
Ciao, Ciao persone meravigliose!! Buona giornata!! Sono Elisa Mascia di San Giuliano di Puglia (Italia). poetessa, scrittrice, declamatrice, divulgatrice culturale nel mondo.
Pietro La Barbera, conduttore radiofonico, scrittore e ideatore del progetto “La voce del Buio ” e “Teatro al buio” per dare la possibilità di vedere a chi non ha la possibilità di vedere, ascoltando.
Continuano ” Alla ricerca della Vera Bellezza” conoscendo l’animo speciale di Antonio Víctor Gabriel Guevara, Giovane poeta del (Perù), autore del libro “Jaque al Silencio”
Dati biografici di Antonio Víctor Gabriel Guevara.
Antonio Victor Gabriel Guevara Escobar è nato a Trujillo il 6 dicembre 2004. I suoi studi iniziali, primari e secondari si sono completati presso l’Istituto Educativo “Rafael Narváez Cadenillas”, dell’Università Nazionale di Trujillo.
Fin dal terzo anno delle scuole superiori partecipa al Progetto Letterario “POESIA JOVEN”, diretto da vent’anni dal prestigioso intellettuale e poeta Manuel Medina Velásquez.
Ha completato gli studi FOTEM presso il Conservatorio Regionale di Musica “Carlos Valderrama”, nel quale ha ottenuto una menzione d’onore al Concorso Nazionale “Pianisti del Futuro”. Ha partecipato a recital pianistici e al Primo Incontro di Scrittori del Nord intitolato “JUAN PAREDES CARBONELL. Ha partecipato ad alcune antologie letterarie pubblicate dal Young Poetry Project.
Ha seguito i corsi di giornalismo e di scrittura di racconti condotti dalla casa editrice INFOLECTURA, guidati dall’editorialista del quotidiano La República, Eloy Jauregui. È redattore della rivista Spaziale, Arte e Scienza “FRONTERA ESPACIAL” in Spagna e ha una Menzione d’Onore al Concorso Poetico Letterario Regionale per il Bicentenario della città di Trujillo.
Sinossi del libro:
“Controlla il silenzio” è una raccolta di poesie scritte dal giovane poeta di Trujillo Antonio Guevara Escobar. Antonio gestisce con successo versi liberi e tropi. Ciò significa che Antonio Guevara ha letto con grande attenzione le poesie dei grandi poeti peruviani e stranieri. In Controlla il silenzio osserviamo la presenza di due temi fondamentali: povertà ed esistenzialismo. “Perché non ascoltano la voce dei poveri?” è un verso chiave che il poeta utilizza per sviluppare la povertà che attraversano milioni di persone che, anche se marciano, protestano, gridano o versano il loro sangue per le strade rivendicando i loro diritti, non saranno mai ascoltati dai governanti al potere, anzi li metteranno a tacere con l’etere delle armi.L’altro tema è l’esistenzialismo: “Il fiume della vita è corrente e il suo corso è tempestoso”. poeta con questo verso significa che la nostra vita, giorno dopo giorno, si spegne come la luce di una candela e che, in quel periodo della vita, possono sorgere spine che ci causeranno un dolore profondo. Congratulazioni poeta Antonio Guevara. Hai cominciato a camminare letteralmente con il piede giusto.
Andrés Díaz Núñez
***
Domande di Pietro La Barbera
Sei più abituato ad avere risposte o più abituato a fare domande?
Cerco di avere più domande, di avere più risposte. Penso che sia qualcosa che l’uomo fa inconsciamente.
Dobbiamo sempre meravigliarci degli altri o dobbiamo sempre meravigliarci di noi stessi?
Ci sono momenti di solitudine, dove non c’è altra scrupolo che essere orgogliosi di noi stessi. Personalmente però provo più soddisfazione quando vedo, soprattutto gli amici, le meraviglie che riescono a realizzare da soli.
Smetti di credere nei sogni quando invecchi o invecchi quando smetti di sognare?
Infatti, è quando invecchi che ti rendi conto di quanto devi ancora ottenere e nasce l’impulso a sentirti di nuovo giovane. Non invecchi quando smetti di sognare, muori.
