Poesie e Silloge poetica di Stefania Giammillaro presentata dal poeta Fabio Petrilli, pubblicazione di Elisa Mascia da San Giuliano di Puglia -Campobasso

Note Biografiche
Stefania Giammillaro (Messina, 1987). Avvocato e Dottoranda in diritto processuale civile all’Università di Pisa. Ha all’attivo due pubblicazioni: Metamorfosi dei Silenzi, Edas, Messina, 2017, e L’Ottava Nota – Sinfonie Poetiche, Ensemble, Roma, 2021. L’unica sua novella Nuncintedda è stata pubblicata, con altri suoi componimenti, nell’antologia I Blu Books – Quaderni Collettivi, Vol. II, a cura di Valeria Serofilli, Felici Editore, 2020. Ha conseguito diversi riconoscimenti negli anni, a livello locale e nazionale. Si è esibita in diverse performance poetiche, delle quali si ricorda Ciuri ri Puisia, tenutasi a Torino nell’ambito del Festival Indipendente di Poesia Trasfusioni, ideato ed organizzato dall’associazione teatrale Lo scatolino – Ars in code, e la partecipazione alla seconda edizione del Festival Voci – La poesia dialettale, curato ed organizzato dall’associazione culturale de Le Cicale Operose di Livorno. Dal 2022 è curatrice della sezione poesia della Libreria indipendente Civico 14 di Marina di Pisa. In tale veste ha ideato e curato diverse Rassegne ed eventi culturali di cui si ricorda la Rassegna Giovani in Poesia e Un (A) Mare di Versi – Dialoghi d’autore, patrocinata dal Comune di Pisa e dall’Assessorato al Turismo, che ha visto la partecipazione di ben otto poeti del calibro, fra i tanti, di Davide Rondoni e Beatrice Zerbini, oltre che aver conseguito un soddisfacente seguito.
E’ stata ospite di alcune trasmissioni radiotelevisive dove ha avuto modo di presentare le sue sillogi edite e parlare del suo modo di intendere la poesia, quali: EccellenzeItaliane sul canale OdeonTv, StoryTime sulla frequenza Radio5, e su Telespazio Messina all’interno della rubrica Parla Con me.
Dal 2023 cura gli eventi poetico-letterari al Caffè Letterario Volta Pagina di Pisa e fa parte della redazione interna del Lit-blog “Le Finestre de L’Irregolare”, nato da un’idea del poeta, scrittore, critico letterario David La Mantia.
Alcuni suoi inediti sono stati pubblicati sul quotidiano di rilievo nazionale La Repubblica, nella rubrica La Bottega della Poesia, delle sedi di Bari e di Napoli e su diversi Blog quali: LaRosainPiù, VersoLibero, LeParolediFedro, PoetiOggi.
Fa parte, con tre suoi componimenti, dell’Antologia poetica Riflessi – Rassegna Critica alla Poesia Contemporanea, Edizioni Progetto Cultura, 2023, curata da Patrizia Baglione, ricevendo la nota critica di Davide Toffoli.

Prefazione

“Se non fossi così come sono, non dovrei scrivere le mie sinfonie.”
GUSTAV MAHLER


