Il poeta Fabio Petrilli presenta il libro Profumo di liquirizia di Pietro Edoardo Mallegni, di Elisa Mascia

Poeti e poesie

Foto cortesia di Pietro Edoardo Mallegni

Prefazione

Profumo di Liquirizia

“Profumo di liquirizia” di Pietro Edoardo Mallegni è un libro dall’atmosfera crepuscolare, è quasi sempre una descrizione di quotidianità ed esperienza individuale venata di malinconia.

I versi sono liberi , il tono lirico e le descrizioni fortemente sensoriali. Pietro cerca solamente tranquilli angoli del mondo e luoghi conosciuti dell’anima in cui rifugiarsi. Ma questo impegnarsi a vivere,/ questo sentirsi ecosistema/ contare i giorni come/ ingredienti di una spesa.

La sua è una poesia colta, caratterizzata da una concisione assoluta e da un linguaggio

preciso, la singola parola è anche se mai oscuro o criptico, in perfetto equilibrio tra estremi diversi. Tra echi simbolisti e lampi surreali, utilizza l’ironia per creare un universo metaforico popolato di dettagli e colori precisi, vividi, esatti. E dunque la poesia diventa nel giovanissimo Pietro una compensazione e, rispetto al mondo circostante, la necessità di

colmare un vuoto. Un richiamo ad un mondo esotico rispetto al suo mondo presente, la poesia diventa per Pietro Mallegni irrinunciabile forma per percepire il mondo e relazionarsi

con esso in una dimensione profonda e nascosta, più soddisfacente.

Un’ ironia assoluta: /il desiderio della longevità,/nell’era dell’abbondanza./Sia luce ai coltivatori di dolore e,/ dalla

terra che, presidi e scrittori/ hanno sublimato, si canti/; è nato qualcosa;./ Morte e sgomento,/mai si attaccarono a qualcosa,/che non fosse nato. La poetica del giovane Pietro mediante un’esattezza e una sobrietà espressiva che lasciano

indietro ogni sentimentalismo o una troppo facile emozione sembra coincidere con gli stringenti e già definitivi interrogativi a cui sottopone la realtà. Una realtà riconoscibile nella sua quotidianità, nella sua contingenza individuale e storica, ma al tempo stesso elevata a

dimensioni e a tipologie di respiro già universale, già consapevole della pluralità di senso della poesia, già bisognosa di attestarsi in una zona intima dove è possibile ascoltare il

rumore del mondo e l’insufficienza della parola stessa.

La tensione poetica ed il gioco metaforico, la speculazione della singola parola, gli interrogativi posti alla vita e al suo senso definitivo si fanno più urgenti, come è evidente

in questa raccolta poetica, nella quale appare l’ansia di rinchiudere il coacervo di indomabili

contraddizioni dell’esistere in un nome che, come è richiesto alla poesia, sia non ancora avvertito prima della rivelazione poetica.

Disteso sulla mia assenza, /ascolto gorgogliare il sole,/ i turisti, la gioventù,/ l’idiozia./ E

mi perdo, con lo sguardo,/nell’orizzonte, la sabbia/ tra i miei piedi, laggiù,/ fra il silicio e la

sporcizia,/ sogno affogarmi.

Questa attenzione alle voci, questa intima necessità di ascoltare quanto il mondo pronuncia nei recessi del silenzio, diviene sempre più chiaramente la cifra dell’esperienza poetica di Pietro Mallegni.

Di fronte a domande così fondamentali rivolte all’esistenza, alla natura, alle cose, il soggetto lirico resta in attesa di risposte radicali e nutre speranze di varia natura.

Così il tempo è tutto avvertito nel suo continuo straniamento, prefigurato nella sua marcia verso un progressivo e inesorabile svuotamento di ogni senso delle cose.

Le mie lingue

di argento scorrevoli,/devote, un tempo, alla sopravvivenza,/sono una confusione di acqua e

piante,/un malandato trampolino, /il salto,/che ricorda l’età dei miei minuti,/ l’assenteismo

grato del mio liquido legato benessere.

Ma proprio dentro questa inesorabilità della sorte, nasce una nuova energia, l’occasione di

un gioco poetico in cui la parola è cosciente del proprio limite ma anche del proprio potere di strumento atto a sovvertire una realtà data a farsi complice dei sogni dell’individuo, delle sue infinite domande. La voce poetica si va forgiando tutta nel crogiuolo di queste domande che rivolge alla vita e si va formando all’interno di un tempo e di uno spazio reale continuamente rimodellati, frantumati, sollecitati a uscire da sé e a rientrare in sé, in una infinita dinamica di fughe e di ritorni che approda a una sostanziale accettazione della condizione umana.

Se fosse tenera questa pianta che/chiamiamo casa e Dio fosse il primo /dei suoi frutti,

converrebbe, in questo silenzio/ desiderare di essere ultimi.

