.
Autor: Juana Amador Bravo Copyright© (reservado derechos de autor)
3- Desnuda ante ti
El sesgo desproporcionado de la vida me hizo creer que ya no existías, pronto me di cuenta que estaba
cayendo en elegía. ¡De pronto! mire al infinito divisando los celajes, que cómo figuras
imaginarias se iban diluyendo, a la vez que me dejaba ver la inmensa pradera
y de nuevo la oscuridad eterna, en la noche cerrada a cal y canto.
De madrugada desveló mi sueño para soñar despierta, buscando en la oscuridad tu rostro y palpo a tiendas… buscando la vida que se aleja.
¡Sueño contigo Dios! Sueño con esa inmensa pradera que me lleva ante ti desnuda como la faz de la tierra. Mis manos acarician las piedras que pusiste en las montañas son como espadas afiladas que me impiden alcanzarte, ensangrentado mis frustraciones, haciéndome ver que la vida es solo un préstamo… que me regaló el tiempo.
Autor: Juana Amador Bravo
Reservado Derechos Copyright ©
MARTHA CROSBY CROSBY, LIMA, PERU. Poeta, Actriz Profesional, Psicóloga, Magister en Psicología y Doctorando en Psicología, Catedrática de Post Grado de la Especialidad de Psicología Clínica y de la Salud en la Universidad Nacional Mayor de San Marcos., Fundadora y Directora del Instituto Peruano de Psicología e Investigaciones Psicosociales (IPPSIP), entidad al servicio de la comunidad.
Fundadora y directora general de la Sociedad Peruana de Poetas con más de 60 publicaciones de antología colectiva y 5 libros de poemas individuales
Miembro Directivo de la Comisión de Escritoras del PEN INTERNACIONAL en el Perú. Autora y Compositora (Letra y Música) del Himno Oficial del Colegio de Psicólogos del Perú
Numerosos premios y reconocimientos nacionales e internacionales por prestigiosas instituciones literarias. Asimismo, sus poemas han sido traducidos al inglés, italiano, francés, griego y publicados en diversas revistas de poesía en Perú, Ecuador, Chile, Argentina, Uruguay y España
PADRE
Protector de creaciones e ilusiones
fortaleza del cristal en movimiento
nacimiento del amor y de misiones
retrato triunfador del pensamiento.
PADRE
Plasmo en verso
algo que callé por mucho tiempo
alimenté de tu imagen y enseñanza
mi razón, corazón y mis cimientos.
Cálido y fuerte permaneces
en mis sueños y tu espíritu
abrigando
los recuerdos de mi infancia
iluminando.
En sonidos del alba
tu voz embellece
mi camino y mi morada
Eterno amor
que a mi alma protege
segura… tranquila… fascinada…
En tu palabra,
tu ejemplo y tu mirada.
MUJERES
Corazones de látigos
encendidos al fuego
despertaron sin lágrimas
ante el horror de siempre
Tormentas hervidas
rodearon esquinas
destilando rencor
engendrando abuso
Ellas lo sabían…
Era hora de partir
romper cadenas
lanzarlas al rostro
de la podrida «Sociedad»
envuelta en mascarada
Resurgir intactas
mirada alzada
frente digna
verdad marcada
Parieron fuerzas
sus propias cenizas
y un grito primigenio
visceral
escuchó
la historia
¡¡¡MUJERES DEL MUNDO!!!
¡¡¡JUSTICIA!!!
Hoy permanecen sus ecos…
:
ME PREGUNTARON
QUÉ ESPERABA DEL AMOR
Un halo de pasión
Alegría de vivir
Ternura porque sí
Elixir de emoción
.
Regalo de pudor
Envuelto en devenir
Fuerza del amor
Conciencia de existir.
Perfume embriagado
Música y festín
Gozo del sentir
Silencio acompañado.
Libertad en la unión
Mirada radiante
Sonrisas y rubor
Acierto al elegir.
Versos extasiados
En espejo de mujer.
Por último:
Un diamantado corazón
ALEJANDRO J. FERNÁNDEZ. Escritor e investigador histórico, artista plástico, gestor cultural. Conductor. Relacionista Público y diplomado en ceremonial y protocolo. Conduce y dirige un programa de cable en Uruguay canal 11 Llamado “Almacén de ramos culturales” Ex becario de Taiwan. Escribe semanalmente una columna Leonistica en el Semanario Progreso al Día. Como artista plástico con obras en Uruguay, Argentina y España. Seleccionado para integrar los dos salones de Pintura Iniciática. Esculturas emplazadas en Liceo de Palmar, Plaza del Leonismo en Malvín (Montevideo), Parador de la Represa de Palmar y en proyecto escultura en La Paz, Canelones. Recibe por su gestión varias distinciones a nivel nacional e internacional.
Poesie di Alejandro Fernandez
RECUERDOS
Recuerdos de un viejo verano
me asaltan.
Estábamos,
¿por qué no?
todos juntos
en este mismo patio,
nuestros cuerpos
metidos
en la noche,
hablando.
Para que alguien mirara
después
y se quedara sin entender
nada.
Una luz nos bañaba,
el azul de la noche,
y un aire de familia
nos unía.
Serios, distintos, éramos
hermanos.