Il “lavoro” del poeta, come quello del compositore, è essenzialmente contenuto in questa precisa affermazione del grande compositore boemo-austriaco Gustav Mahler. Da essa personalmente traggo un valore universale, secondo cui riconoscere la propria realtà equivale a Esistere nella propria certezza umana e per questo a compiere ciò che è nella natura stessa del proprio Essere. In altre parole riconoscere ciò che siamo diventa l’elemento di trasparenza e di verità con cui entriamo in una relazione inequivocabile, il tratto di autenticità della vita stessa. Ecco che quindi il principio di tutto ciò che facciamo risiede nella natura di ciò che siamo. Per il poeta – secondo quello che ci indica Pessoa – questo si traduce nel “lavoro” di una misteriosa orchestra. Egli scava dentro di sé, apre il suo corpo per accogliere le luci e le ombre della propria anima, i suoni dolci e i toni più gravi, alla ricerca del suo mistero. Solo così può compiersi pienamente la sua missione, nella naturale vocazione di dirci e donarci ciò che soltanto il poeta ha saputo scardinare e ricomporre dentro l’abisso della sua anima, dentro l’impercettibile, il minuscolo, il muto e il fragilissimo scorrere della vita, o – per dirla con le parole del maestro Pessoa – fino a conoscersi o riconoscersi come una sinfonia.
Una sinfonia dunque è ciò che siamo, ed è quello che di sé ci svela anche la poetessa Stefania Giammillaro con la sua seconda opera edita, L’Ottava Nota, una molteplicità di sinfonie che tracciano la scansione intima e profonda del suo Io attraverso i silenzi, le trame, dentro lo smarrimento di un confinamento, tra le ombre, fino a giungere a quel riscatto che, nella narrazione memoriale di ogni esistenza, è alla base del perenne processo di metamorfosi vitale.
Ho conosciuto Stefania nel bel mezzo del generale spaesamento che ha investito le nostre vite durante il primo periodo di confinamento dovuto all’emergenza Covid-19. L’ho incontrata la prima volta proprio nella sua poesia e nelle note dell’inconfondibile accento siciliano della sua lingua, in quella traccia lirica che sarebbe poi diventata una delle sinfonie di questa raccolta – quella del confinamento appunto –, prima ancora che mi capitasse poi di avere la fortuna e il privilegio di conoscerla personalmente. Mi colpirono allora la musicalità dei suoi versi ed il loro sapore, antico e familiare allo stesso tempo, come quando si colgono e si coniugano insieme la raffinatezza accurata ed elegante di un tempo remoto – caratteristica verbale unica tra l’altro della lingua siciliana, che è lingua d’origine della Giammillaro – , con la semplicità genuina di atmosfere domestiche colme di cure generose e di affetti sinceri.
Da lì ad accogliere l’invito di curare questa raccolta di sinfonie poetiche il tempo è stato breve, sebbene a causa dell’emergenza sanitaria il tempo tanto fragile che stiamo attraversando abbia completamente perso le sue routine e di linearità e ancora, mentre scrivo, ci capiti di trascorrerne molta parte tra isolamenti domiciliari, la chiusura di varie attività sociali e culturali, ancora confinati dal blocco degli spostamenti e dal limite dei coprifuochi.
Proprio il tempo invece, quello incalzante e spesso travagliato della vita, con i suoi moti di esistenza e di coscienza, è uno dei cardini della poetica di L’Ottava Nota, una raccolta di poesie – o meglio di sinfonie – in cui il vissuto della Giammillaro, poetessa messinese, si afferma con il ritmo incalzante di un metronomo che scandisce il tempo di tutta l’opera e nel quale il lettore viene totalmente assorbito nella musicalità delle sue liriche fino a diventarne irrimediabilmente contrappunto vivo, chiamato a riempire gli spazi vuoti con il proprio vissuto, come nei versi di Inquieto vivere:
“ Sei cuoio di membra
fuoco di speranza
svanita dal tempo che scorre,
che inesorabile passa …
o in quelli di Impronta, dove l’incedere di “orme nitide lungo il cammino” segna il tempo del riscatto, quello in cui ogni esistenza può riconoscersi e deve condursi per redimersi e rinascere a vita nuova:
“ Ed io che ti osservo, Mondo,
mi fermo a pensare che il tempo è lento,
E spero,
che la Terra mi sia lieve,
oltre queste barriere di cui lascio
eterna testimonianza ai posteri.
Così, ciclicamente rinasco. ”

