

Fabio Petrilli presenta la poetessa Rita Greco e la sua silloge poetica ” La gioia delle incompiute ” .
PREFAZIONE
Ciò che resta con sé
“Tenersi stretta la gioia / delle incompiute”, recita l’incipit di una poesia di Rita Greco. E questa incompiutezza dell’oggetto e del soggetto, delle cose e dell’essere, permea del suo illudente bagliore di soglia l’intera, rocciosa escursione di versi cantati in un rovescio di sé, all’esterno, guardando la morte, che si sconta vivendo, da un davanzale. L’incompiuto non è solo una presa d’atto dell’interminabile processo evolutivo e involutivo della res che resta nascosta come un’ombra, un animale tra siepe e tana, ma si intreccia anche a una nostalgia della potenza. Qui si procede a ritroso. Si vuole rasentare il guscio dell’uovo originario, la sua carica eversiva, la sua condensazione, sintesi del Tutto. L’io è un lume minuscolo che si allinea alle luci pulviscolari del circondario cosmico e antropico.
Rita Greco scrive per stare luministicamente dentro le cose e sta dentro le cose aspettando la deflagrazione, lo scoppio del seme, la fioritura del germoglio. Su ogni sillaba aleggia un’aria di giardino dove a prevalere sono le aiuole delle “Composite”, una specie botanica impronta di compostezza e complessità, sorgente puntiforme che si estende in un ricorso dolente a ciò che già si possiede, a volte un tu indefinito e trascolorante, a volte la sera del canto solitario “nella culla dolce del chissà”. Tutto il paesaggio dell’incompiuto appare, minuzioso e raccolto, nello spazio di un lumen – limen, in una fiammella di preghiera, in un lirismo di stagioni dove tutto è e resta in gestazione.
Alfonso Guida, San Mauro Forte, giugno 2021
Biobibliografia
Rita Greco è nata e vive a Mesagne (Br). Ha pubblicato le raccolte di poesie “Perché ho sempre addosso un cielo” (2007) e “La gioia delle incompiute” (Ladolfi Editore, 2021, prefazione di Alfonso Guida). Ha conseguito diversi riconoscimenti in premi letterari a livello nazionale, tra i quali la segnalazione al premio Lorenzo Montano con la raccolta inedita “La lettera mancante”, il terzo posto per la poesia inedita al Concorso Nazionale di poesia “Città di Chiaramonte Gulfi”, il primo posto con la prosa poetica “Il dio della crepa” e il terzo posto con “La gioia delle incompiute” al premio nazionale di poesia “L’arte in versi”. È stata ospite del Festival Internazionale di Poesia Civile e Contemporanea del Mediterraneo, del Festival internazionale di poesia “Pollino in versi” e di “Colpi di voce”, maratona letteraria di Bologna in lettere. Suoi testi sono apparsi su vari blog, antologie e riviste letterarie, su “La Repubblica”, nel tredicesimo volume “Sud I poeti” e su “Secolo Donna 2023 – Almanacco di poesia italiana” (Macabor editore).
Testi tratti da La gioia delle incompiute (Ladolfi editore, 2021)
Bisogna aspettare
allenare la pazienza
abitare la faticosa sedia della pausa
dignitosamente immobili
superstiti indecisi se vivere
sia ancora un miracolo
o una punizione.
Come un giocattolo rotto
mi assedia il tempo perduto
e non mi rimedia quello che resta
le facce sgargianti delle possibilità
attorno alle mie mani incapaci.
*
Si danno le spalle per tutto il giorno
ognuno intento al proprio solco
marciando risoluti al soldo del dovere.
La sera li chiude allo stesso tavolo
più dei coltelli che sminuzzano il cibo
sono armi gli occhi che guardano nel piatto.
Solo di notte resiste una traccia
quando lui nell’istante
in cui riemerge dal sonno
trovandola
la abbraccia.
*
Poco sopra il ginocchio
si ferì
un graffio largo
nella cieca caduta
della gioia
un precipitare verso
braccia tese
eccomi!
eccoti!
Abitare un abbraccio
può guarire?
Sciocca bambina
folle di tenerezza!
*
Tolsi l’orologio dal polso
per liberarmi del tempo
e quello mi prese
tutto il corpo
c’è così tanto da mettere a posto
non ce la farò
a morire ordinata.
Leggi anche 👇
http://alessandria.today/2024/01/14/fabio-petrilli-presenta-la-poetessa-rita-greco-e-la-sua-silloge-poetica-la-gioia-delle-incompiute-di-elisa-mascia-san-giuliano-di-puglia-campobasso/