Isbelia Farías López intervista il poeta Mario Antonio Rosa di Porto Rico che fa parte dell’antologia CANTO PLANETARIO: FRATELLANZA SULLA TERRA, Volume I, compilation di Carlos Javier Jarquín, (H.C EDITORI,

Foto cortesia di Mario Antonio Rosa

Giornale El Sol
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“Ho protestato con rabbia e pianto”: la poesia combattiva di Mario Antonio Rosa

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“Io sto solo ad ascoltare
come entri senza nessuno.
E senza nessuno
Mi spezzi nella tua vita”.
Mario Antonio Rosa

Estratto dal poemario:
Poesie sull’isola del fuoco.

Mario Antonio Rosa (San Juan de Puerto Rico) è un poeta, editore, giornalista culturale e critico letterario che ha ricevuto diversi premi nel corso della sua carriera. In questa occasione, concede un’intervista alla scrittrice venezuelana Isbelia E. Farías López, sulla sua produzione, sulle passioni che emergono dalla sua anima e dalla sua essenza portoricana, che si intravede impressa in ciascuna delle sue linee. Il nostro ospite fa parte dell’antologia CANTO PLANETARIO: FRATELLANZA SULLA TERRA, Volume I, compilation di Carlos Javier Jarquín, (H.C EDITORI, Amazon.com, 2023).

– Come influenza la tua identità portoricana nella tua poesia? Quali elementi culturali o esperienze locali di solito ispirano i tuoi versi?

“La mia poesia, di postulato esistenziale porta il discorso dell’identità. Essere portoricano, per me è un mestiere di libertà, speranza, lotta e cambiamento. I portoricani hanno una sfida come Paese, come Nazione ed è quella di preservare la nostra cultura e identità nazionale. Il poeta deve far parte di questo clamore. La Patria ha bisogno di noi essendo con passione e febbre, portoricani, caraibici e latinoamericani, di sangue e di spirito. Ho un poemario precedente, già esaurito, ” Misivas para los Tiempos de Paz”, dell’editoriale Isla Negra in cui le sue poesie fanno appello alla nostra identità come popolo, alla rivoluzione del 30 ottobre 1950 guidata dall’Apostolo della patria, Don Pedro Albizu Campos, una poesia a Ernesto Guevara, così come un cantico ai cinque nazionalisti che hanno sparato al Congresso degli Stati Uniti, portando il messaggio della Patria schiava, irredenta, e un grido per l’indipendenza di Porto Rico.
La poesia boricua, porta come bandiera sempre, “La patria, libera e sovrana”

– Porto Rico ha una ricca tradizione poetica. Ci sono poeti portoricani che ti hanno ispirato o influenzato nella tua scrittura, o le tue influenze provengono da altre culture?

“Di Porto Rico, hanno camminato con me, per i loro versi, José Gautier Benítez, Santiago Vidarte, José de Jesús Esteves, Los Atalayistas, in particolare Clemente Soto Vélez; seguo Juan Antonio Corretjer, Julia de Burgos, Clara Lair, Samuel Lugo, Hugo Margenat, Marina Arzola, i carissimi poeti del Collettivo Letterario Guajana, la nostra poesia combattiva della diaspora, poesia potente e splendente.

Ora, fin da bambino sono stato affascinato dalla letteratura russa, come Nikolaj Gogol, Vladimir Vladimirovich Mayakovski, Anna Ajmátova, Aleksandr Pushkin, Marina Tsvetayeva, Sergei Esenin, Boris Pasternak (di cui ho un poemario inedito che pubblicherò in maggio il quale ho intitolato Pasternak in inverno) e del mio amato Messico, Octavio Paz, Xavier Villaurrutia, Juan Rulfo, il mio maestro, Juan José Arreola, Carlos Pellicer, Alfonso Reyes, Rosario Castellanos, infine, sono state diverse le influenze che mi accompagnano sempre”

– L’erotico è spesso rappresentato in termini di sensualità e piacere, perché nelle tue poesie questa nozione sembra essere associata all’emozione della tristezza come, ad esempio, quando dici: “sento le tracce del tuo corpo come onde… Penso che piangere è salmo di possessione”, “Ci sono corpi che brillano di dolore, ci sono lunghe braci di abbandono”, tra le altre righe che scorgono dolore?

