

Dalla Sicilia presentiamo il libro di poesie ” Le rose di Maria” della poetessa Maria La Rosa
Filo D’erba
Per ore e ore
sto qui
fermo
ad ammirare e contemplare
un esile filo d’erba
non c’è niente di più magico
annusare tutti i ricordi
da ogni fiore profumato
che il vento da in dono
nell’impasto del pane del cielo
Sento il silenzio
la meraviglia
la consapevolezza della sacralità muta
di una semplice rosa
il mio cuore vibra
di incantevole rarità
La Cerva
Sopra il tetto
la cerva ha occhi grandi
non si addormenta.
Esce
di giorno a vegliare
e ore nel buio a non vacillare
proteggerà i monti, i mari
non la vanità
proteggerà l’innocenza delle proprie mani pure
incarnate nella tela Innocente del grembo
nell’immensa
Verità.
PREFAZIONE
Scrivere la prefazione di una silloge a una poetessa come Maria La Rosa è un compito arduo, pressoché impossibile, perché mentre si prova a descriverla lei già è mutata, emigrata verso un’altra esperienza poetica e la sua descrizione risulterebbe già datata prima di iniziarla.
Non è lei che ha scelto la poesia, ma la Poesia che ha scelto Maria. Forse neppure essa stessa controlla la sua incontenibile ispirazione e la
sua propensione a comporre. Forse è addirittura inconsapevole delle sue potenzialità artistiche: scrive perché quello sa e deve fare. Ma volendole attribuirle un titolo, un’etichetta, chi è Maria La Rosa poetessa? Sicuramente un petalo che svolazza sopra le brutture del mondo, la bellezza sublimata dall’imprevedibilità, il soffio di vento
improvviso e inaspettato, quanto di più imponderabile un lettore potrebbe aspettarsi. E chi è la Maria La Rosa donna? È una poesia d’amore di Jacques Prévert, una bottiglia di vino rosso “Mille e una Notte Donnafugata” sorseggiato in riva al mare della sua Sicilia, il “cigno nero” ossia l’improbabile che governa la nostra vita.
O più semplicemente, Maria La Rosa è una bravissima poetessa.
Non potendo dare un titolo a un quadro astratto, non potendo definire in senso limitativo un’artista a 360°, possiamo leggere i suoi versi. L’eremo della nostra poetessa è l’Etna, la Sicilia, fonti d’ispirazione inesauribili e privilegiate. Forse lei stessa appartiene solo al suo vulcano e alla sua terra, ma i suoi versi e i suoi sentimenti appartengono a tutti. Ma cos’è la poesia per lei? Tutto, tranne che un atto egoistico, una sua necessità interiore. È un donarsi agli altri, scavando a fondo nei loro animi, arrivando dove nessun altro poeta riesce ad arrivare.
Si dice che la poesia è di chi la legge. Nel caso di Maria, la sua poesia non è di nessuno. La poesia di Maria è onirica, evocativa, evanescente, liquida, talvolta crea stordimento, e se si rileggono due volte gli stessi versi non avranno mai lo stesso significato: cambiano ed emigrano insieme all’autrice. Mi auguro che questa prefazione costituisca un punto di partenza e non un punto di arrivo. Invito pertanto ogni lettore a non cercare le risposte alle proprie domande, ma solo a lasciarsi andare, immergendosi nelle splendide poesie di Maria La Rosa.
Franco Fratini
Dedico questa Silloge a tutti i sognatori, a chi ama la poesia, la luna e il sole, a chi legge tra le pagine del cielo scoprendo la vera bellezza dell’universo, a chi dedica ogni giorno un sorriso alla vita.
Maria La Rosa
BIOGRAFIA
Maria La Rosa è nata il 25 marzo del 1962 a Santa Maria di Licodia alle pendici dell’Etna in provincia di Catania.
Proviene da una famiglia umile, papà contadino e mamma casalinga, da piccola era molto coccolata e amata.
Dopo la scuola media ha intrapreso un diploma di specializzazione sartoriale, che ha frequentato per alcuni anni.
La sua passione è l’arte e tutto ciò che la emoziona, come la poesia che è arrivata un po’ dopo, ma di cui ora non può fare a meno. Sono una sola cosa e senza di essa Maria morirebbe.
Per lei la poesia è come l’acqua che disseta, il pane che nutre, è come l’amore. “Le rose di Maria” è la sua prima silloge di poesie.
Maria La Rosa
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