Sei fortunato perché sei felice o sei felice perché sei fortunato?
La Provvidenza può forse essere un derivato della felicità. Ogni persona considera il casuale come qualcosa di buono o cattivo a seconda del tempo e del contesto. Logicamente, chi è felice guarderà sempre con favore alla fortuna. Potrebbero esserci momenti in cui mi sento felice di essere fortunato, ma non credo che nessuno sia fortunato per essere felice. Vedi alcune persone che, essendo infelici, sono fortunate e, nonostante ciò, non riescono a raggiungere quell’emozione che tanto cercano.
È più facile dare il cattivo esempio o è più difficile dare il buon esempio?
Ci sono molti cattivi esempi. La cosa difficile è dare il buon esempio. O meglio, è difficile essere un buon esempio.
È più difficile realizzare una buona idea o convincere gli altri che l’idea da realizzare è una buona idea?
Fa parte del processo. Per prima cosa devi realizzare una buona idea, il che è di per sé difficile. Se la tua idea è abbastanza buona, non sarà difficile e nemmeno necessario convincere gli altri a seguire il tuo modello.
È meglio farlo o è meglio farne a meno?
Immagino che sarebbe meglio provare. Ciò che viene dopo è un risultato soggettivo.
La vita dovrebbe essere giudicata da ciò che raccogli o da ciò che pianti?
Se pianti male, il raccolto sarà cattivo. Ci sono però persone che, per puro caso, ottengono un ottimo raccolto, anche quando trascurano le loro piante. Mi vedo a un bivio dal quale solo l’esperienza potrà tirarmi fuori.
Cosa manca nella malinconia, tenendo conto che la malinconia è la felicità di sentirsi tristi?
Solitudine. Essere in pace con se stessi, con la malinconia, è, secondo me, la migliore esperienza di questa vita.
La bellezza va consumata o protetta?
Protetta, la qualità non è abbondante.
È quasi estinta.
Di seguito 3 poesie del poeta Antonio Victor Guevara Escobar
Giostra
La giostra della vita gira e salta da epoche instabili inseguendo il superfluo incauto, forse alcuni di loro cadranno.
La giostra della morte è un volume di graffi, quando bacchette d’acciaio bruciate, bambole solitarie contemplano l’andirivieni della vita e il miraggio della morte, Che succede!
Si sa che il dolore di chi soffre è la gloria dell’eterno; Che la bellezza di una Rosa è la spina di altre mani, la formula perfetta del dolore, le frecce lontane, del nostro sangue.
E la vita e la morte sono come una giostra, una giostra che, dopo aver masticato tanti bersagli, affetti, suppliche e grida, decide di affrettare il trotto, e di rallentare il passo.
***
Controlla il silenzio
Silenzio.
Nelle case, nelle grida e nelle urla.
Nella parola tremula e senza sorriso, imbavagliata quando vuole reclamare: Perché non ascoltano la voce del povero? Tace quando di marcia in marcia, in mezzo al sangue ribollente, non suona.
più dell’acqua.
Silenzio,
onnipresente,
nei templi, nelle ali cadute di Dio,
o nel corpo ardente,
cosparso di bianca cenere,
di un cuore abbattuto di schiuma.
Non odi il silenzio?
Certo,
d’inverno i poeti la combattono.
Ho paura.
Ti temo perché
Non posso piegare i tuoi aratri,
o macchiano di sangue i loro campi,
o addirittura concludono un requiem,
con le loro matite.
***
Esistenza
Non esiste,
La morte è una bugia.
sì, il delirio di non nascere,
di non esistere,
di non vivere,
di non sentire, di non amare.
La morte è una chimera,
c’è la sofferenza della mezzanotte,
del giovedì nel tramonto rosso.
nei parchi,
quando due rose si tagliano e le loro spine strappano il manto dell’amore.
Quello che vedi,
Non c’è la morte, c’è il fuoco, il fuoco delle sorgenti, quello che si vede sulle alture, e sui tetti nell’ora che tramonta, il vento.
Non esiste la morte, forse è solo un miraggio nascosto che,
sotto i pilastri dei palazzi,
ci perseguita.