“Volevo, come esercizio di creazione e protetto dall’esperienza personale, scrivere l’inverso dell’erotica. Questo libro, mi ci è voluto circa un anno per finirlo…# e che catarsi! , mi ha creato di nuovo in un arcipelago di specchi dove il corpo usato, una volta meravigliato di orgasmo e desiderio, di notti insonni, essere rinchiuso, solo amando e scoprendo, il sentirsi ribelle contro il mondo, improvvisamente, ci lascia, con una grande assenza, desolazione e tristezza, ma non… sapevo che lì c’era la poesia dell’erotica, con una musica per danzare da solo, senza danni, dalla mano di un buon rum, e l’esercizio poetico che ti porta in un universo insospettato”

– Per quanto riguarda il tuo mestiere di scrittore: quando scrivi, senti di staccarti momentaneamente dalla realtà per abbracciare l’astratto o di rifiutare di lasciare le tue radici ed estrarre la parola dalla profondità della terra che ti ha dato l’essere ed è diventata la tua patria?

“Confesso di essere svincolato. Amo essere passeggero della solitudine, di essere in una stanza tra il silenzio e la parola, fuggendo a proprio agio dal rumore del mondo e immerso negli elementi della ricerca. Le mie radici vanno anche in complicità, da qui la mia  ultima pubblicazione, Poesie sull’isola dell’incendio, già disponibile su Amazon. Lì succede tutto: geografie del mio essere, amore, paura, esistenza, T.S. Elliot, una donna filantropa, vista da lontano, sono immagini da un Porto Rico che arde in dilemmi e sconvolgimenti che ci impediscono di guardarci dentro, come popolo.

– Pensi che questo momento sia il culmine della tua maturità poetica o consideri che ancora la parola sentita che trabocca l’anima deve raggiungere il ruolo, nel tuo percorso di poeta?

“Affronto la poesia ogni giorno. È un salto mortale. Solo un foglio bianco, infinito e senza segni. È un atto solitario e delizioso. Almeno quando scrivi narrativa, teatro, romanzo o saggio puoi aggrapparti a una struttura e al battito della tua storia. Navighi sicuro. Nella poesia non succede questo. Come cominciare? Quali immagini arriveranno? Riuscirai a raggiungere il messaggio? Sopravviverai? Ciò rende sempre la poesia, insolita, o foriera tra il mistero e uno splendore chiuso e autentico, un approccio almeno a immaginare l’infinito. Scrivere poesie è sempre un inizio, solo sentendo, e aspettare la presenza della parola e il suo rapimento”

– Hai protestato attraverso la tua poesia?

“Ho protestato. Con rabbia, con pianto, aspirando alla luce della protesta, del cambiamento e della coscienza che deve ancora raggiungere il mio paese”

– Perché senti il bisogno di riaffermare la libertà attraverso i tuoi versi?

L’uomo del ventunesimo secolo è uno schiavo. Molte delle sue catene sono proprie. Vive intrappolato, da quell’amore moderno dove l’emancipazione invece di essere un discorso di amore e tolleranza,  rispetto, genuina uguaglianza -al di là del genere- diventa una guerra intima di prepotenza e territorio, di lotta feroce reclamando spazi, catalogando, come su un amaro scaffale della vita “le tue ore, le mie” o “i miei amici e i tuoi” perdendosi l’amore e la corrispondenza, fino allo sguardo al mondo, a quelli che lo circondano, la sua indifferenza a quelli che soffrono, al Pianeta, alla vita stessa. Siamo, una roulette russa naturale. Questa è schiavitù. Ci distingue, in parallelo con Saramago, il nostro saggio della cecità. Qui il poeta diventa allora una vigoria che fonde linguaggio, essere, spirito e certamente libertà. Ruba i confini tra questo e quello. Il poeta, lontano dai nuovi significati che ci etichettano, sostiene la libertà, e in essa la soluzione dell’essere nel mondo. Dalla libertà, si fa in poesia una rivoluzione del futuro. “

– Quando scrivi, ti senti obbligato verso il tuo pubblico, la tua Patria o ciò che trabocca il tuo essere?