Pietro Mallegni salvaguarda la luce di verità e di enigmatica bellezza che vi ha costruito e l’esattezza di una parola che non concede nulla a facili e inutili illusioni. In quel circoscritto

universo assistiamo a un vero atto d’amore reciproco che ricorda da vicino l’itinerario mistico

dell’anima. Lo sguardo poetico si fa più netto nell’indagine di condanne e di salvezze; la parola scarna, il sintagma tagliente esige una verità essenziale, che non concede ambiguità morali, o chiede anticipatamente la pietà di un silenzio riparatore ove l’interrogativo sulla

connaturalità di canto e silenzio, sul loro paradossale e necessario convivere si fa sempre più urgente. Così come l’invocazione alla pietas e all’amore, tanto più forte quanto più minacciosa si fa, attorno all’io, la realtà esterna, e più patente il rischio di perdere ciò che

vale, ciò di cui è intessuta la sostanza umana.

Ma nella cecità, nella contraddizione: la parola. Parola che appunto permette di avere luce anche solo per pochi minuti e che Pietro

Mallegni cerca incessantemente, come unico filo del gomitolo da dover riavvolgere: un imperativo per salvarsi. Nelle incomprensioni e contraddizioni in cui il giorno si sussegue solo la parola salva e per un attimo concede precisione.

La voce poetica grida il suo bisogno d’amore, sospesa tra la realtà e le parole che rivendicano una loro autonomia, il loro profondo mistero.

( Di me, si è innamorata la miseria,

facendo “m’ama e non m’ama”) .

Nota Biografica

Pietro Edoardo Mallegni è nato a Carrara l’1 luglio 1995. Fin da piccolo nutre due grandi passioni: la cucina e la scrittura, amori che lo porteranno a intraprendere professionalmente la strada del cuoco e più marginalmente quella dell’appassionato scrittore di poesie. Nel 2013 ha pubblicato con la casa editrice“ Marco del Bucchia” la sua prima raccolta:“ Il dedalo in me”, e vince il premio “Michele Mazzella” con l’atto unico “ Geshua e il crollo dell’io”, nel 2015 pubblica un’altra raccolta intitolata “ Il Dio Dada” e si avvicina al movimento poetico-artistico italiano “Dinanimismo” guidato e fondato da Zairo Ferrante. Dopo la maturità viaggia molto per lavoro e nel 2017, diventa padre, così decide di tornare a vivere nella sua città , Massa, con la sua famiglia. Durante questi anni ha l’occasione di partecipare a diverse antologie curate da Ivan Pozzoni per la casa editrice “ Limina Mentis”. Tra il 2019 e il 2021, ottiene alcuni riconoscimenti tra i quali “ Menzione al merito per il concorso Internazionale di Poesia Fëdor Dostoevskij” ed è “ Poeta Finalista del Concorso Internazionale di Poesia Il Federiciano”, “ Menzione speciale Premio Kalos II Edizione, “Secondo Classificato Premio Scrittura in Cibo”, “ Primo Classificato Premio Nazionale di Poesia Il Corvo” in più pubblica due raccolte di poesia intitolate “Neurocidio” e “Il nulla”, rispettivamente pubblicate con le case editrici “Limina Mentis” ed “Europa Edizioni”. Nel 2022 consegue la menzione speciale al premio ” Ossi di Seppia XVIII Edizione” indetto dal comune di Taggia, e ottiene la menzione speciale al “ Premio di Poesia Sotto Le Stelle- in memoria di Franco Petrilli I Edizione”. Tra il 2021 e il 2022 suoi vari testi vengono pubblicati su diverse testate giornalistiche online, tradotti in varie lingue tra cui inglese, francese, spagnolo,arabo e cinese.

Sagome in buio.

Sagome che sussurrano

ai fiumi che asciugano.

Dissolversi nei ruoli,

nei tetti delle case,

incastonate negli incendi del fegato.

Le distanze che funzionano.

Ho visto la mia intimità,

la nudità dei miei sogni

che vogliono cambiare,

nella bestia che sono.

Mimare i miei bisogni:

programmare i pasti e le spese,

il disagio di essere sé stessi.

Il merito è dei frutti finti,

dei fumogeni in mano alle tredicenni,

la colpa; degli specchi.

Oltre l’interpretazione,

anche il cielo

vuole la sua parte di pazzia.

Sui bordi, di un canale putrido, giallo e verde,

dove il moderno foraggia le oche,

con gli avanzi della settimana,

non si vede niente, solo buchi di ratto,

nella fanghiglia e bici e acidi di fabbrica

che allattano le nutrie.

Le ginestre sono lontane;

una nebbia nell’aria che non odora di umidità,

odora di rum e decomposizione e diluito in questa,

un lontano, diverso starnazzare.

Sotto il ponte, i miei desideri si sono gettati,

come una chitarra chiedono elemosina alle anatre,

in cambio di ridicoli concerti.