E chissà, se un giorno,
le nostre ombre
si ritroveranno sui tetti, e si scopre che la morte sono io.
***
Hola Hola Gente maravillosa !! Buen dia!! Soy Elisa Mascia de San Giuliano di Puglia (Italia). poetisa, escritora, declamadora, divulgadora cultural en el mundo.
Continúan con
Pietro La Barbera, locutor de radio, escritor y creador del proyecto “La voz de la oscuridad” y “el teatro en la oscuridad” para dar la oportunidad de ver a quien no tiene la oportunidad de ver, Escuchando.
la búsqueda de la “Verdadera belleza” conociendo el alma especial de Antonio Víctor Gabriel Guevara, Joven poeta de (Perù), autor del libro “Jaque al Silencio”
que hoy presenta
Preguntas :
¿Estás más acostumbrado a tener respuestas o más a hacer preguntas?
Busco tener más preguntas, para lograr tener más respuestas. Creo que es algo que el hombre hace inconscientemente.
¿Deberíamos siempre maravillarnos de los demás o deberíamos siempre maravillarnos de nosotros mismos?
Hay momentos de soledad, donde no queda otro reparo que el de enorgullecernos de nosotros mismos. Sin embargo, personalmente siento más satisfacción al ver, en especial a amigos, las maravillas que logran por cuenta propia.
¿Dejas de creer en los sueños cuando envejeces o envejeces cuando dejas de soñar?
De hecho, es cuando envejeces que te das cuenta lo mucho que te falta por lograr, y sucede ese impulso de sentirse joven de nuevo. No se envejece cuando se deja de soñar, se muere.
¿Tienes suerte porque eres feliz o eres feliz porque tienes suerte?
La providencia tal vez puede que sea un derivado de la felicidad. Cada persona toma al azar como algo bueno o malo según el tiempo y contexto. Lógicamente alguien feliz, siempre verá con buena cara a la suerte. Posiblemente, haya momentos en los que me sienta feliz por tener suerte, pero no creo que alguien tenga suerte por ser feliz. Véase algunas personas, que siendo infelices tienen suerte, y aun así, no pueden llegar hacia esa emoción que tanto buscan.
¿Es más fácil dar un mal ejemplo o es más difícil dar un buen ejemplo?
Ejemplos malos, hay por montones. Lo difícil es dar un buen ejemplo. O mejor dicho, es difícil ser un buen ejemplo.
¿Es más difícil implementar una buena idea o convencer a otros de que la idea a implementar es una buena idea?
Es parte del proceso. Primero hay que implementar una buena idea, que es de por sí difícil. Si tu idea es lo suficientemente buena, no será difícil e incluso necesario convencer a los demás de seguir tu modelo.
¿Es mejor hacerlo o es mejor prescindir?
Supongo que sería mejor intentarlo. Lo que venga después, es un resultado subjetivo.
¿Debería juzgarse la vida por lo que cosechas o lo que plantas?
Si plantas mal, la cosecha será mala. Sin embargo, hay gente que por mero azar, su cosecha es excelente, aun cuando despreocupo sus plantas. Me veo en una encrucijada del que solo la experiencia me hara salir.
¿Qué se echa de menos en la melancolía, teniendo en cuenta que la melancolía es la felicidad de sentirse triste?
La soledad. Estar en paz con uno mismo, melancólicamente es, a juicio mío, la mejor experiencia en esta vida.
¿La belleza debe consumirse o protegerse?
Protegerse, la calidad no abunda. Está casi extinta.
***
Datos biográficos de Antonio Víctor Gabriel Guevara.
Antonio Victor Gabriel Guevara Escobar nació en Trujillo el seis de diciembre del año dos mil cuatro. Sus estudios de inicial, primaria y secundaria los ha realizado en la Institución Educativa “Rafael Narváez Cadenillas”, de la Universidad Nacional de Trujillo.
Desde el tercer año de secundaria participa del Proyecto Literario “POESIA JOVEN”, dirigida desde hace veinte años por el prestigioso intelectual y poeta Manuel Medina Velásquez.