MAR: “Mi rifugio nella triade che proponi in questa grande domanda. Quando leggo poesia o do lezioni di poesia, ho il desiderio di fare la differenza. Dire a chi mi ascolta che c’è speranza, bellezza, e anche la scelta di aspirare a una nuova coscienza”

– Quali sono stati gli argomenti più frequenti che hai affrontato nelle tue poesie?

“L’esistenza. Mi considero un poeta sorpreso dai frutti costanti dell’esistenza. È un universo vicino e padrone di messaggi palpitanti. La poesia, dall’esistenza, trabocca di pienezza, comprensione e amore”

– Le linee della tua poetica nascono dalle circostanze, dal tuo modo di sentire o da entrambe?

“Entrambe si stupiscono. E non mi sento solo. Ci sono poeti della nostra attualità portoricana, che mescolano questi parametri; Michelle R.O., Xavier Valcárcel, Richard Rivera Cardona, Tania Anaid Ramos González (AZULA), Luis Enrique Romero, Rubis Camacho, Mayra R. Encarnación, Ana María Fuster Lavín, Julio César Pol, Ebrahim Narváez, Carlos Roberto Gómez Beras e la loro simbiosi squisita nell’enunciazione dell’esistenza,  Yanielle Ramos Cintrón, un brillantissimo Alberto Martínez Márquez, Antonio Ramírez Córdoba, Rosa Vanessa Otero, William Pérez Vega, poeta enorme e militante, Pedro Juan Ávila Justiniano, María Ostolaza, Marta Emmanuelli, Susie Medina Girau, Flor Vázquez, Pedro López Adorno, Lala González Rodríguez, Lynnette Mabel Pérez per citare solo una grande avanguardia che tra la circostanza e il senso, rinnovano una poesia vivace e abbracciano la grande America Latina, che i politici locali vogliono cancellare.

Con loro, e l’altra grande pleiade, con nomi e testimonianze, una grande avanguardia si presenta a noi. Abbiamo un Festival Internazionale della Poesia, che, anno dopo anno, abbraccia i confini della nostra amata America Latina, in esistenza e forma.

Cosa dirò di me? Ancora la poesia è la realizzazione di un tutto, del quale ogni giorno cerco con passione… e non capisco.”

Di Isbelia Farías López
Scrittrice venezuelana, master in Filosofia e studia per accedere alla laurea in Orientamento in Sessuologia presso il Centro di Indagini Psicologiche, Psichiatriche e Sessuologiche del Venezuela.

Persona da contattare: isbeliafarias@gmail.com

Foto cortesia di Isbelia Farías López – Venezuela



“He protestado con rabia y con llanto”: la poesía combativa de Mario Antonio Rosa


“Yo solo me quedo escuchando
como entras sin nadie.
Y sin nadie
me rompes hacia tu vida”.
Mario Antonio Rosa
Extracto del poemario:
Poemas en la Isla del incendio.

Mario Antonio Rosa (San Juan de Puerto Rico) es un poeta, editor, periodista cultural y crítico literario que ha recibido diferentes premios a lo largo de su trayectoria. En esta ocasión, concede una entrevista a la escritora venezolana Isbelia E. Farías López, sobre su producción, las pasiones que emergen de su alma y su esencia puertorriqueña, la cual se vislumbra impresa en cada una de sus líneas. Nuestro invitado es parte de la antología CANTO PLANETARIO: HERMANDAD EN LA TIERRA, Volumen I, compilación de Carlos Javier  Jarquín, (H.C EDITORES, Amazon.com, 2023).

¿Cómo influye tu identidad puertorriqueña en tu poesía? ¿Qué elementos culturales o experiencias locales suelen inspirar tus versos?