Fare poesia redime, ci libera, ci assolve. Questo il poeta ci dona: una luce nuova nella quale ogni cosa può rinascere a forme e a sensi completamente rinnovati. Così dal travaglio d’animo e di esistenza da cui nasce la poesia ogni cosa acquista nuovo significato, persino il tempo, nel suo fluire, lento o incalzante che sia.
Ma se questo è vero e vale per la poesia, è altrettanto vero che “in ogni poesia che vive, un po’ il poeta muore”, e allora sta a chi ne riceve il dono far sì che la luce della poesia risplenda a svelare il senso di ogni cosa e anche il tormento originale del poeta.
Mi vengono in mente le parole della grande poetessa americana Sylvia Plath:
«Mi sentivo ed ero un libro con righe chiare di parole sensibili e taglienti, nessuno sapeva intravederne le fragilità, si pungevano e andavano via. Sono sempre stata e mi son sempre sentita come un libro aperto, circondato da analfabeti».
Nella raccolta di Giammillaro accade proprio questo: è la vita stessa che si fa poesia, fino al punto in cui i sentimenti e le esperienze individuali diventano un sentire comune, nel fluire di un viaggio lirico in cui la poetessa ci conduce attraverso l’amore e le sue contraddizioni, facendo largo e validissimo uso dei suoni linguistici e musicali della sua terra, lasciandocene così assaporare tutta la bellezza e la nostalgia per un mondo siciliano passato ma pur sempre vivo dei cari ricordi giovanili.
La sua è una ricerca accurata non solo della parola ma dell’intero verso e più classicamente persino della sua costruzione metrica, al punto che le pagine de L’Ottava Nota sembrano scritte proprio come i fogli della partitura musicale di una polifonia barocca, in cui la sovrapposizione di più linee melodiche coesistono nell’insieme armonico dell’intera opera.
Il ‘versare’ ritmico della poetessa messinese è a volte incalzante, come nei tipici movimenti della fuga in cui, proprio come per una linea musicale, un verso va in fuga e altri poi inseguono in procedimenti imitativi, mentre alte volte è più simile a un madrigale come nel caso dei numerosi componimenti in omaggio alla lingua dialettale siciliana. Ma qualunque sia il tempo battuto, nella partitura generale delle cinque sinfonie di cui si compone L’Ottava Nota – cifra che nel titolo della raccolta è evocata dal simbolo dell’infinito che tutto racchiude in sé – l’elemento coerente che delinea tutta la composizione è proprio la caratteristica virtuosa che nelle composizioni barocche si assume quale tono fondante della polifonia, il basso continuo, la linea ostinata e grave su cui le cinque sinfonie della raccolta accordano la loro linea melodica.
L’invito che rivolgo al lettore è quello di trovare la propria linea musicale e di non restare “analfabeta” rispetto alla bella e preziosa partitura poetica che è L’Ottava Nota.
In quanto a me, che per natura tendo a non affrettarmi mai in niente, non desidero che restarmene saldamente ancorato ai versi della dolcissima poesia “A Nonnicedda ru me cori”, scritta interamente in siciliano, che per primi mi hanno svelato il mondo poetico e umano della poetessa Giammillaro:
Quasi ca sa vulissi alliccare lentamente ogni singolo mumentu… –.
Non resta che cogliere quindi, e assaporare, il gusto di ogni singolo momento, con calma e raffinatezze barocche, e se o quando il tempo dovesse davvero incalzarci, ci basterà allora il dono della partitura delle Sinfonie poetiche di L’Ottava Nota.
Capiremo così pienamente quello che intendeva Gustav Mahler a proposito delle sinfonie, e cioè che “Una sinfonia deve essere come il mondo. Deve contenere tutto”, che non è poi lontano dal potente messaggio che il grande poeta bomeo-austriaco Rainer Maria Rilke, contemporaneo di Mahler, ci consegna con questi sublimi versi:
Lascia che tutto ti accada: bellezza e terrore.
Si deve sempre andare: nessun sentire è mai troppo lontano.

A te, lettore o lettrice, ti sia piena l’esperienza dell’Essere, e autentico il sentire di queste cinque sinfonie.
Pisa, 20 Gennaio 2021
Vincenzo Mirra


Poesie:

Dis-Innesto

Sono carne e sabbia,
vento e rabbia.
Quanto ancora mi sia concesso sbagliare
Non è dato sapere.
Lo richiede,
il ticchettio dell’orologio in cucina
che scandisce
il tempo della colpa
pesata al netto di una tara assolta
da una fragilità che non ammette
essere, un’umana accettazione
di sé.
Sono luce e sono ombra
Sono vuoto e ostilità recondita,
sono altalena… senza sosta.
Asettica, decido di indietreggiare
Affilando lame amare al mio destino.
Mi rifletto nello specchio
E guardo in prospettiva
L’occhio del ciclone da cui ero fuggita

E ci casco
Ingenua, illusa, avvilita.
Rinasco? Riesco?
Non c’è via d’uscita.


Manifesto inconscio

Vorrei, tu fossi
Il lenzuolo che cerco nelle fresche mattine d’autunno
Pronto a coprire ogni spazio rimasto aperto
In un sonno senza sogno…
Dal sapore freddo.
Vorrei tu fossi un labirinto esterno al mio cuore,
in cui “perdersi per poi ritrovarsi”
sia l’unica condizione
per raggiungere la via d’uscita,
in mancanza di un filo d’Arianna
che ci indichi la strada di casa.
Vorrei, tu fossi marmo, scolpito dal vento,
diamante scarlatto
di ogni tormento.
Vorrei fossi il mio tutto ed il mio niente
Completamento del mio essere
Affinché non mi aggrappi a te per evitare di cadere,
ma tu sia sempre, la ragione sufficiente
per rialzarmi da sola
con i gomiti sbucciati dalla gente,
precipitata nella voragine della mia mente,
appagata da quel riscatto che, ogni volta, mi consente
di vivere la luce del presente
con te
al mio fianco.


Cavalcavia

Prendo appunti su uno scoglio – scosto,
granelli di sabbie mobili, raccolti
sui piedi arrugginiti dalla luce di un tramonto.
Risorgo, mi guardo intorno e, attendo…
Di rientrare nel bozzolo
Dove tutto è azzerato al nulla
E nulla, è servito a niente.

Coerenza indifferente.

È saggio, chi mente
È furbo, chi pretende
Di rilanciare gli stessi dadi
Puntando su una nuova scommessa.
Mentre io, dimessa mi affaccio appena
Dall’alveare a cui sono costretta.