In vero, nel vero non rifletto e non mi vedo,

sono cieco e vecchio. Volgare sdentato.

La barba che odora di fallimento,

magrezza gonfia di chi nutre delusioni,

arrugginito salmastro sulle mani e nei capelli.

Tatuai alle mie amanti il nero desiderio sulla pelle

e stramazzando se ne andarono accusando

solo un lieve prurito.

Ogni caverna della mia bocca

permeata dall’amaro divieto di medicine,

nutre con disgusto centopiedi e scorpioni

che mi levigano i denti

come un infantile rifiuto di verdure

e assoluzioni per costringersi a crescere;

è un dolore concimato, ricucito

alle mie mascelle, che festeggia

gettando sangue da stelle e lampadine.

Nove e cesarei e nuovi patimenti

ho millantato,ho conciliato gli organi

come spade argentee contro le mie idee.

Un inchino sconfitto,

ricco di fango e

di canti di bambini.

Pubblicato da elisamascia

Biografia di: Elisa Mascia Nata a Santa Croce di Magliano (Cb) nel 1956, vive a San Giuliano di Puglia (Cb). Insegnante, poetessa, scrittrice, declamatrice, recensionista, giurata in eventi culturali, manager culturale nel mondo. Ha partecipato a numerosi concorsi di poesia nazionali ed internazionali ottenendo premi, attestati di partecipazione, meriti e menzioni d'onore. Nel luglio 2019 è stata pubblicata con “L'inedito Letterario” la prima raccolta di poesie della Silloge dal titolo “La Grattugia della Luna”. Ha partecipato a 8 edizioni del Premio Histonium, dal 2009 al 2019. Nel 2018 con la successiva pubblicazione della Silloge poetica Magiche Emozioni dell'Anima presentata quale strenna natalizia. Nel 2019 con la Silloge "Sogni Dipinti" di 10 poesie inedite ispirate a 10 dipinti del grande artista e poeta Erminio Girardo che ha ricoperto per lei il ruolo di maestro, segnando una svolta decisiva nell'attività di poetessa-scrittrice. Ha curato la traduzione poetica in italiano di alcune poesie del poeta , editor NilavroNill Shoovro. Da maggio 2019 ha partecipato all'intervista di febbraio 2020 e a molte Antologie tematiche, a oltre 50 numeri dell'Archivio mensile dei poeti OPA. Al libro di poesie "Savage Wind" pubblicato a settembre 2019 da "L'Inedito" del poeta Asoke Kumar Mitra ne ha curato la traduzione poetica in italiano. Da febbraio 2020 è membro fondatore di WikiPoesia. È cittadina della Repubblica dei Poeti e Dama dell'Ordine di Dante Alighieri. È stata co-conduttrice del programma En Alas del Fénix - collaboratrice di Radio Krysol Internazionale con video - declamazione di poesie proprie e di altri autori in italiano e spagnolo. Da febbraio a settembre 2021 ideatrice, organizzatrice e co-conduttrice del programma “Sentieri di vita” in onda su Radio Krysol Internazionale . Dal 2019: Voce al progetto Una voce del buio -e componente del gruppo del Teatro al buio - con Pietro La Barbera e da ottobre 2023 alla Co-conduzione del programma bilingue italiano-spagnolo "Alla ricerca della vera bellezza" in Restream e YouTube Autrice da San Giuliano di Puglia (Campobasso) Molise, del quotidiano online, del direttore Pier Carlo Lava, Alessandria today Magazine con oltre 600 articoli e Alessandria online. Da metà del 2023 collaborazione con il poeta Fabio Petrilli per la pubblicazione in Alessandria today di poeti da lui proposti Collabora con il periodista nicaraguense Carlos Javier Jarquin e coautrice di Canto Planetario. Coordinatrice Italia - Direttrice Eventi e Comunicazioni, Amministratrice dell'Accademia Albap. Membro della Writers Capital Foundation International e Coordinatrice dell'Italia del PILF: 2022-2023-2024 e PIAF 2022.- 2023, Responsabile della Biennale Hagiography Iconography International della Writers Capital Foundation International 2023, Autrice, Artista, Promotrice Culturale, Membro del Comitato Organizzatore dei Festival Panorama Internazionale Letteratura, Redattrice di www.writersedition.com "The Complete Magazine" - Italia Disegna e dipinge da Lezioni online del Maestro ceramista, scultore, artista plastico argentino Miguel Angel Guiñazu. Ha ricevuto, dal Movimento "Pacis Nuntii" - Argentina, l'Attestato e la Bandiera Universale della Pace che conferisce a chi la porta il carattere e lo spirito di Araldo e Costruttore della Pace Universale. È Dama dell'Arcobaleno nominata dalla prof.ssa Teresa Gentile. Nel luglio 2023 ha pubblicato il libro di poesie “Melodia d'amore ". - Facebook - Instagram - Twitter - YouTube - Pinterest

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