“Mi poesía, de postulado existencial lleva el discurso de la identidad. Ser puertorriqueño, para mí es un oficio de libertad, esperanza, lucha y cambio. Los puertorriqueños tenemos un reto como país, como nación y es preservar nuestra cultura e identidad nacional. El poeta, debe ser parte de ese clamor. La patria nos necesita siendo con pasión y fiebre, puertorriqueños, caribeños, y latinoamericanos, de sangre y espíritu. Tengo un poemario anterior, ya agotado, Misivas para los Tiempos de Paz, de la editorial Isla Negra en el cual sus poemas apelan a nuestra identidad como pueblo, a la revolución del 30 de octubre de 1950 liderada por el Apóstol de la patria, Don Pedro Albizu Campos, un poema a Ernesto Guevara, así como un cántico a los cinco nacionalistas que tirotearon el Congreso de los Estados Unidos, llevando el mensaje de la patria esclava, irredenta, y un grito por la independencia de Puerto Rico. La poesía boricua, lleva como estandarte siempre, La patria, libre y soberana”

Puerto Rico tiene una rica tradición poética. ¿Hay poetas puertorriqueños que te han inspirado o han influido en tu propia escritura, o tus influencias provienen de otras culturas?

“De Puerto Rico, han caminado conmigo, por sus versos, José Gautier Benítez, Santiago Vidarte, José de Jesús Esteves, Los Atalayistas, en especial, Clemente Soto Vélez; sigo con Juan Antonio Corretjer, Julia de Burgos, Clara Lair, Samuel Lugo, Hugo Margenat, Marina Arzola, los amadísimos poetas del Colectivo Literario Guajana, nuestra poesía combativa de la diáspora, poesía poderosa y resplandeciente.

Ahora, desde niño me fascinó la literatura rusa, tales como Nikolái Gógol, Vladímir Vladímirovich Mayakovski, Anna Ajmátova, Aleksandr Pushkin, Marina Tsvetáieva, Sergei Esenin, Borís Pasternak (de quien tengo un poemario inédito que publicaré en mayo al que he titulado Pasternak en el invierno) y de mi amado México, Octavio Paz, Xavier Villaurrutia, Juan Rulfo, mi maestro, Juan José Arreola, Carlos Pellicer, Alfonso Reyes, Rosario Castellanos, en fin, han sido diversas las influencias que siempre  me acompañan”

La erótica suele ser representada en términos de sensualidad y placer, ¿por qué en tus poemas esta noción pareciera ir asociada al emoción de tristeza como, por ejemplo, cuando declamas: “siento huellas de tu cuerpo como olas… pienso que llorarte es salmo de posesión”, “Hay cuerpos brillando de dolor, hay largas brasas de abandono”, entre otras líneas que vislumbran dolor?

“Quise, como ejercicio de creación y amparado en la vivencia personal, escribir el inverso de la erótica. Este libro, me tomó cerca de un año terminarlo…¡y vaya catarsis!, fue crearme de nuevo en un archipiélago de espejos donde el cuerpo usado, una vez maravillado de orgasmo y deseo, de noches sin dormir, el estar encerrado, solo amando y descubriendo, el sentirse rebelde contra el mundo, de repente, nos deja, con una gran ausencia, desolación, y tristeza, pero no…supe, que ahí existía el poema de la erótica, con una música para bailarla solo, sin estragos, de la mano de un buen ron, y el ejercicio poético llevándote a un universo insospechado”

Con respecto a tu oficio como escritor: cuando escribes, ¿sientes que te desvinculas momentáneamente de la realidad para abrazar lo abstracto o que te niegas a soltar tus raíces y extraes la palabra de la profundidad de la tierra que te dio el ser y se convirtió en tu patria?

“Me confieso desvinculado. Amo ser pasajero de la soledad, de estar en una estancia entre el silencio y la palabra, huyendo a gusto del mundanal ruido y sumergido en los elementos de búsqueda. Mis raíces también van en complicidad, de ahí mi última publicación, Poemas en la isla del incendio, ya disponible en Amazon. Ahí ocurre todo: geografías de mi ser, amor, miedo, existencia, T.S. Elliot, una mujer filántropa, vista desde lejos, son estampas desde un Puerto Rico que arde en dilemas y estertores que nos impiden mirarnos hacia adentro, como pueblo.

¿Crees que este momento es el culmen de tu madurez poética o consideras que todavía la palabra sentiente que desborda el alma debe alcanzar el papel, en tu trayectoria como poeta?