SI MIRO
Si miro,
estoy aquí mirando
y me decido a pensar
en el lejano día
en que todo va a ser
transfigurado,
porqué lejano,
si me pienso
bajando
una escalera de piedra
hacia un abismo
cuyo nombre no quiero
pronunciar,
que no podría,
si miro,
ese tumulto rojo
que he de sentir,
esa mirada sobre mí
cayendo
y me pregunto
como tantas veces
es luz, es fuego, -‘
es calma,
o tan solo es el fin.
Quando todo el mundo está ocupado
en sufrir, no está permitido ser feliz.Choca. Molesta. Parece una falta derespeto. Un superficialidad
Pero yo no creo en eso, me niego acreerlo. La vida es aquí y ahora ono será nunca. No podemos postergar infinitamente nuestra felicidad
Hay que ser fuerte y digno. Pero todo eso crea más tensión.
En esta sociedad, está mal mirado ser relajado y feliz .
Nos queda un trabajo intenso , de re-descubrirse. Y re-descubrir lo que tod av íaqueda vivo en nosotros.
Carmen Flores
FUENTE CÓSMICA
Mis versos galopan en mi sangre
como raíces en mis venas
hasta palpar lo hondo de mis secretos
en lo profundo de mi esencia descubro una hoguera
su abierta luz impregna mi voz
en la arquitectura de mi espíritu se afianzan mis sueños
como montañas que desbordan fuego
no puedo desprenderme de su ímpetu
están tatuados en mis huesos
como el fruto de la sangre desde una fuente Cósmica
me estremece su presencia
se incrementa sus destellos en el cuerpo del poema
ROMA
Estoy mirándote bajo el cielo azul
se desplazan mis pasos entre grandes avenidas
y respiro el aire de tus raíces
vengo desde lejos a través de océanos de siglos
a cielo abierto
se alzan ante mis ojos
una multitud de monumentos me sorprende
la Fontana de Trevi preñada de secretos
descubro el Arco de Constantino
en sus muros crepita el Arte lo Divino
ROMA
Ha llegado en otoño cuando las hojas de los árboles caen
y el viento revolotea en mi canto
camino hasta la arena del Mar Mediterráneo
impregnado de batallas que alumbraron tu historia
desde esta luz que nutre mis versos
intento con mis signos desnudar tu rostro milenario.
(Italia marzo del 2002)
MADRE TIERRA (poesía ecológica)
Siento el grito de tu sangre en todo lo viviente madre tierra
Sangre luminosa de los minerales
Sangre de mis raíces
De gurreros
De valientes
Montaña que se yergue anhelando el cielo
te busco en la piedra donde nace el alba
en el niño que duerme en el pavimento
Soy tu sangre y eres mi rostro
cuando solo eras lenguaje en el vientre de Dios
Madre Tierra
¿Quiénes danzan dardos envenenados a las aves?
¿Qué les impiden ver la aurora?
¿Quiénes desgarran tus entrañas
y se creen dueños de tu mundo?
Yanni Tugores:
LAS ALAS DE MIS PALABRAS
Palabras…
Florecen, flotan, crecen,
nacen y crean.
Entre letras, espacios, comas,
sílabas, versos y estrofas.
Ellas corren, ríen, sufren
sueñan, bailan y lloran.
Se mezclan en desiertos,
praderas, mares profundos,
inviernos y primaveras.
Se funden en sueños, suspiros,
ambiciones, dolores y quimeras.
Dejan su impronta en los sentidos,
aromas, melodías, paisajes,
sabores y caricias.
Palabras…
Brotan, se atreven,
germinan cada mañana.
Se ponen alas
y vuelan, vuelan
a tierras muy lejanas.
Hasta allí llegan
a dar aliento,
a curar almas.
Y en mí renacen.
con este maravilloso don
que me dio la vida
de poner alas
a mis palabras.
BALDOSAS
Es noche, todos duermen
Deambulo por la casa descalza.
Mis pies sienten el frío de las baldosas.
Las miro detenidamente.
Simétricas, con raros dibujos.
Siempre encuentro en ellas
diferentes formas y figuras.
¡Qué frío tengo! Me siento observada.
Al bajar mi rostro veo sus caras acechándome.
Sigo caminando en completo silencio.
Una de ellas se quiebra.
Caigo en un profundo abismo.
No sé dónde estoy. Miro hacia arriba
ellas se ríen y se burlan.
Ya no las piso. Están sobre mí.
Siento que me asfixio pero… ¿cómo salir?
Me tiendo en el suelo boca arriba.
Puedo distinguir cómo otros las pisan.
Grito: -¡Aquí estoy!
Nadie escucha. Estoy presa.
Cada vez están más cerca.
Me tocan y me cubren por completo.
Alguien coloca mi nombre en una.
La deposita justo en el medio.
Puedo escuchar los golpes para adherirla.
Depositan un ramo de rosas blancas, mis preferidas.
Al fin comprendo.
Estoy sola, bajo una tumba de baldosas.
HARPAGÓN
Mi realidad no es realidad, es sueño.
En él vivo, en la realidad muero.
Mi realidad no existe
por eso te busco, sueño.
Al soñar…
encuentro todo,
lo que en realidad no tengo.
En mis sueños
toco las realidades imposibles.
En mi realidad en cambio,
nada existe.
Como Harpagón
en mis sueños atesoro dichas.
Mías las hago para siempre
hasta que al fin,
no despierte.