Foto cortesia di Sabina
Biografia:
Sabina Darova, 19.02.1967, originaria di Pogradec, vive in Italia da 30 anni. Lavora come mediatrice culturale in ambito sanitario e scolastico per l’integrazione degli immigrati, principalmente albanesi e rifugiati richiedenti asilo. Con la poesia ha vecchi legami, ma non sono stati pubblicati, ad eccezione della pagina dei “Letrarit të ri” nelle scuole, perché perseguitata politicamente. Successivamente ha studiato all’Università di Tirana presso la Facoltà di Lingua e Letteratura. Riprese a scrivere in esilio molti anni dopo. Ha recentemente pubblicato due volumi di poesie: “Luce sulla pelle” e “ Infinita Manica d’inverno” (haiku). Ha anche scritto prosa in lingua italiana, dove ha vinto due premi. L’anno scorso è stata inaugurata a Scutari la prima mostra fotografica, invitata da Rozafa Shpuza. Altra sua passione è la pittura, che coltiva per una stretta soddisfazione personale. Ha conosciuto l’Haiku in Italia, che lo ha colpito per la sua bellezza. Lo ha letto soprattutto in italiano. Poi scoprì che era scritto anche in albanese da noti autori del passato e adesso da poeti albanesi viventi in esilio.
Sabina Darova
Sabina Darova, 19.02.1967, me origjinë pogradecare jeton në Itali prej 30 vjetësh. Punon si mediatrice kulturale në ambjentet e shëndetit dhe shkollës për integrimin e emigranteve, kryesisht shqiptarë dhe refugjatët azil kërkues. Me poezinë ka lidhje të vjetra, por nuk kanë qenë të botuara, me përjashtim të faqes së “Letrarit të ri” në shkolla, sepse ka qenë e persekutuar politikisht. Më vonë ka studjuar në Universitetin e Tiranës në fakultetin për gjuhë- letërsi. Ka rifilluar të shkruaj në emigrim shumë vite më pas. Ka botuar së fundmi dy vëllime poetike: “Dritë në lëkurë” dhe “E pambaruar mënga e dimrit” ( haiku). Gjithashtu ka shkruar edhe në prozë në gjuhën italiane, ku ka fituar edhe Dy çmime. Vitin e kaluar, ka hapur ekspoziten e parë fotografike në Shkodër, e ftuar nga Rozafa Shpuza. Një tjetër pasion i saj është edhe piktura, të cilën e lëvron për një kënaqësi të ngushtë personale. Me Haikun është njohur në Itali, i cili e ka mahnitur me bukurinë e tij. E pati lexuar kryesisht në italisht. Më pas zbuloi që edhe në shqip ishte lëvruar nga autorë të njohur të së kaluarës dhe tashmë nga poetë shqiptarë që jetojnë në mërgim.
Ujërat e ujëvarës
Puthen me shkëmbinjtë.
Si thua, pajtohemi?
Le acque della cascata, si baciano con le rocce, cosa dici, facciamo pace?
Gjeli që njeh
Lartësinë e plehut,
Harron gazin e pleshtave.
Il gallo che conosce, l’altezza del concime, dimentica la risata delle pulci.
Qershia e zgjedhur
Mbi tortë,
Fsheh një krimb…
La ciliegia scelta, sulla torta, nasconde un verme.
Dalta punon mbi akull
Bukurinë e trupit
Që s’u prek.
Lo scalpello lavora sul ghiaccio, la bellezza del corpo, che non può toccare.
Shkruaj mendime,
Kacavjerrëse
E s’i arrij kur zgjatem.
Scrivo pensieri, arrampicanti, e non li raggiungo quando mi allungo.
Në raft stinët,
Ruajnë miqësitë
Brenda errësirës.
Sugli scaffali le stagioni, mantengono le amicizie, dentro l’oscurità.
Monedhë shterpë-
Dashuria e humbur.
– I tha dhelpra pinokut.
Moneta sterile, amore perso, dice la volpe al pinocchio.
Alcuni Haiku di Sabina Darova tradotti in italiano da cui viene ricavata una poesia ispirata dalla profonda bellazza contenuta al loro contesto.
Poesia con gli haiku di Sabina Darova
Hanno tanta sete, le rocce in agosto,
scala mobile delle valigie, in riva al mare.
Le cascate non sono sempre fedeli,
le girano la schiena, a loro, e
ai piedi nudi,
preferiscono il solletico dei sassi d’infanzia.
Nel buio,
hanno messo nello scafale dell’amicizia,
i giorni migliori, gli amori nati
alla riva del mare che al tramonto,
si impegna a forgiarlo,
senza usare la forza.
Intano, il sole brucia le rocce
Durante ad’ una intera stagione
Si materializzano respiri, impegnandosi di forme.
Che ne dite, …si sente, si tuona ovunque una voce.
Facciamo pace?
Le acque della cascata si baciano con le rocce!
Le acque della cascata si baciano con le rocce. Che ne dite, facciamo pace?/ 15. Scrivi pensieri arrampicati, e non ci riesco a raggiungerli quando mi allungo. /16. Adoro i sassi sotto la suola delle mie scarpe. Mi solleticano l’infanzia./ 17. Le stagioni sullo scaffale, conservano le amicizie/ al buio. 52. Agosto, scala mobile delle valigie. / Il tramonto, Forgia il mare Senza usare la forza. /55. Pasta d’argilla, materializzi il impegnandosi di forme… /56. Il gallo che conosce l’altezza del letame, dimentica la risata dei pulci. /64. Moneta sterile Amore perduto. – Disse la volpe a Pinocchio. /71. Ciliegia raccolta Sulla torta, nasconde un verme… /75. Nelle scarpe del negozio, letto per sbaglio La fattoria degli animali. /87. Lo scalpello lavora sul ghiaccio La bellezza del corpo che non può toccare./ 93.Lavorano i ferri i fili di lana. Senza pudore sopra il bollitore, si svestano le cipolle ./ 131. Sulla superficie dell’acqua, L’uomo si è riconosciuto. Nella barchetta di carta, ha dondolato la sua nascita. 150. Sulla schiena del mare, il Sole, alle lische, le fa la pedicure.
Questa poesia, durante la lettura di questi haiku, mi ha fatto nascere dentro nel cuore tanta gioia e ho unito i suoi versi, come un regalo della mia gioia da rendere a Sabina, come regalato di cuore!
Valbona!