“Me enfrento a la poesía todos los días. Es un salto mortal. Apenas un papel en blanco, interminable y sin señales. Es un acto solitario y delicioso. Al menos cuando escribes narrativa, teatro, novela o ensayo te puedes agarrar de una estructura, y del latido de tu historia. Navegas seguro. En la poesía no pasa eso. ¿Cómo empezar? ¿Qué imágenes llegarán? ¿Podrás llegar al mensaje? ¿Sobrevivirás? Eso hace siempre la poesía, inusitada, o surtidora entre el misterio y un esplendor cerradamente auténtico, un acercamiento al menos a imaginar el infinito. Escribir poesía, siempre es un comienzo, sólo sintiendo, y esperar la presencia de la palabra y su arrobamiento”

¿Has protestado a través de tu poesía?

“He protestado. Con rabia, con llanto, aspirando en la luz de la protesta, el cambio y la conciencia que aún necesita alcanzar mi país”

¿Por qué sientes la necesidad de reafirmar la libertad a través de tus versos?

El hombre del Siglo XXI es un esclavo. Muchas de sus cadenas son propias. Vive atrapado, desde ese amor moderno donde el empoderamiento en vez de brindarse como un discurso de amor y tolerancia,  respeto, genuina igualdad -más allá del género- se nos convierte en una guerra íntima de prepotencia y territorio, de lucha feroz reclamando espacios, catalogando, como en un amargo estante de la vida “tus horas, las mías” o “mis amigos y los tuyos” perdiéndose el amor y la correspondencia, hasta la mirada al mundo, a los que le rodean, su indiferencia a los que sufren, al planeta, a la vida misma. Somos, una ruleta rusa natural. Eso es esclavitud. Nos distingue, en paralelismo con Saramago, nuestro propio ensayo de la ceguera. Aquí el poeta se convierte entonces en una vigencia que funde lenguaje, ser, espíritu y desde luego libertad. Roba las fronteras entre éste y aquél. El poeta, lejos de los nuevos significados que nos etiquetan, sostiene la libertad, y en ella la solución del ser en el mundo. Desde la libertad, se hace en poesía una revolución de futuro. “

Cuando escribes, ¿te sientes obligado hacia tu público, tu patria o a lo que desborda tu ser?

MAR: “Me amparo en la triada que propones en esta gran pregunta. Cuando leo poesía o dicto talleres de poesía llevo el deseo de brindar una diferencia al pueblo. Decirle a los que me escuchan, que hay esperanza, belleza, y también la elección para aspirar a una nueva conciencia”

¿Cuáles han sido los temas más frecuentes que sueles abordar en tus poemas?

“La existencia. Me considero un poeta sorprendido con los constantes frutos del existir. Es un universo cercano y dueño de mensajes palpitantes. La poesía, desde la existencia, reboza plenitud, comprensión y amor”

¿Las líneas de tu poética nacen de las circunstancias, de tu manera de sentir o de ambas?

“Ambas se deslumbran, con oficio. Y no me siento solo. Hay poetas de nuestra actualidad puertorriqueña, que mezclan esos parámetros; Michelle R.O., Xavier Valcárcel, Richard Rivera Cardona, Tania Anaid Ramos González (AZULA), Luis Enrique Romero, Rubis Camacho, Mayra R. Encarnación, Ana María Fuster Lavín, Julio César Pol, Ebrahim Narváez, Carlos Roberto Gómez Beras y su simbiosis exquisita en el enunciado de la existencia,  Yanielle Ramos Cintrón, un brillantísimo Alberto Martínez Márquez, Antonio Ramírez Córdoba, Rosa Vanessa Otero, William Pérez Vega, poeta enorme y militante, Pedro Juan Ávila Justiniano, María Ostolaza, Marta Emmanuelli, Susie Medina Girau, Flor Vázquez, Pedro López Adorno, Lala González Rodríguez, Lynnette Mabel Pérez por solo nombrar una gran vanguardia que entre la circunstancia y el sentido, renuevan una poesía pujante y en abrazo con la gran Hispanoamérica, que nos quieren borrar los políticos locales.

Con ellos, y la otra gran pléyade, con nombres y testimonios, una gran vanguardia se nos presenta. Tenemos un Festival Internacional de Poesía, que, año tras año, abraza las fronteras de nuestra amada Latinoamérica, en existencia y forma.

¿Qué diré de mí? Aún la poesía sigue siendo la realización de un todo, del cual día a día busco con pasión…y no comprendo.”