Ha realizado estudios de FOTEM en el Conservatorio Regional de Música “Carlos Valderrama”, en lo que ha obtenido una mención honrosa en el Concurso Nacional “Pianistas del Futuro”. Ha participado en recitales de piano y en el Primer Encuentro Norteño de escritores denominado “JUAN PAREDES CARBONELL. Ha participado en algunas antologías literarias publicadas por el Proyecto Poesía Joven.
Siguió cursos de periodismo y redacción de cuentos realizados por la editorial INFOLECTURA, a cargo del columnista del diario La República, Eloy Jauregui. Es redactor de la revista de Noticias Espaciales, Arte y Ciencia “FRONTERA ESPACIAL” de España y tiene una Mención Honrosa en el Concurso Literario Poético Regional por el Bicentenario en la ciudad de Trujillo.
***
“Jaque al silencio”, es un poemario escrito por el joven poeta trujillano Antonio Guevara Escobar. Antonio maneja acertadamente el verso libre y los tropos. Esto significa que Antonio Guevara, ha leído con mucha aten- ción los poemas de los grandes poetas peruanos y extranjeros. En Jaque al silencio, observamos la presencia de dos temas fundamentales: la pobre- za y el existencialismo. ¿Por qué al pobre no atienden su voz?”, es verso clave que usa el poeta, para desarrollar la pobreza por la que atraviesan millones de personas las cuales, aunque marchen, protesten, griten o derramen su sangre por las calles reclamando sus derechos, jamás serán escuchadas por los gobernantes de turno, y, más bien, éstos les silenciarán con el éter de las armas. El otro tema es el existencialismo: “El río de la vida es corriente y su cauce tormentoso”. El poeta con este verso nos quiere decir que nuestra vida, día a día, se va apagando como la luz de una vela y que, durante ese tiempo de vida, pueden surgir espinas que nos causarán profundos hincones. Felicitaciones poeta Antonio Guevara. Has empeza- do a caminar literariamente con pie derecho.
Andrés Díaz Núñez
Carrousel
El carrousel de la vida da vueltas y salta de entrecortadas edades acechando incautos supérfluos, capaz alguno cae.
El carrousel de la muerte, es volumen de arañazos, cuando cañas de acero quemando muñecas contemplan solitarias el vaivén de la vida y el espejismo de la muerte, ¡Qué va!
Se sabe que el dolor del sufrido, es la gloria del eterno; Que la belleza de una Rosa, es la espina de otras manos la fórmula perfecta del dolor, las flechas distantes, de nuestra sangre.
Y la vida y la muerte son como carrousel, un carrousel que de tanto mascar dianas, cariños, súplicas y llantos, decide jadear su trote, y su paso relajar.
****
Jaque al silencio
Silencio.
En las casas, en los llantos tarjando gritos.
En la trémula palabra sin sonrisa, amordazada cuando quiere reclamar, ¿Por qué al pobre no atienden su voz?, calla cuando de marcha en marcha, entre sangre hirviente, no suena
más que agua.
Silencio,
omnipresente,
en los templos, en las alas caídas de Dios, o en el cuerpo encendido, salpicado de blanca ceniza, de un corazón derribado de espuma.
¿No odias al silencio?
Ciertamente, de invierno los poetas lo combaten.
Le temo.
Le temo porque
no puedo arrugar sus arados,
o manchar de sangre sus campos, o siquiera concluir en un réquiem, de sus lápices.
***
Existencia
No existe,
La muerte es mentira.
sí el delirio de no nacer,
de no existir,
de no vivir, de no sentir, de no amar.
La muerte es quimera,
existe el sufrimiento de las doce,
los jueves en el rojo atardecer. en parques, cuando dos rosas se cortan, y sus espinas rasgan el manto del amor.
Lo que se ve,
No existe la muerte, sí el fuego, el fuego de manantiales, el que se ve en los altos, y azoteas a la hora que se oculta, el viento.
No existe la muerte, tal vez es solo espejismo oculto, que, bajo pilares de casonas, nos persigue. Y quién sabe, si algún día, nuestras sombras encuentren
azoteas, y resulte que la muerte, sea yo.

Leggi anche 👇
Evento culturale della domenica con Pietro La Barbera ed Elisa Mascia il giovane poeta del Perù: Antonio Victor Guevara Escobar