In-tanto

Colleziono sassi
Che scandiscono minuti;
pronuncio parole
che racchiudono attimi;
Mi raccolgo in Silenzi
Che stimolano Universi.
E’ il cosmo che si piega
In un incontro,
in un dipinto autografo
sciolto al caldo
delle speranze disattese,
futili,
scomode pretese…

E’ un girotondo che richiede
La pazienza di giungere alla chiusa del cerchio,
affinché Giotto possa riprovarci ancora,
senza l’ausilio di un bicchiere

Rotto –
Dai trucchi del mestiere.

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Pubblicazione di Elisa Mascia autrice del blog nonsoloarteepoesiablog Magiche Emozioni dell’anima

Pubblicato da elisamascia

Biografia di: Elisa Mascia Nata a Santa Croce di Magliano (Cb) nel 1956, vive a San Giuliano di Puglia (Cb). Insegnante, poetessa, scrittrice, declamatrice, recensionista, giurata in eventi culturali, manager culturale nel mondo. Ha partecipato a numerosi concorsi di poesia nazionali ed internazionali ottenendo premi, attestati di partecipazione, meriti e menzioni d'onore. Nel luglio 2019 è stata pubblicata con “L'inedito Letterario” la prima raccolta di poesie della Silloge dal titolo “La Grattugia della Luna”. Ha partecipato a 8 edizioni del Premio Histonium, dal 2009 al 2019. Nel 2018 con la successiva pubblicazione della Silloge poetica Magiche Emozioni dell'Anima presentata quale strenna natalizia. Nel 2019 con la Silloge "Sogni Dipinti" di 10 poesie inedite ispirate a 10 dipinti del grande artista e poeta Erminio Girardo che ha ricoperto per lei il ruolo di maestro, segnando una svolta decisiva nell'attività di poetessa-scrittrice. Ha curato la traduzione poetica in italiano di alcune poesie del poeta , editor NilavroNill Shoovro. Da maggio 2019 ha partecipato all'intervista di febbraio 2020 e a molte Antologie tematiche, a oltre 50 numeri dell'Archivio mensile dei poeti OPA. Al libro di poesie "Savage Wind" pubblicato a settembre 2019 da "L'Inedito" del poeta Asoke Kumar Mitra ne ha curato la traduzione poetica in italiano. Da febbraio 2020 è membro fondatore di WikiPoesia. È cittadina della Repubblica dei Poeti e Dama dell'Ordine di Dante Alighieri. È stata co-conduttrice del programma En Alas del Fénix - collaboratrice di Radio Krysol Internazionale con video - declamazione di poesie proprie e di altri autori in italiano e spagnolo. Da febbraio a settembre 2021 ideatrice, organizzatrice e co-conduttrice del programma “Sentieri di vita” in onda su Radio Krysol Internazionale . Dal 2019: Voce al progetto Una voce del buio -e componente del gruppo del Teatro al buio - con Pietro La Barbera e da ottobre 2023 alla Co-conduzione del programma bilingue italiano-spagnolo "Alla ricerca della vera bellezza" in Restream e YouTube Autrice da San Giuliano di Puglia (Campobasso) Molise, del quotidiano online, del direttore Pier Carlo Lava, Alessandria today Magazine con oltre 600 articoli e Alessandria online. Da metà del 2023 collaborazione con il poeta Fabio Petrilli per la pubblicazione in Alessandria today di poeti da lui proposti Collabora con il periodista nicaraguense Carlos Javier Jarquin e coautrice di Canto Planetario. Coordinatrice Italia - Direttrice Eventi e Comunicazioni, Amministratrice dell'Accademia Albap. Membro della Writers Capital Foundation International e Coordinatrice dell'Italia del PILF: 2022-2023-2024 e PIAF 2022.- 2023, Responsabile della Biennale Hagiography Iconography International della Writers Capital Foundation International 2023, Autrice, Artista, Promotrice Culturale, Membro del Comitato Organizzatore dei Festival Panorama Internazionale Letteratura, Redattrice di www.writersedition.com "The Complete Magazine" - Italia Disegna e dipinge da Lezioni online del Maestro ceramista, scultore, artista plastico argentino Miguel Angel Guiñazu. Ha ricevuto, dal Movimento "Pacis Nuntii" - Argentina, l'Attestato e la Bandiera Universale della Pace che conferisce a chi la porta il carattere e lo spirito di Araldo e Costruttore della Pace Universale. È Dama dell'Arcobaleno nominata dalla prof.ssa Teresa Gentile. Nel luglio 2023 ha pubblicato il libro di poesie “Melodia d'amore ". - Facebook - Instagram - Twitter - YouTube - Pinterest

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