Por Isbelia Farías López
Escritora venezolana, máster en Filosofía y cursa estudios para acceder al grado en Orientación en Sexología en el Centro de Investigaciones Psicológicas, Psiquiátricas y Sexológicas de Venezuela.

Contacto: isbeliafarias@gmail.com

Pubblicato da elisamascia

Biografia di: Elisa Mascia Nata a Santa Croce di Magliano (Cb) nel 1956, vive a San Giuliano di Puglia (Cb). Insegnante, poetessa, scrittrice, declamatrice, recensionista, giurata in eventi culturali, manager culturale nel mondo. Ha partecipato a numerosi concorsi di poesia nazionali ed internazionali ottenendo premi, attestati di partecipazione, meriti e menzioni d'onore. Nel luglio 2019 è stata pubblicata con “L'inedito Letterario” la prima raccolta di poesie della Silloge dal titolo “La Grattugia della Luna”. Ha partecipato a 8 edizioni del Premio Histonium, dal 2009 al 2019. Nel 2018 con la successiva pubblicazione della Silloge poetica Magiche Emozioni dell'Anima presentata quale strenna natalizia. Nel 2019 con la Silloge "Sogni Dipinti" di 10 poesie inedite ispirate a 10 dipinti del grande artista e poeta Erminio Girardo che ha ricoperto per lei il ruolo di maestro, segnando una svolta decisiva nell'attività di poetessa-scrittrice. Ha curato la traduzione poetica in italiano di alcune poesie del poeta , editor NilavroNill Shoovro. Da maggio 2019 ha partecipato all'intervista di febbraio 2020 e a molte Antologie tematiche, a oltre 50 numeri dell'Archivio mensile dei poeti OPA. Al libro di poesie "Savage Wind" pubblicato a settembre 2019 da "L'Inedito" del poeta Asoke Kumar Mitra ne ha curato la traduzione poetica in italiano. Da febbraio 2020 è membro fondatore di WikiPoesia. È cittadina della Repubblica dei Poeti e Dama dell'Ordine di Dante Alighieri. È stata co-conduttrice del programma En Alas del Fénix - collaboratrice di Radio Krysol Internazionale con video - declamazione di poesie proprie e di altri autori in italiano e spagnolo. Da febbraio a settembre 2021 ideatrice, organizzatrice e co-conduttrice del programma “Sentieri di vita” in onda su Radio Krysol Internazionale . Dal 2019: Voce al progetto Una voce del buio -e componente del gruppo del Teatro al buio - con Pietro La Barbera e da ottobre 2023 alla Co-conduzione del programma bilingue italiano-spagnolo "Alla ricerca della vera bellezza" in Restream e YouTube Autrice da San Giuliano di Puglia (Campobasso) Molise, del quotidiano online, del direttore Pier Carlo Lava, Alessandria today Magazine con oltre 600 articoli e Alessandria online. Da metà del 2023 collaborazione con il poeta Fabio Petrilli per la pubblicazione in Alessandria today di poeti da lui proposti Collabora con il periodista nicaraguense Carlos Javier Jarquin e coautrice di Canto Planetario. Coordinatrice Italia - Direttrice Eventi e Comunicazioni, Amministratrice dell'Accademia Albap. Membro della Writers Capital Foundation International e Coordinatrice dell'Italia del PILF: 2022-2023-2024 e PIAF 2022.- 2023, Responsabile della Biennale Hagiography Iconography International della Writers Capital Foundation International 2023, Autrice, Artista, Promotrice Culturale, Membro del Comitato Organizzatore dei Festival Panorama Internazionale Letteratura, Redattrice di www.writersedition.com "The Complete Magazine" - Italia Disegna e dipinge da Lezioni online del Maestro ceramista, scultore, artista plastico argentino Miguel Angel Guiñazu. Ha ricevuto, dal Movimento "Pacis Nuntii" - Argentina, l'Attestato e la Bandiera Universale della Pace che conferisce a chi la porta il carattere e lo spirito di Araldo e Costruttore della Pace Universale. È Dama dell'Arcobaleno nominata dalla prof.ssa Teresa Gentile. Nel luglio 2023 ha pubblicato il libro di poesie “Melodia d'amore ". - Facebook - Instagram - Twitter - YouTube - Pinterest

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